Il teletrasporto
La mia lista dei collegamenti verso gli altri diari di cucina che amo, ai quali mi ispiro e che mi hanno insegnato ad amare il mondo dei foodblog stava cominciando ad espandersi un po’ troppo per la mia esigua colonna destra.
Così ho pensato di creare una stanzetta per teletrasportarsi alla velocità della luce da un blog di cucina all’altro.
Quelli che seguono sono i miei preferiti, ma li aggiorno ormai con una certa continuità, perché ne scopro spesso qualcuno che non avevo visto e che per qualche motivo trovo imperdibile.
Ed è inutile dirvi la fatica immensa che c’è dietro, perché se siete qui, o ne avete uno anche voi, oppure li ammirate almeno quanto me :-)
101cookbooks
aaa accademia affamati affannati
anemone’s corner
anice e cannella
anima e gusto
baking bites
bressanini
calme et cacao
casa dolce casa
cavoletto
cavoli a merenda
ciliegina sulla torta
claudia castaldi
comida de mama
cook & eat
croce e delizia
cuoche dell’altro mondo
cuochetta in punta di piedi
dandoliva
deleciously
delicious days
di tutto di più
dolci e dintorni
fior di sale
fior di zucca
food-o-grafia
foodbeam
fragole a merenda
francescav
francesco tramontano
fuori menù
fysis
galline2ndlife
gloricetta
i dolci di pinella
cakes in the city
il calderone di marinella
il canto del vino
il cucchiaino di alice
il gaio mondo di gaia
il gatto goloso
il maiale ubriaco
il mondo di adrenalina
il mondo di luvi
il pranzo di babette
il ricettario di anna
infusione
insieme a tè
israeli kitchen
k-kitchen
kuidaore
l’osso e la lisca
la cucina della socia
la cucina di adina
la cucina di albertone
la cucina di calycanthus
la cucina naturale di tippitappi
la cuisine de fabien
la mercante di spezie
la panificatrice folle
la pera cotta
la tartine gourmande
lavanda in terrazza
le pétrin
letto e mangiato
l’omin di panpepato
lo spazio di staximo
lo spilucchino
lost in kitchen
mangia e bevi
meringhe alla panna
michael ruhlman
mollica di pane
ombra nel portico
one girl in the kitchen
panemiele
papero giallo
pappareale
paprika & paprika
pasticci et pasticcini
pausa caffè
piroulie
porgi l’altra pancia
profumi e colori
profumo di biscotti
profumo di lievito
profumo di mamma
quaderno di cucina
quanto ce piace chiaccherà
ricette in volo
ricette vagabonde
rocco e i suoi fornelli
sale e zucchero
semi di papavero
smitten kitchen
sogni di zucchero
spremute d’arancia
stella di sale
tarallucci e…
trashfood
un dejeuner de soleil
un tocco di zenzero
vaniglia
via delle rose
viaggiare come mangiare
una finestra di fronte



1 ottobre 2009 alle 15:25
piacere di partecipare, grazie :))
1 ottobre 2009 alle 23:46
@artemisia: il piacere è soprattutto mio! :-)
23 ottobre 2009 alle 09:26
Querida, mi permetto di dissentire dall’aver scelto nel tuo “teletrasporto” il nostro caro Bressanini. Sarà un bravo chimico, un trasportatore di masse, un valente uomo di scienza, ma quando commenta in questa maniera sul blog “papero giallo” di Bonilli (l’inventore per intenderci del gambero rosso) a me cadono le braccia.
Non capisco come possa esprimere, da persona intelligente e capace com’è un pressapochismo e una superficialità per il mangiare sano tant’è che sembra una farsa tutto il suo blog. Fatto da gente come lui che non ha la minima percezione di cosa significhi mangiare bio e adottare la cucina del buon senso.
Leggete, leggi, tutti gli interventi e poi fammi sapere che cosa ne pensi di questo articolo, che sicuramente fa discutere e lascia spazio a molte conclusioni.
Aggiungo infine la mia conclusione: gente come Bressanini tira le fila di un mondo che faremo fatica a riprenderci per quello che è.
http://blog.paperogiallo.net/2009/08/il_biologico_e_un_bluff.html
[35] Dario Bressanini | rispondi
Di solito evito il Bio perchè non lo ritengo organoletticamente superiore (in media) e il costo non è giustificato per il mio palato (ci sono eccezioni ovviamente). Sempre saputo che non aveva vantaggi nutrizionali. Sui residui di pesticidi e altri chemicals dei prodotti non bio, ogni frutta e verdura in commercio, se coltivata secondo le regole, dovrebbe avere dei livelli di sostanze che non danno problemi. In più il biologico *usa* pesticidi, solo che essendo di origine naturale possono usarli, ma non è detto che siano meno tossici. E’ vero che dovrebbero usarne di meno comunque.
