Autogestione!
Potrei dire che ho riflettuto a lungo sull’opportunità di scrivere questo post, sulle possibili implicazioni presenti e future, e sul fatto che sia coerente con il mio modo di pensare, e in armonia con il mio desiderio di rendere il pasto nudo un punto di riferimento per chiunque decida di scrollarsi di dosso le bugie e le favole che ci hanno raccontato sul cibo negli ultimi trent’anni, e di nutrirsi in modo consapevole, e anzi di utilizzare il cibo, quando è possibile, per curare se stessi.

La realtà è che quando stamattina zac mi ha detto “ma sarebbe così assurdo se tu…” io come al mio solito, da perfetta incosciente quale sono sempre stata, ci ho pensato tipo un minuto e mezzo, e poi ho deciso “ok, a me sembra giusto, quindi lo faccio”.
Ed eccomi qui.
A gennaio del nuovo anno il pasto nudo per quanto mi riguarda compirà un anno di vita, anche se ci sono alcuni post precedenti a questo mese, che però erano stati originariamente pubblicati sul conosciutissimo blog di Francesca, dove lei, con il suo intuito infallibile, mi aveva convinto a tenere una rubrica che parlasse di cucina consapevole.
Devo precisare che fin dalle primissime volte che ho avuto a che fare con la rete, quando ancora esistevano solo i modem che facevano “bip… biiiiip… biiiiiiiiiiiiip…” e poi cadeva la linea e bisognava ricominciare da capo, sono stata abituata a considerarla come un mezzo totalmente scevro dalle logiche commerciali, la strada che avevo sempre cercato verso la libertà, di opinione, di scelta, la libertà dalle convenzioni e dalle imposizioni che venivano dall’alto; qualche giorno fa parlavo appunto con zac di quanto profondamente la rete stia cambiando l’impostazione della nostra società, e del fatto che la gestione delle informazioni non viene più decisa dall’alto, ma dalle singole persone attraverso quelli che sono in effetti i loro diari personali.
Insomma, dal gennaio 2009 il mio blog è cresciuto come mai avrei creduto; tante persone interessanti si sono avvicinate e hanno deciso di collaborare mettendo a disposizione la loro preziosa esperienza… Anna, Bruno, Claudia, Elena, Paola, non finirò mai di ringraziare voi per la vostra generosità e la mia buona stella per le fortuite intuizioni che mi offre.
Il fatto è che, come tante di voi che come me hanno un blog di cucina possono immaginare, pubblicare tre post alla settimana vuol dire passare tutto il giorno a lavorare, tra spignattare (che è la parte per me più bella e rilassante), fotografare, annotare, scrivere e correggere cento volte, tenere i rapporti con tutte le persone che collaborano e sopra tutto rispondere ai commenti dicendo cose sensate e cercando di essere esaustivi.
Insomma è un vero e proprio lavoro, che un po’ alla volta mi ha portato via dal mio lavoro di designer, con conseguenze negative dal punto di vista economico. Per questo, credo sia giusto che in qualche modo sia sostenuto economicamente, per permettermi di proseguire con la serenità, il tempo e l’impegno necessari.
Purtroppo, o per fortuna, per mia impostazione personale non sarò mai capace di scendere a compromessi su nulla; ad esempio pochi giorni fa sono stata costretta a declinare il gentile invito della Voiello a una loro kermesse che si svolgerà a Roma la settimana prossima, cercando disperatamente di non risultare scortese (come inevitabilmente si risulta quando si fanno delle scelte così precise come la mia), perché non solo non avrei potuto mangiare con loro, vista la mia impostazione bio, ma non avrebbe neanche avuto senso parlarne sul pasto nudo.
Questa coerenza di cui sopra cancella totalmente la possibilità che io possa mai accettare soldi (o merce) per scrivere qualsiasi cosa su qualsiasi argomento, anche se si tratta di cose in cui credo.
E allora?! Come è possibile che un blog sostenga se stesso economicamente?
A parte quelle poche fortunate che per qualche motivo hanno già tutto ciò che gli serve per vivere, e quelle per le quali scrivere sul web è un hobby che corre parallelamente al proprio lavoro, le (e i) foodblogger che vogliono sopravvivere grazie al loro blog di solito o propongono dei corsi di cucina (come ho fatto io con i corsi di panificazione), o accettano di esporre banner pubblicitari (con guadagni veramente inadeguati), oppure fanno catering o pubblicano libri, o lavorano nell’ambito della fotografia del cibo, insomma tutto ciò che gira attorno al mondo dell’alimentazione che tutte noi troviamo tanto interessante.
Ma come potrà mai evolversi questa situazione? Cosa diventerà la rete tra tre o cinque, o dieci anni?
