L’ho fatto di nuovo. Ho ceduto ancora una volta alla puntigliosità. Che ci posso fare se mi rilassa fare cose ripetitive e precisissime? Forse devo scontare un karma, in un’altra vita sarò stata un’arruffona che faceva le cose alla “sanfasò” (espressione napoletana della mamma, pare derivante dal francese “sans façon”).

Come vi avevo già raccontato qui, quest’anno abbiamo cominciato a comprare le arance direttamente dai produttori siciliani e devo dire che ho notato un nettissimo miglioramento dal punto di vista della salute. Per adesso ce la siamo cavata con poco o nulla dal punto di vista delle influenze stagionali, e non posso attribuire la cosa in toto allo yoga (che anche fa molto, eh), perché anche lo zac per adesso regge bene (e lo zac è contrario allo yoga) :-)
Poi non è che ci sia nulla di strano, lo sanno pure le pietre che le arance sono piene di vitamine e una bella spremuta al mattino etc etc, solo che è sempre divertente toccare con mano quanto tutto questo funzioni veramente. Vabbeh. Insomma mi sono resa conto che qui sul pasto nudo una marmellata di arance nuda e (quasi) cruda non c’è, visto che il procedimento per fare quella di melangoli (=arance amare) è sensibilmente diverso, e comunque per mettere le arance in conserva ce ne sono milioni di modi, tutti ottimi e tutti divertenti.

Ad esempio questo con le scorzette e un sacco di spezie è semplice e la marmellata è strepitosa, dovete assolutamente provarla (e personalizzarla, ovviamente). Non è che dovete per forza fare come me, che ho preso ogni singolo spicchio di buccia, l’ho sdraiato sul tagliere operatorio, mi sono armata di coltello bisturi, ho asportato ogni traccia di albedo chirurgicamente (mai sentito parlare di chirurgia estetica degli agrumi?) e poi ho affettato ogni singola sfoglia di pura buccia arancione a striscioline di 1,3 millimetri di spessore. No. Potete anche fare come l’Uomo dei Boschi (eh che ci posso fare io si chiama così su Facebook e non ho idea di quale sia il suo vero nome) e usare un pelapatate, facendo molta attenzione a non asportare la parte bianca.

Tra l’altro dell’Uomo dei Boschi risentirete parlare su questi schermi perché proverò a rifare alcune delle sue ricette che per adesso non riesco neanche a finire di leggere senza svenire.
Bene. Non mi resta che trascrivervi la ricetta e poi andare a fare il mio dovere di buona cittadina. Il bello, anzi il bellissimo di abitare in un paese è che la sezione elettorale è a cinque minuti a piedi da qui; e il fatto di lavorare a casa e di poter decidere gli orari nei quali uscire mi rende ottimista sull’esiguità della fila che troverò (per quanto devo dire che se la fila fosse lunga un chilometro sarei mooolto contenta per *altri* motivi).

Ci tengo a precisare che la marmellata fatta in casa, la vita in campagna, la possibilità di scegliere i propri orari, sono alcune delle cose positive della decrescita, nella quale credo fermamente, come potete leggere anche qui, in un post che ho scritto un paio di settimane fa su jenuino. Ciò non toglie che decrescere è dura, soprattutto inizialmente, ma di solito preferisco di gran lunga mettere l’accento sulle cose belle. Non amo lamentarmi e le lamentele in genere. Ho la sensazione che mi facciano perdere tempo, e che attraggano le cose noiose. Moooolto meglio sezionare bucce di arance, ehehehe 8-)
Ingredienti:
1 kg di arance
un limone
700 grammi di zucchero grezzo chiaro
mezza bacca di vaniglia
una decina di bacche di cardamomo
mezzo cucchiaino di cannella in polvere
due o tre chiodi di garofano
qualche bacca di anice stellato
Lavate per bene le arance, asciugatele e asportate la buccia con il solito metodo (taglio calotta superiore – taglio calotta inferiore – spicchi).
Tagliate le arance a pezzetti (sopra una ciotola di vetro grande, in modo da raccogliere il liquido che sgocciolerà) e mettetele nella suddetta (ciotola). Aggiungete la mezza bacca di vaniglia aperta a metà nel senso della lunghezza, le bacche di cardamomo, quelle di anice stellato e i chiodi di garofano macinati, e la cannella, lo zucchero e il succo del limone. Mescolate per bene e coprite temporaneamente con un coperchio o un piatto rovesciato.

