Acqua che scorre

L’ultimo post di questa rubrica risale al 29 novembre 2010(!!!). Fatto sta che fino a quando non ho nuovi elementi, che in qualche modo contraddicano o confermino ciò che ho scritto precedentemente, credo sia inutile parlarne, anche perché ci sono un sacco di altri argomenti molto interessanti da sviscerare, anzi pure troppi (aiuto)!

acqua quale comprare

L’altro giorno però stavo leggendo un articolo piuttosto interessante su un blog americano, proprio riguardo i vari metodi di depurazione dell’acqua, e ho pensato fosse utile riportarvi ciò che dice (soprattutto per chi magari non legge l’inglese) e riprendere l’argomento, qui nel post e poi magari con voi nei commenti. Nessuna novità eclatante, solo qualche considerazione, anche alla luce di chi come me possiede da qualche anno l’impianto di depurazione a osmosi inversa (vero, Loretta?).

Non vi traduco letteralmente l’articolo, provo solo a riportarvi quello che ho capito io, diviso per argomenti; se notate imprecisioni o errori correggete senza pietà :-)

Acqua del rubinetto

Il post inizia dicendo che la legge americana più recente riguardante l’acqua, il “Safe Drinking Water Act”, risale al 1974 (!). Degli oltre 60.000 “chemicals” utilizzati negli States, questa legge ne regola solo 91 (si parla specificamente della situazione Statunitense, ma qualcosa mi dice che noi non stiamo messi molto meglio).

Pare infatti (notizia del 2008) che negli Stati Uniti siano stati trovati nell’acqua del rubinetto antibiotici, ormoni, antidepressivi e svariati altri tipi di farmaci; ovviamente le singole quantità rilevate sono bassissime, chi può dire cosa può succedere all’organismo quando deve avere a che fare con tante piccolissime dosi tutte insieme? Questa roba finisce nell’acqua perché quest’ultima viene depurata per diventare potabile, ma nei test di controllo non sono previsti quelli per i farmaci.

Il post spiega anche che nell’acqua del rubinetto negli Stati Uniti viene aggiunto Fluoro, e che esistono gruppi di consumatori agguerritissimi che tentano di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla pericolosità di questo elemento per adulti e bambini.

Non parliamo poi del cloro, presente in grande quantità; nell’articolo l’autrice sostiene che oltre al fatto che rimuovere tutti i batteri dall’acqua sia una pratica opinabile l’aspetto peggiore dell’aggiunta di cloro sta nel fatto che durante la doccia o il bagno questo viene inalato e assorbito dalla pelle, cosa ancora peggiore di assumerlo bevendo, perché non viene filtrato dai reni e dal sistema digestivo ma entra direttamente nel circolo sanguigno, oltre a essere irritante per bronchi e polmoni. Pare esistano filtri per la doccia e per il bagno in vasca che rimuovono (o inattivano, o trasformano?) gran parte del cloro presente nell’acqua, in mancanza di altri sistemi di filtrazione.

Acqua in bottiglia

l’autrice del post spiega che il 24% delle bottiglie vendute negli States sono l’Aquafina della Pepsi o la Dasani della Coca Cola; tutti e due i tipi non sono altro che acqua del rubinetto purificata (con osmosi inversa?) e imbottigliata. Pare inoltre che il governo americano abbia regole più restrittive sull’acqua di rubinetto che su quella imbottigliata, non solo per quanto riguarda la carica batterica ma anche per vari altri parametri (roba che nell’acqua imbottigliata nel PET è stato trovato ad esempio Antimonio). Inoltre come forse già sapete l’acqua imbottigliata costa tipo 500 volte di più di quella del rubinetto e la produzione delle bottiglie di plastica richiede tre volte l’acqua che serve per riempirle o.O

Osmosi inversa

Questo sistema lo conoscete bene se avete letto gli altri post di questa rubrica, e sapete che è quello che dopo tante riflessioni abbiamo deciso di adottare anche noi. L’autrice lo etichetta come “worst”, cioè “peggiore” :-(

L’acqua viene forzata a passare attraverso una membrana semipermeabile, che ha dei fori attraverso i quali passano solo molecole piccolissime (come quelle dell’acqua). Quindi non passano nitrati, metalli come arsenico, fluoro, rame, piombo, etc, che hanno molecole più grandi. Questi metalli non vengono però rimossi al 100% (non capisco perché, se qualcuno ha un’idea, parli ora o taccia per sempre!).

