La questione dei minerali
E lo sapevo che a parlare dell’acqua avrei scatenato un putiferio, però pensavo che avrei avuto almeno il tempo per racimolare le idee per bene prima di scrivere il nuovo post.

Già nella sola presentazione della rubrica ci sono state un sacco di domande nei commenti, a molte delle quali però abbiamo preferito non rispondere, per evitare di incorrere nella confusione dalla quale stiamo invece cercando di tirarci fuori.
È molto più facile rispondere raccontandovi quello che sto studiando e scoprendo giorno per giorno, si sa mai che confrontandoci riusciamo a capirci qualcosa insieme.
Per quanto riguarda i commenti chiedo quindi a chi avrà delle curiosità specifiche di rimanere nel campo che tratteremo articolo per articolo (nel caso in questione i minerali presenti nell’acqua) in modo che anche per noi sia più facile fare chiarezza, un passo alla volta.
Premetto anche (per i pochi che non lo sanno o per chi magari capitasse qui per caso), che il pasto nudo non ha alcuna velleità scientifica, ma è solo il diario di bordo della mia famiglia, e un racconto di come noi abbiamo deciso di affrontare determinati problemi nel campo dell’alimentazione.
Passiamo al punto.
Non so se vi è capitato di venire a contatto con la diàtriba sul tipo di acqua che andrebbe bevuta, in sintesi potrebbe essere definita minerali sì-minerali no.
Per semplificarla provo a esporvi il pensiero delle due fazioni principali, chiamiamole A e B. Non dovete far altro che fingere insieme a me di essere invisibili, e assistere alla loro litigata-standard; alla fine ognuno ne trarrà le sue conclusioni, e io vi dirò quali sono le mie per adesso.
A: bisogna bere acqua minimamente mineralizzata, con un bassissimo residuo fisso, come ad esempio la Lauretana, la Plose, la Sant’Anna (…altri cinque o sei tipi di acqua).
B: sei pazzoooo! l’acqua senza minerali impoverisce l’organismo: il corpo ha bisogno dei minerali. A meno che non si abbiano particolari patologie bisogna bere acqua mediamente minerale.
A: sì vabbè, è vero che i minerali (cioè i metalli) sono indispensabili per l’organismo, ma i minerali in natura sono inorganici, per cui quelli disciolti nell’acqua, a parte pochissime eccezioni (comunque in discussione), non possono essere assorbiti dal nostro organismo.
Perché l’organismo possa assorbire i minerali questi devono essere solubilizzati (quando lo sono vengono chiamati anche minerali organici o oragnicati), cosa che avviene solo se sono stati filtrati dalle piante, che attraverso la fotosintesi clorofilliana operano questa trasformazione.
Ad ogni modo se mangiamo frutta e verdura e seguiamo una dieta equilibrata assumiamo tutti i minerali che ci servono, non c’è bisogno di prenderli dall’acqua (cosa possibile ma molto poco raccomandabile).
B: gné, gné, gné, appunto, “possibile”. Il nostro organismo infatti volendo è perfettamente in grado di assumere minerali non solubilizzati, ad esempio il fegato può secernere delle sostanze acide che fanno in modo di metabolizzare i minerali che sono disciolti nell’acqua.
A: Eccerto, però gli organi suddetti non è che stanno lì per secernere acidi che metabolizzano minerali; se glielo possiamo evitare saranno ben contenti di conservare le loro energie per fare quello che sono preposti a fare in condizioni di normalità. Oltretutto questo discorso vale per piccole quantità di minerali inorganici; quando la cosa diventa quotidiana non se ne esce puliti, di questo puoi essere sicuro.
Ops, è arrivato C, e mo’ che vuole pure questo?
C: e basta con tutte ’ste storie, l’acqua del rubinetto è ottima, lo dice anche l’Oms, i comuni, tutti. Se volete spendere soldi e inquinare fate pure, io mi bevo l’acqua del sindaco.
A e B: (in coro) coooooosaaaaaaaaa!!! Sarà ottima (mah) all’acquedotto, ma dopo essere passata nei tubi di amianto, piombo e chi più ne ha più ne metta e aver raccolto tutti i batteri del mondo nei punti nei quali i tubi perdono, quello che esce dal rubinetto meglio che tu non lo sappia.
C: ma… ma… sì ma c’è il cloro che disinfetta. E non mi venite a dire che fa male o che ha un cattivo odore/sapore, perché basta lasciar riposare l’acqua cinque minuti che è bello e evaporato.
A e B: (a turno, tipo qui quo qua) Sì, certo, i batteri li ammazzerà pure, ma lo sapevi che sostanze organiche naturali come la frutta e la verdura formano pericolosi composti clorurati cancerogeni (che possono danneggiare seriamente anche la tiroide) simili ai famigerati trialometani, quando si combinano con l’acqua trattata con il cloro? intanto leggiti questo e questo, và, così ti viene qualche dubbio.
A questo punto mi allontanerei un attimo per fare due chiacchiere, e raccontarvi quello che mi ha spiegato Roberto.
Prima di tutto, qualcuno forse vorrebbe sapere per quale motivo nell’acqua non c’è solo… acqua, ma anche minerali (e molte altre cose, ma di questo ne parleremo in seguito).
Come molti di voi sapranno, l’acqua che ci piove in testa parte totalmente pura; poi attraversa l’atmosfera, e già lì comincia a “calamitare” quello che trova (per via della molecola di idrogeno l’acqua attira naturalmente e si lega a tutto ciò che incontra nel suo cammino); ad un certo punto filtra nel terreno, e attrae a sé i minerali *inorganici*. Le piante assorbono quest’acqua dalle radici, attraverso la fotosintesi si nutrono di questi minerali inorganici e li trasformano in minerali organicati, che noi (e gli animali dei quali eventualmente ci nutriamo) possiamo assimilare tranquillamente, e dei quali anzi abbiamo un gran bisogno.
Se invece beviamo semplicemente dell’acqua che ha dei minerali inorganici (cioè l’acqua più o meno minerale) non siamo in grado di assimilare questi ultimi (che in finale sono metalli: arsenico, fluoro, calcio, etc etc), o meglio possiamo anche al limite assimilarli in piccola parte (con uno sforzo ingente da parte del nostro organismo); tutto il resto viene accumulato un po’ dappertutto dentro di noi, causando nel tempo una quantità di problemi fisici, alcuni anche molto gravi).
Al contrario, un’acqua che ha pochissimi minerali pulisce il nostro organismo da quelli che già ci sono (sempre grazie alle sue proprietà attrattive) portandoli via con sé quando la espelliamo.
Come si fa a capire quanto un’acqua è carica o meno di minerali? Basta guardare il valore di residuo fisso, che viene misurato portando l’acqua a una temperatura di 180°C (tutto quello che non evapora è appunto il residuo fisso); più questo valore è basso, meno minerali ci sono, più pura è l’acqua.
Normalmente se il residuo fisso è sotto i 50 milligrammi per litro l’acqua è ottima.
Nell’acqua delle città italiane in genere il residuo fisso varia tra i 250 e i 500 milligrammi per litro. In alta montagna invece in genere è sotto la soglia dei 50 milligrammi suddetti.
Per legge in Italia il residuo fisso è consentito fino ai 1500 milligrammi per litro.
Non lo so. Voglio dire, questa sarebbe un’altra informazione che dovrei andare a riporre nel baule (ormai straripante) delle cose “ma come mai non lo sapevo?!!”.
Aggiungo che in rete troverete tutto e il contrario di tutto sui minerali. Ho una lista di link lunga una quaresima, che non vi allegherò (ma potete chiederli a Roberto, che vi fornirà quei pochi che lui giudica attendibili), perché sarebbero parte di quel cicaleccio che ci ha raccontato Eco, e di cui vi ho parlato nell’ultimo post.