Secondo me una delle possibili soluzioni è la donazione spontanea.
Questa forma di autosostentamento non è nuova della rete; potete trovarne notizie estremamente esaustive sul blog di Paolo Attivissimo, un giornalista informatico molto conosciuto, che spiega come a questo scopo si possa utilizzare Paypal o addirittura si possano inviare soldi in una busta (!) utilizzando le Poste.
Paolo parla di come questo tipo di microfinanziamento (in genere si tratta di un euro o poco più) possa riuscire a tenere viva la libertà di opinione, e io trovo che sia un’idea intelligente, onesta e perfettamente in linea con la filosofia di libertà alla quale è ispirata la rete.
Eccovi spiegato perché da oggi vedrete nella colonna destra un tasto per sostenere il pasto nudo: come giustamente dice Paolo, le donazioni non danno diritto ad alcun trattamento particolare, ma solo “alla calorosa gratitudine del proprietario del blog e alla rincuorante consapevolezza di aver contribuito a tenere viva l’informazione indipendente”.
Voglio anche lanciare un appello a tutte le foodblogger che abitano la rete: vorrei sapere cosa ne pensate, come fate voi: avete mai progettato di vivere del vostro blog, e se sì, come?
Insomma, avrei tanto piacere di sentire la vostra voce, io sono qui.


11 dicembre 2009 alle 08:08
Ciao!beh non ci vedo nulla di male anche perchè crecare di proporre una cucina diversa e propdotti di qualità comporta una spesa maggiore…e poi chi non vuole può anche non donare nulla, non è una cosa obbligatoria. Per quanto mi riguarda, mi piacerebbe solo ricevere qualche commentino in più sulle mie (già lo so) scadenti ricette…un bacione!
11 dicembre 2009 alle 09:05
beh, lo trovo legittimo.
il primo sito di cucina di cui tanti anni fa mi sono imbattuta ed invaghita, cooker.net, vive più o meno così, grazie ai sostenitori.
non vedo perché non possa farlo anche un blog.
sottoscrivo in pieno. :-)
ps: poi devo confessare che più giro nei foodblog e più mi chiedo tra me “ma queste nella vita non hanno altro da fare? dove lo trovano tutto quel tempo tra provare le ricette, fare foto e scrivere papiri sui blog?” e poi mi rispondo da me. e mi dico che volere è potere e se le cose si fanno con passione, allora il tempo si trova. :-)
11 dicembre 2009 alle 10:09
Chiaro che concordo…mica stai obbligando nessuno…voglio dire: se io vado dal giornalaio, non posso prendermi il giornale ed uscire senza pagare. Mentre qui la libertá di lettura é comunque garantita. Poi, se qualcuno vuole dare qualcosa, almeno sa come puó farlo. Credo che, come per tutte le cose, dipenda solo dal buon senso.
Poi, io ti auguro comunque di cuore che la prossima volta tu venga invitata dalla Dr. Hauschka, o dalla Berchtesgadener che produce il latte bio…(che tanto sta per succedere, me lo sento, me lo sento…).
Tutto questo, comunque, devo ammetterlo, é una cosa che da quando vivo all´estero ho scoperto essere tipica italiana: sentirsi quasi in colpa per guadagnare facendo *anche* qualcosa che piace… saranno strani retaggi culturali…mah!
PS: ehm…io di pagamenti elettronici e virtuali non ci capisco nulla…ma secondo te, perché volevo un indirizzo “vero”? ;-))
Buona fortuna per una nuova rinascita, un po´ come a Natale…
11 dicembre 2009 alle 12:31
Ciao, fai bene, e ho anche un’altro consiglio: perchè non ti proponi tu alle aziende che ti interessano?………………………^__^
11 dicembre 2009 alle 12:33
ci penso con calma… sono combattuta, da una parte dico che non c’è nulla di strano o di sbagliato, dall’altra mi sembra uno snaturamento… ci penso con calma e te lo dico!
(comunque di fondo sono assolutamente d’accordo con te: o non si ha niente da fare oppure diventa un’occupazione niente male, infatti chi non lo fa come lavoro ha dei periodi vuoti… vedi me!)
11 dicembre 2009 alle 12:43
Io penso che il tuo discorso non faccia una piega.
Già io che scrivo sicuramente in modo molto meno approfondito di te, usando il blog più che altro come uno svago, mi rendo conto di quante vagonate di ore ci vogliano, di quanta pazienza, di quanta precisione.
Posso immaginare che per te, che tratti temi particolari e specifici, che cerchi di attenerti alla tua filosofia di cibo e di vita, sia ancora più difficile,e per quanto piacevole, comunque dispendioso come tempo ed energie.
Per questo sono d’accordo con claudia e con l’esempio del giornalaio.
