Marmellata di limoni al cardamomo

Fino all’anno scorso il mio Turiddu, detto Turi, cioè il mio alberello di limoni oblunghi multistagionali, era stato molto avaro di frutti (tipo che ne aveva prodotto *uno*). Poi dopo lunga riflessione mi sono convinta a spostarlo, da addossato che era al muro della casa, un po’ più al sole, anche se sarebbe stato più esposto al vento (e si sa che i limoni non amano il vento).

marmellata di limoni

E ho lasciato che sulla terra — purtroppo è in un vaso, anzi un vasone, di coccio ovviamente — crescesse tutto quello che voleva crescere: al momento c’è anche un piccolo rovo di more. E quando l’ho potato ho tagliato tutte le foglie e i rametti (qualcuno mi regali una cippatrice, presto!!!) e li ho rimessi sulla terra, in modo da proteggere le radici dal freddo invernale e dare loro frescura durante la stagione calda. Insomma ho messo a frutto quello che sto imparando, un po’ di permacultura, un po’ di agricoltura sinergica, un po’ di biodinamica e un po’ di empatia in generale.

Ah, e poi ho chiesto alla piccina di parlare con le piante e far loro tanti complimenti. Così se passate sotto casa mia nel tardo pomeriggio è possibile che vediate una pazza che si agita tra il balcone e il patio con un micro innaffiatoio di metallo tutto sgarrupato (però bellissimo) e una pazza di taglia piccola che dice cose tipo: “ciao rafano, come sei verde oggi, e che belle foglioline mangiucchiate dai bruchi! E ciao, salvia, anche tu sei bellissima, le tue foglie sono molto pelose e affascinanti!” con una vocina da minizac.

Sembra assurdo, ma tutto questo ha cambiato completamente il mio pollice, che da che era un pollice verso è diventato un pollice verdissimo, e tutte le piante crescono che è una bellezza! Persino le piantine delle fragole hanno passato tranquillamente l’inverno, e adesso sono piene di fiori, che si trasformeranno in fragole stratosferiche (o almeno l’anno scorso lo erano!), voglio dire, prima di assaggiare queste non avevo idea di cosa fosse veramente una fragola, quelle comprate, anche bio e felicissime, non hanno niente a che vedere con queste, sarà che le mie prendono poca acqua, quando ci riesco e me ne ricordo, boh.

Ad ogni modo è una soddisfazione pazzesca cogliere i frutti delle proprie piante, lo consiglierei a tutti, al posto di psicologi e terapie varie (scusa Sara!!! :-D).

Dunque. Vi ho fatto una filippica di tre ore su Turiddu e mo’ non so come dirvi che per la marmellata ho usato l’ultima cassa di limoni dela stagione, che ho preso dai contadini per passione. Sì, perché quelli di Turiddu non riesco ancora a coglierli. Sono troppo belliiiiiii!!! Così belli gialloni sulla pianta. In effetti in fondo uno psichiatra potrebbe essermi utile, ripensandoci. Mi sa che il gardening non ha funzionato. A proposito di cose assurde, ve l’ho già detto che mi hanno intervistata via web-radio? Se ve la siete persa vi metto qui il link, magari voleste sentire la mia voce. Ma anche no eh! :-D

Vabbeh. Vi dico solo ancora che ho provato a marmellatare i limoni innumerevoli volte, senza mai essere completamente soddisfatta. Poi mi sono decisa a provare la ricetta di Elena, che è un mito di donna e ha un blog splendido, che se non lo conoscete *dovete* conoscerlo. Ho cambiato sensibilmente il procedimento, per avere un sapore (poco) più limonoso rispetto all’originale, e ho ottenuto finalmente una marmellata di limoni né troppo né troppo poco acida, densa al punto giusto e non troppo complicata da preparare.

Ingredienti:
1 chilo di limoni felicissimi non troppo buccioni
750 grammi di zucchero grezzo chiaro
una presa di sale
una bacca di vaniglia
un cucchiaino di semi di cardamomo (o di anice verde)

Lavate bene i limoni, asportate le due calotte e tagliateli a fettine sottilissime, togliendo i semi man mano che li incontrate. Mettete le fettine in una ciotola grande piena di acqua fredda, e lasciatele lì per 24/36 ore (se volete potete cambiare l’acqua un paio di volte, soprattutto se la temperatura è calda).

Trascorso questo tempo, scolateli e tagliateli a pezzetti piccoli, rimetteteli nella ciotola di cui sopra, aggiungete lo zucchero, il sale, la bacca di vaniglia aperta a metà (asportate i semini e mettetel dentro) e i semini cardamomo (o di anice), possibilmente macinati. Coprite con la pellicola, o con una cuffia da doccia (io ho usato quel contenitore mitico che vi feci vedere qui, una delle cose più utili che abbia mai acquisito) e mettete a riposare in frigo per uno o due giorni (tanto tra zucchero e limoni potete stare tranquilli).

Quando avrete modo di marmellatare, vi basterà travasare il tutto in una pentola a fondo spesso e mettere inizialmente su fiamma medio-alta, ma senza mai fargli superare i 105°C (l’avete comprato il termometro, veroooo?!). Quando il composto sarà quasi arrivato a bollire, abbassate la fiamma e lasciate cuocere piano piano fino a quando lo sciroppo non sarà aumentato di consistenza (fate la solita prova-piattino-frigo).

Invasettate in barattoli di vetro (tutti uguali, mi raccomando :-D) precedentemente sterilizzati in acqua o in forno, chiudete con capsule nuove e fatte bollire, e capovolgete a testa in giù fino a quando la marmellata non sarà completamente fredda. A quel punto potete decidere se ribollire di nuovo i vasetti pieni per una ventina di minuti o lasciare le cose come stanno. Io se le capsule sono andate sottovuoto non lo faccio, anche perché qui la marmellata dura pochissimo. Mica perché la mangio io. A me non piace. Nooooo O:-/

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4 comments

  1. Simona ha detto:

    L’albero di limoni di Amalfi nel giardino di mio padre ha già dei bei limononi, ma gli hanno spiegato (a mio padre, non al limone) che fino a che non cadono continuano a crescere… tipo che l’anno scorso un limone pesava 400 gr!!!!

  2. Gabriel Rolland ha detto:

    Noi l’abbiamo da poco fatta con lo zenzero, proveremo anche la tua con il cardamomo!

  3. nadia rossi ha detto:

    Non mi stupisco affatto che parliate con le piante. Pensa che io a primavera, quanto i miei alberi mettono le prime foglioline o i primi fiori, li ammiro e li saluto dicendo loro “Ciao, bentornati, vi siete svegliati?” Dietro casa ho una quercia enorme (sembra un palazzo) e io certe volte l’abbraccio… Sono pazza? Ma dopo sto bene.
    Ciao Nadia

  4. Mariella ha detto:

    Inz, grazie! Sto provando a fare questa ricetta… non ho capito se, dopo le 24;36 ore di ‘ammollo’, l’acqua di ammollo si butta oppure viene mischiata insieme ai limoni tagliati piccini e allo zucchero. Grazie!

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