Per i dubbi, le domande, i “ma io ho letto questo” e “qui c’è scritto quello, che per inciso è esattamente il contrario di quello che hai detto tu”, chiedete tutto a Roberto, che sta qui per questo. Io mi siedo qui sul trespolo, con una bella tisana senza minerali inorganici (per adesso) e mi godo la conversazione :-)
Aggiornamenti:
27 luglio 2010:
Come non detto! per i dubbi, etc (leggete sopra) chiedete tutto a *me* (che domanderò a mia volta a Roberto e ad altri esperti che sto contattando), che cercherò di rispondere compatibilmente con le mie conoscenze (e non mi fate domande troppo tecniche che non sono capace).
Motivo: Roberto sta aprendo un blog suo (tra oggi e domani vi aggiungo il link) perché aveva un sacco di cose da dire e il pasto nudo gli stava diventando stretto o_O Da non crederciiiii!
Scherzo, sono molto contenta per lui e gli faccio i miei migliori auguri per il nuovo blog :-))
Altre chiacchiere e altri pareri sui minerali, in giro per la blogosfera:
Senza di lei non esisteremmo neanche: l’acqua



13 luglio 2010 alle 08:55
Ma il fluoro nell’acqua, c’è o non c’è?
E’ vero che nell’acqua di rete ce lo aggiungono (l’ho sentito dire da fonti diverse nella mia vita, che è un elemento utilizzato per controllare le masse, perchè annulla la volontà del singolo..a qualcuno risulta?!) In ogni caso al di là del “potere psicologico” diciamo così, il fluoro fa bene o male? E’ da integrare per il benessere di denti ed ossa come i medici consigliano da sempre (ricordo nell’ora di ginnastica la pasticchina di fluoro che ci facevano ingoiare a scuola), o è da rifuggire come la morte, e quindi evitarlo sia non bevendo acqua di rete, sia da evitare nel dentifricio ? Commento un pò buffo lo so, non volevo divagare, se qualcuno ha voglia di confrontarsi sull’argomento..
13 luglio 2010 alle 09:21
Ho deciso di tenermene fuori, dalla faccenda acqua, e di fare come quei filosofi greci che praticavano l´epoché, la sospensione del giudizio. Non ho abbastanza informazioni. Per me l´acqua é l´elemento piú affascinante e complesso che ci sia in natura. Ci sono delle regole valide per tutti? Beh, l´acqua se ne frega, e non si fa problemi a fare eccezione. Quando ho chiesto al fisico teorico perché non si metteva a studiare il funzionamento dei medicinali omeopatici, lui candidamente mi ha risposto che “ha a che fare con la memoria dell´acqua, e per lui é troppo complicato” (non l´avevo mai sentito dire che qualcosa era troppo complicato ;-)).
Spero, quidni, che questa rubrica contribuisca a chiarirmi un poco le cose. prima domanda, proprio da stupida: ma il potassio ed il magnesio sono minerali? Penso al Gatorade (quello fatto in casa dalla Izn, eh, mica altro…) e a tutte le bevande per reintegrare i minerali. Se con l´acqua non le assorbiamo, che si bevono a fa´?
13 luglio 2010 alle 10:46
La questione scientifica è davvero interessante. A me viene da pensare all’impatto sociale invece (ecco, in questa prima parte sono fuori tema, scusate).
Potrebbe essere che bere l’acqua del rubinetto, a km 0, nonostante tutto e a meno di problemi fisiologici particolari, possa compensare molte questioni?
Mi riferisco al trasporto di casse d’acqua fino ai nostri supermercati; trasporto che implica inquinamento dell’aria, produzione di bottiglie di plastica e/o vetro, smaltimento e, si spera, recupero delle stesse (cmq processi che necessitano di energia). Quindi devono esistere aziende, combustibili fossili, traffico, auto coi bagagliai capienti (chè mica uno ci va in bici a comprare l’acqua), roba così insomma che al pianeta non piace. Mi viene da pensare, magari uno beve acqua che all’organismo fa bene, ma poi si cucca tutti gli effetti negativi della gestione di quell’acqua. Compensa?
Poi mi viene da pensare anche alle differenze geografiche e forse questo che dico era più valido quando la mobilità era limitata: forse che ogni gruppo, popolazione, aveva caratteristiche tali da metabolizzare al meglio i minerali dell’acqua del posto in cui stava?
Poi, invece di cercare l’acqua perfetta, non conviene unirci (come durante la campagna Acqua pubblica) e fare pressione perchè si manutenga con efficacia la rete idrica e si agisca in qualche modo sull’acqua che il nostro territorio ci offre?
13 luglio 2010 alle 13:02
La prima volta che ho sentito discussioni sull’acqua era in Germania e ho pensato che i tedesci sono pesanti e puntigliosi e che solo loro potevano trovare nei tipi d’acqua un’argomento di discussione…poi ho cominciato a cambiare idea in merito e mi sono comprata la Brita e speravo di aver risolto il problema. Questi tuoi interventi sull’acqua mi destabilizzano e mi costringono a vincere la pigrizia e rimettermi a studiare!
13 luglio 2010 alle 15:10
Ho sentito Roberto che mi ha detto che ha letto da fuori i vostri commenti e che vi risponderà in serata. Intanto non posso trattenermi dal dire anch’io la miaaaaa! E non ci riesco a star zitta, sarà la napoletanità! Mi è entrata nel sangue insieme a tutta la mozzarella di bufala che ho mangiato da piccola (yum) :-)
@sabrina: Il tuo commento non è buffo per niente, anzi!
Da quel che so io il fluoro in molte zone c’è, ad esempio a Formello, dove abito io, ce l’hanno trovato eccome (uno dei motivi per cui abbiamo deciso per l’osmosi inversa, che è l’unica in grado di filtrarlo). E mi sa che anche in molte acqua minerali, tanto è vero che da poco le suddette si sono dovute adeguare alle direttive europee e metterne l’indicazione in bottiglia, ma su questo Roberto saprà essere *molto* più preciso di me.
E che faccia male, anche su questo credo non ci sia dubbio. Voglio dire, ovviamente immagino che la nocività di qualsiasi cosa dipenda dalle dosi, ma se si mormora che Hitler l’abbia messo nell’acqua dei Polacchi e la Thatcher in quella degli irlandesi un motivo ci sarà… in particolare il fluoro se non sbaglio si accumula nel cervello, modificandone in peggio la resa (malessere, assenza di iniziativa, inattività… ops, stessi sintomi di *certa* televisione, notato?).
@claudia: da quel che dice Roberto la questione sarebbe semplicissima, la complicazione sta unicamente nel casino che è stato fatto appunto allo scopo di confondere le… acque (eh eh, perdonamela, non ho resistito).
La memoria dell’acqua è affascinantissima, ma non tocco l’argomento perché mi sa che pure qui partiamo a razzo per la tangente. Ma prima o poi ne parleremo, prometto!
Per quanto riguarda il potassio e il magnesio, rispondo a naso (tu lo sai, ma eventualmente qualcuno stesse leggendo lo ripeto per la 398434985643 volta: non ho alcun titolo scientificoooo): se i suddetti sono stati aggiunti in forma inorganica non sono assimilabili, per cui assolutamente inutili e anzi dannosi perché l’organismo deve fare uno sforzo titanico per utilizzarli (in parte, e inevitabilmente il resto viene accumulato causando danni).
Eccettuate ovviamente situazioni limite come astronauti (che non è che si possono portare le cassette di verdura nello spazio) o, che ne so, eschimesi (ma forse loro li possono prendere dal pesce? O ci sarà un’alga che cresce nei pressi degli iceberg, che sintetizza i minerali?).
