Invece di contare le pecore

Come ho già scritto varie volte, la Bioterapia Nutrizionale di solito suggerisce di utilizzare i carboidrati la sera. Al nostro organismo infatti gli zuccheri sono più utili nelle ore notturne, per attuare i processi di detossificazione epatica che avvengono durante il sonno. Inoltre, siccome i carboidrati facilitano il passaggio del triptofano attraverso la barriera emato-encefalica, mangiandoli a cena si alzano i livelli di serotonina nel cervello, e si può riposare meglio.

induzione del sonno

In aggiunta impegnano meno il rene durante la notte, facilitando l’eliminazione dei liquidi (sempre che non ci sia un carico eccessivo di glutine o di sali). Come sapete però, quello che si decide di fare con l’alimentazione dipende da tanti fattori, anche per venire incontro alla richiesta che viene fatta dal paziente. Per fare un’esempio, personalmente spesso consiglio i carboidrati a pranzo e le proteine a cena a chi viene per dimagrire, o che magari ha problemi di tiroide lenta: in questo modo è come se si tenesse sempre un po’ il piede sull’acceleratore.

Per una donna che stia entrando in menopausa, e che abbia sia problemi di peso che di insonnia, potrebbe ad esempio essere utile lavorare all’inizio sul sonno (scegliendo carboidrati a cena), e in un secondo momento sul peso (scegliendo proteine a cena, facendo ovviamente le dovute differenze tra le proteine, evitando cioè quelle più “irritanti”).

Gli alimenti che facilitano il sonno, oltre ai carboidrati (preferibilmente riso e patate) sono le verdure ricche di potassio come zucchine e fagiolini, o le verdure “lenitive” come la lattuga cotta. Anche la frutta cotta, avendo un alto carico di zuccheri, facilita il lavoro del fegato e la produzione di serotonina.

Tra gli alimenti che disturbano il sonno invece, oltre ovviamente alle sostanze stimolanti (caffè e thè in primo luogo), ci sono quelli proteici e quelli ricchi di vitamina C o di Ferro.
Tra le proteine quelle che maggiormente disturbano il sonno sono quelle tipiche della carne rossa e del formaggio stagionato, seguìte a ruota da quelle del pesce. La carne bianca, le uova e i formaggi molli hanno un’azione meno incisiva sul riposo notturno. Da usare con prudenza anche kiwi e pompelmi, ricchi di vitamina C, e il radicchio o le melanzane, ricche di Ferro.

Come al solito appunto qualche associazione utile per chi vuole trascorrere una notte serena :-)

Senza proteine:
1. Riso al pesto, zucchine grigliate (senza prezzemolo), pesca bianca.
Il pesto è un condimento sedativo, per la presenza del basilico, dell’aglio e dei pinoli; la quantità di parmigiano è bassa e quindi la tirosina presente non dà nessun disturbo. Le zucchine sono ricche di potassio, che è miorilassante, ma vanno preparate senza prezzemolo (ma senza dimenticare l’aglio!) perché questa erbetta è ricca di vitamina C, che come abbiamo visto più su, è una sostanza stimolante.
La pesca bianca (in questa stagione si trovano le tabacchiere) è per eccellenza il frutto più usato in Bioterapia Nutrizionale per il drenaggio epatico.

2. Riso e lattuga, insalata di songino, fragole con pinoli.
La lattuga cotta è molto lenitiva, rinfrescante e rilassante; il songino, conosciuto anche come valeriana, è una pianta notoriamente usata per favorire il riposo; le fragole hanno un contenuto di vitamina C più basso di quello dei kiwi e la loro azione stimolante sarà ulteriormente frenata dalla presenza dei pinoli, ricchi di Calcio.

3. Pasta aglio olio e peperoncino, cicoria ripassata, pesca bianca.
Il condimento aglio olio e peperoncino stimola blandamente il fegato; la cicoria e la pesca bianca sono due alimenti che drenano il fegato. Questo è il tipico esempio di una cena che sostiene il fegato senza aggravarlo e che quindi facilita il riposo notturno.

Con le proteine:
1. Patate lesse, uovo in camicia, cicoria ripassata, mela cotta.
Le patate sono molto utili per il loro contenuto di potassio, l’uovo perché tra le proteine è quella che disturba meno sia il fegato che il rene, la cicoria come ho scritto poc’anzi è un valido drenante epatico, e la mela cotta ha un carico di zuccheri rapidamente disponibili.

2. Stracchino, cicoria ripassata, prugne.
Lo stracchino, essendo un formaggio molle, ha un contenuto minore di tiroisina rispetto ai formaggi stagionati, e un contenuto più basso di grassi (che aggraverebbero il lavoro del fegato); la cicoria ripassata vale sempre come drenante epatico; le prugne hanno un contenuto relativo di Ferro (che stimola dolcemente il fegato e lo aiuta a gestire il formaggio). Volendo al posto dello stracchino può essere utilizzata la ricotta o un pezzetto piccolo di parmigiano.

3. Crema di legumi con cicoria e una pesca bianca.
I legumi passati (e non frullati, cioè senza buccia, per evitare di irritare troppo l’intestino) garantiscono l’apporto proteico senza affaticare troppo il rene, la cicoria e la pesca assicurano un buon drenaggio epatico senza affaticare il rene e senza irritare il sistema nervoso centrale.

Chiudo con una perla di saggezza :-P. Avete presente i nostri nonni, che avevano l’abitudine di cenare con una zuppa di pane raffermo in una tazza di latte caldo? Beh, questo è l’esempio della cena sedativa per eccellenza (sempre che si usi latte “voisapetequale”, e che non si sia intolleranti al lattosio o al glutine). Il motivo è che il latte è ricco di Calcio, e il Calcio entra in tutti i processi di contrattura e decontrattura muscolare, e il pane facilita l’assorbimento del triptofano (che è un aminoacido contenuto nel latte). Buonanotte a tutti i pastonudisti!

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4 comments

  1. soniuccia68 ha detto:

    Per il mio fegato un pò pigro sono preziosissime informazioni. Grazie mille mille.

  2. sabine eck ha detto:

    Grazie di questo interessante riassunto Elena. :-)
    Nella mia prima infanzia (anni ’50) la “cena classica” (solo per i bambini) consisteva in fiocchi di cereali cotti nel latte (mucche da pascolo) + mele cotte come condimento (o altra frutta di stagione)… a volte anche sciroppo di lamponi o simili (dalla produzione delle nonne)

  3. Silvia India ha detto:

    Ahimé! Mi sa che ultimamente ho fatto qualche errore con la frutta…
    Ci credo che dormo così così.
    Il punto è, in inverno, in un clima freddo (ultragelidopolare) come quello in cui vivo io, a parte le mele e le pere, cosa si può mangiare che non sia pieno di vitamina C?
    O andrebbe bene anche mangiare sempre mele e pere la sera?
    Grazie mille in anticipo

  4. Rosaria ha detto:

    Ecco qualche informazione utile, non conoscevo la bioterapia nutrizionale, magari con un’ aggiustatina per via della mia allergia al nichel ma è davvero interessante questo approccio terapeutico. Grazie mille Sonia ed Elena

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