Il kefir, questo sconosciuto

martedì 6 aprile 2010
0807 hrs

Prima o dopo nella vita capita inevitabilmente che qualcuno vi porti a casa, inatteso ospite, un vasetto pieno di qualcosa che a prima vista può sembrare pop corn gelatinoso; che questo qualcuno poco carinamente si ostini a chiamare il qualcosa “vermetti” (bleaaaah), e che vi spieghi che con quei *cosi* potete fare lo yogurt per tutta la vita, semplicemente aggiungendo un po’ di latte (freddo!) e dimenticandovelo per 24 ore.

kefir01 Il kefir, questo sconosciuto

Avevo sentito parlare e riparlare dei cosi (mica vorremo chiamarli vermetti, verooo?), e quasi quasi sarei anche stata curiosa; ma quando me li sono trovati in cucina ho cominciato a guardarli con sospetto crescente, principalmente perché dopo l’esperienza dell’estate scorsa sapevo molto bene che lo yogurt ha bisogno di temperature ben diverse per proliferare, e di altrettanto ben diverse attenzioni e strumenti, ma anche perché, come potete immaginare, la domanda che mi attanagliava era sopra tutto: “con che tipo di latte siete stati nutriti fino ad ora, e quanto latte tedesco biodinamico sarò costretta a gettare prima che diventiate biologici?”.

Così, tanto per rimanere fedele al mio istinto napolo-scettico (lungi da me fomentare orrendi luoghi comuni decrescenziani che contesterò fino alla morte, ma la crudaverità è che, nata e vissuta a napoli per diciott’anni, ho imparato in culla a non fidarmi dei sentito dire), mi sono immersa nella rete per cercare lumi.

E chi se l’aspettava.
Cercando lo yogurt ho trovato tutt’altro, qualcosa che avevo solo intravisto qualche volta sui banchi del naturasì, e che avevo assaggiato, classificato tra i “posso anche farne a meno” e messo da parte in favore del latticello: il Kefir.

Oltretutto più scavavo e più venivano fuori pagine e pagine e pagine di opinioni contrastanti sulla stessa esistenza dei “vermetti dello yogurt”, con tanto di confronto fotografico tra vermetti dello yogurt e vermetti del kefir (oh, a me sembrano uguali nella loro presunta diversità, e non che non abbia un occhio allenato dopo quindici anni di ritocco fotografico professionale) o immagini esplicative di tracce “a delta di fiume”; inoltre qualcuno ha anche osservato che “i grani del kefir, se sottoposti a stress da caldo, possono assumere una forma oblunga”; in questa pagina c’è addirittura un metodo empirico (anche detto “pifffff”) per capire se possedete fermenti per il kefir o per lo yogurt.

Ad un certo punto nel forum di cookaround mi sono imbattuta in un certo “micheleciro” che sosteneva (nel lontanissimo 2007… sigh, ma come ho fatto a non saperne nulla) che le colonie batteriche che formano i famigerati aggregati (che sembra si chiamino “kefiran”) non generano affatto lo yogurt che noi conosciamo, bensì il suo fratello maggiore, che a suo confronto è il re dei re di tutti i tipi di latte fermentato, e cioè, finalmente, il kefir (suono di trombe festanti).

Questa rivelazione mi ha convinta che tutta la confusione tra vermetti dello yogurt e vermetti del kefir sia semplicemente un furto di identità: i grani dello yogurt semplicemente non sono mai esistiti (mi rimane il dubbio però da cosa venga generato lo yogurt), e *tutti* quelli che da noi vengono chiamati vermetti non sono altro che i grani del kefir.

Ho immaginato questa anziana signora russa primordiale che, poverina, ignara del fatto che in Italia per yogurt si intende uno e un solo tipo di latte bi-fermentato (da noi si può chiamare così per legge unicamente il latte inoculato con il lactobacillus bulgaricus e lo streptococcus thermophilus), ha portato per la prima volta in italia i… cosi, dicendo che producevano yogurt, perché nel suo paese yogurt era sinonimo di *qualsiasi tipo* di latte fermentato, o forse semplicemente negli altri paesi esistono parole diverse per diversi tipi di yogurt… ci vorrebbe un linguista yogurtofilo :-/

Ad ogni modo sembra che le discriminanti per distinguere i due fratellini siano tre: il kefir genera un latte fermentato leggerissimamente alcoolico e per questo ha un gusto lontanamente frizzante (mentre lo yogurt che noi conosciamo ha un sapore “fermo”); e a differenza del kefir lo yogurt comincia a cagliare dal basso; inoltre lo yogurt vela il vasetto, mentre il kefir lascia delle tracce disordinate.

Ma la vera differenza è che il kefir (che in lingua armena pare voglia dire “benessere”) quando vede lo yogurt con i suoi due miseri fermentucci lo guarda con una certa commiserazione, vista la sua dotazione inarrivabile; ve la specifico? sì ve la specifico:

66% lattobacilli:
acidophilus, brevis, casei (subsp. rhamnosus e pseudoplantarum), paracasei (subsp. paracasei), cellobiosus, delbrueckii (subsp. bulgaricus e lactis), fructivorans, helveticus (subsp. lactis), hilgardii, kefiri, kefiranofaciens, kefirgranum (sp. nov), parakefir (sp. nov), lactis e plantarum;

12% tra lactococchi e streptococchi:
Lactococci lactis (subsp. lactis, cremoris, e var. diacetylactis), Lactococci mesenteroide, Streptococci salivarius subsp. thermophilus, Streptococci lactis, Enterococcus durans, Leuconostoc cremoris e Leuconostoc mesenteroides;

18% lieviti:
Candida kefir, pseudotropicalis, rancens e tenuis, Debaryomyces hansenii, Kluyveromyces lactis, Kluyveromyces marxianus (var. marxianus), Kluyveromyces bulgaricus, Kluyveromyces fragilis/marxianus, Saccharomyces (subsp. torulopsis holmii), Saccharomyces carlsbergensis
e unisporus e Zygosaccharomyces rouxii;

4% acetobatteri:
Acetobacter aceti e rasens.

