Dar da bere agli assetati

Tra le opere di misericordia corporale richieste da Gesù ad ogni buon cristiano per il perdono dei suoi peccati (e per entrare nel regno dei cieli), c’è quella di dar da bere (gratuitamente, s’intende) a chi è assetato. Quest’opera di misericordia viene praticata ancora dai fedeli della Cattolica Apostolica Romana Chiesa?

dar da bere agli assetati

Me lo sono chiesto venerdì santo scorso quando, dopo aver mangiato alla caffetteria delle Scuderie del Quirinale (ero lì per visitare la mostra di Tiziano), mi sono visto appioppare 3 euro per mezza minerale, lo stesso importo del bicchiere (mezzo pieno ovviamente) di vino. Certo io non ero assetato e, come succede a tanti quando vanno al ristorante, avevo detto sì per una sorta di riflesso condizionato che scatta allorquando il cameriere pone la canonica richiesta: vuole anche dell’acqua minerale?

La questione che mi sono posto è questa: se una persona stesse, per così dire, morendo di sete e non avesse i soldi per pagarsi una mezza “minerale”, come potrebbe dissetarsi in questa città? Una volta c’erano disseminate per le strade fontanelle zampillanti di acqua fresca alle quali era un piacere abbeverarsi. Ora molte di esse, se non sono asciutte, emettono un filino d’acqua così capricciosamente volteggiante che non si riesce mai a centrarlo con la bocca per cui, dopo vani tentativi, ti ritrovi tutto bagnato ma con la stessa sete di prima. E pensare che i papi, anche quelli che avevano comportamenti non proprio ispirati dallo Spirito santo, si facevano carico di abbeverare i fedeli costruendo fontane o riabilitando quelle lasciate dai pagani romani.

Un’alternativa alla fontanina potrebbe essere quella di andare al bar e chiedere al barista, da cristiano a cristiano, un bicchiere di acqua corrente. Azione quasi impossibile (come quella di chiedere di utilizzare il bagno senza consumare alcunché), perché il barista l’acqua te la dà anche, ma guardandoti storto, oppure fa finta di non capire e ti chiede se vuoi un bicchiere di acqua minerale, preparandosi nel contempo ad emettere il relativo scontrino.

Insomma, opera di misericordia corporale addio: se si ha sete, l’acqua bisogna comprarsela pagandola profumatamente. E allora, prima di intraprendere qualsivoglia impresa che potrebbe assetarci, perché non fare come i ciclisti che partono per la corsa? Riempiamoci la borraccia con acqua del rubinetto di casa oppure mettiamo nella borsa qualche bottiglia di acqua minerale comprata al supermercato (costo: 20-30 centesimi a bottiglina, un vero affare se si tiene conto di quanto costa al bar).

Sempre in tema di acqua minerale. Avrete sicuramente notato che, sia che la chiediate al bar o al ristorante, sia che la caviate dal distributore, la bottiglia d’acqua è sempre ghiacciata. È ghiacciata d’inverno, che a berla così si offende l’organismo che di questa stagione predilige ricevere cose calde. È ghiacciata e ancor più pericolosa d’estate perché, tracannata quando si è accaldati, può essere causa di una congestione che può sconfinare in un collasso, specialmente se la si beve durante o subito dopo un lauto pasto. Allora, se avete tra le mani una bottiglia di acqua ghiacciata, aspettate un po’ prima di berla, poi sorbitela a piccoli sorsi.

Un mio saggio maestro diceva che anche l’acqua andrebbe masticata. Così si evita anche di ingerire aria, possibile foriera di fastidiosi gonfiori di pancia e di sconveniente impellenza di eruttare.

Un paradosso crozziano da paese delle meraviglie: siamo portati a comprare acqua minerale che quasi non contiene minerali. Una volta erano dichiarate minerali le acque ricche di calcio, di magnesio, di ferro o di qualche altro minerale. E le si bevevano per scopi terapeutici, attingendo alla giusta fonte o comprandole in farmacia. Oggi l’acqua, che per legge è minerale, si compra al supermercato e la si usa in sostituzione dell’acqua del rubinetto di casa per dissetarsi e per farsi il caffè. E vittime della pubblicità che fa leva sull’umana aspirazione alla leggerezza e alla purezza del corpo (ve la ricordate la suora dello sketch pubblicitario che diceva che bevendo l’acqua tal dei tali faceva plin plin? Ovvero tanta pipì?) siamo portati a dare la preferenza alle acque minerali con basso residuo secco, cioè a quelle minimamente mineralizzate (con residuo fisso sotto i 50 mg/l) o oligominerali (con residuo fisso tra 50 mg/ e 500 mg/l). In pratica compriamo acque minerali quasi senza minerali!