Per quanto invece riguarda il gatorade naturale di cui ho parlato qui sul pasto nudo, i minerali in quel caso sono assolutamente organicati, quindi assimilabili, perché provengono dalla frutta e dal miele (c’era anche il miele, vero? Uff… senza i libroni sono perduta).
@raffaella: sì, infatti questo è stato un altro motivo per la scelta che abbiamo fatto di non acquistare più l’acqua. Bere l’acqua del rubinetto è sicuramente una scelta molto ma molto ma molto più ecologica e ogni volta che tornavamo dal supermercato con le casse di sant’anna avevo dei sensi di colpa allucinanti, per non dire quando riempivo il contenitore della plastica (incredibilmente a formello c’è una meravigliosa raccolta differenziata porta a porta) che è sempre strapieno di bottiglie (so che sto per dire una cosa allucinante, ma io usavo l’acqua di bottiglia anche per cucinare).
Il problema però è che l’accumulo di minerali se ho ben capito non è che provochi solo un mal di testa passeggero o un senso generico di spossatezza, ma proprio che ti fa ammalare di cose serie nel tempo. E sottolineo nel tempo, per accumulo, perché questa variabile secondo me è quella che ti fa perdere di vista *cosa* può aver causato una malattia o un’altra. E quindi se si possono avere tutte due le cose, cioè non inquinare e star bene (che dovrebbero essere nei diritti fondamentali dell’individuo, non mi sembrano richieste folli), perché non tendere a quello?
Per le differenze geografiche sono assolutamente d’accordo con te, ma in questo Roberto sicuramente sarà più preciso. Per quanto riguarda invece la pressione perché si manutenga la rete idrica nel modo giusto io sono in prima linea, che si fa, dove si va?
Devo dirti però che sono molto pessimista, nel senso che penso che anche se si raggiungesse una legge per la quale l’acqua venisse depurata con sostanze diverse dal cloro (so che si può fare, solo che sarebbe molto costoso per lo stato), io non riuscirei a fidarmi della buona fede di chi ci governa. Lo so non è bello. Ma alla luce degli avvenimenti di adess… di sempre, come ci si può fidare di ciò che viene dall’alto??? Io non ci riesco. Vorrei, ma non posso.
@VmnP: Ma sai la cosa assurda, che ho letto proprio ieri su D un trafiletto pseudo pubblicitario su un nuovo tipo di Brita di design, tutte di plastica colorata (belle sono belle, parola di grafico), che recitava: L’acqua a km 0 (furbi per non dire un’altra cosa): (…) filtrando l’acqua del rubinetto la depura da calcare, cloro e metalli pesanti (…). Ho cominciato a ridere da sola sulla spiaggia. Sono veramente curiosissima di sapere che cosa pensa Roberto di questa pubblicità…
13 luglio 2010 alle 15:22
Ok ricevuto. Sono curiosa di capire! Grazie a te e a Roberto in anticipo.
13 luglio 2010 alle 17:24
io, allibita, leggo e apprendo.
:-)
grazie
13 luglio 2010 alle 20:58
Sono contento che troviate interessante l’argomento :-)
Come vedete era assolutamente necessario andare per gradi nell’esposizione, non volevo essere rigido o reticente :-/
Ritengo sia necessario però aggiungere alcuni concetti fondamentali al post di izn; cercherò di farlo più semplicemente possibile, anche se dovró essere un po’ tecnico per forza di cose.
Come sapete l’acqua ha un suo ciclo; precipita, filtra nel terreno, va al mare, evapora, forma le nuvole, e riprecipita.
Questo è possibile grazie alle caratteristiche della molecola dell’acqua (H2O), che è la più piccola di questo pianeta (è grande 2 milionesimi di mm).
Grazie a questo riesce ad evaporare, perché più leggera della molecola dell’aria, e quando raggiunge elevate altezze, diventa densa, grazie alle basse temperature, e poi precipita, e sempre grazie alle sue dimensioni, filtra il terreno etc etc…
Come potete arguire da questo discorso, l’acqua è sempre la stessa (ogni volta che evapora torna a essere pura); non è mai cambiata, da millenni è sempre lì, e lo sarà fino alla notte dei tempi.
Il problema quindi non è nell’acqua, ma nel pianeta Terra che è cambiato a causa dell’uomo.
Ovviamente l’acqua pura, cioe l’H2O, non esiste in natura, è solo nelle nuvole, ma noi non la beviamo, perché si trova troppo in alto ;-)
Quando scende tramite la pioggia, entra nel territorio, assume i minerali inorganici, e li dà alle piante, che tramite la foto sintesi clorofilliana, li trasformano in minerali organicati, e quindi assimilabili dagli animali, tra cui noi.
Qui sta il punto: ricordate questo dato; i minerali sono *tutti* inorganici, non esistono minerali organici in natura, lo diventano solo dopo l’azione delle piante su di loro, se no sono semplicemente inorganici, e non assimilabili.
Perché?!
I minerali non contengono l’atomo di carbonio, e senza di esso non è possibile assumere una valenza organica, perché il carbonio è l’elemento che permette la composizione delle cellule organiche.
Mi spiego.
L’acqua ha un ph con valore 7, cioè neutro. Per farla breve (e semplice), il ph è quello che stabilisce quanto una sostanza è in grado di sciogliere o meno un ‘altra sostanza. Questo viene fatto misurando la concentrazione di idrogeno, in quanto fortememente capace di sciogliere.
Mi fermo qui, perché di questo tratteremo nel prossimo post, sui parametri di potabilitá, di cui il ph fa parte.
Ad ogni modo, la scala del ph funziona così: 7 è neutro, e quindi in armonia, sotto 7 è acido, e quindi in grado di sciogliere, sopra è basico, e meno in grado di sciogliere.
L’acqua è neutra, pur avendo 2 atomi di idrogeno, perché l’idrogeno è in grado di attaccarsi solo ad un altro elemento, e l’ossigeno a due. Quindi l’azione solubile dell’idrogeno è annullata dall’ossigeno: quel punto è giá occupato.
Quando l’acqua precipita sulla terra incorpora l’acido carbonico, presente nell’aria, che è acido.
Questo abbassa il ph dell’acqua, che a questo punto è acida e quindi in grado di sciogliere.
In questa condizione penetra nel terreno, assumendo i minerali. Questa azione si chiama solubilizzazione.
A questo punto le piante prendono i minerali dall’acqua, e li rendono organicati tramite il processo di cui sopra.
Chi ha fatto il lavoro, lo ha fatto molto bene, non ha trascurato nulla :-)
Torniamo ai minerali.
Perché è il carbonio che fa il lavoro?
Come vi ho detto, l’acqua scendendo assume acido carbonico, che è sempre carbonio in qualche modo, o meglio, è il carbonio che assume l’acqua.
Questo accade perché l’atomo di carbonio è quadrivalente, cioè in grado di agganciare 4 molecole, e formare quindi atomi cosiddetti lunghi, come le cellule umane e in particolare il dna.
A questo punto si aggancia a idrogeno, ossigeno e azoto, sostanze assolutamente necessarie per la formazione delle cellule, e senza le quali non si potrebbe vivere.
I minerali non hanno questo atomo. Semplice.
Ora, esistono due tipi di esseri viventi: autotrofi ed eutotrofi.
I primi sono in grado di trasformare sostanze inorganiche in organiche, e sono piante, muschio etc.
I secondi no, li devono assumere da altri esseri viventi, e in questo secondo gruppo ci sono animali e uomini.
Ed ecco la domanda topica.
Se faccio una sintesi, e attacco il carbonio al minerale (come viene fatto per integratori etc), quest’ultimo diventa organicato?
NO!!! Perché?
