C’era una volta la natura (prima parte)

L’illustrazione che segue è di Saul Steinberg, architetto di formazione, tra i maggiori geni grafici del XX secolo. Questo disegno potrebbe tranquillamente intitolarsi “Autoreferenzialità Naturalistiche”, sottotitolo reinventato anch’esso: “Consumatore integralista di vini iper-naturalissimi ammaestra produttore di vini solamente naturali su *come*, *quando*, *dove* e soprattutto *perché* deve essere fatto il suo vino al fine di definirsi Naturalissimo, Bio, Dinamico e Talebionico.”

Saul Steinberg

L’autoironia — virtù rara specialmente in enologia — è un elemento molto importante da considerare in questa materia magmatica del “naturale”. Un materiale molto sfuggente, fluido (fluido in tutti i sensi). Perché ad esempio già all’origine della produzione del vino c’è — se vogliamo — un fondativo atto di forza, una violenza originaria innaturale che imponiamo alla pianta, addomesticandola alla nostra totalitaria volontà produttiva, evitando cioè che la vite getti naturalmente a terra il seme/acino per riprodursi.

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