Il bio mi preoccupa di più per eventuali contaminazioni biologiche (da letame non maturato, da micotossine etc..)
Insomma, mangiare è *comunque* una faccenda pericolosa :-)
il grande vantaggio commerciale del bio è che offre una “sicurezza psicologica”.
Sempre IMHO ovviamente :)
Dario (con il WiFi on the road negli USA) :-)
05 Ago 2009 | ore 02:59
23 ottobre 2009 alle 10:31
@giordano: tocchi un tasto dolente. anch’io trovo Dario molto aggressivo e spesso maleducato, e ovviamente non condivido nulla di ciò che dice quando parla di biologico.
Però ci sono alcuni dei suoi articoli nei quali non esprime giudizi personali sulla qualità del cibo, ma semplicemente espone fatti nudi e crudi, documentandoli con molti link, che sono assolutamente imperdibili, come ad esempio quello sul burro (se guardi il post “il burro, e il burro chiarificato” qui sul pasto nudo cita infatti il suo blog come fonte), dal quale ho scoperto cose che non avrei saputo altrimenti.
Naturalmente ognuno a casa propria può comportarsi come vuole, quindi mi guardo bene dal commentare sul suo blog, perché non voglio essere coinvolta in discussioni aggressive, superficiali, e che sarebbero comunque inutili, perché il signore in questione mi sembra ben convinto di ciò che sostiene, e perché lo sostiene spesso chiudendo completamente gli occhi davanti all’evidenza.
Inoltre il mio blog non ha basi scientifiche (da parte mia), ma si basa unicamente sulla mia esperienza personale e sulla prova empirica (mangiare per un determinato periodo in un certo modo e ascoltare come reagisce il proprio organismo), quindi io e Dario Bressanini percorriamo strade che molto difficilmente potrebbero incrociarsi.
Non che voglia tirarla a nessuno, per carità, ma nel tempo credo che sia probabile che Dario cambierà idea; sono convinta che mangiare in modo convenzionale non a tutti provoca problemi nell’immediato, ma immancabilmente ne porta a lungo termine.
L’articolo di cui parli lo conoscevo già, e non è altro che l’ennesima presa in giro, con l’utilizzo della dialettica, del biologico; sono solo sciocchezze, diffuse da persone che hanno fortissimi interessi economici legati alle case farmaceutiche che ben conosciamo, oltre a un coacervo di osservazioni superficiali, come se non bastasse non viene tenuto conto affatto dell’impatto ambientale, che già da solo giustificherebbe pienamente la scelta biologica.
Il blog di Dario compare quindi nella mia lista dei preferiti per le informazioni che ci offre, ma assolutamente non per le sue opinioni! :-)
23 ottobre 2009 alle 10:35
Sei inquietante nella tua chiarezza e grazie di aver espresso la tua opinione in merito.
23 ottobre 2009 alle 13:37
@Izn: sai che Giordano mi ha tolto le parole di bocca? Io sono finita sul suo blog pochi giorni fa. Essendo nuova, in materia di blog, non sapevo fosse cosí “famoso” e seguito. Era un articolo su un menu del 1937, o qualcosa del genere, in cui si proponeva carne tutti i giorni e altre amenitá del genere. Riporto un commento: “Davvero si mangiava male una volta… a meno di non essere ricchi ovviamente. n quel caso forse si mangiava come oggi. Ma di sicuro non avevano la scelta di adesso. Io qui trovo i cestelli di Physalis della Colombia a 60 centesimi, gli ananas a 1,60 e via dicendo… lussi un tempo inimmaginabili… W i giorni nostri!” e la risposta di Bressanini:
” Grissino: indubbiamente W i giorni nostri (e la possibilità di comperare uva cilena quando da loro è la stagione “giusta” )
Sì, anche io penso che mediamente una volta si mangiasse male, ed era la fame che ti faceva diventare appetitosi piatti che oggi sarebbero improponibili.”
Ecco, questo é l´opposto di quello che penso io in materia di alimentazione. Mangiare in Italia un prodotto che viene dal Cile perché in Cile sarebbe la stagione giusta per mangiarlo.
Ho letto pochi commenti (e ingenuamente ne ho lasciato uno pure io, chiaramente passato inosservato, nel senso che non mi ha nemmeno risposto…e pensare che non l´avevo quasi mai fatto, a parte qui! Ma sbagliando si impara…). Dicevo, ho letto poco e sono uscita, perché si respira una brutta aria; come dire…di competitivitá. Non ho problemi a dirlo: sembra uno di quei programmi televisivi dove tutti si parlano addosso, per niente interessati alla comunicazione e allo scambio di idee, ma solo alla difesa delle proprie convinzioni. Brutta aria. Smetto, che non voglio rovinare l´atmosfera del pasto nudo…;-)
Scusate l´intervento, ma visto che si é toccato l´argomento, volevo dire che la penso esattamente come Giordano. Ma io non sono cosí buona, come Izn, che se avessi un blog questo link non ce lo metterei.