E per questo voglio dirti che vedere il tuo splendido blog trasformarsi pian piano in un’occupazione mi fa davvero piacere, qualsiasi cosa bella verrà, e sono certa che ne arriveranno a vagoni, sarà tutta meritata.
Un abbraccio
11 dicembre 2009 alle 12:52
ah sì, beh, grazie per la visita.
che ti ho dato il link per i miei pensieri sparsi e non per il blog dove parlo (e soprattutto parlerò) anche di te. qui!
:-)
11 dicembre 2009 alle 15:13
Cara Izn essere informati costa e non solo di tempo. Ma mi faró carico di questo costo molto volentieri, se questo significa aiutarti ad essere indipendente, continuare a deliziarci con le tue ricette che consulto regolarmente e per continuare a fornirci tutte le interessanti informazioni che ci arrivano attraverso di te, conoscendone la loro serietá. Baci baci
11 dicembre 2009 alle 16:28
Cara izn,
io condivido la tua scelta, per me è una cosa normale e più che etica pensare ad un sostentamento (del tutto volontario) per il blog. Molto dipende anche uno come lo vive, per molte è solo un passatempo, ma chi crede al blog come qualcosa in cui investire è giusto arrivare a questo ragionamento. Anche io penso alle forme di “guadagno” attraverso il blog, anche se per me il discorso è un po prematuro, certo è che non è facile trovare la forma che più ti si addice. La donazione però mi sembra un’idea molto valida, è usata anche sui siti dove puoi scaricare musica lecita gratis.
alla prossima
Ps grazie per i links al mio blog :-)
11 dicembre 2009 alle 18:07
Cara izn, uniti si vince!
Un piccolo contributo individuale, diventa un grande sostegno alla libertà di manifestare liberamente il proprio pensiero e idèe.
Un lungo cammino, comincia con un piccolo passo.
un bacio:-)
11 dicembre 2009 alle 19:43
@izn: Io non sono un FoodBlogger e ti faccio una domanda secca, ma come mai hai aspettato un’anno a fare questo? io sono daccordissimo con la tua idea e provvederò immediatamente, solo a pensare di quanto lavoro c’è dietro a tutto questo che già ne parlammo e capisco perfettamente sia te che le altre FoodBlogger.
Allora dai sfogo alla tua passione e vedrai che tutti/e ti seguiranno, anche perchè noi a Napoli diciamo ” chi lavora spetta premio” e tu lavori tanto izn, io lo so, non hai mai tempo per tutto.
Gi auguri più sinceri da parte mia
un’abbaccio
11 dicembre 2009 alle 19:52
Come diremmo qua, non mi sembra un’idea *malvagia*..perché no..in fondo, non è mica obbligatorio e se uno ritiene interessanti le informazioni che passano da questo blog, perché non sostenerle, del resto è un po’ come l’abbonamento ad una rivista.
Ora, però, tanto per orientarsi, c’è un minimo e un massimo per le donazioni? per esempio, non so se ti è mai capitato di dare un occhio ai bollettini dell’Unicef o Medici senza frontiere o Emergency, ci sono vari importi a seconda che si voglia fare una semplice donazione o essere soci sostenitori, così uno si fa un’idea…Scusa se ti chiedo questo, ma io sono una di quelle che fa il piano delle somme, cioè, somme è una parolona..piccoli importi, da destinare a quelle associazioni che ritengo importanti..sai, una volta una, un’altra volta l’altra e così via….ahh, come vorrei poter aiutare tutti! ci vorrebbe proprio una bella vincita…ma se non gioco mai..!!Comunque mai mettere limiti alla provvidenza!
11 dicembre 2009 alle 20:00
Per me,il discorso non fa una grinza..se poi l’offerta e’ libera,penso sia ancora piu’ semplice,considerando i tempi che corrono!Bacioni!!!!!
11 dicembre 2009 alle 22:14
carissima, è un pò che manco anche se il tempo per un’occhiatina anche veloce ai nuovi post, lo trovo sempre. Volevo dirti che ti appoggio e come dice jennifer il tuo discorso non fa una grinza.. E poi volevo aggiungere che ci sono blog e blog .. come già ebbi occasione di dirti. Il pasto nudo non serve a te stessa per dirti alla sera ammazza quanto so brava e quanti bei pensieri che c’ho nella testa o quanto so brava a scrivere o a fotografare.. insomma ci siamo capiti . Per carità vanno bene pure quelli se servono a chi li fa a star meglio no? Però il pasto nudo è diverso tu ti impegni lavori un botto e si vede. E chi vuole trova oltre alla ricettina anche informazioni utili. quindi vai avanti per la tua strada. Baci
11 dicembre 2009 alle 22:55
cara.
hai toccato un paio di punti fondamentali e che mi riguardano (che riguardano tutti noi blogger, credo) molto da vicino!