In qualche misura lo diventa, ma il fatto è che aggiungere il carbonio non basta; la fotosintesi è un processo molto più lungo, nel quale la temperatura e tante altre variabili rivestono un ruolo importante. Per ottenere il risultato voluto, bisognerebbe riprodurre lo stesso procedimento, ma a questo punto che senso avrebbe, visto che c’è già? E poi costerebbe troppo.
Naturalmente, se un chimico analizza la composizione di un minerale organicato e di uno trasformato in laboratorio, vi dirà immancabilmente che sono uguali; ovvio, il minerale mica cambia, rimane sempre quello, ma è il processo di trasformazione ad essere completamente diverso.
È come dire, se fate un caffè con la moka, e uno con la macchina del caffè, otterrete due caffè molto diversi, ma la composizione sarà identica.
Ecco perché non è possibile creare sinteticamente un minerale organicato; questa cosa la può fare solo la pianta.
Per arrivare a comprendere questo fatto, sono stati svolti test su animali; alcuni mangiavano minerali organicati, e altri quelli creati in laboratorio. Entrambi li assimilavano, ma poi quelli organicati, in questo caso il ferro, si legavano all’emoglobina, gli altri no; ecco il punto: entrano, ma non si legano, e quindi si depositano.
Inoltre questi elementi accumulandosi, diventano sempre di più, e creano un altro danno; depositandosi, cambiano lo stato dei liquidi nel corpo, e creano problemi per le reazioni chimiche al suo interno, interagendo con altre sostanze.
Insomma, se non ci sono è meglio. :-)
Bisogna anche dire che i minerali rappresentano il 6% del peso corporeo, e la maggior parte si trova nelle ossa e nei denti; il fabbisogno è quindi scarsissimo. Il cibo ne contiene così tanti, che la metà di ciò che mangiamo basterebbe e avanzerebbe. Ad esempio, una spremuta d’arancia contiene i minerali contenuti in 120 litri d’acqua. Adesso, sostenendo per assurdo che i minerali inorganici fossero assimilabili (e non lo sono); MA QUANTO VOLETE BERE??!!! :-D
Torniamo all’acqua.
Vi ho spiegato che l’acqua si lega all’acido carbonico diventando così acida e in grado di sciogliere minerali dal territori. Potete immaginare la quantità di anidride carbonica che l’essere umano ha immesso nell’atmosfera dal secolo scorso ad oggi. Un enormità. E in pianura, in prossimità delle città e dei centri abitati, la situazione è anche molto peggiore.
Quando l’acqua scende, si carica molto di acido carbonico, e questo la rende eccessivamente aggressiva, e fa sì che attragga troppi minerali, cosa che non succederebbe se l’atmosfera non fosse inquinata.
Ecco perché in montagna l’acqua è pura: nell’aria non c’è anidride carbonica.
Certo, in passato, in pianura l’acqua era un po’ più pura, perche c’erano più piante e foreste, e l’acqua di valle era sicuramente più carica di un’acqua di montagna, ma andava bene lo stesso, cosa che non è più.
Ed ecco anche perché l’acqua di rubinetto non va assolutamente bene; e non è vero che si sporca nelle tubature, è già sporca quando entra, e peggiora durante il percorso.
I limiti di potabilità esistono per stabilire quanto è tollerabile o meno il tale o talaltro elemento; questo vuol dire solo che in quella misura il corpo lo sopporta, ma da qui a dire che fa bene, ce ne passa.
Bene, spero di avere dato una spiegazione esaustiva e non troppo complicata, ma se avete necessità di chiarimenti, chiedete!
Passo alle risposte.
@Sabrina: sì, il fluoro fa male, danneggia le cellule cerebrali. Giusto perché tu lo sappia, Hitler lo usava con gli ebrei, e la Thatcher con gli iralandesi del nord. Chiediti perché…
@Claudia: ahahaha, tienitene fuori, ma leggi, e vedrai che alla fine non è così complicato. È solo che sono stati messi in giro così tanti dati falsi, che alla fine è difficile trovare quelli veri. E non sono quelli veri ad essere complicati, ma quelli falsi. Basta capire le basi e i concetti, e poi è tutto semplice; per cui segui, e chiedi.
@Raffaella: credo di aver risposto alla tua domanda nella spiegazione. Comunque sempre meglio acque minerali che acqua di rete, per il semplice fatto che la rete necessita di quantità industriali di acqua, e per forza di cose la prende da falde superficiali, che ormai sono inquinate e tanto. Se non altro nelle acque minerali (non in tutte, ma in molte) alcune cose non ci sono, o ci sono di meno. In quella di rete c’è un mondo :-/
@VmnP: ahahahaaha, no, non erano folli i tedeschi, ed è noto che in materia di ambiente sono anni luce avanti. Ma il problema è un altro… in Italia il business delle minerali è gigantesco.
La Brita non toglie nessun minerale all’interno, ne trasforma alcuni, ma in cosa, meglio lasciar stare :-)
Ma persino la Brita è meglio dell’acqua in entrata.
14 luglio 2010 alle 09:03
molto interessante, complimenti, soprattutto questa storia dei minerali organici e inorganici mi chiarisce il perchè anche di cose che non riguardano solo l’acqua, io pur non avendo approfondito l’argomento più di tanto ho da alcuni anni un depuratore ad osmosi inversa, credo che alla fine tutto sommato si risparmi pure
14 luglio 2010 alle 10:14
Bene, grazie Roberto. Si hai risposto, non avevo pensato a quanto l’acqua può essere più aggressiva a causa dell’innaturale aumento di anidride carbonica nell’aria….bastava comunque pensare alle schifezze che già sono nei terreni drenati da quell’acqua! Ma gli acquedotti che fanno? Non controllano? Non tolgono le schifezze? Grazie ancora.
14 luglio 2010 alle 12:48
andiamo bene. da me danno acqua del rubientto anche all’asilo. :-(
14 luglio 2010 alle 14:10
Quindi il magnesio carbonato che si da in erboristeria come integratore alimentare per esempio.. non si assimila perchè è di sintesi?!?!
14 luglio 2010 alle 14:15
Altra domanda, scusate (adesso ve la siete cercata, con tutte queste cose interessanti!!), se uno per caso fosse intossicato da fluoro, giusto perchè non l’ha mai evitato, e quindi lo assimila da molto tramite dentrifricio e acqua del rubinetto, secondo quello che c’è scritto nel post.. dovrebbe essere depositato nell’organismo, e per eliminarlo bisogna bere un’acqua con poco residuo fisso? Ho capito bene?
14 luglio 2010 alle 16:58
Discussione molto interessante.
Io sinceramente ho sempre bevuto l’acqua del sindaco (hi hi hi) più che altro perchè trovo “innaturale” (e un po’ incivile) vendere l’acqua nelle bottiglie di plastica.
Poi tutto il resto, come si dice a casa mia, sono tutti anticorpi?!
Sono curiosa di vedere ocme va avanti la discussione, e voglio prorpio sentire cosa ha da dire “C”.
15 luglio 2010 alle 01:36
Ciao Roberto. Non sarebbe più semplice dire che esistono minerali inorganici (non assimilabili dall’uomo), e minerali organicati (assimilabili dall’uomo) che sono il frutto della trasformazione dei minerali inorganici, da parte delle piante?
Quando dici che non esistono minerali organici il mio cervello entra in conflitto, nel senso che se è pur vero che sono frutto della trasformazione dei sali inorganici non significa che non esistano.
Capisci cosa intendo?O in quello che dici tu c’è forse una sottile differenza che non ho colto? :)
Non ho capito un’altra cosa. I minerali inorganici vengono trasformati dalle piante, anche grazie al carbonio(?). Ma se si aggiunge carbonio ad un minerale quest’ultimo non cambia la sua composizione?Non si dovrebbe quindi vedere una differenza a livello chimico?