Baci!!
17 novembre 2009 alle 14:59
Claudia: Mi dispiace di non aver visto il tuo commento sul post che hai citato, e di non averti risposto. Purtroppo non riesco piu’ a stare dietro a tutti i commenti come una volta, e alcuni mi scappano. Il problema e’ aggravato sicuramente dal fatto che ormai, come in molti blog, si e’ aggregato un gruppo di persone che posta moltissimi commenti, finendo anche per “coprire” chi e’ nuovo e posta un singolo commento. Mi rendo conto che a volte e’ come cercare di “entrare” in una discussione tra persone che si conoscono da tempo e che in qualche modo formano un gruppo in cui e’ difficile all’inizio entrare.
Lo strumento del Blog purtroppo crea queste situazioni a cui io non posso porre rimedio perche’ io non modero i commenti (a parte gli insulti, e a volte neanche quelli se sono io il destinatario). Riguardo alla “competitivita’”, io posso solo (e lo faccio) invitare alla pazienza e alla tolleranza verbale, ma ovviamente ognuno ha il suo modo di porsi. L’unica alternativa sarebbe quella di censurare i commenti, ma e’ una cosa che non voglio fare perche’ sono contro la censura preventiva.
Personalmente cerco di non essere aggressivo (proprio non lo sono come persona) e mi dispiace di averti dato questa impressione. Credo che l’argomento bio “tocchi le corde” a molte persone e quindi porti a delle reazioni piu’ emotive che non altri argomenti. Ovviamente ci possono essere posizioni diverse su ogni argomento, ma quello che cerco di fare e’ spingere chi discute (me compreso) ad usare come argomenti dei dati di fatto e non delle semplici opinioni. Ecco, forse quella che tu hai interpretato come “aggressivita’” nel blog era solo una richiesta di “dimostrare” certe frasi o opinioni che a volte si danno per scontate.
Nessuno si adombra se in un post chiedo di “dimostrare” se il sale aggiunto agli albumi aiuti o meno a montare, come si sente dire. Se invece chiedo di “dimostrare” l’affermazione che “il cibo biologico e’ piu’ nutriente”, ecco che alcuni interpretano (erroneamente) questa richiesta come una provocazione, non so se mi spiego, mentre in realta’ e’ una semplice richiesta di partire da dei dati di fatto condivisi.
Tra l’altro non ho ancora affrontato esplicitamente il tema “bio” con un post dedicato anche perche’, non lo nego, temo di scatenare una “rissa” poco produttiva tra opposte fazioni, perdendo di vista i fatti e facendo prevalere emozioni, valori e diverse visioni del mondo. Devo trovare il modo giusto di introdurre l’argomento. Quando lo faro’ spero tu voglia intervenire con le tue argomentazioni (prometto di risponderti :-) )
Sempre ammesso che tu ripassi di qui a leggere il mio commento mostruosamente in ritardo :-)
ciao Dario
17 novembre 2009 alle 16:41
@dario bressanini: devo ringraziarti per il tuo tono equilibrato, che dimostra come spesso sia avventato farsi un giudizio sulle persone ricavandolo dalle pagine di un blog.
Non che rinneghi il fatto di avere opinioni diametralmente opposte alle tue, ma apprezzo immensamente la tua capacità di metterti in gioco, soprattutto essendo stato attaccato in modo ben poco simpatico.
Io ad esempio non ne sono assolutamente capace – se vengo aggredita a primo acchito reagisco aggressivamente, purtroppo – ma spero che imparerò con il tempo; questo blog mi sta insegnando molte più cose di quante avrei mai creduto.
17 novembre 2009 alle 17:47
@Dario: innanzitutto ti ringrazio per avermi risposto. In realtá non sono i tuoi interventi, a darmi questa sensazione strana. Anzi. Mi sembrano molto pacati e “scientifici”. Nel senso di basati su dati certi e affidabili. Tipo la mia prof di fisica del liceo, molto precisa, ecco.