Mentre leggevo stavo pensando che io ho dato la mia disponibilità all’evento Voiello, anche se non avevo pensato minimamente alla questione pubblcità… Ovvero, mica avevo capito che ci doveva essere un riscontro su web… oddio, adesso che mi ci fai pensare… sennò che ce vado a fa’???
seconda cosa, questa delle donazioni: quando l’ho letta la prima volta sul libro di julie powell (quella del film julie&julia), sono inorridita. detto da te fa tutto un altro effetto però. al tempo stesso, però, l’idea di questo strano gadget sulle centinaia di blog che popolano la rete lo rende ancor più strano. però è vero, c’è blog e blog. per farti un esempio, io ad un blog come il pasto nudo farei una donazione, anche se non riesco ancora ad immaginare una cosa del genere per esempio sulla mia home page…!
e cmq intanto parti col “cantiere pilota”, e poi vedi come ti calza addosso questa cosa, io ti appoggio alla grande!
11 dicembre 2009 alle 22:57
mammamia come ho scritto sgrammaticata, si vede che non mi reggo in piedi… scusassero, e bonne nuit! ;)
12 dicembre 2009 alle 00:03
@claudia: quanto è vero… è tipicamente italiano, ma quando è stato che abbiamo deciso di scegliere il cilicio, e perché da quando nasciamo ci dicono “mica crederai di poter vivere facendo quello che ti piace, eh?”.
Ma cosa c’è di male, dico, a voler fare quello che ci piace? Non è forse vero che quando un lavoro viene svolto con passione si ottiene il miglior risultato, allora perché dobbiamo rassegnarci al posto fisso e alla “sicurezza”?
E sopra tutto, perché la sicurezza non può venire da un lavoro che ci siamo cuciti addosso, senza il limite del “capo” che ci dice tutto ciò che dobbiamo e non dobbiamo fare, dettando tempi e modi, e senza l’assurdità della fila in macchina ogni mattina, perché tutti sono costretti a spostarsi alla stessa ora?
Io non ci sto, e farò tutto ciò che posso per non soccombere a tutto questo, anche se il nostro paese in questo momento è ai minimi storici, anche se il sentimento più diffuso è la paura.
@annarita: ehm… sì, avrei anche intenzione di provarci, ma io come account faccio veramente pena, sono l’antitesi del commerciale :-/
@evelyne: grazie per aver detto queste parole, veramente. Capisco perfettamente il tuo spaesamento, l’ho provato anch’io quando zac me ne ha parlato… credo il problema sia anche che qui da noi (in italia) parlare di soldi è quasi una cosa sconveniente.
Ma proprio il fatto che ci hanno insegnato ad essere “signori” ci sta facendo scivolare su una brutta china, come se non ci volessimo abbassare a considerare il fatto che quando l’euro ci è stato lanciato addosso i prezzi sono *letteralmente* raddoppiati, e i nostri stipendi (per quanto mi riguarda i compensi) sono rimasti uguali, quindi il nostro potere d’acquisto (e di sopravvivenza) si è dimezzato.
Mi rendo conto che non è un’analisi degna di un economista, forse non sarà stato l’euro, che so, però mi sto chiedendo, ma come abbiamo fatto ad accettare che tutto questo accadesse senza fare nulla? Che la rata di un mutuo superasse di gran lunga la possibilità per un impiegato di pagarla?
Non capisco.
Perdonami lo sfogo, ma non accetto il fatto che molti di noi che avrebbero tutti i numeri per essere sereni sono schiacciati ogni giorno dalla semplice e pura *sopravvivenza*.
@sofy, cembolina, sara, anna, pappareale, jennifer: grazie a voi ragazze, avere i vostri pensieri positivi è una cosa stupenda per me :-)
@pagnottella: grazie tesoro, tu sei stata la prima, sai di cosa sto parlando, e il primo non si dimentica mai :-)
@domenico: eheheh, ma tu caro domenico sei veramente un mito, devo proprio dirlo, voi arieti siete proprio trascinatori! La vostra impulsività è affascinante, molto difficilmente ho visto un ariete indeciso, è proprio vero, a volte bisogna schierarsi, e voi lo insegnate a tutti noi :-)
@sandra firenze: come dicevo nella stanza delle chiacchiere, in realtà non lo so. Come me lo sono immaginato io, mi piace un articolo più di un altro, così quel giorno decido di mandare un euro. Una settimana dopo me ne piace un altro, e stanzio trenta centesimi. Ma non so se in realtà si faccia così, non ci avevo ancora pensato. Ehm.
