Parco Produce – Pecorino classico

Eccoci al secondo esperimento del pasto nudo con il formaggio felice :-) L’azienda che lo produce è la stessa dell’altra volta, e questo pecorino devo dire che è stato assolutamente all’altezza della ricottina, per me il secondo in classifica tra tutti quelli che abbiamo ricevuto da Stefano.

pecorino a latte crudo

È lo stesso pecorino dolce e piccante che ho usato nel cake con le zucchine, e ho avuto la prova della sua superiorità assoluta quando quest’estate dopo qualche giorno l’ho rifatto con un altro pecorino (quello *vero* era strafinito, ehm) sono rimasta delusissima dal sapore!!!

Era veramente tutta un’altra cosa. È proprio vero che tanto più una ricetta è semplice, tanto più è totalmente dipendente dalla qualità degli ingredienti :-P Dell’azienda vi ho già parlato: pecore sopravissane, altipiani Abruzzesi, artigianalità massima.

Il pecorino è quello che già sapete: classico, a latte crudo, da agricoltura biologica e animali al pascolo, stagionato appena 7 mesi. Il latte di pecora, crudo, viene portato a 36-38°C; solo a quel punto si aggiunge il caglio, naturale e di origine animale. Dopo una mezz’ora si rompe la cagliata, si aggiunge il sale marino e si mette a stagionare.

Il piatto che ho preparato è un’altra ricetta qualità-dipendente: un tortino di patate croccante fuori e morbido dentro, ripieno di formaggio fuso, pezzettini di pera e pochissimo miele. Eccovi il link per andare a leggervi la ricetta (e per provare a farla, naturalmente!); come dico lì la vedo bene sia come piatto unico sia come… dessert :-)

tortino di patate e pecorino

Anche qui c’è lo zampino (anzi lo zampone, come potete vedere nella foto sotto :-D) del mio amichetto chef, visto che ho pensato bene di andare a prepararli nella sua cucina, e ogni tanto gli chiedevo un consiglio su questo e su quello (quell’uomo è provvisto di una certa qual dose di pazienza).

tortino di patate

Non so se siano i chilometri che le pecore hanno macinato, gli olii essenziali che hanno assorbito attraverso le erbette fresche che hanno mangiato, o l’aria di montagna, ma il sapore di questo formaggio credo rimarrà per sempre nei miei ricordi olfattivi (i sapori sono sempre olfattivi, no?). Il guaio, giuro, è che i formaggi normali adesso mi sembrano un po’ sciapi, privi di personalità.

Credo sia il caso di dire che i formaggi del pascolo danno dipendenza (sigh)…

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6 comments

  1. claudia ha detto:

    Accidenti, che fame…devono essere buonissimi!! Li faccio sicuramente (adesso mi metteró a cercare del pecorino sudafricano…;-)), e ho giá il nome: le 3P col miele!
    Due cose: perché proprio una ciotola di metallo, pe frullarci le patate, che non ce l´ho. E poi, accidenti, per un pelo non stavo per frullare le patate crude, che non avevo visto gli ingredienti (proprio in un angolino scritti in piccolo, eh…) Scusa, ma mi hai abituata troppo bene, con le “descrizioni per impediti” ch fai tu qui sul pastonudo!

  2. Valentina ha detto:

    Mi è venuta l’acquolina in bocca!!!
    @Claudia: anche la mia prima domanda è stata: “ma come faccio a frullare le patate crude???” :))
    Siamo veramente abituate troppo bene…concordo!!

  3. Leti.tizia ha detto:

    sto sbavando ( e ho appena mangiato pure un ottimo pranzo!)
    DEVO provarlo, ovviamente con un pecorino come si deve!!!!!!!!!!!!!!!!!

  4. paola ha detto:

    @tutti: hum….mi associo all’idea iniziale delle patate crude ;-) è imbarazzante

  5. claudia ha detto:

    beh, a parte che secondo me anche con le patate crude…tipo rösti… ;-)

  6. Andrea ha detto:

    l guaio, giuro, è che i formaggi normali adesso mi sembrano un po’ sciapi, privi di personalità.
    verissimo

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