Come al solito non voglio dire con questo che il kefir sia in assoluto *migliore* rispetto allo yogurt (mi prenda un colpo se so cosa sono tutti questi batteri e lieviti nello specifico), perché ovviamente questo dipende dal metabolismo personale (immagino che magari ad esempio per qualcuno lo yogurt potrebbe essere molto più digeribile visto che la sua composizione è, diciamo, più semplice), ma solo che la lista è impressionante.

Se avete dieci minuti liberi provate a fare un salto sul blog di Maria Letizia Agazzi, da cui ho attinto queste notizie, che tra l’altro confronta con il kefir i vari frescobuffi probiotici che tentano di sbolognarci in tv, che ci fanno una figura miserrima :-P

E non è mica tutto… fino adesso avete visto solo la punta dell’iceberg :-O

Questo incredibile elisir vanta origini leggendarie e antichissime; sembra che addirittura Maometto in persona donasse i primi grani di kefir ai montanari del Caucaso, che per questo motivo lo chiamarono “il miglio del profeta”.

Che i suddetti grani venissero conservati in otri di pelle, e che l’uomo non abbia la capacità di riprodurli (ah, ve l’ho detto che si moltiplicano da soli, semplicemente annaffiandoli di latte? non vi ricordano un po’ i gremlins? brrr…), e che quindi, se dovessero per qualche motivo estinguersi il mondo li perderebbe per sempre (AAAAAAHHH! E io che siccome mi sembravano troppi ne ho buttati più di tre quarti nell’organico… *mai* avrei pensato di contribuire nel mio piccolo allo sterminio di una specie).

L’unico modo di averli sembra quindi sia farseli dare da chi li ha, che in genere è ben contento di liberarsene, visto che si moltiplicano; cioè, a dire il vero ho letto che si possono anche mangiare, ma neanche zac, che è l’uomo meno schizzinoso che abbia mai conosciuto, finora ha avuto lo stomaco di provarci – non escludendo la possibilità in futuro, visto il possibilismo dei gemelli.

Altre fonti narrano invece di scienziati che sarebbero riusciti a riprodurli riempiendo di latte pastorizzato una sacca di cuoio di capra lavata con acqua sterile, inoculando flora batterica dell’intestino di una pecora, mantenendo una temperatura costante di 24-26 gradi e agitando il tutto ogni ora per 48 ore, poi rimuovendo il 75% del latte fermentato, sostituendolo con altro latte pastorizzato e ripetendo il procedimento per 12 settimane; alla fine dell’esperimento pare affiorassero dalla sacca i granuli di kefir.

Beh, come vedete, alla fine li potete comodamente generare in casa, ‘sti granelli; voglio dire, ma chi è che non si trova sottomano una sacca di cuoio di capra e un familiare accondiscendente che gliela agita ogni ora per 12 settimane? E che sarà mai?

Pare che in epoca moderna i fintoinvertebrati siano stati anche oggetto di studi da parte di un premio nobel per la medicina, perché sospettati di contribuire in larga parte alla longevità delle popolazioni caucasiche, che li usavano tradizionalmente per supportare la cura di enteriti e tubercolosi, grazie anche al loro contenuto di minerali, aminoacidi essenziali, triptofano, calcio, magnesio, treonina, prolina, lisina, fosforo, acido folico, vitamina K, biotina; e che essendo poveri di lattosio, risultino adatti anche a chi ha leggere intolleranze.

E non finisce qui.

Non sarebbe sembrato anche a voi di aver varcato la porta di un mondo culinario parallelo se aveste letto che i grani di kefir sono persino in grado di far lievitare il pane, senza il supporto di nessun altro tipo di lievito, naturale o di birra?
Stupite: su Cookaround esiste un gruppo che si chiama “sperimentando col kefir” dove potete trovare abbondanti prove fotografiche di questo miracolo :-)

Altro utilizzo possibile, per chi magari non ama il latte e lo yogurt, però vorrebbe usufruire ugualmente dei benefici dei grani di kefir: si lavano bene (cosa da non fare assolutamente quando li si utilizzano con il latte), si mettono in acqua insieme ad un po’ di limone e frutta secca e si ottiene il kefir d’acqua, bevanda non solo dissetante ma anch’essa incredibilmente virtuosa – attenzione però, una volta trasformati i grani di latte in grani d’acqua (diventano trasparenti come dei grumi di gel) non si può più tornare indietro e ricominciare con il latte fermentato.

Insomma, il kefir, signori miei, è uno di quei giochi versatili con i quali si può sperimentare tanto senza annoiarsi, c’è solo da studiare e… assaggiare.
L’unica rottura è che dovete nutrirlo al massimo ogni 48 ore :-/

A dire il vero esisterebbero anche dei modi per conservarlo fino a un paio di settimane, uno dei quali è tenerli in frigorifero nella solita quantità di latte o poco più, o addirittura disidratarli, cosa che li renderebbe inerti ma potenzialmente utilizzabili per circa un anno, e che li renderebbero molto più interessanti agli occhi di chi (come me!?) odia le scadenze improrogabili; a questo proposito trovate alcune dritte molto interessanti qui.

