Mangiare fuori

Quando si mangia biologico alcune cose considerate normali diventano complicate. È il prezzo da pagare per sentirsi sempre bene, per avere un sistema immunitario combattivo, per avere coscienza di quello che ci accade momento per momento e poter così reagire adeguatamente – nella stragrande maggioranza dei casi con rimedi dolci e naturali.

mangiare fuori

Vi sembra un prezzo alto? Per me vale la pena di pagarlo. Le obiezioni che sento fare più spesso alla scelta di nutrirsi in modo sano sono: “io mangio ciò che voglio e sto benissimo” oppure “non voglio cominciare a mangiare biologico, altrimenti quando mangio convenzionale mi sento male”. Spero che le righe che seguono possano gettare un po’ di luce su queste argomentazioni.

Se la propria alimentazione è totalmente priva di additivi, pesticidi e quant’altro non sia cibo, appena si assume qualcosa di potenzialmente nocivo ci si sente subito male. A differenza di quanto si possa pensare, questo è un segnale molto positivo: vuol dire che il nostro organismo sta cercando di espellere immediatamente quelli che considera veleni attraverso l’intestino (diarrea), la pelle (brufoli, prurito, arrossamenti, desquamazione), o altre vie escretrici, a seconda dell’organo emuntore, che varia da persona a persona.

Bisognerebbe invece preoccuparsi quando si assumono sostanze nocive e non si ha (apparentemente) alcuna reazione; vuol dire che il nostro corpo è talmente congestionato che invece di espellere i veleni preferisce stoccarli nei depositi di grasso, in alcuni organi o nelle articolazioni, in attesa del momento propizio per liberarsene. Questo succede perché, in presenza di una grande quantità di sostanze nocive, se il nostro organismo tentasse di espellerle tutte insieme questo sarebbe pericoloso per la nostra salute, in alcuni casi addirittura fatale.

Quindi perdere peso molto velocemente, oltre ad avere effetti solo temporanei sulla linea, può diventare pericoloso: l’organismo è costretto a rimettere in circolo il grasso di riserva, e con esso tutte le scorie nocive stoccate, scatenando violente reazioni.

Esiste però un limite fisico di veleni che il nostro corpo può sopportare e stoccare, oltre il quale il nostro organismo si ammala (magari improvvisamente – ma tanto ormai ci hanno convinti che le malattie ci cadano in testa casualmente); anche il sistema immunitario comincia a indebolirsi e non riesce più a difenderci come dovrebbe. Ecco perché dire “mangio ciò che voglio e sto sempre bene” non è un buon argomento; fateci caso, le persone che fanno questa affermazione spesso sono piene di piccoli acciacchi ai quali non danno ascolto, o nel migliore dei casi hanno quei cinque o sei chili in più che non riescono a smaltire neanche con la più severa delle diete. Ma tanto c’è la pillola per digerire, la pastiglia per il mal di testa, le capsule per sgonfiarsi… e magari il nostro povero organismo congestionato ricomincerebbe a funzionare se solo gliene fosse data la possibilità.

Diventa quasi impossibile per chi mangia biologico anche solo andare a pranzo o a cena fuori; ma pure al bar, a prendere un aperitivo, in enoteca, insomma tutte quelle occasioni sociali che rendono la vita degna di essere vissuta, in compagnia delle persone che ci sono care e con le quali ci troviamo a nostro agio. Io e zac amiamo molto mangiare fuori, ma sono anni che non lo facciamo, o lo facciamo sporadicamente, perché quelle poche volte che capita finiamo sempre per sentirci male, o comunque appesantiti o con un vago senso di intossicazione.

Ecco perché ho pensato di inaugurare una nuova rubrica per segnalarvi quelle oasi dove potete rilassarvi, e mangiare e bere senza star male; saranno solo posti dove andrò personalmente, e proverò sulla mia pelle l’effetto di ciò che avrò mangiato.

Visiterò preferibilmente locali che posseggono la certificazione IMC. L’Istituto Mediterraneo di Certificazione è un ente indipendente molto serio, che ha progettato uno schema di certificazione per la ristorazione di qualità denominato “Conosci il tuo pasto”. A parte controllare la gestione igienico sanitaria dei locali, garantire che i prodotti utilizzati siano certificati (bio, Dop e Igp), e che non siano presenti alimenti a base di OGM, l’IMC assegna agli esercizi esaminati uno, due o tre galletti a seconda del numero, dell’importanza e della qualità dei prodotti certificati.

