Il latte che fa bene

Di latte qui sul pasto nudo ne abbiamo parlato da sempre, fin dal lontano 2009; a suo tempo ho difeso il latte vero da accuse infondate anche in epoca non sospetta, e ne ha trattato ampiamente su queste pagine anche il professor Giannattasio, in un post dedicato alle intolleranze, e più recentemente in un altro, ovviamente molto discusso anche nei commenti, a proposito del China Study.

Cascina Roseleto
scatto fotografico Stefano Mariotti

Anche la nostra mitica Sabine, in un articolo del 2013 sul suo bel sito, affronta la “questione del latte bovino”, spiegando che il problema non è “fa bene o fa male”, ma “di quale latte stiamo parlando”, “chi beve il bicchiere di latte”, “in quale contesto si consuma il latte scelto”, e raccomandando caldamente di non generalizzare, abitudine molto diffusa e immancabilmente deleteria. In rete si trovano molti bellissimi post su questo alimento; in primis mi viene in mente questo di Davide Cassi, del 2012, sul perché il latte “vero” non dovrebbe essere omogeneizzato. Ne riporto qui sotto uno stralcio perché è troppo interessante:

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