Il Laborante

Un paio di settimane fa la maestra della minizac mi ha chiesto di trovare una nuova azienda agricola dove portare la classe (quest’anno i bambini sono di orto e semine), e dopo un po’ di mumble-mumble mi sono ricordata del Laborante, che si trova non lontano da qui e che era un secolo che dovevo andare a fotografare.

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Ho deciso di prendere due piccioni con una fava e un bel venerdì siamo partiti alla volta di Cerveteri; ero pure contenta che il tempo fosse mezzo e mezzo perché le foto con il sole a picco vengono male (ma le giornate assolate che ci sono in questi ultimi giorni di ottobre??!), invece con il cielo coperto come vedete sono molto più belle.

A proposito di sole, Monica e Matteo sono due persone di una luminosità pazzesca. Sono rimasta così male quando, se non erro un paio di giorni dopo la nostra visita, un vero e proprio tornado si è abbattuto su tutta la loro zona e ha fatto tantissimi danni; nonostante questo però loro hanno reagito con la resilienza e con la forza che li contraddistingue e si sono messi subito a ricostruire; in questi giorni l’azienda è già di nuovo perfettamente operativa, radiosa come la vedete in questo post.

Vedete questo splendore qua sotto? Beh Monica è così, la vedi sempre sorridente e positiva; sono convinta che questa bellissima energia passi nel lavoro che uno fa, e questo è uno dei motivi per cui ogni volta che vengono al mercato bio della scuola compro tutto quello che posso, ed anche perché troverete i loro prodotti nella bottega Ammuìna fi-si-ca nuova di zecca che sarà operativa progressivamente a cominciare da lunedì!!!

Per i bambini è stata una giornata veramente splendida; Monica ha saputo coinvolgerli raccontando tante piccole e grandi cose dell’azienda, ha organizzato per loro un rinfresco straordinario a base di pane fatto in casa, olio extravergine d’oliva e salsine, e succhi di frutta buonissimi e molto densi, quasi delle passate, tutto autoprodotto in azienda con le sue mani :-)

Monica Gnazi

Ci ha mostrato (mi metto tra i bambini anch’io) addirittura una tomba etrusca che si trova all’interno dell’azienda (e infatti sono anche sul sito dell’Unesco con relativi vincoli archeologici che contribuiscono alla salvaguardia dell’ecosistema del luogo), e alla fine della giornata ha fatto anche raccogliere qualche ortaggio ai cuccioli.

conserve il laborante

Qui sotto li vedete, insieme a uno dei due maestri della scuola, armati di melanzane (che non le lasciavano nemmeno sotto tortura), intenti a guardare le oche che pascolavano libere al di là dello steccato.

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Monica tra i campi ci è praticamente nata: sia il suo papà che suo nonno erano contadini, e così tra ortaggi, alberi da frutto e animali da cortile ci ha vissuto dall’infanzia. Anche Matteo ha sempre avuto una grande passione per la terra e per la campagna, e inizialmente marito e moglie (ve l’ho detto che hanno quattro figli??!) si sono limitati a vendere il loro vino (sorprendente a mio parere!), e a coltivare ortaggi e alberi da frutto per la loro sussistenza.

vigna inerbita

Quello che rimaneva finiva in conserve per la famiglia, ai maiali e ai fortunati parenti e amici che si trovavano a passare nei dintorni. Dopo qualche tempo hanno conosciuto i ragazzi di Ci Campo (vi parlai di uno dei mercati di Genuino Clandestino, l’associazione da cui Ci Campo scaturisce, in questo articolo del 2011).

zucche il laborante

Riprendo un testo tratto dal sito di Genuino clandestino per farvi capire di cosa si tratta: “Il Gruppo CICampo si è formato nel dicembre 2011 con lo scopo di far incontrare le esigenze dei piccoli produttori e trasformatori, altrimenti bloccati dalle logiche del mercato globalizzato, e quelle dei consumatori critici, attenti alla qualità e alla tracciabilità dei prodotti e al chilometro zero.”