Aggiornamento:
Gennaio 2016:

Con il senno di poi, nel tempo ho abbandonato (un paio di anni dopo questo vecchio post) il proposito di visitare solo locali “certificati” per tutti i motivi di cui vi parlo sempre sul blog, tra cui il fatto che esistono molti ristoranti non certificati, dove però si mangia cucina più naturale rispetto a quella certificata. E ultimo ma non ultimo, da quando il pasto nudo è diventato un’associazione non profit, una delle nostre più grandi ambizioni è fare in modo che tutti riescano a capire qual è il posto giusto dove mangiare sapendo quali domande porre (e soprattutto porsi!). Vale a dire, essere consapevoli, in ogni senso :-)

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32 comments

  1. Cucinella ha detto:

    Ciao, è la prima volta che lascio un commento qui (il tuo è uno dei pochissimi blogfood che seguo). Volevo farti i miei complimenti: dici di essere una persona disordinata e irrequieta: mica ci credo tanto :-)
    E’ che nei tuoi post, oltre a mantenere una coerenza che trovo propria solo dei migliori bloggers, c’è una capacità di argomentazione talmente scientica e chiara che direi piuttosto di trovarmi davanti ad una “inglese docente di fisica”…
    Per esempio, questo post qui civoleva proprio! Perchè nessuno pensa mai di dare una spiegazione alle cose semplici? Adoro anche i post sui lieviti, sul burro e tanti altri.
    Quando mi deciderò pure a provare una ricettina ti farò sapere…
    Ha, dimenticavo… La grafica è originalissima ;-)
    Simona da Palermo

  2. roberta69 ha detto:

    …izn, la paladina del BIO !
    Davvero interessante quello che dici (come sempre!)…e verissimo!
    Sarebbe fantastico poter mangiare dalla a alla z biologico, sicuri di non ingerire pesticidi, additivi, conservanti, coloranti e chi più ne ha, più ne metta…
    Quante volte ci è capitato di andare a mangiare fuori una sera e poi passare i due-tre giorni seguenti con quella sensazione di gonfiore, piccoli dolorini addominali, brufoli che spuntano magicamente come funghi in una giornata di sole dopo la pioggia…
    Purtroppo non è sempre possibile sapere quello che mangiamo o che mangiano i nostri figli…penso alle mense scolastiche… :-(
    Nella scuola dei miei figli, come merenda di metà mattina, danno la frutta. Bellissima iniziativa…però…sicuramente non è frutta biologica, e gliela danno da mangiare intera con la buccia…la buccia è ricca di fibre e sostanze benefiche…ma su “queste” bucce che ci sarà sopra? Dicono che la lavano e infatti la portano in sacchetti, ancora bagnata, ma come l’avranno lavata? …
    Insomma, gli interrogativi sono mille !

  3. izn ha detto:

    @cucinella: sono contenta che tu abbia deciso di lasciare un segno del tuo passaggio, per me è importante vedere che questo tipo di articoli sono interessanti per chi legge, ed è anche di grande conforto. Vuol dire che le persone vogliono sapere, capire, e sono arrabbiate perché come dici tu nessuno dice loro le cose più semplici del mondo.
    Ti ringrazio per l’”inglese docente di fisica” ehehehee magari!!! è solo che in effetti c’è un lato della mia personalità superpreciso, quello che uso quando devo fare lavori di grafica, e il motivo per cui zac mi chiama HANNIBAL :-D

    @roberta69: io ci sto riuscendo e devo dirti che è veramente difficile. Proprio poco fa stavo parlando con un amico dell’asilo dove vorrei iscrivere emma l’anno prossimo e della possibilità che quest’asilo possa rifornirsi di cibo biologico certificato. Per fortuna non molto lontano da qui ho trovato un asilo steineriano dove sono già orientati verso questo tipo di mentalità.
    Certo non potrò proteggere emma da tutto per sempre, ma combatterò fino all’ultima goccia di sangue! Non puoi evitare che i tuoi bambini mangino la frutta con la buccia non biologica dandogliene un po’ da portarsi a scuola?
    Ma sei sicura che non sia biologica? E non puoi chiedere a loro con cosa la lavano?
    Perdonami, assolutamente non ho intenzione di darti dei suggerimenti non richiesti, è solo che anche per me è interessante capire fino a che punto mi potrò spingere quando si tratterà della mia piccola :-/
    Come al solito mi farò odiare a morte da tutta la scuola :-(

