Composta di melanzane e zenzero

Manca meno di un mese alle mie 48 primavere (e soprattutto estati); mi sto avvicinando al mezzo secolo, e mai nella vita sono stata così in equlibrio e centrata come adesso. Quando avevo diciassette anni un mio zio nichilista tentò di convincermi che superata l’adolescenza avrei progressivamente perso gli ideali che tanto decantavo, e io, con il cuore in fiamme che si ha a quell’età, giurai che non sarebbe mai accaduto.

melanzane ricetta per conservarle

Chiamatela tigna, chiamatela ottusità, finora non ho mai ceduto al compromesso, e potete immaginare quanto abbia pagato e stia pagando questo orientamento, immersi come siamo fino al collo nell’epoca della mediocrazia. Io stessa ne parlai sul pasto nudo anni fa, e il filosofo canadese Alain Denault ha da poco pubblicato un libro esattamente su questo argomento. Il Sole 24 ore ne parla così:

“Quella che Deneault chiama la «rivoluzione anestetizzante» è l’atteggiamento che ci conduce a posizionarci sempre al centro, anzi all’«estremo centro» dice il filosofo canadese. Mai disturbare e soprattutto mai far nulla che possa mettere in discussione l’ordine economico e sociale. Tutto deve essere standardizzato. La media è diventata la norma, la mediocrità è stata eletta a modello.”

Essere mediocri, spiega Deneault, non vuol dire essere incompetenti. Anzi, è vero il contrario. Il sistema incoraggia l’ascesa di individui mediamente competenti a discapito dei supercompetenti e degli incompetenti.
Questi ultimi per ovvi motivi (sono inefficienti), i primi perché rischiano di mettere in discussione il sistema e le sue convenzioni. Ma comunque, il mediocre deve essere un esperto. Deve avere una competenza utile ma che non rimetta in discussione i fondamenti ideologici del sistema. Lo spirito critico deve essere limitato e ristretto all’interno di specifici confini perché se così non fosse potrebbe rappresentare un pericolo. Il mediocre, insomma, spiega il filosofo canadese, deve «giocare il gioco».

Per dire. Da quando ho iniziato a scrivere qui sulla rete ho sempre guardato al monitor come una finestra sul mondo, da dove si può vedere ed essere visti senza l’invadenza della fisicità. Da dietro questo vetro spero sempre che ci siano tante stelle luminose e illuminate, tante persone che come me hanno deciso di non essere mediocri. Perché, come dice Denault, la mediocrità rende mediocri, e la strada per uscirne è rastrellata di piccole tentazioni alle quali si può scegliere di dire no. “Non occuperò quella funzione, non accetterò quella promozione, rifiuterò quel gesto di riconoscenza per non farmi lentamente avvelenare.”

Pensavate che vi avrei lasciato trascorrere il mese di Luglio senza infilarvi la riflessione nel vasetto della conserva di melanzane, eh?? MUAHUAHUAHUAH!!!! Illusi!! >:-)

Vabbeh vi grazio e passo a questa conserva agrodolce piccantissima e zenzerata, ottima a quanto pare sui formaggi dolci ma anche su una bruschetta all’aglio o in una focaccia di verdure. L’ho scovata su Terra Nuova online, sempre interessante da leggere, e la ricetta in questione è tratta da un libro che si chiama “Confetture al naturale”.

Visto che mi sembra una pubblicazione carina e utile l’abbiamo appena inserita nel nostro negozio su Ammuìna (cliccate qui) nella sezione delle affiliazioni su Amazon, così se doveste decidere di acquistarlo aiuterete anche il pasto nudo, che non guasta mai <3

Ingredienti:
100 grammi di melanzane
50 grammi di radice di zenzero fresca
1 limone
1 peperoncino piccante fresco
100 grammi di zucchero integrale
1 presa di sale marino integrale
240 grammi di acqua pura

Per prima cosa tagliate le melanzane a cubetti; se preferite potete sbucciarle (la buccia è piuttosto lassativa); io non l’ho fatto. Pelate e grattugiate lo zenzero e tritate grossolanamente il peperoncino. Versate l’acqua in un pentolino medio dal fondo spesso, portatela a ebollizione, aggiungete le melanzane, lo zenzero e il peperoncino, abbassate la fiamma e lasciate sobbollire per una mezz’oretta, mescolando spesso per non far attaccare le verdure al fondo.

Trascorso questo tempo, aggiungete il succo del limone, il sale e lo zucchero, e lasciate sobbollire ancora, sempre mescolando, per un quarto d’ora. A questo punto frullate il tutto con un frullatore a immersione (o passate con un passaverdure) e invasettate con la solita procedura (vasetto sterilizzato in forno e coperchio nuovo bollito in acqua).

Servite ad amici e famiglia durante le pigre serate estive, ma attenzione a chi non regge il piccante, perché questa conserva ci dà che ci dà che ci dà! :-)

Ti è piaciuto questo articolo? Dona 1 euro per sostenere il pasto nudo!

 

1 Comment

  1. Rosella scrive:

    E se la facessi senza peperoncino? In fondo anche lo zenzero dà una certa punta di piccante….(io il peperoncino non lo sopporto proprio!) Qual è il modo migliore per degustarla?

Lascia un commento

Name*

email* (non verrà pubblicata)

Sito