Anche perché credevo che mi avrebbero presa tutti per pazza e basta 8-/
Sai che anche mia madre dice sempre quella cosa della vincita, e del fatto che vorrebbe distribuire a tutti quelli che ne hanno bisogno… per un momento mi è sembrato di sentir parlare lei :-)
@maria_c: maria, tu riesci sempre a farmi sbottare a ridere come una scema davanti al monitor :-) Sei una perfetta fusione tra una fatina dolce dolce e un tenente dell’esercito russo! Una combinazione fantastica, eheheh.
Non vedo veramente l’ora di conoscerti da vicino, per fortuna non manca molto!
@vaniglia: no no, ma non è che se ci vai devi per forza scrivere dell’evento, loro stessi mi hanno detto che non c’era bisogno, e mi hanno scritto che era solo per stare un po’ insieme.
Stai tranquilla, non è che adesso ci ripensi, sarà una serata bellissima e persino a me che sono pazza dispiace non esserci.
Sai che non avevo idea che si parlasse di questa cosa nel libro di julie&julia? mannaggia, devo leggere il libro assolutamente o andare a vedere il film, ho sentito nominare questa storia almeno cento volte nell’ultima settimana, non è possibile che non ne so nulla!
Ti terrò al corrente di come andrà il cantiere pilota, sempre se prima non mi internano (se non fosse che per mancanza di sonno, certo se a quest’ora sto qui a scrivere…)! ;-)
12 dicembre 2009 alle 10:38
Cara, buon fine settimana :-)
Buon fine settimana a tutti!
12 dicembre 2009 alle 13:36
come ti capisco…..O__o
12 dicembre 2009 alle 15:57
io non ci vedo alcuno snaturamento del tuo blog, cara izn. cucina consapevole mica vuol dire cucina gratuita, no? anzi: tu col pasto nudo rendi un servizio ben maggiore dei blog “normali”, perché fai informazione “vera”, ti fai supportare da esperti, e tutto ciò merita di essere ricompensato. da parte mia, massima stima e massimo appoggio :-)
13 dicembre 2009 alle 09:28
Cara Izn, trovo assolutamente legittima la tua proposta, i tuoi articoli sono utili, le tue ricette ben fatte, ti sostengo volentieri, nel mio piccolissimo, sperando che lo facciano in tanti! Continua così, non mollare.
Un bacio grande
Barbara
13 dicembre 2009 alle 22:06
Beh, ti confesso che son due giorni che ci penso, e sono arrivata alla conclusione che trovo sia un’idea positiva.
Ho sempre pensato che ci voglia tempo, dedizione, energia nel tenere e mantenere un blog; il tuo poi, in particolare, non ha pubblicità, è quasi un blog di servizio, con trattazione di argomenti al di fuori dei blog ordinari.
E allora, perchè non farlo? Poi è libera scelta, no?
P.S. per gli stampi: misure xs, s, m, l, xl? ;-)
13 dicembre 2009 alle 22:27
Izn–scusa ma ho espresso il mio commento di là nella vecchia stanza delle chiacchiere..vorrei trovare un altro sistema … non vorrei scombussolarti ancora di più.. fammi sapere.. un bacio
14 dicembre 2009 alle 09:38
Acc, mi ero persa questo post! Che dire?! Guadagnare facendo quel che ci piace non solo è più che legittimo, ma deve essere il nostro fine – professionalmente parlando – e sostituire l’utopia del posto fisso che la società cerca di imporci con le sue bugie. Già solo per questo ti appoggio.
Se poi aggiungiamo il fatto che il tuo blog non è una sorta di “sfogo” personale (come il mio blog, nato per spezzare un momento particolare della mia vita) ma un concentrato di informazioni utili e – purtroppo – non comunemente diffuse, secondo me la tua considerazione è una gradita presa di coscienza sul servizio che dai. E poi ognuno può scegliere, no?!
14 dicembre 2009 alle 10:00
Cara, ti sostengo volentieri! Credo che la tua idea sia giusta ed efficace per mettere in circolo il più possibile l’informazione libera, indipendente e sopratutto utile. Penso in particolare alle nuove rubriche e ai consigli preziosi sul cibo che cura e sull’alimentazione in sintomia con le stagioni. Vai avanti così!
Un bacione
14 dicembre 2009 alle 13:52
Izn sono felicissima per questa scelta e per il fatto che ne parli, penso tu sia la prima nell’ambito dei foodblogger. Anche a me ha sempre fatto strano, quasi uno si sentisse in colpa a dare tanto ;-)
Naturalmente ti strasostengo, il tuo lavoro è validissimo e di una grande generosità.
