Sfogliatelle frolle e vespri siciliani

Sì, sì, le sfogliatelle sono napoletane, napoletanissime. Ma visto che sempre di regno delle due Sicilie si tratta, volevo parlare solo un secondo di quello che sta succedendo in Sicilia, casomai qualcuno di voi non ne fosse a conoscenza, visto che sulle televisioni nazionali pare non ne parli nessuno, chissà perché…

Il popolo siciliano, che stimo moltissimo (e prima o poi ci riesco a vederla, la Sicilia, mannaggia) ha cominciato uno sciopero di ben cinque giorni (finirà a mezzanotte di venerdì) per sensibilizzare lo stato a trovare una soluzione per la crisi nella quale stiamo sprofondando sempre di più (compreso l’abbassamento delle tasse sul carburante – se non sbaglio su cinquanta euro di benzina ce ne sono ventitré di tasse, oltre al fatto che su quei ventitré euro di tasse ci paghiamo anche l’iva!!).

Il traffico è seriamente rallentato e nei prossimi giorni probabilmente sarà bloccato del tutto; la manifestazione è seria, ma pacifica e democratica, ed esiste perché tutti la vedano, e quindi ritengo giusto darle visibilità visto che non gli organi di informazione non ne parlano.

Ma possibile che le cose le dobbiamo venire a sapere da facebook, dai blog, dai video di youtube e di vimeo? Sono vicina con il cuore a questi signori dignitosi e commoventi che dicono di voler cambiare pagina, di fare la storia, e di essere disposti a continuare lo sciopero all’infinito.

Purtroppo leggo nei commenti ai video e agli articoli un sacco di gente che si lamenta, che dice che non è giusto impedire alle persone di andare a lavorare, e così via. Ma non danno un’alternativa, non dicono facciamo invece questo o quello; si limitano a dire che il governo dovrebbe fare o cambiare le cose. Io tifo per chi vuole cambiare le cose dal basso; in modo pacifico, ovviamente. La violenza lasciamola ai vespri veri che si svolsero nella seconda metà del 1200, quando l’umanità era un po’ meno evoluta.

Torniamo a questo dolcetto napoletano, che ho provato a fare per la prima volta. In realtà sono da sempre una fan della sfogliatella riccia, ma a quella ancora ci devo arrivare (la faccio, la faccio, datemi ancora qualche mese). Anzi, vi dirò di più (ORRORE!) da piccola ero usa mangiare tutta la parte croccante e regalare a qualche fratello compiacente (ne ho due, uno disponibile ce n’era sempre) il ripieno!!

E la mia parte preferita era il triangolino finale, che di solito era croccantissimo; poi con il tempo sono diventata un po’ più possibilista e ho apprezzato anche quella iniziale, ma ci sono voluti anni :-)

Vabbeh. Dopo questa confessione passo subito alla ricetta, che in realtà è molto semplice, solo un po’ lunghetta come tempi di realizzazione, ma volete mettere la soddisfazione? Finalmente ho capito la ragione del ripieno delle sfogliatelle 8-)

Il procedimento l’ho trovato tempo fa qui da Croce e Delizia (devo dirlo, che un po’ la invidio, Antonella, che se ne è andata dall’Italia? Lasciamo perdere, và, che è uno di quei momenti che butterei tutto – e tutti – in valigia e…).

Come sempre Antonella è super affidabile, quindi ho seguito religiosamente dosi e procedimento, ho solo omesso l’ammoniaca per dolci, perché ancora non ho deciso se è una cosa sana e perché preferisco da sempre la pasta frolla più croccante e sottile.

I dolcetti sono venuti perfetti al primo tentativo; anzi diciamo al secondo, và, perché la prima volta ho fatto la sfogliatella più grande del mondo, mi sa che pesava tipo venti chili, eheheh :-)

Ingredienti:
per la pasta frolla:
500 grammi di farina 1
200 grammi di zucchero grezzo chiaro
200 grammi di sugna di provenienza supersicura
80 grammi d’acqua
la buccia di un limone
un tuorlo d’uovo

per il ripieno:
500 grammi di latte fresco intero
150 grammi di semolino
200 grammi di ricotta di pecora felice
180 grammi di zucchero grezzo chiaro
10 grammi di sale marino integrale
un uovo
una presa di cannella
scorza d’arancia candita fatta in casa

Per prima cosa scaldate il latte con la cannella fino a quando arriverà quasi a ebollizione. Versate il semolino a pioggia, mescolando bene e continuamente con una frusta, e lasciate cuocere cinque minuti o fino a quando il semolino non avrà assorbito tutto il latte e avrà la consistenza di una crema molto densa.

Lasciate raffreddare da una parte e in una ciotola più grandina mettete la ricotta molto ben sgocciolata (il ripieno non dev’essere troppo umido altrimenti la pasta frolla perderà la croccantezza dopo poche ore), lo zucchero, l’uovo e i canditi, se vi piace un’altra presa di cannella, e mescolate con le fruste elettriche (io ho usato quelle per impastare, perché volevo che il ripieno fosse un po’ rustico, non troppo liscio). Alla fine unite anche il semolino (freddo) con la stessa tecnica.

