Strutto evergreen

Sono un filo in ritardo, ma neanche tanto, ché il maiale bisognerebbe mangiarlo da dicembre a fine febbraio, ovverossia subito dopo la macellazione, ma i vari insaccati e lo strutto sono fatti proprio per il periodo pasquale, fatto salvo qualche salame da consumare nelle stagioni successive, dai primi freddi in poi.

Anche la mitica Claudia a suo tempo ce ne parlò con quello stile sciolto e colto che solo lei sa imbastire; sta di fatto che quasi tutti gli impasti pasquali della tradizione napoletana e del glorioso Regno delle due Sicilie in generale (ma anche molte preparazioni di tutta la nostra penisola in generale, vedi piadine, erbazzoni, seadas e via dicendo) prevedono l’uso dello strutto; ad esempio il famoso casatiello o anche la pastiera (quella che vi ho linkato la feci con il burro, ma prima di quanto crediate ne apparirà un’altra in questo non-luogo, parte di un progetto troppo carino di cui vi parlerò, datemi solo qualche giorno),

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