E’ un dicorso importante solo che non sempre accettato come si deve. Che sia praticamente un lavoro, lo sappiamo (e più di quanto immaginassi), che si ha difficoltà ad ammettere di voler vivere faccendo cio’ che amiamo pure, che i soldi siano tabù (qui in Francia è ancora peggio, nascono sempre le risse quando si fa’ un po’ di pubblicità, infatti non la faccio ;-). Il web in questo ha fatto nascere fenomeni strani, che spesso non sono capiti da chi non ha un blog: si dà molto in termini di tempo, d’energia, di passione… gratis. E sono comunque contenuti di valore. Pensa solo a chi passa ore a spiegarti come fare l’impianto elettrico o articoli di medicina, d’informatica…
Vengo da un mondo professionale molto serio, molto impegnativo, intellettuale e dove i soldi sono importantissimi. E l’idea di approdare in un mondo amato riuscendo a viverci (senza la fissa del guadagno nemmeno) mi seduce profondamente (poi un giorno ti raccontero’ :-). Quindi Izn lanciati senza pensarci due volte, alla peggio rimane tutto com’è.
Ti auguro tanto successo
Un abbraccio forte
14 dicembre 2009 alle 15:14
@annarita: grazie… veramente, non lo dico per quello che viene fatto, ma per come viene fatto. Mi sento un po’ stupida, ma il vostro aiuto concreto mi fa comprendere molto di più quanto le vostre parole non siano solo parole.
@salsadisapa: grazie, tesoro, avere la *tua* stima e il tuo appoggio vuol dire tanto :-)
@barbara: grazie… e non lo dico solo per il motivo che sai, ma anche per il tuo “non mollare”; uno dei miei punti deboli è che per andare avanti ho un bisogno veramente fisico del supporto di chi mi sta attorno (zac me lo rimprovera spesso), per il resto sono un treno :-/
@marcella: mi ha fatto un piacere grandissimo leggere il tuo commento, perché l’effetto che volevo ottenere era proprio far riflettere su un argomento che è stato poco toccato finora, e che invece potrebbe essere la chiave di volta per tante persone che vorrebbero virare la propria vita facendo un lavoro che dia loro soddisfazione, cioè un lavoro per il quale hanno una vera passione.
E, sì, lasciando salvo però il famoso libero arbitrio, che mio malgrado ho imparato a rispettare, sempre!
Ma gli stampi per i panettoni? Ma allora li prendete sul serio? Non lo so che misura, quelli da 750? 800? fatemi sapere prezzi e spedizioni!
@cleofe: avete perfettamente ragione, stupidamente non abbiamo considerato chi non voleva utilizzare la rete, anche se (poi te ne parlo nella nuova stanza delle chiacchiere) pay pal è un metodo che serve proprio per pagare in rete *senza* inserire il numero della propria carta di credito, l’unico neo è che prende commissioni su ogni transazione, piccole percentuali, sì, ma che sulle piccole cifre incidono molto.
Adesso però zac sta interessandosi proprio a trovare un metodo alternativo, forse tramite le poste, appena pronto ti dico, forse già domani…
p.s.: che ne pensi della nuova stanza delle chiacchiere? :-)
@gloria: sììììì esatto, il tristissimamente famoso “posto fisso” che ci hanno inculcato dalla nascita :-(
In realtà infatti quando ho iniziato il pasto nudo non volevo affatto che fosse un diario personale, anche perché quello ce l’avevo già su interzona da tempo immemorabile, anche se non lo aggiorno da tanto ormai (ma non è mai troppo tardi), e anche se non è possibile inserire commenti, ma chissà, magari in seguito… soprattutto quando emma andrà almeno all’asilo, eh! :-)
Volevo invece proprio condividere delle informazioni che mi sembravano sprecatissime se a saperle solo io e pochi altri… sono cose che tutti dovrebbero sapere, e che anzi secondo me delle quali ci hanno depredati da piccoli, quando hanno detto alle nostre nonne (e bisnonne) che le loro conoscenze non servivano più! Cose da pazzi!
@mariateresa: grazie per l’energia positiva che mi trasmetti, ne ho bisogno!
@dada: grazie, grazie, grazie dada.
Mi è capitato spesso nella mia vita da fare da apripista, e mi sono sempre presa tutte le bastonate e gli insulti che questo comporta, e queste tue parole buone sono un balsamo per me.
Sarei veramente molto, molto curiosa di ascoltare il tuo racconto :-) Quando ti va e se hai tempo se vuoi potresti venire nella nuova stanza delle chiacchiere, così ti offro anche un tè virtuale, o se preferisci un giorno potremmo scriverci via mail.