Volete sapere se un’acqua merita la vostra fiducia? Guardate in etichetta il contenuto in nitrati. Un’acqua veramente pura non ne dovrebbe contenere affatto. La presenza di nitrati è infatti un indice di contaminazione della falda acquifera da cui si attinge l’acqua minerale. Più alta è la concentrazione dei nitrati, maggiore è l’inquinamento occorso.

La legge stabilisce che il contenuto in nitrati delle acque minerali può arrivare fino al 45 mg/l (10 mg/l per quelle destinate ai bambini). È un limite di poco inferiore a quello dell’acqua del rubinetto di casa (50 mg/l), vale a dire altrettanto alto. Personalmente vi consiglio, se l’acqua di casa è proprio imbevibile, di scegliere un’acqua minerale in cui i nitrati siano assenti o presenti in quantità minime (non più di 1-2 mg/l).

Una questione che appassiona molti di voi: i minerali presenti nelle acque sono o non sono assorbiti dal nostro organismo? Contrariamente a quanto scrive la nostra Sonia nel suo post su questo argomento, la mia esperienza professionale e i dati scientifici disponibili mi portano a dire di sì.

Ho avuto dei buoni risultati in caso di anemia raccomandando il ferrotone, che è nient’altro che acqua minerale ricca di ferro. L’efficacia di quest’acqua è stata anche provata da una ricerca scientifica (Halksworth G e coll. Iron absorption from Spatone — a natural mineral water — for prevention of iron deficiency in pregnancy. Clin Lab Haematol. 2003;25:227-31). La ricerca ha anche mostrato che alcune acque minerali possono contribuire a soddisfare i fabbisogni di altri minerali, come il calcio (Heaney RP. Absorbability and utility of calcium in mineral waters. Am J Clin Nutr. 2006;84:371-4) e il magnesio (Sabatier M e coll. Influence of the consumption pattern of magnesium from magnesium-rich mineral water on magnesium bioavailability. Br J Nutr. 2011 ;106:331-334).

Ah dimenticavo! Alla mostra di Tiziano si poteva ammirare il quadro di Paolo III, il Papa rinascimentale che va famoso anche per aver fatto edificare numerose fontane nella città capitolina. Allora sì che il dar da bere agli assetati era un’opera di misericordia. Ma ora i tanti mercanti, che sono sia dentro che fuori del tempio, ci stanno privando di questo bene preziosissimo che la natura nella sua magnanimità intendeva regalare a tutti noi comuni mortali. È un’indegna operazione di esproprio di un bene comune che fa il paio con quella delle piante geneticamente modificate che è volta unicamente a sottrarre ai contadini la gestione di un altro preziosissimo bene comune, quello dei semi.

“Dar da bere agli assetati”, “dar da mangiare agli affamati”, sì, ma a prezzo sempre più alto per l’umanità e per la natura al fin di lucrare profitti poco cristianamente!

Come sarebbe bello manifestare contro quest’andazzo, riducendo i consumi, quindi gli acquisti, di acqua minerale. Ovviamente si può laddove la qualità dell’acqua del rubinetto è buona. Qui a Roma ad esempio potremmo agire in questo senso perché l’acqua pubblica è di norma soddisfacente.

Buona Pasqua a tutti voi del pasto nudo, e un augurio speciale alla Sonia, donna due volte gagliarda, in primis per la gestione super del blog, in secundis per la pastiera che ha fatto leccare i baffi a me, a una francese, a un americano e a una svedese, casualmente assieme il pomeriggio del dì di Pasqua per una tazza di tè. Un successo internazionale!

Post scriptum

Non ho dimenticato di completare il discorso sulla soia che avevamo iniziato qui; vi prego solamente di pazientare ancora un po’.

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21 comments

  1. Gabriel Rolland ha detto:

    Io e la mia ragazza giriamo sempre con la nostra bella borraccia, anche in autostrada ci fermiamo agli autogrill per fare il pieno di acqua del rubinetto, ecologica ed economica.