Io intanto vi lascio le dosi per farvelo in casa e… ah, dimenticavo: se qualcuno ne volesse un po’ (si accettano baratti interessanti) i miei grani ormai sono bio izn-certificati, quindi veniteveli a prendere prima che zac decida di superare l’incertezza e… :-9

Ingredienti:
250 grammi di latte fresco intero*
25 grammi di grani di kefir

*ma c’è chi giura che venga ancora meglio con il latte scremato

Il procedimento è ridicolmente semplice: prendete i vostri grani di kefir, metteteli in un vasetto da circa mezzo litro, aggiungete il latte, anche freddo di frigorifero, mescolate con un cucchiaio di legno, chiudete (io ho usato un vasetto di quelli a chiusura ermetica, ma con la guarnizione molto sottile, tipo quelle dell’Ikea per capirci), posizionate il vasetto al buio in un luogo riparato (io lo tengo in un armadietto) e dimenticatevelo per 24 ore.

Non dovete mescolarlo, non dovete agitarlo, non dovete muoverlo e neanche guardarlo: i grani sono timidi e vogliono la loro privacy (anche su questo ci sono versioni discordanti: alcuni ritengono che mescolandolo un paio di volte migliori, se avete voglia di andarvi a leggere le 49 pagine del topic di cookaround “fermenti vivi per yogurt” o le 84 pagine sempre su cookaround di “sperimentando col kefir” fatemi sapere che avete deciso, ché io per adesso sono arrivata solo a pagina 35, e non mi ricordo di quale dei due).

kefir02 Il kefir, questo sconosciuto

kefir03 Il kefir, questo sconosciuto

Il giorno dopo dovreste quindi trovare un composto budinoso-gelatinoso; mescolatelo delicatamente (per non rompere i grani) con un cucchiaio di legno, dopo di che versatelo in un colino posizionato sopra un vaso di vetro (guardate le foto) e mescolate fino a quando tutto il liquido non sarà colato e saranno rimasti solo i grani.

A questo punto prendete i vostri grani (che saranno già cresciuti di qualche grammo, tenete conto che i miei raddoppiano in una settimana circa) e ricominciate da capo con il procedimento che ho già descritto.

Il rapporto 1/10 (25 grammi di grani per 250 di latte) è stata una mia interpretazione di tutti i vari pareri che ho letto (finora); pare infatti che aumentare la percentuale di grani rispetto al latte alla lunga li indebolisca (hanno meno da mangiare?), invece diminuirne la quantità faccia ottenere un kefir “acerbo” (a meno di non lasciarlo 48 ore invece che 24… che potrebbe essere un’ottima soluzione per avere un giorno in più di respiro, se magari in quel periodo ne consumate meno – ma dopo questa operazione bisognerebbe farlo però almeno un paio di volte con il rapporto corretto; inoltre può esservi utile sapere che più tempo passa più la bevanda diventa acida e densa).

Un ultima cosa; anche con il kefir si può fare il labna (e anzi, vista la provenienza mi viene il dubbio che il vero Labna sia fatto proprio con il kefir invece che con lo yogurt); stesso procedimento di quello che già conoscete; poi se preferite potete anche evitare di aggiungere il sale (anche se immagino che salarlo lo aiuti a disidratarsi più velocemente).

Kefir e altro latte fermentato in giro per la rete:
kefirissimo
lo yogurt del mar Caspio
kefir & yogurt
cos’è il kefir?
tutto sul kefir
tavola rotonda sul kefir
altro sul kefir

 

67 comments

  1. valina scrive:

    se può interessare, io il kefir lo faccio col latte di soia!!! Deve essere però solo acqua e soia, non tipo valsoia che contiene zuccheri e altri ingredienti…e ho notato che a seconda della marca diventa più o meno denso…

  2. babs scrive:

    oh mamma….. ma io che il kefir l’ho trovato al natura si in forma quasi liquida e l’ho usato per farci un sofficissimo pane…. in pratica l’ho ucciso o era un kefir d’altra specie?
    mi sento un pò confusa….. :-)

  3. Cleofe scrive:

    come sempre complimenti per l’articolo…
    usato come labna tutte le mattine sul pane con un cucchiaino di marmellata, da più di un anno, io, soggetta a bronchiti ecc, diciamo di salute cagionevole, quest’anno mi è andata di ” lusso” non mi sono mai ammalata ..opera del kefir? non lo so !
    ho regalato una cucchiaiata di granuli alla mamma di Amir, un mio amico, sposata da più di trenta anni con un libanese, lei , abituata a fare il kefir d’acqua, mi ha detto che sono ottimi e vivaci.

  4. erinni scrive:

    i miei vermetti (sì, li chiamo vermetti) proliferano allegramente dal lontano 1994! sono stati congelati e scongelati ogni estate e una parte di loro viene regolarmente deputata l kefir d’acqua (che è meglio della citrosodina, dopo un’abbuffata): buttati nel kefirico mondo dei vermetti: non ne uscirai più! ;-)

  5. Francesca scrive:

    tutto molto suggestivo…proverò :)

  6. jennifer scrive:

    Wowowowowowowwowwwwwwwwww!!!Da quanto aspettavo un post cosi’!!!!E diro’di piu’ …sto scalpitando x averli sti granetti….Che dici Izn…me li mandi?Ma non ho nulla da barattare…magari ti pago con una donazione…cioe’ tramite la poste pay…boh!O magari se cleofe fa un giro da Antonio aspetto anche i suoi….!!!!!!Ho una voglia di kefirareeeeeee!!!!!!!Baciiiiiiiiiiiiiiiiiii!!!!!!!

  7. jose manuel scrive:

    Me encanta el kefir. Hace una semana me regalaron 100 gramos de kefir y normalmente estoy haciendo un litro por día. A mi hija y a mi nos chifla. Lo estoy haciendo con leche de cabra y sale estupendo. Un saludo.