  4. fra ha detto:

    i tuoi post sono davvero molto interessanti. Concordo con quello che dici anche se non è semplice fare un controllo così accurato su tutto quello che si mangia. Nel limite del possibile cerco anche io di comprare alimenti sani e che non contengano conservanti e elementi chimici
    Un bacione
    fra

  5. roberta69 ha detto:

    @izn : carissima…i tuoi suggerimenti non solo sono sempre bene accetti, anzi…sono proprio richiesti!
    Purtroppo nelle scuole statali vige la regola che non si possano portare alimenti da casa. Per motivi di igiene, sembra, e poi perchè la scuola risponde di quello che succede nei suoi locali e di quello che i bambini mangiano (non potrebbe rispondere di ciò che ciascun bambino potrebbe portarsi da casa).
    Il lavaggio della frutta viene fatto con acqua, ma ho paura che alla frutta venga data una sciacquata e via…
    Riguardo al biologico, non saprei, ma non credo che l’azienda che ha l’appalto per la mensa scolastica (la nostra è la Pellegrini) fornisca cibo bio.
    Quattro anni fa davano lo yogurt (che viene alternato alla frutta a metà mattina) della fattoria Scaldasole, ma è stato solo quell’anno. Ora distribuiscono Granarolo (non credo sia bio).
    Nelle scuole esiste la “commissione mensa” ma è davvero difficile entrarci. Pensa che su una scuola di 350-400 alunni come la nostra, questa commissione è formata da soli due genitori e due insegnanti.
    Forse in una scuola piccola e privata (o magari già mentalmente orientata verso il bio, come dici tu) sarebbe più semplice intervenire e far cambiare le cose.
    Per me è praticamente impossibile. Nelle scuole statali c’è di mezzo il comune che dà in appalto le mense a grosse società. Ci sono problemi di costi, sia da parte del comune stesso, che da parte delle famiglie che pagano una quota a pasto…
    Io magari sarei anche disposta a pagare qualcosa in più, ma non tutti lo sarebbero, anche perchè non tutti sono ancora sensibili a questo argomento.
    …insomma, attenderò con pazienza che anche l’altro figlio termini le elementari. Alle scuole medie ho scelto, per mio figlio maggiore, il tempo base, quindi le lezioni termineranno alle 13,40 e pranzerà a casa!

  6. evelyne ha detto:

    quindi in soldoni ti offri come cavia volontaria… bel nome HANNIBAL per una cavia!! ;-P
    Sono assolutamente d’accordo con te, il problema rimane quello di riuscire ad eliminare tutto quello che non è bio senza diventare troppo talebani…..

    @roberta69: il bio non sempre è più caro del “normale”, esistono ormai molti Gruppi di Acquisto Solidali in italia e, tramite questo tipo di organizzazioni, si riesce ad ottenere degli ottimi prezzi, spesso più bassi di quelli del supermercato visto che compriamo direttamente dai produttori… tra l’altro, non essendoci tutti i passaggi di intermediari tra il produttore e il consumatore i prodotti sono anche più freschi! se nella scuola di tua figlia ci sono diversi genitori facenti parte di un GAS potete aiutare la scuola o l’azienda che ha vinto l’appalto a trovare dei fornitori nella vostra zona…. spero che questo ti possa essere d’aiuto!

  7. mars ha detto:

    …esprimi in pieno i miei crucci sul mangiar fuori…e tutto il resto poi:i malesseri che accuso immediatamente dopo aver assunto qualcosa di nocivo,la tranquillita’di potersi “ficcare”senza remore in un piatto!
    tutte sensazioni che provo e che temevo fossi l unica a provare!
    …grazie,interessantissima rubrica!
    …anche se saranno tutti locali fuori dalla mia portata geografica!

