Papaccelle ‘mbuttunate

Adesso che Pietro Parisi è in viaggio di nozze, distratto da innumerevoli stimoli culinari a Bangkok (avete presente la varietà del cibo da strada che si trova da quelle parti? E lo sapete, no, che la parola *tradizionale* per lui è come il nettare per le api bottinatrici?), approfitto e vi butto lì quelle quindicimila ricette che ho visto in giro, ho rifatto e saltellano tutto il giorno per uscire dalla mia testa e approdare felicemente qui sul blog.

Prima però (cioè prima che Francesca mi tiri gli involtini in testa) vi copio-incollo un aggiornamento che ho scritto ieri sulla pagina del libro, circa un paio di novità che abbiamo pensato per promuovere il finanziamento dal basso.

Fermo restando che sarebbe belliiiiissimo se ognuno riuscisse a mettere almeno 5 dollari (che sono 3 euro e 90) che danno diritto a un estratto del libro in pdf o 10 (che sono 7 euro e 80) che i quali vi beccate il poster, ma anche solamente un dollaro per avere il nome sul libro, abbiamo deciso di lanciare un giveaway per chi ha facebook: tra tutti quelli che metteranno il link alla pagina del crowdfunding (cioè questo: http://www.indiegogo.com/ilpastonudo) sulla loro bacheca e andranno poi a scriverlo in un commento nel post del libro (cioè questo) estrarremo a caso un libro del pasto nudo con relativa dedica e firma e glielo manderemo a casa fresco fresco appena stampato.

Naturalmente vale anche per chi lo aveva già messo e lo rimette, la cosa importante è di andare sul post del libro che vi ho linkato e scriverlo, se no non potremo estrarvi! Per chi volesse comprare il libro ricordate che adesso su indiegogo lo pagate 25 dollari, che in euro sono tipo 19,80, mentre quando sarà in vendita su Amazon etc dovrebbe costare tipo 28 euro! Fatevi i conti :-)

Bene, passiamo ai peperoni che ieri hanno visto lo zac e la minizac che se li litigavano, e me mooolto stupita vista la presenza nel ripieno dell’origano fresco, che è indiscutibilmente verde, colore che la minizac non ama affatto vedere nel suo cibo.

Prima di tutto, cosa sono mai queste papaccelle? Trattasi di un tipo particolare di peperoni, grandi come dei pomodori, un po’ più spesse dei peperoni, dolci e con un sapore più… papaccelloso. A Napoli si usa metterle sott’aceto; dopo due o tre mesi sono pronte (giusto in tempo per Natale), e si possono utilizzare come contorno con la carne di maiale, o farcite con tonno, capperi e acciughe, o addirittura con le patate fritte, e non dimentichiamo quelle agrodolci con uva passa e pinoli.

Ovviamente ci potete fare tutto quello che fareste con i peperoni, con in più il fatto che sono piccole e carine (e più gustose, secondo me); per provare ho voluto rivisitare questi involtini di Teresa, che vidi da lei l’estate scorsa e che non sono mai riuscita a dimenticare. Adesso che ci penso a me succede con il cibo come a tanti succede con le persone, sarà una patologia? Mi devo preoccupare? Uhm.

Un cenno sugli ingredienti: ho usato il pane fatto in casa con la pasta madre, vecchio di un paio di giorni, vale a dire leggerissimamente più asciutto ma non raffermo. Regolatevi con il pane che avete, ovviamente se ne usate uno fatto con il lievito di birra dopo due giorni sarà duro come una pietra, quindi usate al massimo quello del giorno prima!

Per il formaggio, usate quello che preferite, tenendo però conto che il ripieno cambierà completamente personalità principalmente a seconda di questo ingrediente; se non avete il fior di sale usate pure un sale marino integrale, la differenza è che il fior di sale scrocchia delicatamente sotto i denti (ed ha un sapore buonissimo, ma è un po’ costoso) e crea un contrasto molto piacevole con la texture delle papaccelle.