    Cuando no lo uso lo conservo en agua con azúcar unos días y no pasa nada.

  8. Valeria scrive:

    ahahah ma ci credi che giusto la settimana scorsa l’amica storica di mia mamma si è presentata a casa con un barattolino pieno di “spugnette” crea-yogurt!!!?? dopo qualche giorno di antipatia reciproca… abbiamo cominciato almeno a salutarci…!!!ciao

  9. barbara67 scrive:

    ‘allora. vediamo. yogurt che si fa da sé lasciandone due cucchiai ?’
    ce l’ho! certo che ce l’ho.
    ‘pasta madre?’
    ce l’ho, naturalmente, scherzi?
    ‘madre dell’aceto?’
    ce l’ho pure, tiè!

    ‘grani del kefir?’
    grani de che?
    ‘grani del kefir!’
    uuuuuuuuuuuuuuuuah! manca manca manca! li voglioooooooooooooooooo! uaaaaaaaaaaah!

    lo sapevo che era additiva sta cosa delle creature blobbesche che ti generano qualcosa da mangiare :-) e ce ne saranno sicuramente delle altre, scommetto… :-O

  10. jennifer scrive:

    @Barbara67: sei un vero spasso da leggereeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee! Ahahahahahahahahahahaaaahahahahah! Mi hai fatto morir dal ridereeeeeeeee!!!!

  11. Laura scrive:

    Brava Izn, proprio un bell’articolo!
    Te l’avevo detto che erano invadenti questi vermetti, vedrai che fra un po’ ti sentirai invasa.
    Io alla fine buttai tutto perchè mi sentivo perseguitata da questa roba che cresceva a dismisura : alla fine ne avevo il frigo pieno!!! ahahahaha
    Comunque adesso proverò a riprodurli con la tedesca onde prevenire influezze noiose con le pupette!

  12. Cleofe scrive:

    Jenny, aspettami…… che arrivo da roma in treno con il barattoletto pieno di vermetti, aspettami alla piazza del santo venerdi 16. 4
    ah ah ah ah ……. siccome noi non ci conosciamo
    non vorrei che venisse un altra persona a ritirare i magici vermetti, che poi chissà che fine faranno…ormai io li amooooo!
    fatti dare da izn la mia e-mail almeno stabiliamo un contatto !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  13. Cleofe scrive:

    Erinni, ma allora tu sei una veterana del kefir se fai quello di acqua… perchè non ci dici come si fa? sarei veramente curiosa, grazie

  14. roberta69 scrive:

    izn, come sempre trovi argomenti interessantissimi. Mio padre aveva ricevuto anni fa dei granuli di kefir in regalo e,su istruzione di chi glieli aveva dati, ci faceva una bevanda aggiungendo acqua e, se non sbaglio, uva passa. Diceva che gli faceva bene. Poi non so come e dove siano finiti..aaahhh…poveri! Quanto vorrei averli qua ora!

    Hai citato un blog sul kefir di Maria Letizia Agazzi…l’ho letto, davvero molto inetressante e ricco di istruzioni, notizie e suggerimenti.
    Però com’è piccolo il modndo…sai che M.Letizia Agazzi è la prof. di educazione motoria di mio figlio maggiore?…ed è molto brava anche in quello!
    Ciao

  15. Cleofe scrive:

    Roberta, che piacere leggerti, sei fortunata allora, se hai a disposizione la Agazzi, sai quante cose ti può insegnare, e poi, siccome quelli si riproducono alla velocità della luce,
    sicuramente ne avrà da dartene .

  16. roberta69 scrive:

    ciao Cleofe!…veramente la prof. mi è piaciuta fin da subito, ma la conosco solo da settembre scorso e non immaginavo avesse tutti questi interessi (kefir, cucina naturale, medicina tradiz cinese). Purtroppo non è che si abbiano tutti questi contatti coi professori delle medie però appena potrò, approfondirò…il kefir mi stuzzica!

  17. jennifer scrive:

    Ragazze…io la sig. Agazzi l’ho contattata x i granuli in questione…ma non li da piu’…ma magari a Roberta si xche’ c’e’ un contatto diretto!

    Ok Cleofe,”CHIEDO UFFICIALMENTE AD IZN DI DARMI LA TUA MAIL”,x favore!…cheddici,avro’ gridato abbastanza forte??????

    Buon tutto a tutti!!!!!

  18. Sandra scrive:

    Interessantissimo! come sempre, del resto!
    Anch’io ho avuto in dono questi bellissimi grani (a proposito, dì a Zac che può metter da parte la diffidenza e provare ad assaggiarli…io l’ho fatto…uhm…non hanno alcun sapore particolare) che però trovo completamente diversi da quelli che avevo per fare lo yogurt (che non ho più da tempo). Se però sono la stessa cosa, mi chiedo, come te, da cosa provenga lo yogurt. E poi, perché me li ricordo diversi? Boh, misteri…forse che vi siano ceppi diversi di grani di kefir? Altra cosa, quelli che avevo dello yogurt (di forma più lunga, di colore bianco/beige) si riproducevano velocemente mentre questi del kefir, che sono proprio uguali a quelli della tua foto, non crescono così rapidamente, ma producono un kefir buonissimo.
    In ogni caso, quel che sono sono, volevo far presente che assumendo giornalmente kefir (e latticello), io sono riuscita a passare indenne da qualsiasi forma influenzale, nonostante la vicinanza di adulti e bambini super-virulenti. Sarà un semplice caso?