  8. roberta69 ha detto:

    @ evelyne : detto così sembra semplice…l’argomento è stato in parte affrontato, ma a livello organizzativo non è per nulla facile. La società che fornisce i pasti deve provvedere, nella nostra cittadina, a 4 scuole materne, 3 elementari e 3 medie per un numero di pasti piuttosto elevato. Quindi non si tratta solo di una scuola, e non si può differenziare una scuola dall’altra.
    Inoltre vengono redatti dai dietologi della asl dei menù stagionali (uno invernale ed uno estivo) suddivisi in 4 settimane fisse, e non possono variare più di tanto (e spesso con i GAS si deve prendere quello che c’è), soprattutto perchè ci sono bambini che hanno problemi di intolleranze o allergie ad alcuni alimenti. In questo modo i genitori, avendo il calendario dei pasti giorno per giorno, sanno in anticipo quando devono comunicare la variazione del menu per il proprio figlio.
    Per quanto riguarda il problema costi…non so…io però non sono ancora riuscita a trovare un gas a cui partecipare, e l’acquisto del bio nel supermercato a volte è proibitivo…specie se hai 4 buone bocche da sfamare!

  9. lucia ha detto:

    IO spezzo una lancia…per l’altra parte! Io cerco di cucinare usando prodotti del territorio, prodotti del nostro orto e del nostro frutteto, uova del pollaio della vicina o della cognata e latte della stalla… mi rifornisco da una cooperativa bio pugliese che tutte le settimane viene su fino a qui in Piemonte portando la sua frutta e verdura (e solo quella), al super compro preferibilmente prodotti certificati bio e dove possibile preparo tutto in casa (gnocchi,pasta, pane con LM, paste ripiene, torte e dolcetti vari e, perchè no, caramelle e gelatine per i bimbi!).
    Sono fortunata perchè nel nostro comune il servizio mensa per i bambini non è affidato ad una società di catering ma ad una cuoca che cucina nei locali della materna ed esce fuori in mezzo ai bambini a spiegare loro l’importanza del mangiare la frutta, a verdura e questo e quello ! Costa di più ma io sono molto felice di questo ! E lo sono di più quando Luca viene a casa e mi dice che ha assaggiato e mangiato i fagiolini, per non offendere la sua amica cuoca!
    Mi sembra – e scusate la presunzione- di controllare e di fare attenzione a tutto quanto di commestibile e non entra in casa nostra..o almeno ci provo !
    Ho una carissima amica che ha scelto fino a farne una fissazione (ma non legato ad oggettivi motivi di salute) la via bio, prima aprendo un negozio che a me piaceva tantissimo e poi continuando questa scelta nella propria famiglia. Ma mi credete che quando so che lei viene a casa nostra mi viene l’ansia e non so più che cosa preparare??? E non c’è più nessuno che vuole invitarla anche solo per un’uscita da qualche parte , anche solo per una pizza ! …quello dove l’hai preso ? AAAHHH ! No, quello noi non lo mangiamo, il gelato fatto in casa non va bene perchè con le uova non fa bene e con il latte …vedere il latte della stalla…e quanto lo hai bollito? e a che temperatura?! Per lei ho fatto settimana scorsa lo yogurt fatto in casa (che a noi piace tantissimo !) e poi le orecchiette fatte in casa (e qui è scattato il controllo sulla semola !). Di carne non se ne parla nemmeno (a meno che tu non abbia avuto una precedente relazione con la bestia, come dice mio marito!), il timballo di verdure può andare bene ma anche qui scatta il controllo sulle uova, verdure, i formaggi lei non li mangia perchè non gli piacciono!!! Ed il sale non si può usare ! Solo gommasio !
    Credetemi, io rispetto tutto e tutti e soprattutto voglio rispettare la mia salute e quella della mia famiglia….ma le cose quando sono portate agli estremi…NOO! Scusate lo sfogo ma visto che avete tirato fuori il vostro problema (che può essere anche il mio, in misura più contenuta, perchè non adoro per nulla mangiare schifezze!) volevo mettere in luce “l’autre coté de l’histoire !”. Buon BIO a tutti. Lucy

  10. roberta69 ha detto:

    @ izn : curiosità…perchè hai messo l’immagine del dromedario? …ha forse qualche significato particolare?

