Via col vento!

Pastonudisti! Selvatici! Mamma mia, è davvero un bel po’ che non ci si vede da queste parti…il fatto è che, a dirvela tutta, non sono riuscita a dedicarmi come avrei voluto nemmeno al mio GranoSalis quest’anno, quindi ho dovuto saltare diversi appuntamenti già programmati nella mia testa anche qui. Ho lavorato molto, tra le altre cose, a corsi ed eventi legati al mondo delle erbe spontanee nella campagna senese e in altre province toscane e ai laboratori con i bambini nelle scuole.

tarassaco proprietà

Mentre sono già alle prese con le attività autunnali (a proposito, se volete saperne di più scrivetemi chiedendomi di essere inseriti nella newsletter eventi e consultate periodicamente la sezione corsi sul mio sito), faccio una scappata qui sul pasto nudo a raccontarvi di una pianta molto conosciuta e molto utilizzata da sempre, ma sulla quale, come ho avuto modo di verificare, si tende a fare sempre molta confusione nel riconoscimento.

Sto parlando del tarassaco, altrimenti detto soffione, dente di leone, piscialletto, pisciacane, girasole dei prati, e potrei continuare a lungo con la lista dei nomi volgari attribuiti a questa spontanea così utile ed elegante, segno evidente del suo utilizzo diffuso nella tradizione popolare in tutte le nostre regioni.

Elegante è uno degli aggettivi che le attribuirei senza pensarci troppo. Qualcuno dirà che ci sono piante ben più raffinate, ma i miei occhi non possono fare a meno di rallegrarsi quando incontrano una bella pianta fiorita, con le grandi foglie uncinate di un bel verde brillante che accompagnano la salita sinuosa dello stelo floreale, che termina con un soffice e fitto insieme di petali gialli, perfettamente ordinati. Questo quando un esemplare trova un ambiente particolarmente favorevole; altri, meno fortunati ma ugualmente tenaci, restano più piccoli e bassi, senza perdere però le loro virtù curative e alimentari, che sono davvero parecchie.

Iniziamo dal nome, che già chiarisce molte cose: il suo nome botanico è Taraxacum officinale; “officinale” è un attributo che viene attribuito a molte piante dalle proprietà medicinali, e taraxacum deriva dal greco taraxis – che vuol dire disordine, sconvolgimento, squilibrio, quindi anche rimedio. Una pianta, insomma, utile a contrastare e sanare qualsiasi disturbo e disordine che affligga il nostro organismo.

infuso di tarassaco

Se si pensa a quanto sia importante il fegato nel corpo umano, l’organo da cui trae origine il sangue, che produce la bile indispensabile alla digestione, che svolge un ruolo fondamentale nel nostro metabolismo, che pulisce il sangue dalle tossine e lo reimmette pulito nel sistema circolatorio, possiamo comprendere perchè fin dall’antichità il tarassaco si sia guadagnato questo nome. La sua principale azione curativa, infatti, è a livello epatico: aiuta a depurare il fegato e lo tonifica, soprattutto all’inizio della primavera, quando, non a caso, è all’apice del suo periodo balsamico, e quando allo stesso tempo il fegato ha bisogno di alleggerirsi dagli eccessi invernali, dall’accumulo di grassi della stagione fredda. Oltre a questo, il tarassaco svolge un’azione diuretica molto importante (da qui il nome popolare piscialletto), fondamentale per la buona risoluzione di tutta una serie di disturbi.

Giove è il pianeta che simbolicamente si lega al fegato e anche al nostro tarassaco. La natura del pianeta è espansiva, vitale, creativa, esattamente le caratteristiche del fegato, che, cito direttamente dal bellissimo e già citato Erboristeria Planetaria di Ferdinando Alaimo, “come una sorta di crogiuolo alchemico, solve et coagula, scinde e sintetizza gli alimenti in tutti gli elementi necessari al nostro metabolismo, trasmuta il cibo in sangue, in calore ed energia vitale”.

Se la primavera, il mese di marzo in particolare, è il momento migliore per la sua raccolta, settembre segna un nuovo tempo balsamico per il tarassaco, che dopo il caldo estivo torna ad approfittare di un clima più fresco per riprendere vigore e regalare nuove foglie fresche e nuovi fiori. Un po’ come una nostra vecchia conoscenza, ricordate l’ortica? Anche lei segue più o meno lo stesso ciclo del tarassaco, tornando bella pimpante all’inizio della stagione autunnale.

