Il vino biodinamico

Un altro affascinante intervento di Bruno che stavolta ci accompagna nei campi con Rudolf Steiner… quest’argomento mi è particolarmente caro :-)


L’agricoltura biodinamica viene definita nelle sue linee essenziali nel 1924 da Rudolf Steiner – un filosofo austriaco di cultura straordinaria e di grandissima personalità.

ilvinobiodinamico Il vino biodinamico

Egli era stato interpellato da un gruppo di agricoltori tedeschi affinché suggerisse loro una risposta concreta ai problemi che l’introduzione della chimica in agricoltura stava creando già allora (cioè sin dall’inizio!) alle loro terre.
Personaggio stravagante, “spiritualista”, “idealista” (è stato uno dei più accaniti detrattori del Positivismo), e simpatizzante di dottrine esoteriche, Steiner suggerisce loro quel complesso di pratiche agricole cui ancora oggi diamo il nome, appunto, di “biodinamica”.

Almeno un paio di queste sono famose: riempire di letame il corno di una vacca (vacca che deve avere figliato almeno una volta) e sotterrarlo in luogo adeguato verso la fine dell’estate. Una volta dissotterrato (nel periodo pasquale) il letame contenuto nel corno (il famoso “cornoletame”) sarà diventato humus allo stato puro. Questo sarà conservato in luogo fresco per tutta la primavera fino al momento in cui verrà miscelato (“dinamizzato”) in acqua tiepida (di sorgente o di pozzo) e vaporizzato sul campo agricolo con l’ausilio di una pompa a spalla. Questa operazione garantirà la fertilità del terreno.

Steiner inoltre suggerisce loro di pestare cristalli di quarzo bianco con mortaio e setaccio; la polvere finissima che ne avremo ottenuto verrà inumidita per fare un pastone e inserita nel solito corno di mucca (“cornosilice”). Questo sarà interrato nel periodo di Pasqua.
Al momento giusto, il corno sarà dissotterrato, la polvere bianca sarà mescolata all’acqua – “dinamizzandola” per circa un’ora – e distribuita al mattino presto sulle piante. Questa operazione scatenerà tutti gli effetti benefici che la luce solare provoca solitamente sulle piante.

Ebbene, con questi e tanti altri (apparentemente) bizzarri consigli Rudolf Steiner ottiene un tale successo tra gli agricoltori di cui sopra che ancora oggi i loro i discepoli ne fanno tesoro – da una parte all’altra del mondo.
E fanno bene!
Perché se anche sulla reale “efficacia” di queste pratiche agricole permane il mistero (dal punto di vista scientifico), sotterrare nel campo un corno di vacca pieno di merda è sempre meglio che bombardare la terra con fertilizzanti sintetici!

Ben venga dunque l’agricoltura biodinamica (che poi in sostanza non è troppo differente da quella biologica), anche se i vini biodinamici non a tutti piacciono. Un conto infatti è la produzione di un’uva biodinamica, e un conto è la trasformazione della stessa in vino.

Nella stragrande maggioranza dei casi chi pratica la biodinamica non seleziona i lieviti necessari a far partire la fermentazione del mosto (lieviti autoctoni dunque, e fermentazioni spontanee); non ne tengono sotto controllo la temperatura; non utilizzano la solforosa; non chiarificano; non filtrano, non fanno (quasi) nulla. Il risultato è che i loro vini sembrano sempre mezzi “ossidati” – soprattutto i bianchi, sia nei profumi che nel colore (quasi sempre dorato).

D’altra parte però, stiamo parlando di prodotti assolutamente “genuini” e che – proprio in ragione della loro “spontaneità” – sanno rappresentare al meglio le caratteristiche tipiche del luogo geografico di provenienza – quello che i francesi chiamano Terroir (Territorio), e che anche per noi dovrebbe rappresentare un valore fondamentale.

Chiudo con un brevissimo rimando alla normativa: nei disciplinari internazionali di Demeter, (l’associazione per l’agricoltura biodinamica) non ci sono espliciti riferimenti alla vinificazione, e l’unico controllo possibile è quello sulle uve – che devono essere prodotte secondo le tecniche dell’agricoltura biodinamica.
La dicitura ammessa in etichetta infatti è vino prodotto con “uve provenienti da agricoltura biodinamica”.

Si riprone dunque nel vino biodinamico la stessa “approssimazione” normativa che abbiamo incontrato sul vino biologico – a scapito, ovviamente, della trasparenza e dell’informazione dovute ai consumatori.

qualche link interessante:
viticoltura biodinamica
demeter italia
Rudolf Steiner

5 Commenti a “Il vino biodinamico”

  1. Cucinella Scrive:

    Caspita! Scopro solo ora che lo Steiner di cui si parla è lo stesso delle famose “scuole steineriane per l’infanzia” e che questo grande pensatore è anche il curatore degli scritti scientifici di Goethe, nonchè promotore dell’achitettura “vivente” ed è stato d’ispirazione (con la sua nuova teosofia) niente meno che di Kandinsky!!!! 8-/
    …Certo il corno con sterco di mucca sembrerà un po’ bizzarro, ma mi sembra che la competenza filosofico-matematico-architettonico-scientifica di questo signore non lasci alcun dubbio.

  2. izn Scrive:

    @cucinella: eh sì… io intanto sono già andata qualche mese fa a visitare l’asilo steineriano dove probabilmente porterò la mia piccolina quando sarà il momento :-)
    Rudolf Steiner per quanto mi riguarda era un genio, per cui se dice che bisogna seppellire un corno pieno di sterco, ebbene, allora sarà vero, per quanto bizzarro, io mi fido (anzi mi sa che cerco un bel corno per il patio che le ortensie le vedo sofferenti…)

  3. Barbara Scrive:

    Ciao! Grazie Izn per aver pubblicato l’articolo sul vino biodinamico! il mio desiderio è stato esaudito! Grazie soprattutto a Bruno per aver descritto i segreti del Biovino!
    a presto
    Barbara

  4. izn Scrive:

    @barbara: ma ciao a te! adesso resta solo da provarlo, questo vino “mezzo ossidato”. Sono curioserrima di provarlo o_O

  5. evelyne Scrive:

    mi sono letta tutta d’un fiato tutto quello che è stato pubblicato fino ad oggi, questa rubrica è utilissima!! tra l’altro il vino bio è veramente difficile.. da una parte perché fino ad oggi si trovavano solo dei vini scarsi, dall’altra perché nella grande distribuzione troviamo principalmente proprio questi… per cui avvicinarsi a questo mondo è davvero complesso!
    anche con il mio gas adesso siamo finalmente riusciti a trovare degli ottimi produttori locali e, devo dire, che ho rivisto tutte le mie posizioni sul vino bio! questa rubrica mi ha aiutato a comprendere meglio tutta la questione, grazie quindi ad entrambi per tutte le preziosissime informazioni!
    e infine sì, concordo moltissimo con la frase “sotterrare nel campo un corno di vacca pieno di merda è sempre meglio che bombardare la terra con fertilizzanti sintetici!”, perché anche io ho dei grossi punti interrogativi in testa rispetto alle pratiche del biodinamico… ma i prodotti sono ottimi e senza schifezze!!

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