Coprite con la pellicola e mettete tutto in frigo (io l’ho lasciato tipo ventiquattr’ore – attenzione che la ricotta sia molto fresca altrimenti non regge il riposo – in questo modo il ripieno diventa molto più aromatico e saporito).

Preparate la pasta frolla; potete farla a mano con il metodo classico oppure fare come me (semel in anno… :-)) e usare l’impastatrice con la foglia: ho messo tutti gli ingredienti dentro la ciotola, ho impastato pochissimo e a bassa velocità (per non far formare il glutine), e appena la pasta si teneva insieme alla meno peggio l’ho raccolta con le mani, compattata in una sfera leggermente schiacciata a disco, avvolta nella pellicola e messa anche quella a riposare in frigo.

Quando avete tutto pronto non vi resta che preriscaldare il forno a 200°C e assemblare le sfogliatelle.

Tirate fuori dal frigo la pasta frolla, aspettate che torni a una consistenza lavorabile (con lo strutto sarà bella elastica, ma sempre una frolla è, quindi non aspettate troppo altrimenti vi si scioglierà sulla spianatoia mentre la stendete), spolverate bene la spianatoia di farina e stendetela ad uno spessore di mezzo centimetro scarso.

Con un bicchiere imprimete sulla sfoglia l’impronta di un cerchio, poi spostatelo leggermente e imprimete un altro cerchio sovrapponendolo a quello di prima (guardate la foto) in modo da formare una specie di ellisse, che collegherete con due rette tangenti (eheheheheh quanto mi diverto). Tagliate poi la forma lungo i bordi con una rotella dentellata (è più carina, ma nel caso va bene anche una normale, eh, oppure un coltello!).

Adagiate un bel cucchiaione di ripieno un po’ spostato su una delle due metà (mettetene di più di quello che vedete nella foto, le mie erano un po’ piatte per i mie gusti :-)) e chiudete come fareste con un raviolone (io ho usato le dita, la pasta si univa perfettamente e non ho avuto bisogno di spennellare i bordi con uovo o altro).

Man mano che le preparate spostate le sfogliatelle su una placca da forno rivestita di carta forno (io man mano le mettevo in frigo, mi sembra che reggano meglio la cottura da fredde). Sollevatele con una paletta piatta, raschiando bene la spianatoia, altrimenti rischiate che la parte inferiore della sfogliatella si buchi (orrore!).

Quando avrete assemblato tutti i dolcetti mescolate un tuorlo d’uovo con un pochino di latte tiepido, tirateli fuori dal frigo e spennellateli velocemente con questo composto. Infornate per circa un quarto d’ora – venti minuti (a seconda della grandezza dei fagottini) o fino a quando non avvertirete un inebriante profumo in tutta la casa, e alla vista le sfogliatelle saranno ben dorate e leggermente biscottate sul fondo.

Una volta tiepide spolveratele con lo zucchero a velo e servitele. Il giorno dopo sono, se possibile, più buone (ma attenzione perché più passa il tempo e più il ripieno tende a bagnare il fondo della sfogliatella).

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35 comments

  1. Rosella ha detto:

    La sugna e lo strutto sono la stessa cosa’ eventualmente si potrebbe sostituire con olio di palma? dove si può acquistare affinché sia veramente di provenienza “sicura”?

  2. Rosella ha detto:

    scusate, manca un punto di domanda! : la sugna e lo strutto sono la stessa cosa?

  3. elena galeazzi ha detto:

    sbadabeng: è il rumore che ho fatto quando ho letto “olio di palma” aaaarrrrggghhhhh!!!!!
    lo so, non sono izn ma proprio non ho resistito. Forse è meglio se usi il burro, la frolla probabilmente verrà meno croccantina però dovrebbe andare bene lo stesso.

  4. Rosella ha detto:

    non volevo risvegliare l’ira funesta di elena, ma mi è sembrato di aver visto nel negozio dove mi servo io che ci fosse un olio di palma biologico, ma forse mi sbaglio. o forse era olio di cocco?

  5. elena galeazzi ha detto:

    @rossella: anche se biologico, perché vuoi usare olio di palma o olio di cocco? Davvero, molto meglio il burro a km 1000 che qui quasi tutti usiamo.

  6. Rosella ha detto:

    ma certo, era solo per via della consistenza che forse li fa assomigliare di più allo strutto…figuriamoci se da altoatesina potrei usare altro che non burro bio nostrano…una piccolezza: mi chiamo rosella con una s…e ci tengo molto. Un caro saluto

  7. elena galeazzi ha detto:

    @rosella: per la consistenza non credo sia così. lo strutto tutto sommato è solido, quindi più somigliante al burro che all’olio. (spero tu abbia notato la “s” singola) :-)

  8. Rosella ha detto:

    Ho trovato sulla ricetta della colomba come candire le scorzette d’arancia. Se ne faccio una certa quantità, le posso conservare? ho delle buonissime arance bio siciliane e ne approfitterei… (scusate la mia invadenza, ma sono a casa dal lavoro perchè scivolando sul ghiaccio durante una passeggiata mi sono fatta abbastanza male ad un ginocchio e quindi ho tempo per scrivere…)

  9. paolita ha detto:

    Rosella, di dove sei esattamente? Io sono di Bolzano.