  11. roby ha detto:

    @ izn : sei proprio un’apetta laboriosa ! complimenti anche per quest’ultima novità !
    un abbraccio e buone invenzioni

  12. Lo ha detto:

    bella idea…che condivido…qui da noi tutti i posti che cucinavano bo…hanno chiuso…tristezza!

  13. Giò ha detto:

    è vero, perchè il dromedario, me lo sono chiesta anch’io!
    io faccio parte della categoria bio ma non completamente..almeno non ancora . dico così perchè ormai mi sono abituata a mangiare cmq sano (un pò troppo però, visto i chili di troppo) e mi rendo conto subito se quello che mangio non è di qualità..i lieviti chimici li sento subito e non riesco proprio a mandarli giù, stesso discorso per i gelati fatti con le polverine, etc. mi rendo conto che poco alla volta divento sempre + selettiva ed è effettivamente difficile trovare ristoranti dove magiare almeno cibi genuini!
    mangiare sano è un dovere per la nostra salute e anche per l’ambiente.
    sono però d’accordo con Lucia sugli estremismi..così il mangiare sano diventa ansia (oggi il mio negoziante bio di fiducia ha ammesso che il gelato lo mangia anche lui non bio e ci siamo scambiati gli indirizzi dei posti dove lo fanno con ingredienti veri e frutta di stagione!)

  14. izn ha detto:

    @tutte: mi rendo conto che da quello che ho scritto può sembrare che io mangi solo cibi biologici certificati, sono stata forse un po’ imprecisa nel tentativo di mettervi in guardia dalle frodi che ci sono in giro.
    Quello che volevo dire veramente è che, quando è impossibile trovare cibo di sicura provenienza, cioè che provenga da persone che conoscete molto bene, di cui vi fidate, sia in senso razionale sia istintivamente (sapete che credo moltissimo nell’intuito, soprattutto nel caso delle donne – chiedo perdono ai maschietti!!!!), allora l’unica alternativa è rivolgersi alle certificazioni.

    Ho letto per esempio di te Lucia, che hai la fortuna di avere un orto (il mio sogno) e una stalla vicino a dove abiti (il mio sogno numero due), anzi non voglio dire fortuna, perché credo che chi si ritrova in queste situazioni le abbia scelte e quindi ha più a che fare con la volontà, il coraggio e la testardaggine – in senso buono.

    Purtroppo però molti abitando in città non hanno queste alternative; alcuni tentano di farsi un piccolo orticello sul balcone di casa o sul terrazzo, ma la città è talmente piena di polveri sottili e smog, che ancora non si è capito se questa possa essere una scelta salutare.

    Vorrei anche dire a Lucia che da un certo punto di vista mi sento vicina alla tua amica, ma nel caso in questione credo che verrei da te a mangiare tranquillamente e senza fare domande (ehm… non più di un paio?).
    Comunque questa tua amica deve essere veramente una persona superspeciale e le devi volere un gran bene se la sopportate e continuate a invitarla! Vuol dire che ne vale la pena :-)

    Per quanto riguarda il dromedario l’ho scelto primo perché è un animale che ha dell’incredibile; resiste alla sete per giorni, percorre centinaia di chilometri in un giorno, dilata i suoi globuli rossi fino a 250 volte, ha un udito e un olfatto paranormali, è un tipo irrequieto e non ama le limitazioni alla sua libertà.
    Quindi mi sembrava un buon simbolo per chi decide di iniziare la difficile strada verso la consapevolezza di ciò che si mangia.
    Il secondo motivo è che volevo suggerire l’itinerario verso le oasi del cibo, che a volte sono un po’ un miraggio nel deserto.

    Certo, potevo anche dirlo nell’articolo, come al solito sono criptica ma davvero non lo faccio apposta :-/

    Comunque sono così contenta di vedere che anche voi vi ponete i miei stessi interrogativi, mi fate sentire meno sola, anzi direi in compagnia fenomenale! :-)
    È bellissimo anche vedervi parlare tra di voi e scambiarvi consigli che sono molto interessanti anche per me (ad esempio le esperienze sulla scuola!).
    Imparo qualcosa da voi ogni giorno ed è molto bello per me, perché essendo orgogliosa devo sempre superare una barriera prima di riuscire ad accettare gli interventi esterni.
    Sento da voi un grande calore e affetto e comprensione e condivisione ed è bellissimo… spero un giorno di potervi incontrare tutti e di mangiare insieme un sacco di cose buone di cui ci fidiamo ciecamente!

