Apocalittici e integratori

Gli integratori alimentari sono prodotti destinati ad integrare la comune dieta: essi rappresentano una fonte concentrata di sostanze nutritive, quali vitamine e minerali, o di altre sostanze aventi un effetto nutritivo o fisiologico (come aminoacidi, acidi grassi essenziali, fibre ed estratti di origine vegetale).

Questa definizione chiarisce che gli integratori possono essere legittimamente impiegati per colmare eventuali carenze nutrizionali, ma non possono essere loro attribuite proprietà terapeutiche o la capacità di prevenire malattie umane.

Sfogliando le decisioni dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, ci si accorge che molte aziende non rispettano la legge e attribuiscono ai loro prodotti risultati non rispondenti alla natura degli integratori.

Facciamo qualche rapido esempio. Troviamo integratori alimentari antirughe sanzionati dall’Antitrust per l’assenza di studi scientifici adeguati a dimostrare l’efficacia del prodotto (vedi il caso del Forlip Lif-ting della Medical Pharma, il cui ricorso è stato respinto dal Tar); o integratori consigliati come adiuvanti nell’ambito di un trattamento contro tutti gli inestetismi della cellulite, la cui pubblicità è stata ritenuta ingannevole perché il prodotto poteva avere efficacia solo in caso di adiposità localizzata (vedi la decisione del 2005 sui prodotti della Equilibra); o integratori pubblicizzati per proteggere gli occhi contro le malattie correlate all’età, in contrasto con la documentazione scientifica disponibile (come per gli integratori Multicentrum Multivitaminico e Multicentrum Select 50+ della Wyeth consumer: anche in questo caso il ricorso è stato respinto dal Tar); o, ancora, integratori destinati alla risoluzione dei problemi di disfunzione erettile, mentre la loro efficacia è inferiore a quella pubblicizzata e le controindicazioni per la salute non sono evidenziate in modo adeguato (vedi il prodotto Nitroxx della International Biolife).

Più in generale, l’Antitrust ha contestato in diverse occasioni la legittimità dei messaggi pubblicitari volti ad enfatizzare l’utilizzo in maniera indifferenziata e continuativa di integratori alimentari, come se ci fosse una generalizzata necessità o fosse altamente consigliabile o “indispensabile” per tutti i consumatori l’assunzione di vitamine e minerali, in modo da ottenere benefici effetti in termini di benessere, aumento e rinforzo delle difese naturali; al contrario, gli integratori non vanno presentati come sostitutivi di una dieta varia ed equilibrata, che garantisce un adeguato apporto di vitamine e minerali e, dunque, è idonea a soddisfare le necessità di nutrienti di un individuo sano.

In questo articolo vogliamo soffermarci soprattutto sugli integratori finalizzati al controllo e alla riduzione del peso. Per questi prodotti la legislazione è ancora più stringente: il Regolamento comunitario 1924 del 2006 non consente claims “che fanno riferimento alla percentuale o all’entità della perdita di peso”; permette invece claims riferiti alla “riduzione dello stimolo della fame o un maggiore senso di sazietà o la riduzione dell’energia apportata dal regime alimentare” *solo* se basati su prove scientifiche generalmente accettate e formulati in modo ben comprensibile dal consumatore medio.

E le Linee guida ministeriali del 2009 dispongono che per questo tipo di integratori “non è consentito alcun riferimento ai tempi o alla quantità di perdita di peso conseguenti al loro impiego” che i messaggi “devono richiamare la necessità di seguire comunque una dieta ipocalorica adeguata e di rimuovere stili di vita troppo sedentari”.

Ma molte aziende non sembrano tenerne conto… Prendiamo per esempio la pubblicità della capsula EPH 200 delle società International best seller e Arcadia consumer, che “rende magri anche se (si) mangia tutto quello che piace”, “senza dover fare nulla… prendere medicine, né fare rinunce…”; occorre solo “prendere giornalmente le capsule di EPH200, e in 24 ore avrà già perso 420 grammi di grasso”: tutto ciò accompagnato da dichiarazioni di persone che affermano di aver ottenuto in poco tempo risultati eccezionali in termini di riduzione di peso.

L’Antitrust ha giudicato ingannevole questa pubblicità, in quanto non esiste alcun integratore alimentare che consenta, con certezza e in condizioni di sicurezza, di conseguire cali ponderali a carico del tessuto adiposo, né esiste un integratore alimentare che permetta di conseguire un calo ponderale senza la necessità di seguire un regime alimentare controllato o di svolgere un esercizio fisico.

Inoltre, sulla base del parere dell’INRAN (Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione) occorre evitare trattamenti dimagranti che determinino una rapida diminuzione di peso, perché possono derivare problemi sia di tipo fisico sia di tipo psicologico e comportamentale. Secondo la comunità scientifica, diminuzioni di peso più cospicue sono accettabili solo per le grandi obesità e sotto accurato controllo medico.

La stessa motivazione è alla base del provvedimento adottato dall’Antitrust nei confronti delle capsule HCA dimagranti della Zermat, obbligata anche a pubblicare a proprie spese una dichiarazione rettificativa sul medesimo periodico.

Nei casi del Nomatoline erbe della società Marco Antonetto e del Kalory Emergency 1000 della ESI, l’Antitrust ha contestato l’assenza nei messaggi pubblicitari di una adeguata informazione sulle controindicazioni esistenti per alcune categorie di soggetti, in presenza di determinate patologie nonché in associazione ad alcune terapie farmacologiche.