orto cerveteri

Con Ci Campo hanno fatto un corso di agricoltura diffusa e hanno trascorso un inverno a Oriolo Romano a per imparare a utilizzare i semi autoctoni e autoprodotti in azienda invece degli ibridi che si trovano in commercio. CICampo li ha anche seguiti per la preparazione dei trasformati, cioè conserv,e marmellate, confetture, creme, sottoli e liquori, e così Monica e Matteo hanno preso la certificazione HACCP per poter vendere all’interno del circuito di cicampo e hanno potuto finalmente cominciare a vendere la loro produzione nel contesto dei vari mercati che il gruppo organizza.

finocchi coltivazione naturale

Riassumendo, abbiamo dunque un orto organico di verdure stagionali, nel quale per concimare vengono usati solo letame degli animali dell’azienda e pacciamatura organica di potature. Nelle foto vedete il terreno scoperto perché la pacciamatura in questa zona, che ha un clima molto temperato, si usa più in estate per tenere il terreno umido e non avere sbalzi tra giorno e notte; oltretutto gli ortaggi invernali come ad esempio cavoli e cavolfiori sono molto resistenti al freddo.

Abbiamo poi una vigna (sì, quelli in mezzo sono broccoletti!) e un’oliveto inerbiti sui quali non vengono usati farmaci a meno che non ci siano grossi problemi di attacchi di insetti.

olivi Il Laborante

Che altro. Un piccolo frutteto di una ventina di piante (che risalgono ai tempi dei genitori di Monica) composto da pruni, albicocchi, fichi, limoni, un melo, un pesco; qualche tralcio di uva fragola, cespugli di more e di lamponi e tante piante aromatiche, tutte coltivate in modo totalmente naturale e senza l’ausilio di alcun prodotto di sintesi (ah, e un campo di luppolo, con il quale si cimentano in esperimenti birrosi tutti ancora in fase di sviluppo-lo).

olivi Il Laborante

Questo senza contare le erbe spontanee, come, tanto per citarne qualcuna, l’ortica (che loro vendono già pulita), i farinacci, i ramolacci, la cicoria, le misticanze, il lattughino. E l’aloe vera che vedete qui sopra, inerbita pure lei, anzi proprio felicemente sepolta nelle erbe :-D

aloe inerbita

La frutta e le bacche, che sono poche e strettamente legate alla stagione, di solito vengono usate dalla famiglia o finiscono in conserve e succhi di frutta, tranne nei periodi nei quali maturano magari tutte insieme, nel qual caso vi può capitare di trovarle da loro in azienda, tra le cose che vendono nei vari mercati, e tra un po’ nella nostra bottega (riservate ai soci).

Questo perché non disponendo di frigoriferi (e nemmeno ne vogliono disporre!) i frutti vanno venduti quando sono maturi e basta. Tutto è all’insegna della naturalità più sfrenata; una delle cose che più mi ha colpita quando siamo stati là è stata l’erba — anzi per meglio dire la varietà di erbe — nella quale camminavamo, fresca e verdissima, che sarà stata alta dappertutto almeno una ventina di centimetri (e come vedete nella foto qui sotto ospitava dei funghi grandi come piattini da tè)!

fungo prato polifita

La loro filiera è completamente controllata, perché ha un inizio e una fine ben precisi; Matteo e Monica hanno i loro semi e le loro piante e quando finisce la stagione recuperano nuovi semi per quella successiva; tutto ciò che vendono e propongono proviene dai loro campi e sui loro campi ci sono solo loro, che non usano manodopera esterna tranne al limite familiari che li aiutano alla bisogna. Monica la chiama “filiera a numero chiuso”. :-D

galline il laborante

Il suolo della vigna e dell’orto è prevalentemente tufaceo-argilloso; nella zona, che è a un tiro di schioppo dal mare, questo tipo di terreno di origine vulcanica e molto fertile viene chiamato “cappellaccio” e per le sue caratteristiche è perfetto per le carciofaie, gli oliveti, e le vigne, perché è molto ricco di ferro.