Spero di non aver detto assurdità!?
Cmq ho la scusante dell’orario!
Ciao Grazie
15 luglio 2010 alle 12:03
Ma allora tutte quelle pasticche di ferro che i medici amano tanto prescrivere quando nelle analisi risulta bassa la sideremia non servono?
Per me sono sempre state difficili da digerire ma allora, forse, era “solo” la fatica che faceva il mio organismo per trasformare quel ferro in materiale utilizzabile?
15 luglio 2010 alle 13:22
@Maria: scusa se mi intrometto ma anche a me quelle pasticche spaccavano solo il fegato. Su consiglio medico le ho smesse ed ho assunto un rimedio omeopatico che, stimolando il mio corpo ad una qualche reazione di auto-guarigione, mi ha riportato immediatamente a livelli normali. Comunque, il rimedio omeopatico era un minerale…;-)
15 luglio 2010 alle 13:22
PS. volevo scrivere “spaccavano solo lo stomaco”
15 luglio 2010 alle 14:26
@Stella di sale: grazie mille :-) io qui sarei di parte, ma ovviamente ce l’ho anch’io :-D comunque usalo!
@Raffaella: sono contento di essere riuscito a spiegarti.
A questo proposito ti posso aggiungere un dato interessante: se prendi una minerale qualsiasi, che so, levissima, e guardi l’etichetta, naturale o gasata, noterai che il ph è lo stesso.
Questo perché la legge prescrive che su tutti e due i tipi di acqua va inserita solo l’analisi dell’acqua naturale, altrimenti il ph sarebbe completamente diverso.
Nel caso della Levissima quindi compare il valore 7.8; ovviamente in realtà il ph di quella gasata è molto più basso.
Nonostante questo il residuo fisso è sempre 76; questo perché è addizionata dopo e quindi non assume ulteriori minerali. Nella bottiglia non ci sono :-)
Se però guardi l’etichetta di acque come la Ferrarelle, la Lete, l’Uliveto, acque effervescenti naturali, e quindi con anidride carbonica presa nel terreno allo stato libero, noterai che hanno residui fissi altissimi. Questo perché c’è anidride carbonica (poi stranamente possono mettere in etichetta un ph basso, ma senza scrivere che è tale per l’azione dell’anidride e quindi falsato).
Gli acquedotti fanno veramente poco, ne parleremo nell’articolo sull’acqua potabile. Comunque per risponderti, l’acquedotto solitamente prende l’acqua e la fa passare attraverso letti di sabbia, e poi a volte carboni attivi, la fa decantare e poi la clora; sostanzialmente la fa entrare entro i limiti. In pratica però questo trattamento non può nulla contro alcune sostanze, perché troppo piccole per essere trattenute; solo l’osmosi le toglie, ma sarebbe troppo costoso.
Ad ogni modo il problema non è l’acquedotto, ma l’inquinamento, che ha deteriorato l’acqua a livello disumano. Molto tempo fa le cose non stavano così, e quelle azioni erano sufficienti per lo stato delle cose.
A questo proposito ti faccio un esempio. Fino ad un anno fa il parametro legale dell’arsenico perché l’acqua fosse potabile era 10, adesso è 50.
Che senso avrebbe togliere la potabilità a tantissimi posti? Ecco cosa fanno: alzano i parametri per legge, punto.
@Cembolina: io ho molti clienti negli asili… non sono cattivi, solo che proprio non lo sanno, e poi è una questione di costi in quel caso. Stai tranquilla, i bambini hanno grandi risorse per depurarsi, l’importante è che vengano a contatto con meno inquinanti *possibile*.
@Sabrina: gli assoluti non esistono, quello che ho scritto è un discorso generale. Esempio: le vitamine naturali sono 10 volte meglio delle sintetizzate, ma se in natura non ce ne fossero più, meglio prendere quelle.
Il caso del magnesio carbonato è uno di quelli che meriterebbero un discorso (lungo) a parte.
Per quanto riguarda il fluoro volevo darti un dato. Il limite di potabilità dell’arsenico è 50, ed è abbastanza tossico, concordi? il limite del fluoro è 1,5… a te le conclusioni! :-)
Sì, se bevi acqua con basso residuo (tipo la sant’anna) aiuta moltissimo.
@Giulia: non è un problema di sindaco o no; se abiti a Cuneo, puoi bere tranquillamente acqua del rubinetto, il residuo è bassissimo. Il punto è dove abiti. Comunque, sempre meglio acque minerali, anche se sono d’accordo con te sull’inciviltà delle bottiglie di plastica.
@Alessandro: finalmente!!! devo dire che mi sei mancato!!! :-D
ciao, più tardi rispondo anche alla tua mail, così ti mando un po’ di dati in più.
Per quanto riguarda il tuo commento sui minerali hai ragione, quello che hai scritto è vero.
Il punto è che i minerali allo stato roccioso sono inorganici, poi quando entrano nelle piante non sono più gli stessi, e quindi organici.
Il fatto è che da questa affermazione sono nate, secondo me volutamente, definizioni falsate, come se i minerali fossero tutti assimilabili, invece non è così. Devono essere come dici tu organici, ma a quel punto non sono più gli stessi, sarebbe stato piu corretto chiamarli con un altro nome :-D
Ci sono minerali inorganici e organici.
Per quanto riguarda la differenza tra minerali organici e quelli ottenuti per sintesi, la trasformazione avviene tramite il carbonio, ma non è questa la sola variabile, è il processo di trasformazione che gioca un ruolo importantissimo.
La spiegazione alla tua domanda non è semplice. La differenza a livello composizione è quella, per cui se io metto la parte mancante e faccio un analisi, risulta esserci; poi è ovvio che c’è una differenza, e non minima, ma lì dipende dagli strumenti.
Tieni presente che di solito si usano reagenti, cioé si mette una sostanza e si osserva cosa succede. Se rileva la presenza, vuol dire che c’è. Poi sicuramente esistono strumenti più tecnici, per intenderci gli scienziati che hanno fatto la pecora Dolly, quella clonata, sta’ sicuro che li hanno, ma i normali laboratori non credo proprio.
Loro usano reagenti e stop. Il dio denaro gioca un ruolo sempre troppo importante, credimi, e i costi puoi immaginarli ;-P fatti sentire!
@Maria e Claudia: avete già risposto nel vostro commento. Se ingerite qualcosa e avvertite che il vostro organismo fa fatica, qualcosa di strano ci dovrà pur essere :-)
Non è che i minerali sintetizzati non aiutano. In piccola misura lo fanno, perché il corpo se non ne ha altri prende quelli che gli vengono dati.
Quello che volevo dire è che in uno stato normale, i minerali sono assolutamente a disposizione nei cibi, come dice Claudia, e sono assolutamente migliori.
Poi se uno ha dei problemi per non so quali motivi, allora i medici intervengono consigliando minerali, meglio quelli che niente. Il problema sta nel fatto che ormai questa pratica è diventata un’ abitudine, invece di un’emergenza, come in origine era.
Adesso praticamente i minerali sintetici hanno sostituito quelli normali, il che è assurdo. Ribadisco però che in alcuni casi specifici, come per esempio in quello del magnesio carbonato, possono aiutare, e molto.
Ma qui sul pasto nudo, nel campo del cibo, gli esperti siete voi :-)
Il discorso che io faccio è sull’acqua, la quale deve svolgere determinate funzioni, e che, se è carica di minerali, fatica a farlo.