  10. Rosella ha detto:

    Anch’io

  11. Sara (I° lab) ha detto:

    A parte il fatto che la ricetta per me è off-limits, sia per via dello strutto sia per via della ricotta (e mi sembra assurdo anche solo provare a sostituire gli ingrediente, perché allora non sarebbero più nemmeno sfogliatelle :-)), vorrei spezzare una lancia, per una volta, ai mezzi di informazione: non solo Radio24 ne parla, ma ieri mattina, dalle 8.20 alle 9 hanno dedicato l’intero spazio al “capo” dei manifestanti”, che è stato intervistato da Alessandro Milan.
    Sul contenuto dello sciopero,la mia domanda è sempre una: perché dobbiamo andarci di mezzo sempre noi consumatori finali? Detto fra noi, cosa gliene frega a Monti o a chi per esso se queste persone scioperano? Gli cambia qualcosa nella loro quotidianità? Secondo me, no.
    Badate bene, non sto criticando i manifestanti: se lo fanno, probabilmente è perché lo sciopero è l’unico strumento che hanno a disposizione. Secondo me, oggi come oggi, è uno strumento obsoleto, che andrebbe rivisto.

    Buona giornata a tutti,
    Sara I° lab.

  12. silvia ha detto:

    le sfogliatelee…noo…mitica!! di questo passo, dopo queste e gli struffoli, ci proporrai le zeppole di s. Giuseppe?? :-D
    Capitava che io e mio marito eravamo di ritorno da un breve soggiorno a Ischia ed eravamo in stazione a Napoli per prendere il treno…Non avendo tempo di fare un giro per la città e rifugiarci in una pasticceria, siamo andati al bar…ebbene persino il bar della stazione aveva delle sfogliatelle che mai avevo assaggiato così buone, quindi il segreto mi sa che sta proprio nel ripieno! Grazie :-)

  13. Graziella Carnevali ha detto:

    @Sara: Hai ragione, Radio 24 fa un’ottima informazione, io la sento sempre, e dei “moti siciliani” e’ da qualche giorno che ne parlano. Ora si sono accodati tutti gli altri mass media. Purtroppo sembra che dietro ci sia la mano della criminalita’ organizzata, ovvero la mafia. Adoro la Sicilia, ho carissimo amici laggiù , ci vado spessissimo, era, secondo me, una delle isole più belle d’Europa, prima che la rovinassero con la cementificazione abusiva e selvaggia. E non e’ demagogia affermare che il vero potere, la, è proprio rappresentato dalla mafia, i pochi che si sono ribellati, i veri eroi (alcuni li ho conosciuti personalmente) sono stati uccisi. Se non partono da queste riflessioni ahimè i Siciliani non potranno cambiare la loro terra. Sono sicuramente fuori tema rispetto ad un eventuale commento della ricetta (per me troppo difficile da fare, ma meravigliosa!) ma, scusate, non ce l’ho fatta a stare zitta. Buona giornata a tutte le pastonudiste, Graziella

  14. schatten ha detto:

    Ringraziando per questa ricetta che proverò’ quanto prima (ma senza sugna) adorando io le sfogliatelle, vorrei anche postare il commento di un siciliano che si firma mc Orion sul sito “luogocomune” perché’ anche io trovo interessante il movimento dei forconi anche se temo le strumentalizzazioni da parte di mafia e neofascisti. Eccovi il commento
    Ringrazio il webmaster e tutti voi che avete letto e che state commentando.

    Qui in Sicilia c’è una cosa nuova che sta accadendo (e che ovviamente sapete già non vedrete sui TG):

    i disagi ci sono e sono fortissimi; ebbene, per la prima volta invece di lamentarsi dei disagi la maggioranza è in favore dell’insurrezione ed è contenta di patire quello che sta patendo purché ci sia un ‘cambiamento’.

    Persino piattole pigre saldate con il sedere alla poltrona come me piccolo borghese qualunque passano volentieri dalla piazza del paesello a salutare il banchetto di chi pubblicizza l’evento e passano metà della giornata a diffondere notizie.

    Vero tutto, vere tutte le critiche che sento, è vero che “Forza Nuova” ha avuto parte nell’avvio all’insurrezione come è vero che “La Padania” è stato l’unico quotidiano nazionale a parlare (bene) di noi. Eppure non siamo ne di estrema destra ne leghisti e nessuno vuole vedere neanche un gagliardetto di nessuna forza politica.

    I politici cercheranno di cavalcare l’onda? Girano già messaggi minacciosi sull’imminente festa di S. Agata a Catania con “guai al politico che oserà farsi vedere” e spero di sentire fischi che facciano tremare piazza Duomo.