  2. enrica ha detto:

    Grazie!!
    anche io da brava ignorante guardavo solo il residuo fisso, ora starò certamente più attenta!
    certo che un povero anziano avrà qualche difficoltà a leggere quelle scritte microscopiche, faccio fatica anche io a destreggiarmi fra tutti quei valori!

  3. enrica ha detto:

    scusi professore, io abito in pianura padana e come tanti qui ho il problema della quantità di calcare presente nelle nostre acque.
    non so se l’ingestione faccia male ma per lo meno per fare il tè cerco di usare acque minerali.anche per preservare il bollitore
    sbaglio? mi può dare qualche delucidazione?

  4. Giulia ha detto:

    Grazie Dott. Giannattasio per l’interessante e ironico post. Da circa un anno ho smesso di comprare acqua minerale e iniziato a bere quella del rubinetto. Abito a Pregnana Milanese dove dicono che l’acqua del Comune sia buona. Guardando l’etichetta inviata insieme alla bolletta vedo che i nitrati hanno un valore massimo di 38 mg/l per cui direi che non è male, inoltre è ricca di calcio (valore minimo 24, massimo 97 mg/l). Infatti, magari sarà un caso ma ho notato che pur avendo ultimamente diminuito moltissimo i latticini nella mia dieta ho le unghie molto più forti di prima! Forse potrebbe causare problemi magari a chi soffre di calcoli renali? O magari favorirne la formazione?
    Cosa ne pensa delle caraffe filtranti? Molti le sconsigliano perchè demineralizzano troppo l’acqua rendendola addirittura quasi distillata e dopo un po’ il filtro può essere veicolo di batteri. Io preferisco non usarle.

  5. Arianna ha detto:

    Anche io sono d’accordo con il prof. Giannattasio riguardo l’assorbibilità dei minerali nelle acque :)
    Oltretutto, ho avuto alcuni casi di pazienti che bevevano solo acque a bassiiiiissimo residuo o da depuratore del rubinetto (praticamente, acqua distillata) e che risultavano essere pressoché disidratate o.O L’esame della BIA rilevava cellule molto piccole, molto poco idratate e un eccesso di acqua extracellulare. Semplicemente variando la qualità dell’acqua i valori erano migliorati… Lei cosa ne pensa, professore? Le acque troppo poco mineralizzate possono essere più un male che un bene?

  6. Gianluca D'Amelio ha detto:

    Per quanto riguarda la prima parte del post, vorrei ricordare che in Francia c’è una buona usanza, quella di ordinare “une carafe d’eau”, una caraffa d’acqua potabile, gratuita. Dovremmo iniziare anche noi, col rischio di prenderci un bel “vaff…” dai camerieri, sempre meno professionali :D

  7. claudia ha detto:

    In Italia si trovano solo acque oligominerali, mentre in Francia trovo acque ricche di magnesio e potassio, che, per me che corro, sono una benedizione. Ho escogitato il sistema di addizionare l’acqua del rubinetto (che qui è buonissima, ma siamo in montagna) con cloruro di magnesio (si compra in farmacia) L’etichetta avverte “sapore sgradevole”, io non devo essere normale, perchè a me piace. Per fortuna. Il farmacista mi ha confermato che sono molti i podisti che ne fanno uso. Personalmente non sopporto gli integratori classici dal sapore dolciastro e le bustine di magnesio-potassio costano parecchio. Il cloruro di Magnesio ha un costo irrisorio in rapporto alla quantità-prezzo (un barattolo costa circa otto euro e dura mesi)

  8. granosalis.org ha detto:

    tralasciando come si possa avere il coraggio di stabilire a 3 euro il prezzo di una minerale…sono un po’ confusa, il punto di vista di Roberto Serino mi convinceva abbastanza. Tuttora continua a suonarmi di piu’, ma mi riesce difficile non continuare ad ascoltare e riflettere su cio’ che viene dall’altra campana…help! Sulla questione acqua ho sempre molta confusione…

  9. mirella a. ha detto:

    abito a roma…dicono che quì l’acqua ha troppo calcio e possono venire i calcoli…tra l’altro l’acqua di roma è buonissima però io beve acqua oligominerale che costa un sacco di soldi, bottiglie di plastica etc.
    passiamo all’acqua del rubinetto mi sembra quasi all’unanimità!

  10. silvia ha detto:

    Premetto che sono contro l’acqua in bottiglia, ma non tutte le acque in bottiglia avevano nessuna delle 85 molecole ritrovate in alcune delle marche di cui si parla in questo articolo.