  19. elena scrive:

    vorrei sottolineare due aspetti importanti del kefir (tra l’altro sono stata omaggiata di una “dose” da parte di izn, ed è già partita la mia produzione casalinga di kefir, quindi mi aggiungo al numero delle potenziali donatrici). La maggiore biodisponibilità del Calcio (il kefir è un alimento acido e l’acidità migliora l’assorbimento del Calcio) che lo rende più utile del latte nei problemi di osteoporosi, e la presenza delle lattasi e la minore quantità di lattosio presente (per la fermentazione) che lo rende più utile e meno “pesante” per le persone che hanno problemi con il latte.

  20. Maddalena scrive:

    Ciao a tutte!!!!! Siete sempre uno spettacolo…mamma mia!!!
    Tra gli anni 80 e 90 capitò il kefir a casa mia e mia nonna lo fece per un bel po’ di tempo (quello con l’acqua, miele, fico secco e limone se non ricordo male) poi un giorno sparì causa esasperazione…lo rimpiango molto, era frizzantino e delizioso….ora vorrei farlo, ma non ho idea di dove reperire le creaturine magiche…uffi

  21. Giò scrive:

    aiuto…posso dire che mi sono persa?? vabbè nel weekend mi studio bene la faccenda , che mi ricordo che anni fa, ancora liceale, piombò a casa nostra una bottiglia di bevanda leggermente trasparente chiamata kefir che si rigenerava ma non mi ricordo bene come, quando e perchè ma c’erano i vermicelli e poi scomparve misteriosamente…..forse era lei??

  22. elena scrive:

    sperimentazioni in corso: ho provato a mettere il latte a temperatura ambiente invece che freddo di frigo e mi pare che il kefir sia venuto più denso; ho anche provato a girarlo a metà giornata; questa sera quando lo passavo mi sembrava ancora più denso, vi saprò dire meglio domattina, dopo che ha fatto le nanne in frigo.
    il marito mi prende in giro, dice che mi ci mancava solo il kefir….

  23. Sandra scrive:

    @Elena io uso latte parzialmente scremato a temperatura 36/38° – viene perfetto!

  24. elena scrive:

    sandra, se tu che fai il latticello? si deve fare per forza centrifugando la panna o c’è qualche altro sistema?
    proverò a scaldare il latte a 36° gradi :-))

  25. Sandra scrive:

    @elena Sì, sono io. Il latticello ottenuto come scarto del burro è un buon liquido per fare pani e dolci, ma è privo di fermenti lattici. Quello che acquistiamo fuori è quello che gli americani chiamano “cultured buttermilk” perché addizionato di lattobacilli. Io ho acquistato una confezione di latticello al NaturaSì e da quello lo riproduco.

  26. ilAria scrive:

    Aiuto, troppe informazioni in poco tempo! Devo raccapezzarmi.
    Questa cosa della bevanda/simil-yogurt che si rigenera mi affascina moltissimo solo che avrò bisogno di un po’ di tempo per leggermi tutti i link. Quello che però ho pensato ad un certo punto è stato: ma quelli che lo vendono sono dei furbetti mica male! Il loro prodotto si autoproduce! :)
    Comunque, grazie delle informazioni, molto interessante!

  27. Cleofe scrive:

    elena e sandra, scusate se mi intrometto , sandra ma tu il kefir non lo riproduci da altro kefir? e non dai grani (vermetti) come sta facendo elena? che non ho capito nienteeee????

  28. elena scrive:

    @sandra: non è che mi spiegheresti come si fa il latticello? mi posso anche spostare nella stanza delle chiacchiere se fosse una sede più appropriata.

    @cleofe; credo che sandra si riferisse al latticello e non al kefir. Tu hai trovato un modo per renderlo un pò più denso?

  29. Cleofe scrive:

    elena ..anche
    sandra usa i granuli per il kefir, sono andata a vedere un vecchio post..scusa sandra della confusione
    il kefir a me viene bello cremoso , li metto dentro il barattolo con il latte tedesco di frigo, nella credenza (che è piaciuta tanto a izn) coperti da un panno, sacchetto, insomma al buio, non li tocco mai fino alla mattina dopo, filtro tutto e rimetto i granuli nel barattolo con il latte senza sciacquarli lo faccio poi colare su una garza ancora tutto un giorno, ennio preferisce mangiarlo sul pane la mattina tipo labna, io lo bevo invece” appena munto…”
    il latticello vai nella tua posta
    ma sicuramente ti risponderà lei che è molto più precisa di me !

  30. Sandra scrive:

    @Cleofe il latticello lo riproduco e prima facevo così anche con il kefir, fino a quando una mia amica mi ha regalato un po’ di grani presi da sua mamma.

    @Elena forse nella stanza delle chiacchiere è meglio? non so, sentiamo Izn….

  31. Cleofe scrive:

    é kefir… ha fatto piiifff!

  32. sara scrive:

    bello questo reportage sul kefir
    ma chi non conosce nessuno che allevi i vermetti nel frigo come fa ?
    non li vendono in qualche natura si ?
    si possono ricavare dal kefir pronto ?

  33. Sandra scrive:

    @Sara no, purtroppo dal kefir pronto, inteso come quello confezionato, NON puoi estrarre i granuli. Però, proprio partendo da quello già fatto, puoi riprodurlo.

    @Cleofe anche il latticello fa piiffff…..tutto quello che fermenta chiuso in un contenitore quando lo si apre fa piiiffff

  34. Cleofe scrive:

    ecco mi hai rovinato la scoperta! mi sentivo cosi orgogliosa che i miei “”"cosi”"”avessero fatto piiifff!

  35. Cleofe scrive:

    riferito a sandra!!!