    Gira solida voce che la protesta non finirà venerdì come preannunciato.

    Quello che sta mancando adesso sono gli intellettuali, la gente capace di focalizzare la rabbia su alcuni punti evitando che le forze si disperdano in richieste inutili e raggiri politici.

    Per loro stessa ammissione tantissimi di quelli che sono scesi in strada sono ignoranti, hanno la quinta elementare, mancano di idee. Ora tocca a quelli inutili come me, ‘borghese da Facebook’ di dimostrarsi utili a qualcosa portando a voi le notizie che non leggerete mai altrimenti, permettendo ai fratelli in strada di fare arrivare la voce oltre lo stretto. Domani mattina inizierà a toccare a quelli più capaci di me unire la forza dei forconi al tam tam dei borghesi e compiere il terzo passo.

    Perdonate la lunghezza ma anche se dovesse andar male come spesso è accaduto, anche se dovessero raggirarci, anche se si avverassero le più fosche previsioni che leggo vi confesso che mi sento orgoglioso di essere siciliano e spero di potermi presto sentire orgoglioso di essere italiano.

    Grazie a tutti per la pazienza.
    Davide Corsaro

    P.s. niente più benzina, la gente non va più a lavoro, supermercati in svuotamento rapido, spero le maglie saranno allentate quel tanto che basta a permettere la sopravvivenza pur nel disagio.

  15. Tyna ha detto:

    Ho in frigorifero una frolla, fatta con il burro a KM 1000,preparata ieri per una crostata che non sono riuscita a fare e che utiizzerò per queste sfogliatelle;oggi pomeriggio ho a disposizione un’oretta di solitudine casalinga per prepararle e infornarle. Dovrò, però, ricomprare la ricotta perchè quella che avevo, di pecora ultra felice, appena arrivata a casa, è finita nel giro di pochi minuti, spalmata sul dell’allegro pane e mangiata a cucchiaiate (come dei veri golosi). Questa ricetta mi offre così la possibilità di utilizzare la mia sorridente ricotta in modo diverso.
    Ho però commesso un peccato, quanto grave non lo so: per la frolla ho utizzato del volgare zucchero a velo (il burro sarà inorridito!). Non avevo zucchero di canna a disposizione, ma solo un’allettante confezione panedegliangeli, che stava nascosta nella mia dispensa. Dopo averlo usato, ho letto gli ingredienti: zucchero e amido di mais. Ho pensato: “Cavolo! Che ci fa dell’amido nello zucchero? Vedi che l’etichette vanno lette sempre attentamente! Vabbè mia suocera la frolla la prepara sempre così, male non farà”. Poi, per caso, guardando Geo & Geo con mio figlio di due anni, sento dire che le buste biodegradabili utilizzate per fare la spesa sono fatte con l’amido di mais. Mi è preso un colpo! Ho subito immaginato la mia frolla trasformarsi in una dolce busta….Me la rischio preparerò comunque le sfogliatelle, ma fatemi sapere qualcosa sull’utilizzo dell’amido di mais, colmate la mia ignoranza!

  16. Graziella Carnevali ha detto:

    @ schatten Prima di credere alla buona fede di questi signori dei forconi io pero’ vorrei capire perché si ribellano solo ora che in Sicilia, a causa della finanziaria di agosto, iniziano ad arrivare meno soldi pubblici e vi e’ un governo tecnico meno ricattabile dalla mafia perché senza rappresentanti eletti da loro. Dove erano prima? Non ditemi che in Sicilia e’ sempre andato tutto bene!! E quali sono le loro proposte? Non e’ necessario essere letterati per sapere cio’ che si vuole. La vita e’ rincarata, per tutti, il momento e’ drammatico ( non difficile, drammatico, anche se la stampa italiana cerca di edulcorare, basta leggere quella straniera) e credo che l’ unica cosa veramente rivoluzionaria da fare sia averne consapevolezza ( e grazie per il sito, Izn, come dici tu la consapevolezza parte dalla cucina, e poi si diffonde) e trovare strumenti per costruire, non per distruggere. Ma noi Italiani non siamo abituati, i Siciliani ancora meno. Dove c’e disordine, caos e crisi economica i poteri forti governano indisturbati, ci avete pensato, amici Siciliani? Siete davvero in buona fede a creare questo caos e a mettere in difficoltà i vostri concittadini?

  17. Graziella Carnevali ha detto:

    P.S. Ieri i tg indipendenti, quindi degni di questo nome, tipo SKY e la 7, non certo i nazional popolari delle reti piu’ gettonate, parlavano di questo movimento, a anche ‘Piazza pulita’, sempre La7, solo per citare quelli che ho visto io. peccato che i giornalisti siano stati cacciati malamente, forse questo e’ sfuggito al sig.Corsaro. Il tutto in nome della consapevolezza, senza la quale non puo’ esservi un pensiero libero.

  18. Sara (I° lab) ha detto:

    @ Graziella Carnevali: molto interessante il tuo commento, come le tue domande. Sono uno spunto di riflessione davvero utile. Grazie.