Ti abbraccio, e ti aspetto :-)
21 dicembre 2009 alle 15:52
ci ho pensato e ripensato… e poi infondo mi piaceva lasciare una traccia che non fosse un “sì, ma dai tu che sei tanto brava….” che infondo è quello che pensiamo tutti/e, ma il problema centrale è invece un altro, che qualcuno/a ha sollevato, ovvero quanto sia “lecito” per questa società vivere di ciò che ci piace fare… come se rubassimo qualcosa a qualcuno.. il lavoro o è noioso oppure non stai lavorando, quindi puoi sobbarcarti anche dei problemi degli altri, perché tanto mica stai lavorando per davvero! tutti si sentono autorizzati a disturbare, a commentare, a chiedere cose che se fossi in uno stupido ufficio non si azzarderebbero mai a chiedere… per cui sì, mi piace questo tuo rompere le regole, mi ha spiazzata, è vero, ma mi piace fortemente!
prima di tutto perché sostengo chi vuol vivere delle proprie passioni e secondariamente perché, diciamocelo, tu ci stai veramente investendo molto del tuo tempo e delle tue energie in questo blog… sappiamo tutti/e che scrivere qualcosa vuol dire prendersi la responsabilità di ciò che si è scritto e quando non si tratta solo di una semplice ricetta, che può venire bene o male, ma di una serie di altre informazioni e indicazioni, una sorta di filosofia in cucina … allora non ci si può permettere di scrivere qualsiasi cosa e questo richiede un sacco di tempo per avere le informazioni e per verificarle! per cui sono con te…. e ti auguro che tutto vada per il meglio ;-)
25 dicembre 2009 alle 16:58
Cara Izn,
ci sono anche io…
Io sinceramente da diversi mesi,dall’inizio del tuo blog ero affamata di leggere i tuoi post e ho visto pia piano crescere qualitativamente il tuo blog che non e’ poi solo un blog,si distingue dagli altri per la rigorosita’e per l’alto livello di consapevolezza che e
emana.
Ad un certo punto mi sono chiesta: ma come posso fare per sdebitarmi di tanto lavoro che tu finora hai dedicato a tutto cio’?
Ecco perché avevo pensato al banner da subito anche se poi ho capito che non era lo strumento migliore per sostenerti.
Quindi io approvo e pero’ ti consiglierei una forma meno vaga e più concreta tipo per esempio un abbonamento, oppure un ebook da scaricare a pagamento che può essere suddiviso per mesi e per argomenti, per esempio.
Oppure anche un bel libro a fine anno con dentro le tue belle foto!
Che ne pensi?
Insomma io cercherei,ora che hai conquistato un posto d’onore di metterlo a frutto anche economicamente senza snaturare nulla e accontentando tutti noi fama del pastonudo.
25 dicembre 2009 alle 17:00
Scusatemi, volevo dire Fans del pastonudo…
Ho scritto con il telefonino….
25 dicembre 2009 alle 20:36
@soniuccia68: ma tesoro, tu già ti sdebiti ampiamente con tutto quello che fate con tuo marito per tenere in piedi la coltura del biologico, e i grani antichi, e la biodiversità, e la banca dei semi!!!
Avevo pensato anche all’abbonamento, ma il problema in quel caso è che darei la possibilità di leggere solo a chi se lo può permettere, anche se si tratta di pochi euro, e le persone che non hanno la possibilità economica non potrebbero leggere i post.
Inoltre questo tipo di persone spesso sono quelle che hanno più bisogno di accedere a questo tipo di informazioni, perché dovendo “sopravvivere” e combattere ogni giorno per sbarcare il lunario non hanno tempo per informarsi nel modo giusto, e subiscono la tempesta mediatica di chi vuol farci credere che va tutto bene, che il cibo è tutto sano, delle bugie insomma delle persone alle quali fa comodo che crediamo alle loro favole.
Invece con le donazioni di chi magari si può permettere quei tre o quattro euro ogni tanto potrei (ipoteticamente) sostenermi ed essere raggiungibile anche da chi non ce la può fare, per un motivo o per l’altro.
Un altra cosa che mi piace moltissimo delle donazioni è che stimolano l’autocoscienza delle persone; vale a dire, non è che pago altrimenti non posso vedere qualcosa, ma pago perché consapevolmente decido di farlo, anche se non è necessario. Una sfumatura, sì, ma assolutamente fondamentale, soprattutto in quest’epoca nella quale la consapevolezza sta diventando sempre più rarefatta.
L’ebook da scaricare a pagamento invece è un’idea molto bella, e lo farò sicuramente. Pensa che proprio in questi giorni se ce la facciamo nonostante le feste stiamo cercando intanto di realizzare un calendario da scaricare, con le ricette, le foto o senza, e chissà se non debba avere magari un seguito :-)
Comunque domani ti chiamo che ancora non sono riuscita a farti gli auguri!!! Ci pensi che sono i nostri primi auguri di Natale? A me sembra di conoscerti da dieci anni! :-)
26 dicembre 2009 alle 23:47
izn…soniuccia , che cos’è l’ebook?
