Sì, sì, le sfogliatelle sono napoletane, napoletanissime. Ma visto che sempre di regno delle due Sicilie si tratta, volevo parlare solo un secondo di quello che sta succedendo in Sicilia, casomai qualcuno di voi non ne fosse a conoscenza, visto che sulle televisioni nazionali pare non ne parli nessuno, chissà perché…

Il popolo siciliano, che stimo moltissimo (e prima o poi ci riesco a vederla, la Sicilia, mannaggia) ha cominciato uno sciopero di ben cinque giorni (finirà a mezzanotte di venerdì) per sensibilizzare lo stato a trovare una soluzione per la crisi nella quale stiamo sprofondando sempre di più (compreso l’abbassamento delle tasse sul carburante – se non sbaglio su cinquanta euro di benzina ce ne sono ventitré di tasse, oltre al fatto che su quei ventitré euro di tasse ci paghiamo anche l’iva!!).

Il traffico è seriamente rallentato e nei prossimi giorni probabilmente sarà bloccato del tutto; la manifestazione è seria, ma pacifica e democratica, ed esiste perché tutti la vedano, e quindi ritengo giusto darle visibilità visto che non gli organi di informazione non ne parlano.

Ma possibile che le cose le dobbiamo venire a sapere da facebook, dai blog, dai video di youtube e di vimeo? Sono vicina con il cuore a questi signori dignitosi e commoventi che dicono di voler cambiare pagina, di fare la storia, e di essere disposti a continuare lo sciopero all’infinito.

Purtroppo leggo nei commenti ai video e agli articoli un sacco di gente che si lamenta, che dice che non è giusto impedire alle persone di andare a lavorare, e così via. Ma non danno un’alternativa, non dicono facciamo invece questo o quello; si limitano a dire che il governo dovrebbe fare o cambiare le cose. Io tifo per chi vuole cambiare le cose dal basso; in modo pacifico, ovviamente. La violenza lasciamola ai vespri veri che si svolsero nella seconda metà del 1200, quando l’umanità era un po’ meno evoluta.

Torniamo a questo dolcetto napoletano, che ho provato a fare per la prima volta. In realtà sono da sempre una fan della sfogliatella riccia, ma a quella ancora ci devo arrivare (la faccio, la faccio, datemi ancora qualche mese). Anzi, vi dirò di più (ORRORE!) da piccola ero usa mangiare tutta la parte croccante e regalare a qualche fratello compiacente (ne ho due, uno disponibile ce n’era sempre) il ripieno!!

E la mia parte preferita era il triangolino finale, che di solito era croccantissimo; poi con il tempo sono diventata un po’ più possibilista e ho apprezzato anche quella iniziale, ma ci sono voluti anni :-)

Vabbeh. Dopo questa confessione passo subito alla ricetta, che in realtà è molto semplice, solo un po’ lunghetta come tempi di realizzazione, ma volete mettere la soddisfazione? Finalmente ho capito la ragione del ripieno delle sfogliatelle 8-)

Il procedimento l’ho trovato tempo fa qui da Croce e Delizia (devo dirlo, che un po’ la invidio, Antonella, che se ne è andata dall’Italia? Lasciamo perdere, và, che è uno di quei momenti che butterei tutto – e tutti – in valigia e…).

Come sempre Antonella è super affidabile, quindi ho seguito religiosamente dosi e procedimento, ho solo omesso l’ammoniaca per dolci, perché ancora non ho deciso se è una cosa sana e perché preferisco da sempre la pasta frolla più croccante e sottile.