Adesso dedicatevi alle scorzette. Se volete seguire il mio amato metodo Dexter, sdraiate ogni singolo spicchio delle bucce di arancia sul tagliere, munitevi di coltellino affilato e in due o tre passaggi asportate l’albedo. Tagliate poi a striscette mooolto sottili le bucce denudate e mettetele nella ciotola insieme a tutto il resto, mescolando ancora per bene. Sigillate con la pellicola e lasciate una notte a macerare. Il giorno dopo troverete le arance immerse nel loro succo, che dovrebbe essere già bello denso e sciropposo.

Dopo un lasso di tempo che può andare dalle 12 alle 48 ore mescolate di nuovo tutto e versate in una pentola di acciaio con il fondo pesante o di rame stagnato, o insomma la migliore pentola da marmellata che avete. Mettete sul fuoco a fiamma medio alta fino a quando il composto non raggiunge l’ebollizione, poi abbassate la fiamma al minimo e lasciate cuocere mescolando ogni tanto con un cucchiaio di legno.
Per capire quando la marmellata sarà pronta lasciatene cadere una goccia su un piattino che avrete tenuto in frigo e poi inclinate il piattino. Quando la goccia invece di scivolare velocissima verso il basso tenderà a frenare la marmellata sarà pronta. Tenete conto che, come spiega il famoso Uomo dei Boschi, le marmellate di agrumi gelatinizzano quando sono fredde e continuano a gelatinizzare per un mese quando sono nei vasetti. Quindi non aspettate troppo.
Per capirci, quella che vedete qui nella foto di apertura era praticamente appena fatta, adesso la stessa marmellata è decisamente più densa. A me c’è voluta una mezz’oretta circa per raggiungere la giusta densità. Ovviamente meno cuocete la marmellata, più sarà buona e più le arance manterranno le loro proprietà. Fate anche attenzione a non alzare troppo la fiamma, altrimenti lo zucchero caramellerà e la marmellata prenderà un sapore amaro.
Buone conserve a voi, io scappo a votare… ma che, davvero devo controllare che la matita sia quella indelebile, portandomi la gomma per cancellare per controllare? Voi ne sapete qualcosa? Su facebook girano notizie assurde sul fatto che in tanti seggi ti fanno votare con la matita normale… non può essere vero! Vabbeh vado e vi dico và :-)
Buona che deve essere! E bella pure :-) Consiglio per chi non ha voglia di fare la chirurgia estetica alle bucce (tipo me, mica sono matta come izn!!!) conviene sbollentarle per 4-5 volte buttando l’acqua ogni volta e l’amaro non ci sarà più.
ah, questa la provo. in settimana. Anche io sono una psicopatica puntigliosa, ma non arrivo ai tuoi livelli (ma ci sto lavorando eh!)
dopo aver fatto la marmellata di melangoli …… (buonissima) e avendo venerdì comprato 4 Kg di meravigliosi tarocchi bio certamente vado a realizzare questa ricetta! e in quanto a mania di perfezione e pazienza sono simile a Izn ^_^.
buona marmellata a tutti!
Mi piace questa ricetta, ma non posso fare come te! La precisione non fa per me, però’ dopo il suggerimento di Loretta mi cimento. Quanto al discorso della decrescita (bello il tuo articolo) io da tempo l’ ho sposato in Totò, prima trasferendomi in campagna, poi cambiando scala di valori, poi, grazie al Pasto Nudo, anche modo di mangiare. A differenza di altri, spinti da una necessità ( per più di salute) , per me e’ stato un percorso naturale, (a parte cucinare! ) nato da un ‘ esigenza ben precisa che probabilmente avevo sin da bambina: infatti sognavo di poter vivere in una grande fattoria con cani, gatti, cavalli ecc. è il rapporto con la natura e ‘ sempre stato vitale. Un piccolo giardino, un obiettivo di sempre. Non è stata per nulla una scelta dolorosa, se mai faticosa, molto. Lavorare molto ( per fortuna ), anzi realizzar si nel proprio lavoro, curare un giardino e l ‘ orto, in più cercare di avere una casa decente con un cane grosso e tre gatti, fare la spesa consapevole e cucinare le cose giuste, occuparsi di tutte le questioni amministrative ( che in Italia non scherzano! )