    P.S.: che bello un dibattito che non ruoti solo attorno alle ricette…

  19. Graziella Carnevali ha detto:

    @Sara Grazie!! Pensavo mi cacciaste, visto che divago. Ora pero’ mi caccio da sola perche’ poi chi lo spiega al mio capo che sono in ritardo con le cose che devo scrivere per lui perché ho scritto sul Pasto Nudo ? E scusate la ripetizione, ma il venerdi’ sono cosi’ stanca che mi si ingrippa il cervello.

  20. schatten ha detto:

    Non vorrei si pensasse che io appoggi senza riserve il movimento. I dubbi e le riflessioni di Graziella sono anche i miei, ho solo voluto postare, troppo frettolosamente forse, un commento che mi pareva interessante. Purtroppo nonostante io mi senta in sintonia con la filosofia che anima questo blog , sembra che ogni mio intervento (sono pochissimi, per fortuna) venga frainteso e io mi trovi sempre nella posizione di chi si deve giustificare. Errore mio, chiedo scusa.

  21. izn ha detto:

    Intervengo in merito allo sciopero, per rispondere a Graziella, a Shatten e agli altri che hanno espresso un’opinione in merito, e perdonatemi se non l’ho fatto prima, ma questi giorni per me sono deliranti (l’inverno peggiora moltissimo le mie già precarie doti organizzative) :-P

    Dopo che ho pubblicato l’articolo, e che la cosa ha cominciato a essere strapubblicata su facebook, anche i giornali e le reti nazionali ovviamente sono state costrette a parlarne, e naturalmente stanno cercando, in mancanza di meglio, di fare casino. Voglio dire, sicuramente sarà possibile che in parte organizzazioni mafiose o comunque interessate a sfruttare ciò che sta succedendo si stiano infiltrando *in parte* nel movimento, come tutto è dappertutto, sia ben chiaro. Sarebbe come dire che il computer è il diavolo perché ci sono anche i pedofili.

    In rete c’è il mondo, che è fatto di cose brutte e belle, e secondo me anche in questo movimento, che si sta ingrandendo moltissimo, c’è una piccola parte marcia, per forza, come c’è sempre in tutto.

    Però ai media e alla classe che ci comanda fa comodo fare “ammuina”, vale a dire gettare fango o comunque gettare qualsiasi cosa, qualsiasi cosa serva a confondere la gente, a farle venire dubbi.

    Graziella, Sara, è ovvio che la gente avrà una vita molto complicata a causa di questa gente che protesta, ma qual è la vostra soluzione? Lasciare le cose come stanno non mi sembra serva a qualcosa, voi cosa fareste? State facendo qualcosa? Loro sì, e anche se stanno, come sicuramente succede, commettendo qualche errore hanno tutta la mia stima. è gente che non ha più da mangiare per i propri figli. E la protesta pacifica è l’unica cosa che gli resta.

    Guardate qui, qui e qui.

  22. Graziella Carnevali ha detto:

    @izn: si, cara Izn, io ho fatto e sto facendo qualcosa, quotidianamente, in silenzio, ma non credo sia utile parlare di me. Spero di sbagliarmi, e che tu abbia ragione.Purtroppo oggi in tutta Italia c’e’ gente che se la passa davvero male, basta mettersi davanti alla mensa della Caritas a Milano un giorno qualunque: padri e madri che a causa della crisi hanno perso tutto, anziani cui la pensione di 500 euro non basta piu’, quindi gente “normale” che fino a poco tempo fa stava bene. E’ giusto? No, per nulla, e’ terribile, ma secondo te prendersela con il governo Monti, che c’e’ si e no da un mese serve? Se si, mi spieghi come? Forse io non ho capito. Prima, durante il governo Berlusconi, che, se non sbaglio, ci ha portato alla catastrofe ( colpa sua o no poco importa, i provvedimenti per salvare l’ Italia non li ha presi) molte donne ( io compresa ) sono andate in piazza, se non altro per far capire che l’ immagine della donna italiana non era quella che passava allora. Ci siamo riuscite? Non lo so. Ma abbiamo protestato, avevamo una motivazione e un fine. Vogliamo ribellarci alle tasse? Bene, sarei la prima a volerlo fare, le ho sempre pagate e il Fisco mi ha rovinata, facciamo un bel gruppo e non paghiamole piu’. Mettere a ferro e fuoco le citta’ continua a non sembrarmi una buona soluzione.

    @schatten: perché pensi di aver sbagliato? Discutere, avere pareri diversi non e’ utile? Io penso di si, e una persona per me non vale meno perche’ la pensa diversamente da me.
    Buon week end a tutte, Graziella

  23. Graziella Carnevali ha detto:

    P.S. Scusate me compresa, non io compresa, questo IPad mi inserisce automaticamente, a volte, le parole e io non me ne accorgo! E non riesco poi a modificare il post!