  36. sara scrive:

    “proprio partendo da quello già fatto, puoi riprodurlo.”
    mi spieghi meglio ? intendi che da quello fatto in casa posso continuare a produrlo mentre da quello compro no?
    a questo punto non mi rimane che chiedere se tra voi c’è qualche milanese che alleva il tamagochi kefir per rilevarne un pochino…

  37. Sandra scrive:

    @Sara no, scusa, mi sono spiegata male. Volevo dire che dal kefir già fatto non puoi ricavare i grani, quelli ho te li dà qualcuno, altrimenti, niente da fare. Però, se ti ritrovi del kefir già fatto, sia esso confezionato (al NaturaSì si trova un’ottima qualità) o prodotto in maniera casalinga, puoi continuare a riprodurtelo da sola. Si fa così: ti occorre un barattolo di vetro da 1 lt (tipo quello che ha usato Izn ma il tappo può essere anche a vite), 250 g di kefir (che solitamente è il contenuto di un barattolo che puoi trovare al NaturSì), 750 g di latte bio (io uso il parzialmente scremato, ma puoi usare anche l’intero, dipende dai gusti). Vedi che il rapporto, sempre riferito al contenitore, è 3 a 1, ossia 3 parti di latte, una di kefir. Latte e kefir devono essere più o meno alla stessa temperatura, quindi tienili fuori dal frigo per un po’ perché non siano troppo freddi. Il latte eventualmente puoi scaldarlo leggermente, la temperatura ideale è 36° max 38°. Versa il latte nel barattolo filtrandolo con un colino, per evitare eventuali residui di panna, poi versa il kefir, mescola, chiudi con un pezzo di carta da cucina tenuto con un elastico. Avvolgi il barattolo con un panno e metti in un angolo riparato. Per sicurezza, ti consiglio di mettere sotto un piatto o una ciotola, perché quando inizierà a fermentare ti crescerà di livello, anzi, quando riempi il barattolo vedi di non riempirlo fino al bordo. Lascialo riposare almeno 10 ore. Ecco, ora dipende da cosa ne vuoi fare: vuoi un kefir piuttosto liquido da bere? 8-10 ore sono sufficienti. In questo caso prendi il barattolo, mescola ed è pronto. Lo preferisci più denso? Bene aspetta più ore, fino a quando non vedrai dissociarsi il liquido gelatinoso e trasparente dalla parte solida (yogurt). A questo punto prendi un colino a maglia fitta (io ci metto anche una garza), capovolgici il tuo barattolo e posizionalo sopra un recipiente. Lascia sgrondare tutto quel siero gelatinoso e ti rimarrà solo il kefir compatto. Metti in un recipiente di vetro e conserva in frigo. Guarda, ci vuole di più a spiegarlo che a farlo, credimi. Comunque, più lo fai fermentare e più avrai un kefir compatto. In minor tempo, avrai un kefir più liquido, meno acido e meno frizzantino. Ah, ricordati di tenere sempre la parte che ti occorre per riprodurlo la volta successiva!
    Non so se mi sono spiegata bene, ma per qualsiasi dubbio, chiedi pure.

    @Elena il procedimento per il latticello è esattamente lo stesso, solo che in questo caso il coperchio si chiude. Dopo 8 ore, capovolgendo il contenitore (io in questo caso uso una bottiglia di vetro tipo quelle da conserva, con il collo largo), se il vetro rimane opaco, vuol dire che il latticello è pronto, altrimenti, basta aspettare ancora un po’.

    Attenzione, con la stagione calda sono sufficienti meno ore…controllate ogni tanto, che è meglio!

  38. sara scrive:

    grazie, ora mi sembra di aver capito.
    proverò a farlo.
    sara.

  39. Sissi Santi scrive:

    Bravissima, io preparo il Kefir d’acqua da qualche mese e non sto più senza, ricordatevi che se si tiene 24 ore è ‘lassativo’ ma non ‘manda’, regola. Diventa astringente se si tiene a fermentare 48 ore. Nel nostro gruppo di Yoga lo facciamo in tante e tutte sentiamo dei benefici. Sicuramente male non fa.
    Noi lo beviamo anche a tavola. Abito a San Marino e se qualcuno lo vuole lo regalo volentieri. Comunque ci sono i fementi per i vari tipi di Kefir o Yogurt che si acquistano nei centri biologici ecc.

  40. erinni scrive:

    cleofe, perdonami, non avevo visto la tua richiesta!! allora, io metto in un barattolo il kerfir (un cucchiaio abbondante), mezzo litro d’acqua, un paio di fichi secchi incisi (aperti, insomma), un cucchiaino di zucchero e mezzo limone. e lascio là, al buio, nella credenza, coperto con un piattino, per 24 ore. a me piace un sacco e… funziona benissimo per digerire! che sia lassativo non me ne sono mai accorta (ma io sono regolarissima, qualsiasi schifezza mangi… forse ho un intestino che non risente degli stimoli esterni.. hehehe), ma è meglio di tanti digestivi. prova! l’unico neo è che, dopo qualche mese, i granuli muoiono. ma basta sostituirli con quelli del kefir di latte che continuerai ad avere in esubero!

  41. dajana scrive:

    il Kefir – ho letto di tutto di più su questo prodotto. È eccellente sotto tutti gli aspetti. non so più cos’altro dire se non : SLURP…

    ciao alla bravissima cuoca
    a presto

  42. anna scrive:

    Ciao,
    interessante il tuo post…io sono molto attenta a tutti gli “sconosciuti” culinari che sono in circolazione…
    forse perche’ mi occupo anche di questo per lavoro…
    Se puo’ interessarti scambiare alcune idee in cucina, passa a trovarmi ( anzi a trovarci!…) noi siamo un gruppo di blogger… :)
    Ti aspettiamo!
    Ciao
    Anna

    p.s. il mio blog e’ appena nato, quindi se ti piace passa parola o entra a far parte di nostri amici!