In altre occasioni, l’Autorità ha sottolineato l’utilizzo improprio di testimonial, l’assenza di studi scientifici atti a dimostrare l’efficacia dei prodotti, oppure l’utilizzo di termini enfatici come “innovativo” o “rivoluzionario”, quando si tratta invece di sostanze già presenti da tempo sul mercato. Proprio di recente, il Tar del Lazio ha confermato la sanzione di 100.000 euro alla Medestea Research, che pubblicizzava Full fast, un prodotto in grado di ridurre gli stimoli della fame: “3 spruzzi sotto la lingua per spegnere gli eccessi di fame in pochi minuti… un rivoluzionario integratore alimentare in forma di spray sublinguale… per contrastare gli eccessi di fame, identificati quale principale causa di insuccesso delle diete”. L’Autorità ha contestato la creazione di aspettative eccessive sull’efficacia del prodotto “Attacchi di Fame? O così o Full Fast”, in assenza di studi scientifici all’altezza di affermazioni così perentorie, che mettevano inevitabilmente in secondo piano l’importanza di una dieta equilibrata.

Per chi volesse approfondire le più recenti pronunce dell’Antitrust, rinvio alle schede contenute nel sito di Assoutenti relative agli integratori alimentari ARd Cogiton e ARd Stenovit, commercializzati dalla Bracco, al prodotto 4321 Slim ultimate della società Arkofarm, al Kilocal della Pool pharma.

Può essere utile dare uno sguardo anche alle decisioni assunte dallo IAP, Istituto per l’autodisciplina pubblicitaria, che ha approvato anche un regolamento sugli integratori alimentari: vedi ad esempio l’ingiunzione del marzo del 2010 nei confronti della Megafit per l’interruzione della pubblicità dell’Aceto di sidro di Nonna Madeleine.

Sono sicuro che i lettori di questo blog non abbiano necessità di questi inviti alla cautela, perché consapevoli della necessità di una alimentazione sana, di uno stile di vita corretto, di una dieta equilibrata etc.

Però dobbiamo pensare a tutte quelle persone che, afflitte da problemi di sovrappeso, sono più vulnerabili e possono perciò cadere facilmente nelle trappole di pubblicità che promettono risultati eccezionali in pochissimo tempo. Ci sono tanti cartelloni stradali con immagini di persone raffigurate prima e dopo la “cura”; inserzioni del medesimo genere si trovano su riviste e quotidiani; molti spot televisivi suggeriscono facili scorciatoie per ridurre senza sforzi il proprio peso; e internet è pieno di annunci riguardanti fantastici sciroppi, elisir, creme, cerotti “perdipeso”, pantaloncini snellenti, apparecchi “pancia stop”, prodotti “mangia grasso”. Tante soluzioni che garantiscono l’eliminazione del grasso superfluo senza rinunce e “continuando a mangiare tutto quello che mi piace”: “Basta diete frustranti o sport massacranti!” recitava uno slogan di un trattamento perdipeso di qualche anno fa…

Possiamo dare una mano anche noi a contrastare queste forme di pubblicità ingannevoli, segnalandole all’Antitrust, che potrà interromperle, sanzionare i responsabili e far pubblicare dichiarazioni di rettifica: se siete d’accordo, parliamone un po’ assieme :-)

Post scriptum: Il 14 aprile di quest’anno è stato avviato da 5 associazioni di consumatori il progetto Guarda che ti riguarda volto ad aumentare la consapevolezza dei cittadini su alcuni importanti tematiche (telemarketing, garanzie sui prodotti, credito al consumo, servizi turistici etc). Proprio sul tema dei prodotti e metodi dimagranti abbiamo realizzato un controspot per sensibilizzare fasce sempre più ampie della popolazione. Fatemi sapere cosa pensate di questa iniziativa.


segreti e bugie

indice delle rubriche

Presentazione
Conosco i miei polli
Il betaglucano magico
Fitosteroli come se piovesse
Apocalittici e integratori
Il pianeta degli Xantoni
Fitosteroli, il ritorno
Alixir di lunga vita

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4 comments

  1. matteo giannattasio ha detto:

    Ringrazio l’autore per questo interessantissimo post. Approfitto anche per sottolineare che gli integratori sono spesso inutili, talora anche nocivi come si riscontra nella letteratura scientifica. Mi arrabbio molto quando vedo alla TV la pubblicità fatta da una famosa attrice per il DANAOS che dovrebbe apportare il 50% del fabbisogno giornaliero di Calcio. Io temo che molte persone che, oltre al Danaos consumano altri alimenti che sono naturalmente ricchi di calcio, ,come latte e derivati e bevande fortificate con calcio potrebbero superare la dose massima ammessa di calcio e patirne a lungo andare le conseguenze.

  2. francesco ha detto:

    è proprio il caso di dire “Timeo danaos et dona ferentis”. Vedo al supermercato persone anziane, soprattutto donne, con carrelli stracolmi di danaos, danacol, activia, ed altro ancora. Spero che almeno non facciano male.

  3. jennifer ha detto:

    ……grazie.Chissà che ci rendiamo un pò più conto di cosa ci propinano “x il nostro bene”!!!!!!!!

  4. Davis ha detto:

    Assumere calcio all’interno di prodotti industriali quali latte a lunga conservazione e cremette varie non serve a niente. Lo dimostra il totale fallimento della medicina rispetto a malattie quali l’osteoporosi, che invece di diminuire sono in continuo e costante aumento nei paesi industrializzati. Questi prodotti sono morti e dannosi per la salute. Ormai sono le attrici che ci dicono cosa fare per stare meglio… Ma siamo sicuri che loro mangiano le schifezze che ci pubblicizzano?

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