  24. izn ha detto:

    @Graziella: il discorso è molto complicato, prettamente politico, anzi peggio, economico e finanziario, ed esula totalmente dalle mie conoscenze. Ho capito bene però che questo governo non sta cambiando le cose a favore dei cittadini, ma pende molto di più dalla parte delle banche. Non voglio assolutamente parlare male di Monti come uomo politico o economista, è ovvio che è un percorso lunghissimo lastricato di orrori di ogni tipo, che ci ha portati a questo punto.

    Dico solo però che la protesta che sta avvenendo in Sicilia è qualcosa, una luce nella notte, e cento volte meglio del nulla nel quale stiamo navigando da tempo inenarrabile. La protesta silente, individuale, non basta più, è arrivato il momento di unire le forze, della collettività, sempre pacifica, auspicabilmente.

    Bloccare la quotidianità di una città e dei suoi abitanti è un modo non violento per far capire a tutti che bisogna rimboccarsi le maniche, invece di accettare ciò che sta succedendo come pecore, come per centinaia di anni abbiamo fatto.

    In nessun posto civile al mondo le cose vanno come stanno andando qui. Qualcuno deve strappare la benda dagli occhi alla gente, costringerla a pretendere ciò che è giusto. E se questo è scomodo, beh, ben venga la scomodità.

  25. Graziella Carnevali ha detto:

    @caspita, e’ cosi’ interessante discutere con voi che non riesco a smettere! Mi piacerebbe, mi piacerebbe Izn che fosse come dici tu, una protesta politica ed idealista, se così fosse mi metterei in prima linea! La ” malattia” del’68 non mi e’ mai passata, anche se sono della generazione dopo, ma ho protestato, protestato, occupato un teatro ( insieme ad altri, naturalmente) per quasi un anno per affermare gli ideali che ritenevamo giusti.Anch’io non ho le competenze giuste per commentare il governo Monti, vado a buon senso. Protegge le banche? Forse, ma sono quelle che ci rovinano? Continuo a pensare che sia la pressione fiscale eccessiva di chi le tasse le paga tutte, il costo troppo alto del lavoro, le infrastrutture che non funzionano, gli imprenditori beceri che chiudono e investono all’ estero, ad affamare l’ Italia. E continuo a pensare che in Sicilia potrebbero fare proposte concrete su come organizzare il turismo con cui potrebbero vivere comodamente, vista la bellezza della loro terra. Continuo a pensare che sia necessario creare movimenti di opinione propositivi, e non distruttivi, perche’ altrimenti, per usare un linguaggio sessantottini, il potere non lo vinci. Quando ero giovane, non l’ avevo capito, e ho perso il lavoro di allora, per questo. Nell’ indifferenza di tutti.

  26. camilla ha detto:

    Sì, sono proprio le banche che ci rovinano, o meglio la commistione tra banche finanziarie e le altre, perché portano a creare un’economia di speculazione ad altissimo rischio (tra cui la più banale conseguenza è stata quella di concedere mutui non rimborsabili a gente impoverita dai salari troppo bassi, che hanno scatenato la crisi nella quale siamo ora e costretto gli stati a salvarle per poi ritrovarsi pieni di debiti da far pagare a chi banchiere non è). Questo in generale, poi in Italia ci si mette la corruzione che fa lievitare qualsiasi appalto pubblico a costi insensati (il famoso costo di un km di ferrovia che è il triplo del resto d’Europa), l’evasione fiscale non perseguita, la scarsa mobilità sociale per cui chi nasce povero lo resta (nei paesi occidentali siamo penultimi, peggio sta solo la Gran Bretagna).

    Questo governo si preoccupa solo di privatizzare i servizi pubblici, quelli che i cittadini hanno detto di volere in mani pubbliche sei mesi fa, con un’iniziativa costruttiva, civile, democratica e quant’altro che si chiama referendum… la reintroduzione dell’ICI, che può pure essere giusta, ha comportato che per i redditi più alti si paga meno di prima, guardare qui per credere.

    La tassa sulle auto di lusso mette in realtà sullo stesso piano fuoriserie e vecchi pezzi da collezione, invece di abolire le peggiori forme di precariato si aboliscono i contratti collettivi, si rendono più facili i licenziamenti mentre allo stesso tempo si aumenta l’età della pensione (chi vorrebbe un dipendente ultrasessantenne, dato che sbattono fuori i 50enni? e chi mantiene un 50enne licenziato per 20 anni? il figlio? e allora cosa c’è di diverso da ora, se non si dà l’autonomia alle persone…) e si escludono i sindacati antipatici dalle fabbriche, cosa che sarebbe un pochettino incostituzionale… ne vogliamo altre?