15 luglio 2010 alle 14:50
maria, claudia, scusa izn la leggera divagazione ma visto che si parlava di ferro, il ferro di sintesi che vi propina il medico può dare gravi effetti collaterali e spesso non viene assimilato, mentre il ferro non di sintesi che si prende dal medico erborista, non solo è più efficace ma non ha effetti collaterali di nessun tipo, voglio dire che c’è una via di mezzo tra l’assumere minerali di sintesi e minerali negli alimenti, ci sono i medicinali non di sintesi… spesso non lo si sa o si crede che non siano efficaci ma non è vero
15 luglio 2010 alle 15:50
da queste parti si impara sempre qualcosa… e riguardo alla conversazione tra A, B e C-l’intruso…. direi che riassume perfettamente le varie teorie che si combattevano quotidianamente dentro di me grazie a tutta l’informazione, disinformazione e contro informazione che ci viene data da dottori illuminati e non, pubblicità, campagne e, infine, nostre personalissime rielaborazioni.
come molti altri ho risolto gli amletici dubbi andandomi a prendere l’acqua alla fonte… dovrebbe essere più sana rispetto a quella “del sindaco” e ricca di minerali organicati (definizione che mi è molto piaciuta!), sopratutto se viene sottoposta a controlli regolari come fanno fare alcuni sindaci illuminati (e/o illuministi?)…. o sbaglio?
e rispetto alla memoria dell’acqua, accennata da claudia, qualcuno ne sa qualcosa? a me sembrava tutta una storiella, ma vedo che qui se ne riparla e allora mi solletica la voglia di approfondimento…
15 luglio 2010 alle 16:57
@Stelladisale: hai perfettamente ragione, ma tieni conto che anche quelli sono di sintesi. La sintesi è il processo, poi dipende da che sintesi si effettua; si puo fare qualsiasi tipo di sintesi, anche riprodurre quasi la fotosintesi, dipende se si ha voglia di investire denaro. Nel caso di cui parli, quei prodotti sono riprodotti in un determinato modo, e quindi logicamente diventano organicati.
La variabile è il mercato; la fisica e la chimica in teoria, sono al servizio dell’uomo tramite la ricerca; ti assicuro che si è in grado di fare tutto o quasi.
il problema è che invece di essere al servizio dell’essere umano il “mercato” è al servizio delle compagnie o multinazionali, e lì subentrano fattori come costi, profitti etc etc. Ed ecco che saltano fuori altri tipi di “sintesi” miracolose a costi bassissimi.
Questo non vuol dire che non ci siano produttori seri che fanno le cose per bene.
Per rimanere sul soggetto, hai risposto per me: se quello lo assimilavi e l’altro no allora è chiaro che le differenze ci sono ;-)
@Evelyne: ciao, piacere di conoscerti :-)
Per quanto riguarda la fonte, no, mi spiace dirlo, ma neanche lì sono organicati :-(
Certo, se la fonte è in alto, allora l’acqua è leggera, e va benissimo, se è in basso è equivalente all’acqua del sindaco, perché la pioggia e il terreno sono simili, per cui…
Fammi sapere quale fonte è e ti dirò come è l’acqua :-)
17 luglio 2010 alle 20:37
Ciao! grazie per l’interessante post e gli altrettanto interessanti commenti. Io sono di Bergamo, per sentito dire so che la nostra acqua dovrebbe essere buona, venendo dalle montagne di cui disponiamo..ti risulta, Roberto? Quali sono i prezzi di un depuratore ad osmosi inversa per un uso domestico? grazie ancora anticipatamente, e buon’estate a tutti!
18 luglio 2010 alle 23:06
Molto interessante questa rubrica. Fino a poco tempo fa compravo acqua minerale in bottiglie di plastica (con etichetta della grande distribuzione). Poi un mese fa sono passato a quella del rubinetto (abito in Romagna e l’acqua è quella di Ridracoli) stufo della plastica da smaltire, grazie anche all’acquisto della brita… ma mi sembra di capire che sia stata una scelta infelice. Nelle istruzioni c’è pure scritto che il filtro potrebbe rilasciare una “piccola” quantità di molecole d’argento (che mi risulta essere un metallo) nei valori consentiti dall’OMS… quindi invece che toglierli, stando a quello che c’è scritto, li aumenterebbe??
19 luglio 2010 alle 11:06
ciao roberto, piacere tutto mio… solo che delusione! speravo fosse buona… certo sempre meglio che l’acqua in bottiglia, o neanche questo?
19 luglio 2010 alle 13:01
@Sara: ciao Sara, io sono di Milano, anche se vivo vicino Roma, e conosco benissimo la zona.
Dunque, dipende; generalmente nel nord Italia le acque di rubinetto hanno un residuo fisso più basso, per la vicinanza delle montagne, e per la quantità di acqua a disposizione, che è maggiore che nel resto di Italia. Nondimeno l’inquinamento è molto più presente, come sicuramente già sai.
Ad ogni modo l’acqua di rete quasi mai è buona, per il semplice fatto che purtroppo i comuni hanno bisogno di quantità industriali di acqua, e oramai la recepiscono da falde superficiali, lo stato delle quali puoi ben immaginare. Questo sempre se non abiti in montagna, nel qual caso come ti dicevo le cose sono completamente diverse.
Per quanto riguarda impianti ad osmosi ovviamente io sono di parte, perché li produco.
Ciò a cui devi fare attenzione è che siano a produzione diretta, e che non abbiano componenti cinesi. Le membrane funzionano sempre, ma l’impianto deve essere fatto bene, e purtroppo in Italia non sempre è così.
I prezzi variano da 1500 euro fino a 2300; poi su internet trovi di tutto, ma se fossi in te mi affiderei ad un esperto, soprattutto se i prezzi sono più alti di quelli che ti ho detto.
Prossimamente in questa rubrica spiegheremo bene i differenti sistemi di depurazione; a mio parere l’osmosi è l’unico che lavora correttamente, gli altri sono palliativi e nient’altro.
Se hai bisogno di altre informazioni, chiedimi pure :-)
@Lorenzo: ciao Lorenzo; innanzitutto ti premetto che come ho ripetuto tante volte, le acque in bottiglia, se scelte correttamente, sono sempre meglio dell’acqua di rete per i motivi sopraccitati. Ad ogni modo stiamo preparando un post su questo argomento, in modo che possiate conoscere esattamente le differenze.
Ovviamente questo non è un assoluto, ma di norma è così; esistono acque minerali indecenti, ma molte sono discrete, e alcune buonissime, come la sant’ Anna, senza andare ad altre migliori, ma costosissime.
In Emilia, vale il discorso di Bergamo, per larghe linee è la stessa cosa; in quella zona però c’è un altro grande problema, i nitrati.
Causa la massiccia agricoltura e, ovvia conseguenza, l’uso dei pesticidi, di nitrati ce ne sono a iosa; onestamente io non berrei l’acqua in quella zona; meglio un residuo fisso più alto che i nitrati.
la Brita è come hai detto; non è una scelta infelice, solo che fa quello che dice, nulla di più.
Per il mio punto di vista depurare significa togliere le sostanze presenti, e questo lo fa solo l’osmosi inversa, tutti gli altri sistemi no. La Brita abbatte un pochino il residuo, dipende da che tipo di sostanze ci sono nell’acqua, ma non le elimina, le trasforma. Questo perché funziona a scambio ionico, in quanto al suo interno ha una piccola quantità di resine; in piu c’è l’argento, che trattiene qualcosa, ma alla fine lo lascia andare. Oltretutto le resine trasformano le sostanze, per cui se le cerchi non le trovi più, ma cosa siano diventate, non lo so :-))
Prossimamente spiegherò bene anche come funziona questo procedimento.
Comunque, meglio la Brita che nulla. Non ottieni acqua Levissima, ma va bene… meglio di come era prima di sicuro ;-)
@Evelyne: ciao Evelyne, bentornata :-)) Dipende da dove è situata la fonte, tutto lì.