  15. Patty ha detto:

    @ izn non so se sia capitato anche a te ma da quando seguo un’alimentazione biologica quasi al 100% i due sensi gusto e olfatto si sono affinati, per esempio quando mi capita di assaggiare un cibo con conservanti lo sento subito sulla lingua e spesso anche con il naso e non è proprio un piacere :-).
    Anch’io manderei mio figlio alla steineriana se ce l’avessi vicino per i cibi che sono certificati bio e biodinamici (almeno qui) e naturalmente per la pedagogia steineriana che sto seguendo da un pò di anni come del resto la medicina antroposofica. Purtroppo la nostra unica scuola cambierà sede e sto aspettando di sapere dove andrà a finire….speriamo non troppo lontano.

  16. izn ha detto:

    @patty: è verissimo! anche a me è successo. Addirittura io da un po’ di anni ho tolto di mezzo tutti i detersivi per la casa convenzionali e uso solo detersivi a base di terpeni di arancio o comunque biologici molto molto delicati, senza tensioattivi chimici etc.
    Adesso se sento anche da lontano l’odore di un detersivo normale (anche per quanto riguarda quelli per i panni e soprattutto l’ammorbidente) mi viene subito una forte nausea.
    Anche questo non è facile da gestire perché se dormo fuori e le lenzuola sono impregnate di quegli ammorbidenti superprofumati non posso proprio dormire :-/
    Ma non è assurdo che quando si cerca di fare le cose giuste diventi tutto più difficile?

    Ti auguro veramente che la scuola steineriana la spostino ancora più vicino a te di quanto era prima, io delle scuole steineriane ne ho sentito parlare sia bene che male, però quando siamo stati a vedere quella che si trova qui vicino (sempre a mezz’ora di macchina comunque) ci ha fatto una bella impressione, e a zac sono piaciuti soprattutto i bambini, come si comportavano, come erano vestiti, tutti colorati e non firmati :-)

  17. evelyne ha detto:

    @ roberta69: scusami, non volevo dire che era semplice, magari è sembrato da come l’ho detto ma non era nelle mie intenzioni, cercavo di trovare una via percorribile….

    @ lucia: era esattamente quello che intendevo quando dicevo di fare attenzione a nn diventare troppo talebani!! che ansia!

    @ izn: bellissimo, hai sollevato una discussione molto interessante! ;-)

  18. roberta69 ha detto:

    @ evelyne : non ti devi assolutamente scusare…ma scherziamo? Questo “posto” creato da izn è così bello proprio perchè ci si può confrontare liberamente e soprattutto dare e ricevere consigli. Io ho apprezzato il tuo intervento, e ho voluto raccontare le difficoltà oggettive che abbiamo incontrato nel percorrere la strada che tu stessa suggerivi.

    @ TUTTE : a proposito di GAS…chi mi dà qualche dritta per trovarne uno a cui prendere parte? Esistono dei siti dove prendere notizie o trovare dei contatti?
    Vorrei lanciarmi in questa esperienza, magari da settembre.

  19. Patty ha detto:

    @roberta ooops ti ho mandato il link ai gas di Verona questa è la home http://www.retegas.org/index.php

  20. roberta69 ha detto:

    @ Patty : mille grazie ! Con il tuo link ho già trovato i riferimenti di un gas nelle vicinanze di dove abito.
    Ho preso nota di tutto e a settembre li contatto…o magari anche prima.

  21. lucia ha detto:

    @izn : io non ho scelto dove abitare, ma è dove abitava la mia famiglia e dove sono cresciuta e forse hai ragione a pensare che sono “in una condizione fortunata”. Ma nessuno regala niente ed ho pagato un prezzo che io ritengo abbastanza alto, buttando ai rovi quello che avrebbe potuto essere la mia “carriera”…ma tutti dobbiamo rinunciare a qualcosa, no?
    Non avessi avuto vincoli “affettivi per la mia famiglia” ora probabilmente non sarei qui, non lavorerei con le finestre chiuse nei giorni di caldo perchè…le stalle puzzano anche, e non avrei l’orto vicino a dove lavoro ed a dove abitano i miei, passando di lì a fare la spesa !!!
    E forse non passerei le nottate a fare Nonna Papera ed a cuocere pentoloni di marmellata di ribes o di uva spina (aiuto, è iniziata l’invasione!!!) o di altra frutta (che poi fanno la goduria dei miei amici a Natale!!!), ma chissà cosa avrei ?! Sicuramente non un marito così ed un figlio così, nel mio/nostro piccolo mondo!
    Le scelte MIE per cui avrei dovuto lottare erano altre…ma forse non erano così preziose !
    Grazie per la fiducia che rimetti nella mia/nostra tavola….un piatto in più c’è sempre ! Noi eravamo in 6 e mi ricordo che da piccola mia madre metteva sempre un piatto in più, a capotavola: “non si sa mai, magari passa qualcuno”. Raramente quel piatto veniva riposto pulito nell’armadio perchè “qualcuno” per quella tavola semplice passava sempre. Ed io mi sentivo dentro un mondo tanto “grande”.
    Per te…anche 5.000 domande, ma non prima di aver risposto tu alle mie (e calcola che sono una macchinetta!!!!).
    Ai miei amici VOGLIO BENE, perchè sono una parte di me e di quello che sono; soprattutto cerco di rispettare tutte le decisioni (anche se tante volte è Pesante!) perchè è già tanto complicato vivere …..figuriamoci cercare di farlo bene!!!!!
    @evelyne : vedo che ci siamo capite, nel nostro concetto di talebano ! Anche perchè portano solo a complicazioni inutili, per te e per gli altri .
    @tutte : una buona giornata.
    Lucy

  22. izn ha detto:

    @lucia: certo, sono d’accordissimo con te, non è mai solo fortuna! Ci vuole un coraggio immenso per scegliere la propria strada e perseguirla, ed è un coraggio che a tantissime persone manca purtroppo.
    Credo che la vita più brutta sia proprio quella nella quale si tentenna sempre senza prendere mai una vera decisione, perchè manca una chiave di interpretazione degli avvenimenti, quella che io chiamo la fede, non intendo in senso religioso, anche se il credo è una delle scelte di cui parlo.

    Sono sicura che le tue scelte siano giuste, l’unica cosa importante è che tu sia felice (e dalle tue parole sembri esserlo profondamente) e non se saresti stata più felice scegliendo qualcos’altro.

    Anch’io sono una macchinetta di domande, allora faremo a gara!
    un bacio grande :-)

  23. Manola ha detto:

    @IZN: Scusa ma mi risulta che per legge le mense scolastiche dovrebbero essere tutte a base di prodotti Bio, certificati, sbaglio?
    Caspita io ho deciso di mandare Simone all’asilo, dato che non lavoro andrò a prenderlo per pranzo e poi se non dormirà lo porterò di nuovo nel pomeriggio per giocare, sembro drastica?
    Qui la mensa è pessima portano il cibo già pronto da fuori e non è bio, una mia amica lo fà e pensa che lei non mangia tutto bio eppure la bimba all’asilo non mangiava nulla, perché lo trovava cattivo, per non parlare dei sofficini bruciati o altro.
    Ho deciso così ma dirò a i più che lo faccio per risparmiare così non diranno che sono schizzinosa ” Mali estremi? Estremi rimedi”, non credo di esagerare.

  24. izn ha detto:

    @manola: ma che scherzi, manola, io sono stra d’accordo con te, e lo farei assolutamente anch’io, ma mille volte, se fosse necessario! Emma probabilmente la porteremo ad un asilo steineriano, e lì per adesso i bimbi si portano la pappa da casa in un cestino, ma so che stanno cercando di fare una convenzione proprio con Biogusto, che fortuna :-)

    Io credo che fin quando possiamo abbiamo il sacrosanto dovere di evitare ai nostri bambini di mangiare cibi che non solo non si sa bene cosa contengano, ma oltretutto sono magari anche cucinati male, come i sofficini (BLEAH) che mi hai descritto, figurati, addirittura bruciati, ma questi sono matti, stiamo parlando di bambini!!!

    Non ti far mai scoraggiare dalle persone che ti dicono che sei esagerata, io me lo sento dire un milione di volte al mese; il problema è sempre lo stesso, si tratta di fare la cosa giusta o quella semplice, e a me le scorciatoie non sono mai piaciute per fortuna.