I dolcetti sono venuti perfetti al primo tentativo; anzi diciamo al secondo, và, perché la prima volta ho fatto la sfogliatella più grande del mondo, mi sa che pesava tipo venti chili, eheheh :-)

Ingredienti:
per la pasta frolla:
500 grammi di farina 1
200 grammi di zucchero grezzo chiaro
200 grammi di sugna di provenienza supersicura
80 grammi d’acqua
la buccia di un limone
un tuorlo d’uovo

per il ripieno:
500 grammi di latte fresco intero
150 grammi di semolino
200 grammi di ricotta di pecora felice
180 grammi di zucchero grezzo chiaro
10 grammi di sale marino integrale
un uovo
una presa di cannella
scorza d’arancia candita fatta in casa

Per prima cosa scaldate il latte con la cannella fino a quando arriverà quasi a ebollizione. Versate il semolino a pioggia, mescolando bene e continuamente con una frusta, e lasciate cuocere cinque minuti o fino a quando il semolino non avrà assorbito tutto il latte e avrà la consistenza di una crema molto densa.
Lasciate raffreddare da una parte e in una ciotola più grandina mettete la ricotta molto ben sgocciolata (il ripieno non dev’essere troppo umido altrimenti la pasta frolla perderà la croccantezza dopo poche ore), lo zucchero, l’uovo e i canditi, se vi piace un’altra presa di cannella, e mescolate con le fruste elettriche (io ho usato quelle per impastare, perché volevo che il ripieno fosse un po’ rustico, non troppo liscio). Alla fine unite anche il semolino (freddo) con la stessa tecnica.
Coprite con la pellicola e mettete tutto in frigo (io l’ho lasciato tipo ventiquattr’ore – attenzione che la ricotta sia molto fresca altrimenti non regge il riposo – in questo modo il ripieno diventa molto più aromatico e saporito).
Preparate la pasta frolla; potete farla a mano con il metodo classico oppure fare come me (semel in anno… :-)) e usare l’impastatrice con la foglia: ho messo tutti gli ingredienti dentro la ciotola, ho impastato pochissimo e a bassa velocità (per non far formare il glutine), e appena la pasta si teneva insieme alla meno peggio l’ho raccolta con le mani, compattata in una sfera leggermente schiacciata a disco, avvolta nella pellicola e messa anche quella a riposare in frigo.
Quando avete tutto pronto non vi resta che preriscaldare il forno a 200°C e assemblare le sfogliatelle.
Tirate fuori dal frigo la pasta frolla, aspettate che torni a una consistenza lavorabile (con lo strutto sarà bella elastica, ma sempre una frolla è, quindi non aspettate troppo altrimenti vi si scioglierà sulla spianatoia mentre la stendete), spolverate bene la spianatoia di farina e stendetela ad uno spessore di mezzo centimetro scarso.
Con un bicchiere imprimete sulla sfoglia l’impronta di un cerchio, poi spostatelo leggermente e imprimete un altro cerchio sovrapponendolo a quello di prima (guardate la foto) in modo da formare una specie di ellisse, che collegherete con due rette tangenti (eheheheheh quanto mi diverto). Tagliate poi la forma lungo i bordi con una rotella dentellata (è più carina, ma nel caso va bene anche una normale, eh, oppure un coltello!).
Adagiate un bel cucchiaione di ripieno un po’ spostato su una delle due metà (mettetene di più di quello che vedete nella foto, le mie erano un po’ piatte per i mie gusti :-)) e chiudete come fareste con un raviolone (io ho usato le dita, la pasta si univa perfettamente e non ho avuto bisogno di spennellare i bordi con uovo o altro).
Man mano che le preparate spostate le sfogliatelle su una placca da forno rivestita di carta forno (io man mano le mettevo in frigo, mi sembra che reggano meglio la cottura da fredde). Sollevatele con una paletta piatta, raschiando bene la spianatoia, altrimenti rischiate che la parte inferiore della sfogliatella si buchi (orrore!).
Quando avrete assemblato tutti i dolcetti mescolate un tuorlo d’uovo con un pochino di latte tiepido, tirateli fuori dal frigo e spennellateli velocemente con questo composto. Infornate per circa un quarto d’ora – venti minuti (a seconda della grandezza dei fagottini) o fino a quando non avvertirete un inebriante profumo in tutta la casa, e alla vista le sfogliatelle saranno ben dorate e leggermente biscottate sul fondo.
Una volta tiepide spolveratele con lo zucchero a velo e servitele. Il giorno dopo sono, se possibile, più buone (ma attenzione perché più passa il tempo e più il ripieno tende a bagnare il fondo della sfogliatella).