Sono i commenti che mi mettono un´ansia… Devo dire che sono nuova di questo ambiente, ed ero abituata ai commenti peace and love del pasto nudo, dove non c´é tensione alcuna. Ma, obiettivamente, se fossi al posto tuo, nemmeno io me la sentirei di operare qualche forma di censura. Mmmm…bel problemino, in effetti. Meno male che non ho un blog…
Pensandoci, hai fatto bene a non trattare ancora un tema spinoso come quello dei prodotti biologici. Perché, come dici tu, si vanno a toccare delle corde quasi intime. Io, di solito, mi astengo, almeno in internet, perché faccio fatica a parlare di cose cosí delicate, appunto, davanti ad uno schermo e con persone che non conosco. Peró mi informo, e molto. Ho appena finito di leggere “Il dilemma dell´onnivoro”, di Michael Pollan, e credo che nessuno possa continuare ad alimentarsi come prima, dopo averlo letto. E riporta dati (che fatica, certe pagine!), date, nomi e cognomi (e anche analisi fatte da universitá prestigiose). Cerco di alimentarmi il piú possibile in modo sano e naturale. Io abito nel Nord Europa, e ti assicuro che ho fatto fatica a cambiare la mia dieta, ma per una abituata ai pomodori rossi dell´orto, in agosto, quelli olandesi cresciuti senza mai vedere terra e sole (anche se bio), non li mangio nemmeno se mi pagano (ok, dipende da quanto…;-)).
Forse perché sono cresciuta in un posto dove, quando avevo voglia di una carota, andavo semplicemente a raccogliermela nell´orto dei miei genitori (che non era certificato bio, ma di sicuro mio padre non ci spuzzava l´aroma sintetico, sulle fragole). E non c´erano i pomodori, in dicembre, e nemmeno le fragole e le zucchine, perché …perché era freddo e c´era la neve!! E credo che se la natura fa crescere pomodori e melanzane in italia e verze, crauti e radici di tutti i tipi qui, un motivo forse ci sará. Boh! Io sto cercando di capire, ecco. E rubo informazioni da tutti!!!!
Infine, che é la cosa piú importante, non voglio convincere nessuno. E spesso, appena apro la bocca e dico “biologico”, mi si scagliano addosso con una aggressivitá tale che…beh…non riesco a capire…ecco…
Ti ringrazio ancora che, come dice Izn, c´é tanto da imparare, dal tuo blog (magari leggo solo i tuoi interventi e lascio perdere i commenti…eh eh…)
buon appetito!!!
claudia
14 dicembre 2009 alle 13:26
Intanto grazie di cuore Izn ;-)
E comunque mi piace molto il tuo approccio, cerchi sempre di capire, rimanere lucida. E’ una costruzione personale intorno al cibo. Ed è proprio cosi’ che ti ho scoperta (ormai da quando ho il blog) attraverso un commento sottile sui finger food che in realtà all’origine sono street food no? ;-) Hai visto che memoria?
Ho divorato i commenti interessantissimi. Anche a me piace il blog di Dario per gli stessi motivi tuoi, imparo tanto, ci sono spunti di riflessione, si mette in gioco. E questo è di una ricchezza incredibile.
Infine Claudia, è bellissimo e verissimo quello che racconti. Io abito un po’ meno al nord ma anche qui frutta e verdura spesso mi fanno piangere (in senso figurato eh?) e quando torno in Italia, assaggio il cibo dell’orto o del mercato e come se riscoprissi i sapori per la prima volta.
14 dicembre 2009 alle 14:42
@dada: intanto grazie a te per il tuo blog bellissimo e pieno di luce, io mi sono solo permessa di aprire una finestra perché anche da qui si potesse vederlo!
sai la cosa assurda? riconosco la “mano” del commento finger food – street food, ma non ricordo assolutamente quando e dove l’ho scritto… io in quanto a memoria faccio pena (in realtà soprattutto da tre anni a questa parte, che da quando sono rimasta incinta di emma non ho dormito più, per non parlare di quando è nata… e di adesso), te la invidio proprio la tua :-)
Per quanto riguarda il blog di Dario, so quello che intendi. Per me imparare qualcosa di nuovo è in assoluto il più bel regalo che posso ricevere, e condividere la conoscenza è una cosa talmente preziosa che non posso che ringraziare Dario per ciò che scrive… ce lo siamo detti anche via mail che tanto facciamo strade talmente diverse e parallele che non riusciremo mai neanche a scontrarci! alla fine anche i binari corrono paralleli e non si incontrano mai, ma finiscono tutti e due nello stesso posto ;-)
21 gennaio 2010 alle 13:57
manca la new entry http://www.valorealimentare.it/ attenzione: ogni mio clic a questo nuovo blog ti fischeranno le orecchie perché è stata l’occasione in cui ci siamo conosciute!
;)
17 giugno 2010 alle 13:11
Grazie. Grazie del tono e del contenuto, davvero. é riposante, è come vorrei che sempre fosse nei blog e fuori dai blog.