L’autrice dell’articolo afferma che l’osmosi inversa non rimuove il cloro, e i VOC, che sono degli “interferenti endocrini”, a meno che l’acqua non passi prima in un filtro a carbone. In realtà i sistemi di filtrazione a osmosi inversa, come anche il nostro, hanno *due* filtri a carbone montati di serie, prima della membrana. Probabilmente l’autrice si riferisce al filtro in sé, e non al sistema di filtrazione che viene montato di solito, certo è un’affermazione un po’ fuorviante.

Tra i difetti “veniali” si può annoverare senz’altro che l’osmosi inversa può essere montata su un solo rubinetto alla volta (esistono anche sistemi che possono essere messi a monte della conduttura casalinga, ma se ben ricordo sono costosissimi); quindi l’acqua per tutti gli altri usi, comprese le abluzioni personali, non può essere depurata.

Il grosso problema di questo sistema, a detta del post, è che i minerali vengono quasi completamente rimossi (ad esempio il 99% del calcio e del magnesio) dall’acqua; addirittura l’autrice sostiene che la coltura di Kefir non sopravvive nell’acqua osmotica perché ci sono troppo pochi minerali, e che se quest’acqua non va bene per il Kefir probabilmente non va bene neanche per la nostra salute.

La questione minerali se ben ricordate la affrontai qui sul pasto nudo un bel po’ di tempo fa, e le conclusioni a cui giunsi furono che senza dubbio sarebbe stato meglio disporre di un’acqua con una certa quota di minerali *biodisponibili*, ma che, a parte i dubbi, appunto, sulla loro biodisponibilità (ricordate le spiegazioni di Roberto Serino sui minerali inorganici e organici, etc etc?) era comunque meglio bere un’acqua senza minerali che una con minerali nocivi. Nell’articolo concludevo anche che, pur nell’ipotesi che un’acqua così “pura” chelasse in parte i minerali e gli elettroliti dal nostro organismo, nell’ambito di un’alimentazione equilibrata, quindi ricca di frutta e verdure fresche, di minerali biodisponibilissimi (questi sì) se ne assorbono a palate (sebbene questo articolo linkato nel post affermi che i minerali non sono assorbibili dalla frutta e dalla verdura, sostenendo questa teoria con un sorprendente “non so esattamente perché” o.O), e che quindi l’acqua osmotica era il male minore, e sicuramente la migliore alternativa, immediatamente dopo la “Spring Water”, cioè l’acqua di sorgente.

Devo ammettere però che articoli come questo, nel quale l’acqua osmotica viene definita come “la farina 00” delle acque, fanno un po’ vacillare la mia convinzione, che però rimane in piedi visto la mancanza di alternative.

Caraffe filtranti

Le caraffe utilizzano granuli di carbone “attivato” per depurare l’acqua dalle tossine. Secondo l’articolo però sono inefficaci, perché rimangono nell’acqua tra il 20% e il 100% dei contaminanti; inoltre non vengono rimossi gli “interferenti endocrini” e i metalli pesanti. Sono molto lente (ci vuole quasi un’ora perché il filtro faccia il suo dovere), filtrano poca acqua alla volta, e i filtri vanno cambiati continuamente.

Aggiungerei, se ben ricordo le lezioni di Roberto, che nelle caraffe la carica batterica prolifica, e inoltre per trattenere il calcio viene rilasciato sodio, e insomma sulle caraffe siamo tutti d’accordo che siano del tutto inutili se non dannose (anche se l’autrice del post le definisce “migliori (dell’osmosi!) ma non ideali”… non capisco su quali basi, visto quello che scrive).

Filtro con un blocco solido di carbone

Di questo non ne avevo mai sentito parlare. Secondo il post è il migliore per l’acqua da bere e per cucinare; ne viene indicato anche uno in particolare, cosa che ovviamente mi induce il famoso atroce sospetto o.O

Rimuove pesticidi, erbicidi, residui chimici industriali, batteri, metalli pesanti, cloro, e fluoro (quest’ultimo necessita di un filtro ulteriore). I minerali essenziali rimangono nell’acqua (quali? e come fanno a rimanere alcuni metalli, e altri no?), si può cambiare meno spesso dell’osmosi inversa, ed “è pure carino” (ma lo sa che più la guardo e più mi convinco che lei non è affatto brutto sa?! 35:20!) o.O

Acqua di sorgente

Eh. Pure a me piacerebbe avere un ruscello di montagna che scorre dietro casa per abbeverarmi e lavare le stanche membra; come scrive anche l’autrice del post, la migliore acqua *in assoluto*, piena di elettroliti, minerali raccolti dal suo scorrere in mezzo alle rocce montane, e, come direbbe Masaru Emoto, carica di meravigliosa energia vitale, un’acqua *viva*. Per dire, quando vivevo in Alto Adige la suddetta usciva dai rubinetti, ed era una meraviglia assoluta.