terreno argilloso

Non ci vengono bene per niente invece roba come patate e aglio, e cipolle e carote rimangono piccole piccole, perché i tuberi, le radici e i bulbi in genere hanno bisogno di terreni farinosi e sciolti.

terreno argilloso

Oltre alle coltivazioni, il Laborante ospita due scrofe (Lella e sua sorella Della), sei pecore (loro le chiamano le signore pecore), cinque oche e un oco (che si chiama Tiberio e ha un bel caratterino), una manciata di galline ovaiole (quindi nei momenti dell’anno in cui le uova sono tante ne hanno un po’ da vendere), tre cani e cinque gatti.

pecore felici

Tutti liberi e sgambettanti in giro per prati durante il giorno; poi al calar del sole ogni gruppo rientra nei propri rifugi per sfuggire a volpi e faine e riposare tranquillamente. Mi hanno dato proprio l’idea del family farming di cui spesso vi ho parlato, in questo caso in effetti l’azienda è nata proprio così, per la sussistenza della famiglia, e poi solo in un secondo momento si è aperta alla vendita. Vi ho già detto quanto credo in questo tipo di realtà? Nooooooooo :-D

maiali felici

Ecco. Pensate che sia stata esaustiva? Volevate chiudere qui e andare a prendervi un caffè? No no!! Sedetevi pure sulla panchina qua sotto che ho altro da dirvi: c’è un *piccolo* particolare di cui non vi ho ancora parlato! :-D Dovete sapere che Monica in realtà ha anche una sua vita parallela (con tutto il tempo che le rimane oltre all’azienda, i figli, gli animali, la produzione etc) nella quale porta avanti un’altra associazione che si chiama Al Salice.

Il Laborante agricoltura

Trattasi di associazione culturale “per il benessere di corpo, mente e spirito, a base di medicina cinese, riflessologia plantare, massaggi con oli essenziali, Reiki, sedute di Shiatsu e armonizzazione sonora con le campane tibetane e altre tecniche energetiche”.

vigna naturale

Ve ne parlo perché l’ambizioso obiettivo di Monica e Matteo in realtà è fondere le due associazioni: attraverso la sua specializzazione in dietoterapia e fitoterapia, Monica vorrebbe provare a coniugare gli insegnamenti della medicina e della cucina orientale utilizzando però ortaggi e frutti dell’azienda, quindi stagionali e a chilometro zerissimo. Unire cioè la nostra cultura prettamente contadina a quella orientale attraverso le nostre verdure e erbe spontanee.

oche cerveteri

Con le loro parole: “Uno è il progetto dell’altro e vanno a braccetto; attraverso il cibo delle nostre terre cerchiamo il benessere dall’esterno (ad esempio con lo shiatsu) e dall’interno (con l’alimentazione); le due strade si attraversano e stiamo cercando il modo di unirle strettamente”.

pecore consapevoli

Che gli volete dire a due così? No, perché se gli volete dire qualcosa sappiate che potete prenotare da loro corsi olistici *e* di agricoltura organica, sia per bambini che per adulti oppure potete andare a mangiare al loro home restaurant vegetariano (chiamandoli prima per prendere appuntamento e prenotare).

oche di fattoria

Funziona che loro vanno nell’orto, vedono cosa c’è e ve lo cucinano, come se foste di famiglia; e visto che ci siete io approfitterei per fare pure la spesa, no? Bene, nella speranza che luoghi come questo si moltiplichino ogni giorno, vi lascio andare a riflettere su come sia possibile e fattibilissimo fare la spesa in modo totalmente diverso e splendido. Non so, volete mettere tutto questo con il cigolio del carrello che si muove nei corridoi del supermercato sotto le luci al neon, avvolti da profumi sintetici e musiche amorfe? Fate un po’ voi, io ho già scelto da tempo <3

Azienda Agricola Il Laborante
Via San Paolo 9, Loc. Procopio di Ceri – 00052 Cerveteri (Roma)
illaborante@gmail.com
+39.380.4744857

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2 comments

  1. Valeria ha detto:

    che meraviglia!!!

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