Giugno: la gioia del frutto che matura

Per me giugno è gioia. È luce, è quella stagione che per molti è estate, ma che no, è ancora primavera, perché non fa troppo caldo, perché c’è l’arietta in sottofondo, perché all’ombra ci vuole il golfino sulle spalle. Non è piú freddo, piove meno (?) e non è ancora tempo di zanzare. È azzurro, verde e giallo ma non troppo. Cielo limpido e voglia di passeggiate. Mi piace ancora più che maggio, ammesso che sia possibile. Almeno fino a metà mese.

stagionalità giugno

Alla gente di qui non sembra vero, di poter far prendere un poco di luce alla pelle (adesso capisco le schiere di tedeschi che nuotano nel Garda in maggio…): nessuno ha più voglia di stare in casa ed io ho persino imparato a dormire senza buio (ehm… qui al momento ci saranno sì e no un quattro ore di buio a “notte”, e non ci sono le persiane, alle finestre). Insomma, anche se linguisticamente suona malissimo, non trovo altre parole per descriverlo: giugno è gioia. La natura lievita, il nostro corpo matura, e cerca di trasformare i fiori di maggio in frutti succosi.

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