Ho considerato molto spesso (non sapete quanto seriamente) l’idea di trasferirmi su quei monti praticamente anche solo per l’acqua, ma sono un essere troppo legato al mare, non ce la posso fare, almeno per adesso.

Sappiate che negli States prendono la “Spring water” talmente sul serio che hanno creato un fantastico sito, che sia chiama Find a Spring, con una mappa di tutte le sorgenti più pulite, più sane e più salutari dislocate in tutto il continente americano. Uno dei motivi per i quali adoro questo popolo (sì, lo so, hanno anche tanti difetti, ma concentriamoci sulle cose belle!!).

Per chi non ha la gioia di vivere accanto a una sorgente cristallina (stiamo parlando di alta montagna, eh, non mi andate a bere l’acqua del Tevere!) rimangono solo le bottiglie (in vetro) di acqua di sorgente, quella vera, le migliori attualmente secondo me sono la Plose e la Lauretana, se ne conoscete altre scrivetelo!! Il problema è sempre lo stesso: queste bottiglie viaggiano su ruote, quindi oltre a essere costose sono molto inquinanti, ed è pure complicato approvvigionarsene e stoccarle.

Altri sistemi di depurazione, scartati

In calce al post, l’autrice spiega che non ha preso neanche in considerazione acqua filtrata a ioni, distillata (troppo acida), e alcalina (troppo alcalina), perché non le ritiene salutari e non adatte a mantenere l’omeostasi delle nostre cellule.

Conclusioni

Considerato tutto ciò, pur con tutti i dubbi del caso, noi continueremo a usare acqua filtrata con l’osmosi inversa (alternandola quando riusciamo con acqua di sorgente in bottiglia). In speranzosa attesa di un’alternativa migliore.

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2 comments

  1. Graziella Carnevali ha detto:

    Ecco, l’articolo che mi ci voleva. Perchè è da un pò che sto cercando di risolvere il problema “acqua a casa mia”, senza esserci riuscita. Il filtro a osmosi inversa come idea mi è sempre piaciuta, ma il mio budget per ora non me lo permette, anche perchè non mi risolverebbe il problema primario: evitare che le tubature e tutti gli elettrodomestici (bollitore solare termico compreso) vadano a puttt…per l’eccesso di calcare. Pare che il problema si risolverebbe con un addolcitore, ma non del tutto (che comunque, installato, costa circa 1.500 euro): poi però non potrei più bere l’acqua, perchè sarebbe troppo ricca di sodio. Ora, non è che mi sparo ogni giorno litri di acqua calcarea e piena di cloro, ma a volte mi dimentico di comprare quella in bottiglia e con l’addolcitore morirei di sete…Però quel filtro di cui tu parli “blocco solido di carbone” per depurare tutta l’acqua di casa, con, in più, un sacco di filtrini per “ogni veleno possibile e immaginabile l’ho visto in un grosso super-brico, ad un prezzo davvero contenuto (se non sbaglio circa 100 euro). L’addeto mi ha spiegato che l’ideale sarebbe abbinarlo ad un addolcitore, ma torniamo al problema di prima. Esistono però addolcitori da mettere a monte dell’entrata dell’acqua calda (che è quella che produce più calcare), anche quelli sui 100 euro. Non so, come soluzione può andare? Oltre al fatto che sto cercando di sensibilizzare gli abitanti del paese (devo dire con risultati disastrosi per ora, la gente dorme sugli allori) a pretendere che sia il comune (proprietario dell’acquedotto) a mettere a monte tutti i filtri necessari, visto che qui l’acqua la paghiamo come oro (pur essendo un bene comune)!

  2. Andrea Pacini ha detto:

    Trovo che abbia un buon sapore la S. Anna (di Vinadio?)
    D’accordo su quella che esce dallo sfasciume dolomitico.

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