Come ho detto, se è in alto, stai tranquilla, ma se non lo è, è quasi la stessa cosa dell’acqua di rete, un po’ meglio perché almeno non c’è il cloro.
Riguardo al fatto se l’acqua di rete sia meglio o no di un’acqua in bottiglia, vale lo stesso discorso, dipende di quali acque stai parlando. Il discorso è sempre lo stesso, il punto è dove viene presa l’acqua; se in alto, è buona, e questo vale sia per l’acqua di rete, che per l’acqua minerale, se in basso, no, è molto semplice. Quindi dipende a quale acqua minerale ti riferisci, in commercio ce ne sono di buone, e discrete. Difficilmente le fonti che si trovano in prossimità delle città hanno queste caratteristiche.
19 luglio 2010 alle 22:51
Grazie Roberto per la risposta puntuale..vuol dire che aspetterò con ansia i prossimi post sull’acqua e sui relativi sistemi di depurazione! GRAZIE davvero!
20 luglio 2010 alle 18:19
@Sara: troppo gentile! Sì, il mio consiglio è di aspettare, così puoi sapere di più riguardo al soggetto, e anche ai trattamenti, in modo da avere un’idea chiara generale. Prima è più importante capire bene tutti i dati che riguardano l’acqua ;-)
22 luglio 2010 alle 12:37
grazie, resto in attesa anch’io di nuovi articoli :)
23 luglio 2010 alle 15:37
@Lorenzo…benissimo..allora a presto
23 luglio 2010 alle 21:53
Grazie per questo interessantissimo post. Mi sono munita anche io di Brita da qualche anno, ma a quanto pare non é sufficiente. Roberto, ti chiederei un’ulteriore informazione/curiositá nel caso dovessi ri-acquistare acque in bottiglia, oltre a quelle sopra menzionate, quali sono assolutamente da evitare e quali sono quelle decenti dato che la purezza non dipende solo dal residuo fisso? (se ho capito bene o forse sono di coccio). Grazie grazie. Anna
24 luglio 2010 alle 16:54
@Anna…ciao, e grazie a te per la risposta….vero, il residuo fisso non è l’unico parametro, ma assolutamente il piu importante, visto che comunque è lui che determina gli altri, per cui acque con basso residuo sono le migliori…e se hai la possibilita di trovare la sant’anna, bevi quella, che è in assoluto la migliore sotto tutti i punti di vista senza andare ad altre piu costose….evita quelle con alto residuo, soprattutto le effervescenti naturali…ciao
comunque. levissima, norda, alpi cozie…queste cono buone..un residuo sotto i 100 mg/lt va bene
25 luglio 2010 alle 11:14
Grazie Sonia per aver promosso questo dibattito sull’acqua che sto seguendo con interesse ma anche con qualche perplessitá su diversi aspetti trattati e in particolare su quello della biodisponibilitá dei minerali presenti nell’acqua. Mi riprometto, come eravamo d’accordo, di fare a breve un intervento articolato sul blog, ma ho anche pensato che il tema del’acqua merita di essere approfondito con scrupolo sulla rivista Valore alimentare. Intanto chiedo a Serino se può indicare gli articoli scientifici che riportano i dati relativi ai test su animali da lui citati nella frase “Per arrivare a comprendere questo fatto, sono stati svolti test su animali; alcuni mangiavano minerali organicati, e altri quelli creati in laboratorio. Entrambi li assimilavano, ma poi quelli organicati, in questo caso il ferro, si legavano all’emoglobina, gli altri no; ecco il punto: entrano, ma non si legano, e quindi si depositano”. Ringrazio in anticipo.
26 luglio 2010 alle 14:44
@Matteo Giannattasio: salve, piacere di conoscerla :-)
Non cito mai i links, perché farlo darebbe adito a discussioni infinite; comunque più avanti riporterò degli estratti dagli articoli che ho citato.
Lei mi dice però di avere perplessità sulla biodisponibilità dei minerali presenti nell’acqua.
Biodisponibilità è un bel parolone, ma cosa significa? bio, vita… disponibilità, che è a disposizione.
Mi deve perdonare ma non ho capito su cosa è perplesso esattamente, se me lo spiegasse meglio potrei risponderle più precisamente. La sua perplessità riguarda i minerali?
Se ha letto l’articolo e lo ritiene interessante, lì è spiegata tecnicamente la differenza tra un minerale organicato e uno inorganico. I libri che trattano l’argomento sono tanti, ma io dico sempre che la spiegazione si può trovare su un semplice libro di scienze delle elementari, che parla del carbonio e del mondo minerale, è tutto lì.
Ad ogni modo dirò a izn di mandarle i dati via mail, lei li ha.
Ora la saluto, buona giornata :-)
26 luglio 2010 alle 15:04
@matteo giannattasio: caro matteo, come sempre mi fa molto piacere sapere che passi di qui, e ancora di più che si aprirà un approfondimento serio sull’acqua su valore alimentare (vengo spesso a curiosare sul blog); io sarò la prima a seguirlo con attenzione.
Per quanto riguarda la biodisponibilità o non dei minerali, il punto è proprio questo.
Voglio dire, se esiste anche solo il dubbio che questi non siano assimilabili dal nostro organismo (e che di conseguenza possano essere molto dannosi), per quale motivo ostinarsi a prenderli dall’acqua, visto che è così facile assumerli attraverso un’alimentazione sana, già belli e pronti per noi?
Aspetto comunque le tue prossime considerazioni con grande interesse; questo dibattito è molto avvincente anche per me :-)
26 luglio 2010 alle 16:16
beh, piacerebbe anche a me avere questi dati, visto che anche il fisico teorico, qui, ha qualche perplessitá…
Visto che questa rubrica é stata pensata per divulgare e spiegare, mi sembra abbastanza strano mandare bibliografia e testi che potrebbero interessare tutti tramite mail personali. O no? Che dici, Izn? ;-)
27 luglio 2010 alle 15:38
@claudia: il fatto è che hai anticipato un annuncio che magari avrei dovuto dare prima, ma volevo prima che fosse in linea, vabbeh, ci vorrà pochissimo ormai :-/
Roberto sta aprendo un suo blog, e lì vi darà tutte le informazioni tecniche che vorrete. La rubrica la terrò io da sola, e risponderò per quello che riesco, il resto lo chiederò a lui o ad altri esperti che sto contattando. Ad ogni modo lui verrà qui a curiosare ogni tanto :-)
Vi allungherò i link che avete chiesto appena Roberto me li invia. Ma quanto siete impazienti?!!! Peggio di me, mannaggia!! ;-)
4 settembre 2010 alle 19:21
salve, ho trovato molto interessante il dibattito e vorrei continuare ad approfondirlo per conoscere.
volevo sapere da Roberto perchè parla di impianti di osmosi inversa
con produzione diretta, vuol dire che quelli con la tanica non sono buoni?
Grazie
4 settembre 2010 alle 22:48
è meglio avere anche una lampada uv nell’ impianto osmosi?
5 settembre 2010 alle 03:12
Prima di tutto un saluto a tutti. Sono mancato un bel po’, ma era agosto, per cui era inutile annoiarvi con l’acqua :-)
Inoltre sto preparando un blog, come anticipato da Izn, incentrato sull’acqua; le domande qui stanno diventando molto tecniche, per cui ho pensato di aprire un blog sull’acqua accurato, con dati tecnici e tutto quello che serve. Con l’aiuto di Izn… io di blog so poco.
@Francesco: ciao, per quanto riguarda gli impianti ad osmosi inversa, ovviamente sì, quelli a produzione diretta sono decisamente meglio.