    Un figlio è una responsabilità immensa, e un giorno il tuo Simone ti ringrazierà per essere stata così attenta, e anche se non lo facesse, per te varrà sicuramente la pena averlo fatto perché l’avrai visto crescere forte e sano e con un sistema immunitario bello combattivo.

    E che potremmo desiderare di più per i nostri figli?

  25. Manola ha detto:

    @IZN: Mi fà piacere sapere ci sia qualcuno che la pensa come me e anzi anche meglio, mi stai facendo scoprire cose che da sola faccio fatica a scoprire. Sto sempre leggendo di qua e di là ma non sono neanche troppo brava con internet. Spero mi arrivi persto per posta Valore Alimentare, da quando è in vendita non riesco a trovarlo, il numero d’Autunno è esaurito!!!, praticamente mi sentivo persa, poi ho trovato te, sono molto contenta. Piacere d’averti incontrata. Ciao e buona serata

  26. Adriano ha detto:

    Ci manca soprattutto in italia, un interesse alla ricerca di una coscienza di ristorazione sana e legata alla cucina tradizionale.
    La magior parte, ‘non tutti’ si orientano sulla scelta del ristorante su aspetti puramente esteriori e commerciali, manca la capacità di saper valutare la filosofia di lavoro di questo o quel ristorante per la maggiore va la formula: ‘se c’è gente è buono’, o ‘lo consiglia la guida tale’.
    I più decisi entrano e dicono ‘un mio amico mi ha detto che qui si mangia bene” (bisogna vedere come è abituato a mangiare il suo amico).
    A mio avviso in circolazione ci sono troppi opinionisti incompetenti e recensori che con la scusa della libertà di espressione sputano sentenze sulla fatica di una attività che magari dà anima e corpo per creare dei prodotti che i palati assuefatti dal glutamato di sodio definiscono ”mediocri” invece che delicati, comunque ci sarebbe tanto da dire ma aimè non ho abbastanza tempo per dire tutto.
    Comunque è stato un piacere scoprirti e sapere che si parla di conoscenza alimentare, (ognuno di noi diventa ciò che mangia) possiamo immaginare chi troviamo per strada, ‘da brivido’ ciao a presto.

  27. claudia ha detto:

    @Adriano: concordo, chiaramente (altrimenti non sarei su queste pagine cosí spesso). Ma volevo comunque farti sapere che (curiosa come una scimmia) ho cliccato sul tuo nome e mi é venuto quasi da piangere, a leggere “nel nostro ristorante il cellulare non é gradito”. Basterebbe questo a farmi entrare (a parte che sto desiderando con tutte le mie forze la pasta ripiena di radicchio col pecorino e i pinoli e provo e provo e continuo a provare, che magari mi si materializza qui a Johannesburg come regalo di compleanno…). Meno male che ci sono ristoratori cosí…

  28. cleofe ha detto:

    Claudia , Adriano ha un ristorante senza cellulari… dove ? informatemi prego! grazie..

  29. claudia ha detto:

    Cleofe, non vorrei aver fatto una gaffe…io ho cliccato sul suo nome, quello del suo commento. Poi, non so se é suo, ma su una pagina del sito c´era scritto cosí…Adrianoooooo (sí, come nel film…;-)), serve una spiegazione!!

  30. cleofe ha detto:

    si, Claudia cliccato e aperto sito.
    tutto ok. conosco quel posto, è meraviglioso .. il ristorante di Adriano e un motivo in più per ritornarci !

  31. Rosella ha detto:

    Volevo segnalare un ristorantino che propone cucina biologica in quel di Modena. Si chiama Osteria dei Sognatori e si trova in via Alassio 291, fuori dal centro. Lo gestiscono due ragazzi, Antonia, la cuoca, e Marco, il suo compagno, che si occupa dei clienti. I piatti sono sia piemontesi (Antonia viene da Cuneo) sia emiliani tradizionali. I vini che abbiamo assaggiato noi erano veramente buoni. Anche il rapporto qualità/prezzo ci ha convinto. Il loro indirizzo mail è osteriadeisognatori(chiocciola)hotmail(punto)it

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