  43. ciro scrive:

    ho letto con interesse e mi e venuta la curiosità a chi posso chiedere di avere sti kefir prego di volermi informare a chi rivolgermi

  44. Olena scrive:

    Il kefir vero non si può fare con il latte italiano ovvero il kefir vero si fa con il latte fresco senza conservanti, non pastorizzato, FRESCO, cosi come la mucca lo fa’. Il latte si mette in un recipiente di vetro si copre con la garza, dopo di che deve essere messo in un luogo caldo/tiepido. Dopo un giorno il latte non pastorizzato diventa latte acido, quale se viene scaldato sul fuoco lento-lento diventa la ricotta(che assomiglia al primo sale). Dopo 2/3 gg il latte diventa kefir.
    Purtroppo in Italia non si trova più il latte vero, perché con tutti i vaccini e mangimi poco sani, il latte prodotto da queste povere bestie non è adatto per fare questi procedimenti.
    Il “kefir” fatto con il latte pastorizzato e i “granuli” aggiunti non è un kefir vero.

  45. Fabiola scrive:

    Ciao ragazze. Vorrei tanto provare il kefir,sò che fà molto bene,ne ho sentito tanto parlare. Qualcuno lo ha da darmi?? Vivo a Roma. Grazie a chi potrà aiutarmi:-)

  46. rosanna scrive:

    Dopo il post sui fitosteroli,ho letto questo sul kefir,io abito a Napoli e vorrei poter acquistare questi granuli,(nei miei sogni ci sarebbe anzhe izn che viene a trovare i parenti e me ne porta una vasetto)solo che leggenso i vostri post mi sto avvilendo perchè c’è scritto che il latte fresco non va bene ed anche altri impedimenti, che faccio rinuncio?Non sia mai io sono testarda,però delle domande le ho…..io che sono in continuo combattimento con la bilancia posso bere quest’acqua al kefir?E’ possibile non mettere lo zucchero e i fichi secchi mamma che buoni,ma mamma che calorici come faccio?Avete detto che dopo un pò il kefir d’acqua muore, ma come ve ne accorgete?Poi mi sono persa nelle tante preparazioni…24 ore…48 ore…fuori frigorifero,dentro il frigorifero,vi prego qualcuno può fare uno schemino tipo scuola elementare?Tutto questo però è condizionato dallo starter dell’acquisizione dei sacri granuli.Grazie a tutte.

  47. Marjanne scrive:

    Io lo faccio con latte fresco intero (ne sto usando uno tedesco biodinamico) e viene bene, ma ho provato altri latti e ho notato che più e scremato più il kefir agisce velocemente.
    Bisogna sempre rispettare le proporzioni granuli latte, altrimenti o risulta troppo blando o troppo acido! Ormai vado a occhio..
    Se passi per bologna te ne cederei volentieri un po’, dato che tende a moltiplicarsi come i gremlins!!

  48. rosanna scrive:

    @Marjanne,ti ringrazio ma Bologna è troppo lontana, aspetto con ansia le risposte perchè questa cosa del kefir è diventato un obiettivo da raggiungere quanto prima,vi prego solo di tenere conto che sono una profana per cui siate un pò precisi nelle dosi, tempi ed eventuali temperature, non volgio sbagliare, ma siete così brave che mi affido tranquilla.
    Iznnnnnnnnnnn dove seiiiiiiiiiii?Ma il tuo nome qual’è?Sono curiosa, “izn” da dove proviene?

  49. izn scrive:

    @rosanna: eccomi rosanna!!! Ho sentito qualcuno che mi chiamava! :-)
    Dunque, io il kefir l’ho dismesso perché non era adatto a me e non mi piaceva tanto il sapore (però conosco un sacco di persone che lo adorano e lo usano in tutti i modi, è proprio un fatto di gusti e di esigenze personali). L’ultimi granulo l’ho dato in adozione a una donna splendida :-)
    Ad ogni modo quando lo facevo usavo sempre latte intero (non uso *mai* latte scremato: solo alimenti poco manipolati, e la scrematura è un ulteriore passaggio oltre alla pastorizzazione etc. etc.) e veniva perfetto – magari toglievo il tappo di panna che si forma sul latte (anch’io uso quello biodinamico tedesco – a proposito guarda che mi sa che lo trovi anche al naturasì a Napoli eh).

    L’acqua al kefir non l’ho mai fatta, ma se tu entrassi nella stanza delle chiacchiere potresti parlare con Sandra e Cleofe che mi sa che sono molto più esperte di me in questo senso.

    Il nome izn l’ho coniato un sacco di tempo fa, quando ho cominciato a lavorare sulla rete, perché avevo bisogno di una mail da accoppiare al sito del mio studio grafico che si chiama interzona, e un mio carissimo amico mi suggerì di usare alcune lettere da quel nome, appunto izn :-) Ad ogni modo dico sempre che se vi riesce difficile pronunciarlo potete chiamarmi izen, è molto più semplice :-)

  50. rosanna scrive:

    @izen,mi piace di più,comunque grazie farò come dici tu, chiederò alle signore.Volevo chiederti, ma ci sono delle situazioni in cui è controindicato?Mi ha colpito una volta una tua affermazione in cui dicevi che il corpo sa di cosa ha bisogno e anche se un alimento è pieno di ricchezze naturali magari per alcuni è controindicato, se non sbaglio parlavi delle bietole che non puoi mangiare e che ricordi non ti erano mai piaciute, forte questa cosa.Pensi,con la tua esperienza, che questo alimento in linee generali possa avere delle controindicazioni?Un abbraccio e guarda è troppo grande ‘sta cosa,non mi capita spesso che chiamo qualcuno e che poi mi risponde,grazie.