    Per i redditi medio bassi questo governo non ha fatto niente e non farà niente perché non gliene importa niente: questo è un governo dei e per i profitti dei pochi. Secondo la Banca d’Italia da noi il 10% delle persone possiede il 45% della ricchezza delle famiglie… ma guai a tassare i patrimoni! L’unica cosa che sanno fare è ridurre i servizi pubblici, che aiutano i più svantaggiati, anche a recuperare l’ineguaglianza di partenza, ad avere più chances per costuirsi il futuro… Altrimenti farebbero una tassa sui patrimoni, a spron battuto come han fatto il resto. Ma il problema sono le pensioni! Non l’evasione contributiva degli imprenditori, non il lavoro nero… Per l’evasione fiscale, ad esempio, perché non rimettere la possibilità di detrarre nella denuncia dei redditi le spese mediche, cosa abolita dal governo Berlusconi ad agosto? Era un modo semplice e già sperimentato e in funzione fino allo scorso anno, per far emergere i redditi reali di tanti professionisti. Non era difficile reintrodurla. Ma figurarsi.

    Noi che facciamo, ci commuoviamo sulle file alla Caritas?? Quelle file hanno una causa, ma noi ci preoccupiamo di non tassare i patrimoni!!! ma santo cielo, basta piagnucolare, informiamoci di cosa accade e perché, c’è la rete, si può farlo, ma bisogna avere il coraggio di svegliarsi, invece di compatire e alzare gli occhi al cielo come se la causa fosse la pioggia, la causa sono le scelte e l’acquiscenza (che fa tanto perbene, ma porta a questi risultati) degli esseri umani.

    Scusa IZN.

  27. Graziella Carnevali ha detto:

    @ Camilla. Non credo ci sia nulla da replicare, quando il tono diventa offensivo.

  28. Sara (I° lab) ha detto:

    @ izn: quando c’è troppa idealizzazione, si sta evitando di guardare la realtà delle cose.
    Nel mio commento, come ho specificato, non c’è una critica in quello che stanno facendo questi siciliani. Rispetto la loro strategia, evidentemente la migliore che hanno a disposizione. Ripeto, secondo me, lo strumento è obsoleto.

    Seguo Radio24 praticamente tutto il giorno, tutti i giorni, e hanno iniziato a parlare di questi movimenti, fin dall’inizio.

    Purtroppo, so da fonti certe, che la mafia e il marcio è molto più diffuso di quello che crediamo e non sono minimamente stupita che ce ne sia anche qui!

    Non dimenticare di considerare anche un’altra cosa: il polverone che adesso si sta alzando potrebbe essere la luna che noi stolti guardiamo, mentre al governo si fanno i loro comodi… Proprio ieri sera, ho sentito su Radio Montecarlo che i partiti maggiori (PDL, PD, ….) si sono, da una parte condonati la multa per le affissioni abusive durante il periodo elettorale (quando i comuni di pertinenza avevano già messo in bilancio l’intero ammontare delle multa) e dall’altra ricevono un rimborso elettorale che è il triplo di quatto spendono, nonostante noi abbiamo votato in un referendum l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti.

    @ Graziella e Camilla: sottoscrivo tutto!

    Buona Domenica,
    Sara.

  29. claudia ha detto:

    “Invece di compatire e alzare gli occhi al cielo come se la causa fosse la pioggia” rende l´idea in modo perfetto.
    Ho riletto tre (3) volte il commento di Camilla, e non sono riuscita a trovare il tono offensivo da nessuna parte, solo una fotografia nitida e precisa.

    Vivo all´estero da anni, ormai, prima in Europa e ora giú, in Sudafrica. E piú mi allontano e piú l´Italia (e l´Europa) mi sembra vecchia. Non ho altri termini, non li trovo. Ma vecchia nel senso peggiore del termine. Torno qui una volta all´anno e vedo gente che si lamenta della crisi, ma non ho ancora MAI visto un bambino con le toppe sulle ginocchia. Per me il modo in cui si trattano i bambini é un indicatore perfetto. Non sbaglia mai. Qui vedo bambini PERFETTI, trattati come piccoli principi. E non capisco. Vedo decisamente troppa energia focalizzata sui nostri figli (genitori che denunciano scuole e insegnanti! Ma non hanno altro da fare?), rispetto agli altri stati in cui ho vissuto. E troppi soldi. Giocattoli, merendine, e vestiti. Tutto nuovo.
    E poi, la passivitá. Tv, tanta tv. Tantissima tv. Pubblica o privata, non importa. Tutti davanti ad uno schermo. Che poi, se non ci sono soldi, tutta sta gente che paga 300, 400 euro all´anno per vedere la tv, qui che poi c´é internet gratis e illimitato ovunque…
    Cellulare, internet, tv…ore e ore e ore…esattamente secondo il piano di quei famosi signori, che decenni e decenni fa sostenevano che per avere il potere bastava controllare la tv. A me l´Italia sembra sempre piú 1984 di Orwell. Come nel film, tutti ipnotizzati come robottini. E la cosa pazzesca é che tutti negano.
    Secondo me, e lo penso da anni, per fare la rivoluzione, in Italia, basterebbero 4 giorni senza tv e internet. Forse anche 3. Oddio, e adesso? Mica mi toccherá di vivere *davvero*???
    Ecco perché mi piace sentire quando la gente vive, e scende in piazza, e si guarda negli occhi, invece che davanti a questa luce fredda bianca e azzurra.
    A me piace a prescindere, quando qualcuno si schioda dalla sedia e stacca la corrente. Per accendere un altro tipo di energia.

