Yogurt al vapore

Oggi giornata molto pesante, piena di cose da fare e da affrontare, per cui cercherò di essere lieve, anzi lievissima, per bilanciare il miscuglio di emozioni che mi girano vorticosamente nello stomaco e che cercano di confondermi e distrarmi da ciò che è veramente importante, cioè essere felice e solare, e profondamente grata al mondo per ciò che mi offre.

yogurt al vapore

Una volta quando avevo qualche preoccupazione, o comunque in qualche modo venivo a contatto con energie pesanti, reagivo continuando a rimuginare, e magari mi chiudevo completamente in me stessa. Adesso so che indulgere in questi stati d’animo non farebbe che attirare altre energie simili (parliamo di fisica quantistica, mica papere che si pettinano), e che di conseguenza è anche un ottimo modo per ammalarsi. Mica è solo il cibo che ci ammala; per quanto, mangiare in modo sano e giusto secondo me riduce di un buon 50% cattivo umore e malanni fisici.

Invece ho tanti motivi per essere felice e grata, una tra tutte l’amicizia dalla quale sono circondata, che è una benedizione del cielo.

L’amicizia di Isabella, che tipo in un paio di giorni è stata capace di organizzare una bellissima serata consapevole nel suo incredibile non-luogo che si chiama Dama D’Erbe; ve lo ricordate, no, ve ne ho parlato qui, più o meno un anno fa, in occasione di una presentazione del pastonudolibro, e da allora quel posto lo frequentiamo assiduamente, anzi meno male che non esiste ancora il teletrasporto, se no quella santa donna mi avrebbe tra i piedi da mane a sera ehehehe.

L’amicizia di Pierre André, che su mia richiesta di aiuto (non sono proprio capace di fotografare quando cala il sole, ehm) ci ha raggiunti e ha scattato tutte le fotografie della serata (tra cui quelle che vedete in quest post), nonostante probabilmente avesse molto di meglio da fare, visto che è un fotografo con le cosiddette (non so se avete visto il suo sito) :-P

Dama d'Erbe

L’amicizia di Alessandra, che ha un bellissimo negozio biologico a Formello, piccolo piccolo ma molto orgoglioso e volitivo (mi ricorda un po’ una certa bimba che conosco da sei anni), e che come altri amici, e lettori del pasto nudo, è venuta a vedere che succedeva da Isabella, sulla fiducia :-)

Dama d'Erbe

E le nuove amicizie, come quella con Marina, una dottoressa molto interessante, che ha un bellissimo sito che tratta il rapporto tra alimentazione e salute, con la quale ho avuto modo di scambiare qualche parola a fine serata, e che spero di rivedere presto, o con Valentina Vitale, che ha organizzato tutto dalla Sicilia in tempi assurdi.

E mi ha pure insignita di una meravigliosa medaglietta che rappresenta l’isola più bella del mondo, in complotto con Bonetta Dell’Oglio, una chef siciliana molto speciale (e molto consapevole), di cui vi parlerò a breve, con la quale ho chiacchierato di farine (e potevo non parlare di farine?!), di cannoli, e di scuola steineriana (esperienza che abbiamo in comune), e che ha fugato alcune incertezze e dubbi di mamma che avevo sul metodo Waldorf (svaniti nel nulla!).

Bonetta dell'Oglio

Che poi è la donna che ha cucinato tutto quello che abbiamo assaporato durante la serata, e vi assicuro che erano opere d’arte, dalla vellutata di pane ai cannoli alla meravigliosa pasta di grani duri antichi siciliani di Filippo, dei Molini del Ponte.

Valentina Vitale

E quella con Flaminia, che ho conosciuto proprio venerdì, e che vedete nella prima foto del trittico qui sotto, accanto a Filippo Drago… con quella faccia non poteva non essere simpatica, e fatto sta che oltre che simpatica è anche una donna molto interessante, e che foooooorse (non garantisco verità) rivedrete presto qui sul pasto nudo in un rubrica che langue da un secolo :-)

Bonetta dell'Oglio

E insomma, una serata magnifica, davvero da ricordare, e come poteva essere diversamente visto che eravamo in un posto magico?? Vabbeh mi azzardo anche a mettere una foto dove ci sono anch’io (ho cercato di mimetizzarmi ma non ha funzionato, uff…), ma è troppo carina e mostra veramente quanta allegria e coesione c’era nonostante molti fossero in piedi (eravamo in leggero overbooking, ehm o.O) :-)

Dama D'Erbe

Bene, non mi resta che passare a descrivervi questa splendida ricetta, anche questa frutto di un’amicizia (oggi proprio l’argomento del giorno, eh!?), quella con Maria Paola, una cara amica della Francesca/vulcano che ben sapete, che vive in Inghilterra e ha tradotto il pastonudolibro con una pazienza da certosino, e che mesi addietro mi ha regalato un libro meraviglioso sulla cucina indiana (credevi che non lo avessi neanche sfogliato, ehhhhh!!??) che ogni volta mi trova ipnotizzata (magari un giorno riesco a recensirvelo eh) e del quale finalmente sono riuscita a provare questo bellissimo dolce fatto con lo yogurt e… il latte condensato (eccovi svelato l’arcano di qualche post fa!).