  51. sara scrive:

    le bustine che vendono da natura si (a milano) per fare il kefir vanno bene ? io le ho usate ma non ho capito se qullo che ho ottenuto era proprio kefir a ma è sembrato solo un buono yogurt, non ho visto dentro nessun granulo….

  52. Jennifer scrive:

    Ciao a tutti!!!!Da moltissimo non passavo di qua!!!!!
    @Rosanna:io x il kefir uso latte parzialmente scremato (della stessa marca di quello fresco tedesco)xchè con quello intero risultava un kefir troppo pesante x me!
    In genere uso un cucchiaio di granuli x mezzo litro di latte,(anch’io vado a occhio),lascio riposare ,senza toccare mai, x 24/30 ore(dipende da temperatura e stagione:col caldo 24 h son sufficienti,d’inverno lascio 30 h )e poi filtro.Così finchè i granuli non aumentano ed in genere le eccedenze le mangio!!!!!Non sono una cannibale,non ti spaventare ;-) i granuli son fermenti e fanno bene tanto quanto il kefir!!!!!
    Sennò altre buone news sul kefir le trovi qui :omiokefir.blogspot.com

  53. rosanna scrive:

    @Jennifer ti ringrazie sei stata di grande aiuto.

  54. jennifer scrive:

    @Rosanna:non c’è di che :-) !Ti offrirei volentieri un pò dei miei granuli,ma…..abito vicino a Venezia…non credo d’esser proprio comoda x te!!!!Però ,visto che nella vita non si sa mai,se passi di qua,fai un fischio!!!!Buona giornata!!!!!

  55. rosanna scrive:

    @jennifer, ti dirò, mi tenti a venire perchè io ho un legame forte con la tua città dal momento che i miei nonni paterni erano di Pellestrina,magari chissà….potrò chiederti in futuro altre delucidazioni,izn mi ha consigliato di entrare nella stanza delle chiacchiere ora vedrò di farmi aiutare dai miei figli per capire come fare e magari ti contatterò lì,ok?Un abbraccio

  56. jennifer scrive:

    @Rosanna:niente di più facile entrar nella stanza delle chiacchiere!Qui nella colonna di destra,sotto “ultimi commenti”,c’è un bel disegno con sotto scritto “stanza delle chiacchiere”….ci clicchi sopra ed il gioco è fatto…forse dovrai farti aiutare x eseguire il log-in ma secondo me ce la fai…..!!!!Ti aspettiamo!!!!!

  57. [...] Cos’è il Kefir? kefir web tiscali-kefir kefir, questo sconosciuto [...]

  58. lulù scrive:

    Ciao a tutte
    Sono della provincia di Bologna e cerco disperatamente i granuli di kefir per latte. Qualcuno nella mia zona ne ha un po’ a disposizione? Grazie

  59. Ornella scrive:

    Ciao, anche io sto cercando disperatemanete i granuli di Kefir. Difficilissimo trovarli.
    Sono della provincia est di Milano, qualcuno mi sa indirizzare?
    Grazie 1000

  60. Lorislongo scrive:

    X avere dei grani posso ottenerli dalle bustine?

  61. STEFANIA scrive:

    CIAO A TUTTI ,HO UNA DOMANDA DA FARE RIGUARDO AL KEFIR,SONO ANNI CHE FACCIO QUELLO CON IL LATTE E QUALCHE GIORNO FA
    HO TRASFORMATO (ALMENO CI PROVO )I GRANI PER FARE QUELLO D’ACQUA, IL PROBLEMA E CHE NN SONO CONVINTA CHE I GRANI STIANO BENE ,LI VEDO RINSECCHITI E NN SONO DIVENTATI GELATINOSI COME VEDO NELLE FOTO SUL WEB.l’ ACQUA FILTRATA E’ LEGGERMENTE FRIZZANTE E DI GUSTO BUONO MA I GRANI NN CRESCONO …………CHE STO COMBINANDO ? IL LIMONE E’ INDISPENSABILE?

  62. STEFANIA scrive:

    Lorislongo Scrive:
    7 novembre 2011 alle 16:37
    X avere dei grani posso ottenerli dalle bustine?

    NO I GRANI DEVI FARTELI REGALARE ,IO VIVO IN PROV. DI MESSINA ,SE SEI NELLE VICINANZE TE LI POSSO DARE

  63. Anastasia scrive:

    Ciao a tutti, sto cercando grani di kefir gratis, io abito a ravenna, ma mi sposto spesso in zona imola, qualcuno mi puo aiutare? grazie

  64. LORENZA scrive:

    PER CORTESIA MARJANNE VERREI A PRENDERE DIRETTAMENTE I GRANI DI KEFIR DA LATTE A BOLOGNA PERCHE’ ABITO VICINO (VIGNOLA) NE HAI ANCORA?
    LORENZA.

  65. Monica scrive:

    Davvero interessante il kefir come yogurt. L’avevo secoli fa ma nell’acqua, limone e fico secco!! Come posso avere i granuli? In cambio posso dare conserva nostrana, biscotti ricciarelli o nutella spacca-pensieri. Grazie

  66. marzia scrive:

    lorenza se li stai ancora cercando te li posso dare io, sono di sassuolo, ma la domenica vengo sempre a marano, dove abita mia mamma
    ti lascio l’email, fammi sapere
    marzia_t@hotmail.com

  67. mirco scrive:

    ciao marjanne io abito a modena,non riesco a trovare i famosi grani di kefir,tu ne avresti da darmi?

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