Last but not least, l’origano o il timo secchi *non* sono assolutamente la stessa cosa! Al limite metteteci il prezzemolo o al limitissimo il basilico, ma freschi però!

Ingredienti:
una decina di papaccelle
100 grammi di mollica di pane
100 grammi di caciocavallo semistagionato
un mazzetto nutrito di origano fresco (oppure di timo fresco)
due spicchi d’aglio
due uova felici
olio extravergine d’oliva
fior di sale (oppure sale marino integrale)
pepe in grani

Per prima cosa arrostite le papaccelle: accendete il forno in versione grill alla temperatura massima, posizionate la griglia sul ripiano più alto (proprio l’ultimissimo) e quando è a temperatura infilate la teglia con le papaccelle posizionate a testa in giù. Quando vedrete che la pelle si è annerita e staccata dalla polpa giratele al contrario e aspettate che succeda la stessa cosa.

A questo punto tirate fuori le papaccelle, trasferitele in una grossa ciotola di vetro e coprite subito con un coperchio o un piatto rovesciato. Il vapore che si formerà all’interno farà sì che la pelle si stacchi molto facilmente quando le spellerete.

Quando saranno fredde (va bene anche se sono ancora tiepide) spellatele moooolto delicatamente: dovete assolutamente cercare di non romperle, perché poi dovrete tagliarle da una sola parte e “svolgerle” come un nastro (guardate la foto); questa è praticamente l’unica difficoltà di questa ricetta. Ricordate anche di non sciacquarle una volta cotte (volevate farlo per togliervi tutti quei semi di torno, ehhhh!!! Vi ho scoperto!!) perché secondo la bioterapia il liquido che rilasciano al loro interno contiene degli enzimi che servono per digerire i peperoni. Immagino che funzioni anche per le papaccelle :-P

Quando le avrete svolte tutte mettetele da parte e preparate il ripieno.

Mettete in un frullatore la mollica del pane e riducetela in briciole; trasferitela poi in una ciotola di vetro e aggiungete le uova, una presa di sale, il formaggio grattugiato, l’aglio a pezzettini o grattugiato con la microplane, l’origano fresco tritato finemente (abbondate) e una spolverata di pepe. Mescolate bene il tutto e mettete da parte. Se avete tempo lasciate riposare il ripieno qualche ora, i sapori si amalgameranno per bene.

Adesso dovete solo posizionare papaccella, inserire cucchiaino di ripieno, avvoltolare papaccella, infilare stuzzicadenti e allineare papaccelle in religioso ordine geometrico in attesa di metterle in una laaaarga padella nella quale avrete fatto scaldare uno spicchio d’aglio schacciato.

Quando l’aglio sarà dorato adagiate delicatamente le papaccelle ripiene con il liquido che hanno rilasciato quando le avete spellate e aperte. Tenete conto che non dovete riempire tutta la padella perché dovreste avere l’agio per girarle quando saranno un pochino abbrustolite sul fondo.

Appena le mettete in padella alzate leggermente la fiamma e quando il liquido comincia a bollire abbassatela al minimo. Lasciatele cuocere fino a quando non sfrigoleranno leggermente, poi giratele con mooolta delicatezza.

Servitele calde (ma ho il sospetto che anche fredde abbiano il loro perché) con una spolverata di pepe e di fior di sale, una bella fetta di pane casareccio e un’insalata.

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2 comments

  1. adriana ha detto:

    ammazza aoooo… sarà l’ora, sarà che ancora non ho pranzato ma ci fosse il diluvio universale vado a comprare le Papacelle e ce provo.
    un saluto e grazie

  2. Lilly ha detto:

    Wooow, e io che pensavo venissero su dalla pianta col ripieno di capperi e acciughe… e invece … le cucinerò subito anche io ! :D
    In qualche modo mi ricordano un blog che ho scoperto di recente con gran sorpresa,
    che probabil mente voi già … :)
    http://www.vintagefood.it/

    e nello specifico questa ricetta:
    http://www.vintagefood.it/peperoni-ripieni/

    Buona giornata a tutt* !
    Lilly***

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