27 dicembre 2009 alle 11:45
@cleofe: tesoro, è solo un libro virtuale, cioè un libro che puoi leggere sul monitor, ma che volendo puoi anche stampare con la stampante.
Ad esempio proprio in questi giorni Paulo Coelho ha messo tre dei suoi libri sul suo sito in formato e-book, e si possono scaricare gratuitamente. Purtroppo però in italiano ci sono solo degli estratti se ho ben capito :-(
29 dicembre 2009 alle 00:13
Cleofe carissima,
mi ha anticipato IZN, l’idea ti convincerebbe? Io amo tutto ciò che si può stampare e mi piace molto la grafica , il design, lo stile di Izn ( e ZAC, sicuramente c’è anche il suo ZAMpino ) però anche un tipo di pubblicazione cosi non sarebbe male.
Aspetto con ansia le prossime creazioni di IZN.
ALOHA
29 dicembre 2009 alle 10:06
e perchè no! sono purtroppo, però ,un pochino rinco, e allora mi devo organizzare per decollare, cioè devo comperare la stampante, che è la cosa più semplice, poi devo trovare un’ anima pia che me la installi, direte voi: ma Francesco.?…si……. correje appresso!!
adesso poi non c’è… e poi , che non me lo ricordo io, quando avevo l’età sua ? che poi più o meno è la vostra!! si, mamma domani, …domani..domani… e quindi mi dovrò organizzare, ….ma si può fare!….. con un po’ di pazienza!
29 dicembre 2009 alle 14:28
…e quell’idea della ricarica telefonica???
6 gennaio 2010 alle 03:44
domenico, si sto in piedi alle 3,33, so talmente stanca che non riesco a prendere sonno, non sai che freddo in giro, sto tappeto co tutti sti sacchi !!! marò è stata n’avventura, , , ho consegnato tutto, delle volte mi sono dovuta nascondere , c’erano dei bimbi ancora svegli, insomma non dormivano, forse per l’agitazione, e mi hanno fatto fare tardi ,ecco, sono rientrata adesso,infreddolita ma pure quest’anno è andata!
e mentre sto qui che non dormo penso: penso all’autogestione, ma come è andata a fernì? per quanto mi riguarda il 7 vado alla posta per fare questa carta postale che mi dicevi, poi magari mi aiuti ad inserire i dati, ok? grazie
e chiove! ma cumm chiove!!!!!!!!!!
21 gennaio 2010 alle 16:19
Mi sembra un’idea semplice ed efficace, anche ci fosse su tutti i blog ogni lettore saprà come regolarsi nel tempo e a seconda della passione che legge e che prova, un po’ di qua, un po’ di là…
Ho solo una domanda da fare: non potresti mettere dei bottoni tipo
young: “dona un euro”
fond of: “dona due euro”
senior: “dona tre euro”
perché è più imbarazzante decidere da sé quanto dare, io per esempio darei più volentieri da una scelta obbligata, magari ogni settimana, o ogni mese, che non a dover fare una tantum di testa mia con una persona che “in un certo senso” mi conosce…
21 gennaio 2010 alle 16:22
a proposito, oltre all’e-book che ne dici del calendario? (cavoletto docet…)
22 gennaio 2010 alle 00:48
@cavoliamerenda: all’inizio è così che volevamo fare. Solo che con paypal era possibile fare solo un’opzione, o almeno le nostre conoscenze tecniche arrivavano solo a quella, e così abbiamo lasciato libera la scelta.
Ho anche pensato in un secondo momento, magari l’anno prossimo, di considerare altre alternative simili a quella che mi dici… aspetto ancora un po’, di vedere come si evolvono le cose e come crescerà la rete e la fruizione dei contenuti. Tanto su internet (grazie al cielo) ci si muove velocemente, molto più velocemente di quanto ci siamo mai mossi. Quindi anche l’evoluzione sarà veloce. E imprevedibile, immagino ;-)
Il calendario avevamo tutta l’intenzione di farlo, ma non c’è stato il tempo. Ma l’anno prossimo lo prometto assolutamente, caschi il mondo!
22 gennaio 2010 alle 11:11
@Izn: ma chi l´ha deciso che il calendario deve per forza partire da gennaio? Non si puó fare un calendario aprile2010-aprile2011, per esempio? O un calendario di quelli che piacciono tanto a me (che forse sono tipici dei tedeschi…boh!), cioé solo con il mese e poi 1,2,3… (quelli che qui si chiamano “calendari per segnare i compleanni”)? Cosí, solo un´idea. :-)