@ Izn mi è partito il commento pieno di errori e non finito, puoi metterci mano per favore? Continuo: non è uno scherzo, ma da quando vivo qui non sono più pallida, non ho mal di testa e il cibo consapevole ( e ormai tutto cucinato da me) mi fa stare meglio. Mi rendo conto però che non tutti possono fare questa scelta , davvero, e’ una cosa che deve venire da dentro.
@izn: va bene la vaniglia in polvere? Le bacche di cardamomo le devo aprire o macino tutto? guscio e semini?
anche io le arance le pelo con il pelapatate ^__^ ne ho fatto una con le carote e mi segno questa aromatica alternativa che mi piace un sacco per via del cardamomo, ciauzzzzz
Spezzo una piccola lancia a favore della città, però (lo sai che sono una metropolitana convinta, pur capendo i vantaggi salutari della campagna)…. anche la mia sezione è vicinissima, devo attraversare la strada (via Merulana, Roma) e sono al seggio!!
:-)
Il fatto che ci sia dovuta venire da Berlino, beh questo è un altro discorso!!!!!!
Loretta: mi hai levato le parole di bocca….Solo IZN ha il gusto sadomasochista di tagliuzzare i millimetri precisissimi di buccia d’arancia….Confermo la tua tecnica anche se le scorzette di Izn hanno un plusvalore….
Graziella: condivido in pieno. Ognuno di noi deve riuscire a trovare il modo per sottrarsi alla dose giornaliera di veleni che viene molto abilmente distribuita dalla nostra “civiltà” attuale. Con il cibo per esempio possiamo farlo se con l’aria che respiriamo no.
Sonia, grazie per questa stimolante ricetta. Sono anni che desideravo fare la mia marmellata di arance (la mia preferita in assoluto)… ma diciamo che mi mancava il coraggio. Ora è qui bella pronta e soprattutto buonissssima :-)
Ovviamente ha interpretato la tua ricetta; ingredienti con la mia “bilancia circa” poi ho messo un chiodino di garofano e un bel pezzo di zenzero fresco (pescato fuori alla fine… e poi mangiato!)… e una presina di fior di sale (trucco che uso anche nelle macedonie e nella frutta cotta). Lo scollamento chirurgico l’ ho risolto alla grande con un cucchiaio vecchio (quelli a basso costo un pò taglienti)… velocissimo!
Abbiamo appena assaggiato la marmellata rimasta dall’ “invasamento”…ed è davvero buonissima! Ho usato anche io il metodo Dexter e devo dire che la chirurgia delle scorze mi ha molto divertita…sarà preoccupante?! Se ce ne fosse bisogno, posso confermare che questa marmellata diventa più densa raffreddandosi: già dopo un paio d’ore aveva tutt’altra consistenza. La marmellata di arance è la preferita di mio marito, ma io non avevo ancora avuto il coraggio di farla…ecco, adesso l’ho trovato e credo proprio di aver superato la prova grazie a questa splendida ricetta. Grazie Sonia!
Sonia questa marmellata è strepitosa! buonissima, grazie per la dritta!
da rifare assolutamente ^_^
fatta un paio di giorni fa, buonissima! unica pecca: l’ho tolta un po’ tardi dal fuoco ed è venuta un po’ densa. e sì che eri stata molto chiara sul fatto di non aspettare troppo…
comunque fantastica, e le scorzette alla dexter hanno uno spessore e una consistenza perfetti. altre volte avevo usato il pela agrumi, ma le scorze diventavano filamentose in cottura. oltretutto l’attività di preparazione mi ha pure divertito e rilasstato :)