    Ehm…Sonia? Io son proprio ignorante, eh…sai che pensavo che quelle sfogliatelle spettacolari che ho scoperto da poco anche qui in Trentino fossero fatte con la pasta sfoglia? Ma allora quasi quasi potrei provarci anch´io…:-)

  30. Simo ha detto:

    Ti prego ti prego!!!! La sfogliatella riccia è l’unico dolce nel quale non mi sia cimentata, mi sembra troppo oltre le possibilità casalinghe!!! Se la fai sei un mito triplo, anche perché ho letto il procedimento e mi sono davvero scoraggiata!!! Per inciso, da piccola il ripieno della suddetta (esiste solo la riccia, per me!) finiva regolarmente al nonno, e il triangolino finale croccantissimo solo pasta continua a essere il mio personale ” boccon del prete!!”

  31. Simo ha detto:

    E scusate se il mio commento era solo culinario, sono febbricitante e non in grado di scrivere il mio pensiero al dibattito politico, se però sto seguendo con fervore

  32. Nadia ha detto:

    Leggo da circa un anno il tuo meraviglioso blog ed ho imparato molto,soprattutto in termini di alimentazione consapevole;ho fatto miei i tuoi insegnamenti e ti ringrazio molto dell’opportunita’che mi hai dato per “crescere”. Ho preparato stamani le sfogliatelle frolle e sono venute non buone, di piu’! Mi e’ avanzato del ripieno che non sapevo come utilizzare;pensa pensa,lo ho messo in tre stampini unti con olio di semi e spolverati con semolino e poi in forno. Sono davvero ottimi anche i tortini. Grazie e buona giornata

  33. Graziella Carnevali ha detto:

    @ Claudia: hai ragione, la maggior parte delle mamme italiane sono terrificanti! Pensano di aver messo al mondo il re d’ Inghilterra ( o di qualsiasi altra cosa) e così lo trattano ! Per forza poi crescono imbambolati e non se ne vanno più di casa! Scusa, una curiosita’, in che cosa differisce la vita in SudAfrica ? ( andarci e’ uno dei miei sogni!).
    Quanto alla rivolta in Sicilia vi invito a leggere la testimonianza sul Corriere.it titolata: Andrea l’ anti rivoluzionario, che, invece, e’ il vero rivoluzionario, coltiva cibo biologico, come tante piccole realtà di giovani in Sicilia (e, ripeto, la rivoluzione la stanno facendo davvero loro). Quanto alle parole di Camilla, sapete perché mi hanno fatto rabbia ( pur rispettandole?). Perché in Italia, da anni, ci sono persone che si battono per cambiare le cose, vedi i movimenti delle donne di Milano, che, fino a priva contraria hanno contribuito a cambiare la politica di quella città, e non mi sembra poco ( leggete cosa succede ora nelle mense delle scuole, andare a vedere il centro chiuso alle auto). Certo, e pochissimo rispetto a chi ha problemi a sfamare i figli, ma sono segnalo. E buttar via il bambino con l’ acqua calda non serve a nessuno. Quanto alla mancanza di lavoro, per carità, il momento e terribile, ma dove vivo io non si trova un falegname a pagarlo a peso d’ oro, per non parlale di elettricisti, idraulici, badanti, infermieri…Certo, se il mito e il lavoro strapagTo, il titolo di dott., il Suv e il Rolex, allora…E, per tornare a bomba alle persone che in questi anni di ” buio” hanno sempre combattuto per cambiare le cose, dove erano i ” rivoluzionari” quando si combatteva contro la legge 40 ? Io c’ ero, in prima linea, e voi ? E troppo facile diventare rivoluzionari e scoprire che le cose vanno male quando lo dicono dei capipopolo ( i vostri ammirati siciliani). Prezzolati, per di più. Quanto alla libertà dell’ informazione data in rete, beh, mi occupo di comunicazione da una vita, e vi garantisco che tutta questa libertà di pensiero non la vedo…La liberta’ di pensiero la si costruisce cercando di capire e di essere obiettivi, oltre che, naturalmente, con la cultura e la consapevolezza. E, naturalmente, non vuole essere una predica, ma una constatazione. E’ solo la razionalità che può cambiare le cose, rivoluzione francese docet.

  34. marjanne ha detto:

    Grande Claudia! Condivido ogni parola.
    D’altronde è paradossale il fatto che c’è tanta gente disposta a rinunciare al cibo pur di comprarsi una borsa di Louis Vuittons o una macchinona.
    Ormai i bisogni primari nella società si sono trasformati.

  35. Rosella ha detto:

    Ho appena finito di fare le sfogliatelle e non sono riuscita a resistere: buonissimissime! Anche le dosi, perfette. Grazie!
    PS : Ho messo il burro al posto della sugna e per stendere l’impasto ho appoggiato sopra un foglio di pellicola trasparente, così non si è appiccicato al mattarello.

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