Dama D'Erbe

È un dolcetto molto semplice e veloce da preparare, originario del Bengala, ha un gusto e una texture molto particolari, piace ai cuccioli, e mi ha dato l’opportunità di sfoggiare due bellissime ciotoline di porcellana che mi ha regalato la mamma di zac. Che altro si può volere dalla vita?

Ingredienti:
500 grammi di yogurt bianco intero fresco
95 grammi di latte condensato home made
un cucchiaino e mezzo di uva passa (opzionale)
20 pistacchi non salati
un pizzico di sale marino integrale

Per prima cosa dovete seguire il procedimento per fare il Labna (che differisce dal cream cheese perché in quest’ultimo c’è anche la panna): mescolate lo yogurt per renderlo cremoso (ma a differenza del labna *non* aggiungete il sale), versatelo in un colino foderato con una garza o un panno di cotone molto sottile, e sistematelo su un barattolo alto per una notte (o per almeno cinque ore), in modo da far colare tutto il liquido sul fondo senza che però lo yogurt rimanga immerso nel liquido (ne perderà tantissimo e il panno tende a scendere, guardate le foto dei due post che vi ho linkato sopra).

Trascorso questo tempo e ottenuto il vostro labna, preriscaldate il forno a 180°C.

Trasferite il labna in una ciotola grande, aggiungete il latte condensato, l’uva passa (se ce la mettete), il sale, e amalgamate tutto per bene. Dividete la crema che otterrete in due o tre (o quattro, a seconda della grandezza) ciotoline, di porcellana, di vetro o altro, basta che siano materiali resistenti al calore, e copriteli con un foglio di carta di alluminio (mi raccomando l’alluminio non deve toccare la crema!).

Mettete le ciotoline in una teglia altina (va benissimo un normale “ruóto” di alluminio), aggiungete acqua nel recipiente fino a lasciare un centimetro abbondante dal bordo delle ciotoline, e trasferite tutto nel forno con molta attenzione.

Lasciate cuocere una mezz’oretta, tenendo conto che più tempo terrete le cocottine nel forno, più il dolcetto diventerà granuloso (piacevolmente granuloso… non ve lo so spiegare, dovete provare e basta!!!) :-)))

Dopo la cottura togliete le cocotte dalla teglia, lasciatele raffreddare e mettetele in frigo, sempre coperte, per tutta la notte. Al momento di servirle tritate grossolanamente i pistacchi, e spargeteli sulla superficie. Anjum, l’autrice della ricetta (e del libro!) dice che si possono anche servire ribaltandole su un piatto. Io non ho provato, ma ho un’altra dose di latte condensato in frigo, e ho appena messo a scolare una nuova partita di yogurt, quindi saprò dirvi presto! :-)

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4 comments

  1. claudia ha detto:

    Beh, e che io potevo non commentare un post sull’amicizia? E con delle foto come queste, che rendono in maniera disarmante l’atmosfera magica che ci deve essere stata l’altra sera?
    Sorrisi meravigliosi, e (senza nulla togliere ai signori presenti), un gran bel raduno di donne solari! Mi piace tantissimo il sorriso degli occhi della chef col grembiule gessato :-)
    Vado a far gocciolare lo yogurt di capra appena comprato. Solo un semplice labna, per stavolta, perche’ e’ da quando l’ho letto qui che voglio provarlo e finalmente ho trovato uno yogurt vero ;-)
    Brave, a spargere leggerezza ed energia positiva: e’ arrivata fin quaggiu’! :-)

  2. Loretta ha detto:

    ok, la domanda nasce spontanea… perché mai io non sapevo nulla di questa serata?!?!?!? :-( :-( :-(

  3. Vea ha detto:

    Domanda: si potrà fare pure con il kefir?? Adesso che ce l’ho e ha cominciato a funzionare, praticamente lo devo ficcare anche nel brodo…

  4. Vea ha detto:

    Ok, per chi fosse interessato, ho provato e viene molto buono anche con il kefir. Naturalmente con un fondo acidino, ma a me piace.
    Ciao ciao
    Vea

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