Per la precisione, l’osmosi inversa è sempre diretta, in quanto una membrana tratta l’acqua durante il passaggio ad una certa pressione.
Il problema dell’osmosi è la quantità di acqua trattata, nel senso che a causa dei pori infinitesimali non passa nessun tipo di inquinante. Anche l’acqua però viene frenata, per cui ne viene prodotta poca, ad una pressione normale (per normale intendo quella della rete) quindi per aumentare la produzione l’impianto necessita di essere costruito in un certo modo, e cioè con una pompa motore che aumenti la pressione, più membrane, pressostato e vari altri pezzi, il che aumenta ovviamente i costi.
Per questo motivo alcuni hanno pensato bene di evitare tutto questo mettendo un accumulo dove l’acqua si deposita e da lì al rubinetto. ovviamente è una soluzione per evitare di costruire un impianto in modo appropriato, e poi è anche più semplice, perché per fare un impianto a produzione diretta, bisogna conoscere più cose.
Non c’è paragone tra i due impianti. Inoltre l’impianto ad accumulo, per vari motivi che non sto ad elencare ora, presenta degli inconvenienti per quello che riguarda la qualità dell’acqua.
Per quanto riguarda la lampada Uv, no, non è necessaria, perché gli impianti ad osmosi non fanno passare nessun tipo di batterio; i batteri sono troppi grossi per i fori della membrana.
Le lampade Uv sono necessarie per legge quando c’è un accumulo, in quanto se l’acqua sosta, causa proliferazione di batteri; già questo ti dovrebbe spiegare che se gli impianti a produzione diretta non necessitano di lampade uv, e quelli ad accumulo sì… beh un motivo ci sarà.
Spero di averti risposto in modo esauriente. Poi se vorrai saperne di più, nel mio blog ti spiegherò bene; ci sarà una sezione dedicata solo a questo argomento.
6 settembre 2010 alle 14:09
grazie, molto gentile come al solito, ho ancora 2 cose da chiederti pero’….
1 se è possibile recuperare e usare l’acqua che il sistema scarta per produrre
acqua pura (per esempio per bagnare il giardino)
2 nel caso di serbatoio da 12 lt. nell’ impianto a osmosi inversa con lampada uv in entrata come garantire igiene alla tanica di stoccaggio. (visto che la usiamo solo la sera e non consumiamo sempre 12 litri)
grazie per il tuo tempo e la tua competenza
7 settembre 2010 alle 16:12
@Francesco: ciao, grazie dei complimenti. Riguardo i quesiti:
1. sì, è possibile, anche se francamente non è tanta quella che alla fine scarti; ti basterebbe per innaffiare *una* pianta :-D comunque sì, è possibile.
2. la lampada UV è in uscita, in quanto è lì perché c’è acqua accumulata. Il problema con lo stoccaggio è quello, l’interno è fatto in gomma, e l’acqua osmotica è più aggressiva, e così attrae sostanze dalla stessa gomma.
Sia chiaro, parliamo di micro micro elementi, ma lo fa, e questo rende necessario che una volta all’anno tu debba cambiare l’interno, cioè la gomma stessa, e la lampada UV, solo la lampadina. Poi ti garantisco che 12 litri li usi, ad esempio se ci fai da mangiare (cosa che ti consiglio assolutamente).
Poi dipende molto dal prodotto, che lampada usa, quale accumulo, etc. perché ci sono lampade e lampade. Fidati, le lampade funzionano se fatte in un modo preciso, se no, no, anche se sono legali (per esempio se sono cinesi)
Ho molti dubbi, per essere preciso avrei bisogno di vedere l’impianto.
Ad ogni modo queste sono le cose da sapere.
7 settembre 2010 alle 22:01
Capisco, pensavo che la tanica fosse in acciaio anche all’interno.
Chiarisco che non ho nessun impianto, nel post del 6/9 quando dicevo che la usiamo solo la sera intendevo semplicemente acqua del rubinetto.
gli approfondimenti che sto cercando mi servono per capire e orientarmi all’acquisto, visto che sono stufo di acquistare acqua in bottiglia. (anche se uso solo s.anna)
sono un po’ combattuto… in un tuo post hai detto che il ph è fondamentale per capire tante cose sull’acqua e dicevi anche che i nostri organi compiono le loro funzioni in ambiente acido, quindi bere acqua alcalina non aiuta gli organi. (Correggimi se sbaglio)
meglio se leggermente acida.
Ora ti chiedo: l’ acqua osmotica non è troppo acida ?
Perchè te lo chiedo? ho trovato teorie opposte che tu conosci sicuramente, non ho ancora avuto tempo di fare le ricerche dettagliate come per l’osmosi ma lo farò.
Acqua kangen, che ne dici da esperto venditore concorrente?
Ti dico, mi ero orientato su apec o ge merlin come osmosi ( non ho spazio in cucina e cercavo un buon rapporto qualità prezzo made in usa) e poi ho trovato quest’ altro modo di intendere l’ acqua buona da bere.
A questo punto visto che le teorie opposte sembrano avere entrambe qualcosa di fondato ti chiedo se dipende solo a cosa credo io o c’è dell’altro?
grazie ancora
ciao
8 settembre 2010 alle 13:13
@Francesco: ciao, scusa il ritardo ma ho letto solo ora il tuo commento.
No, i vasi di espansione o taniche non sono in acciaio all’interno, in quanto una volta accumulata l’acqua, non c’è più pressione, e quindi sono in gomma, che riempiendosi, si gonfia; poi tramite l’apertura del rubinetto la gomma spinge l’acqua che a quel punto sale. Il tutto per evitare di mettere la pompa motore, se no sarebbe un impianto diretto.
Per quanto riguarda il Ph, no, l’acqua prodotta dall’osmosi ha più o meno gli stessi valori della Sant’Anna, Ph incluso. Normalmente il Ph diventa tra 6-6,8, poi dipende dall’acqua in entrata, in quanto le membrane osmotiche hanno una reiezione del 93-96 %.
Considerata l’acqua della rete italiana i valori prodotti sono quelli, a volte anche meglio della Sant’Anna, ma siamo lì.
Il metodo Kangen… perdonami, meriterebbe un lungo discorso a parte.
Secondo me è una follia, non ha nessun senso logico. Ti riferisci al metodo che produce acqua con un Ph molto elevato, no? è assolutamente insensato, sostiene delle cose che non hanno senso in un corpo normalmente funzionante; ne ho già parlato in un commento precedente. E non perché sono un venditore concorrente :-) ma perché il Ph dell’acqua deve essere contenuto tra 6-6,8, se no l’acqua non riesce a fare quello che deve.
Sul Ph, sì, il corpo per ottemperare alle sue funzioni richiede un’acqua che abbia un Ph leggermente acido. Se il corpo riceve un’acqua con Ph alto, il fegato secerne sostanze acide in modo da abbassarlo, per cui fa un po’ te… e sto parlando di Ph superiori a 7!
Il metodo Kangen se non erro parla di acque quasi a 9, il che è semplicemente folle.
Per quanto riguarda gli impianti di cui parli non li conosco bene, ma se posso darti un consiglio, opta per un impianto diretto: il problema dello spazio è risolto, e hai un impianto serio, che se fatto bene, non si guasta mai.
Noi per esempio ne produciamo uno molto sottile, nei limiti del possibile ovviamente, con una scheda che visualizza sempre i valori dell’acqua in uscita; non lo dico per farmi pubblicità ma solo per darti un panorama sulla tipologia di impianti esistente.
Se avrai un po’ di pazienza, la prossima settimana, appena aprirò il mio blog, ci saranno pagine che parleranno solo del Ph, e lì potrai vedere molto chiaramente di cosa parlo.
Inserirò molti dati, e pagine – diciamo così – molto tecniche e complete.