Veniamo alle caratteristiche della pianta, utili per poterla facilmente distinguere da altre molto simili, tutte comunque appartenenti alla stessa famiglia e buone da mangiare, senza rischi di intossicazione. Il tarassaco fa parte della grande famiglia delle composite, o asteracee, la stessa delle margherite, dei girasoli, della camomilla e dei carciofi.

piante spontanee officinali

La foglia è lunga e dentata, può essere più o meno grande a seconda delle tante varietà esistenti. La radice è a fittone, il fiore – ricco di petali – di un bel colore giallo sole; quando i semi arrivano a maturazione si trasforma in un grande pappo bianco, quello che comunemente chiamiamo soffione. Un vero capolavoro di ingegneria, questo soffione: il tarassaco è una delle piante cosiddette anemòfile, letteralmente “amanti del vento”, che usano cioè il vento per disperdere i loro semi, anche a centinaia di metri di distanza.

I semi delle piante erbacee, piccoli e leggeri come sono, possono volare molto più lontano di quelli di altre anemòfile arboree, come l’acero o il tiglio, che pure si sono ben attrezzati per dotare di eccezionali eliche i loro preziosi semi. Ad ogni soffice nuvoletta del soffione è attaccato un piccolissimo seme tramite un lungo stelo sottile: una meraviglia per gli occhi, altra splendida manifestazione dell’eleganza della pianta. La nuvoletta è per il seme una specie di parapendio: quando tira un vento sufficientemente affidabile, il seme si stacca dal capolino e vola lontano, più lontano che può, fino a che il vento cala e plana a terra, in un punto, questa è la sua speranza, abbastanza favorevole per la germinazione.

Le chiavi per distinguere a colpo d’occhio il tarassaco da piante come la cicoria di campo, dalle foglie molto simili ma dai fiori totalmente diversi, e la radicchiella (crepis sancta e altre specie) che ha invece fiori quasi identici, stanno nello stelo, nei fiori e nelle foglie. Lo sviluppo floreale è forse la caratteristica distintiva principale: il tarassaco produce un singolo fiore per stelo, mentre in altre piante simili lo stelo si ramifica dando origine a più fiori.

dente di leone proprietà

Nel tarassaco possiamo trovare anche più steli che si alzano dal centro della stessa rosetta basale di foglie, ma tutti avranno sempre un fiore singolo all’apice. Lo sviluppo della cicoria è davvero molto, molto diverso: quando arriva il momento della fioritura, cresce moltissimo e si ramifica, arrivando ad altezze che possono superare il metro, cosa che col tarassaco non avviene. Altra caratteristica dello stelo del tarassaco è di essere morbido e cavo al suo interno; la radicchiella, invece, ha uno stelo duro e ispido, sottile e non cavo.

Se però vogliamo raccogliere le foglie prima dello sviluppo del fiore, che è sempre preferibile, dobbiamo attrezzarci per distinguerle al meglio. Questo arriva con l’esperienza e seguendo la pianta in ogni fase del suo ciclo, notando le differenze con specie affini; in generale posso dirvi che la foglia del tarassaco è generalmente più tenera e accogliente rispetto a quella di altre piante simili, ha un verde più brillante, anche se se ne trovano varietà più tendenti al verde bottiglia, e ha una dentatura molto pronunciata ai margini delle foglie, grandi denti che puntano verso il basso.

tarassaco fegato

A seconda del momento può avere sulla venatura centrale qualche sfumatura magenta più o meno pronunciata, ma tende a non averne quando è molto giovane, e comunque ad averne molte meno rispetto alla cicoria. Anche i boccioli del tarassaco sono piuttosto particolari: sono molto grandi, all’inizio ben piantati al centro della rosetta, poi più sporgenti man mano che gli steli crescono. Nascono, insomma, prima ancora che si sviluppi lo stelo, facendo bella mostra di sé.

Che ne dite, è tutto più chiaro? Nel prossimo post vi parlerò meglio delle raccolta e degli usi culinari di questa pianticella portentosa, e ci prepareremo pure qualcosina di buono. A prestissimo!

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2 comments

  1. claudia scrive:

    Adoro il tarassaco, ed e’ una delle piante (assieme al carciofo (e all’ortica) che mi mancano di piu’ qui, dove nessuno le usa. Adesso siamo in primavera e, mentre cerco di procurarmi qualche pianticella da trapiantare nel giardino, mi consolo bevendo un decotto di radice di tarassaco. Certo, non e’ come l’insalata di foglie, ma accontentiamoci :-)
    Grazie, bellissimo articolo!

  2. Claudia scrive:

    @claudia: Grazie a te! Ma sì, se hai un giardino seminale assolutamente, ortica e tarassaco magari si adattano, sono così rustiche… Il carciofo è un po’ più complicato, sob, ma è già qualcosa :)
    Brindo con te allora, non è che sia ‘sta delizia il decotto di radice di tarassaco, ma chi lo ama così tanto può capire ;)

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