    Scrivo questo perchè purtroppo dopo aver bevuto l’acqua del rubinetto per tre anni a Parigi ho avuto un avvelenamento da metalli pesanti che erano contenuti nell’acqua pubblica, ed ora sono costretta ad acquistare l’acqua in bottiglia, che ha dei prezzi altissimi, ma purtroppo non ho scelta. L’indagine che è stata svolta sulle acque confezionate per me è stata molto utile perchè ho scoperto quali marche contengono gli elementi nocivi.

  11. izn ha detto:

    @granosalis: cara, la mia tesi è sempre valida, infatti con il prof ci facciamo sempre delle belle chiacchierate sull’argomento acqua, e non troviamo mai un accordo :-)
    Se ben ricordi sostengo che i minerali non possono essere assorbiti dall’acqua perché non sono “organicati” dalle piante, o meglio possono anche essere assorbiti (in parte) con uno sforzo, secondo me inutile, del nostro organismo, e la parte rimanente viene stoccata nell’organismo, provocando potenzialmente vari problemi.

    Il punto secondo me è che anche nel caso potessimo assorbire una parte di minerali “buoni” dall’acqua, giocoforza dovremmo avere a che fare anche con quelli “non buoni” come l’arsenico, tanto per citarne uno di cui abbiamo già trattato. Perché correre questo rischio, visto che possiamo assumere ottimamente tutti i minerali che ci servono mangiando tanta frutta e verdura fresca?

    Certo, se uno pretende di bere acqua minimamente mineralizzata (come ad esempio quella osmotica) e poi mangiare ogni giorno quattro salti in padella la cosa cambia sensibilmente :-D

    Per quanto riguarda poi le acque “speciali” come, per citarne una, la Sangemini, che se non sbaglio è ricca di calcio “assorbibile” se ho ben capito nella mia profonda ignoranza (ho ancora tanto da imparare!) deve esserci un particolare equilibrio in quel tipo di acqua tra i minerali che contiene, che fa in modo che il calcio diventi assimilabile.

    A questa categoria immagino appartengano le acque che cita il prof, ma non ne sono certa. Ogni volta che trovo del materiale in proposito cerco di approfondire l’argomento, ma l’acqua è una storia a sé talmente vasta che ci vorrebbe un blog solo per lei (il pasto acquoso? :-D).

    Ad ogni modo ringrazio il prof che mi ha dato un input per studiare ulteriormente la questione dei minerali!! Adoro imparare cose nuove e sono sempre pronta!! :-)))

  12. Silvia N. ha detto:

    Nel libro “Acqua e sale ” di Peter Ferreira e Barbara Hendel si possono attingere interessanti(ssime) info…
    Anche in quello scritto sempre a due mani da Masaru Emoto e Massimo Citro “La scienza dell’invisibile”… Entrambi parlano della…”memoria dell’acqua”!!!
    Quante cose da scoprire! L’acqua è un argomento…. magico!
    Prof . Giannattasio, noi in famiglia beviamo la Lauretana in vetro (Ione Nitrato 1,90 mg/l)…, insaporiamo i pasti con sale integrale di varie provenienze (dr.ssa Eck docet!), prediligendo abbondante frutta e verdura di stagione…

  13. Granosalis ha detto:

    Mi ero persa via gli ultimi commenti…
    Izn, pure io rimango molto più convinta di quella tesi. Ho anche avuto uno scambio con Roberto Serino prima di scrivere un post nel mio blog riguardo al sale marino integrale, mi ha dato un bel po’ di informazioni che ho trovato interessanti e convincenti. Mi sembra assolutamente sensato che l’acqua serva a idratare, drenare e ripulire, e i vegetali, tramite quel meccanismo meraviglioso che è la fotosintesi, a fornirci tutti i minerali di cui abbiamo bisogno, quelli sì certamente assimilabili. Penso all’acqua di mare, che ha praticamente la stessa composizione del plasma umano, sembrerebbe che a berla a secchiate potessimo reintegrare qualsiasi cosa…invece ci si disidrata fino alla morte! Però quella ricchezza possiamo invece assimilarla guarda caso dalle alghe, i vegetali marini.
    Certo, come dici tu senza un’alimentazione equilibrata e ricca di frutta e verdura fresche tutti i discorsi di cui sopra sono piuttosto inutili…
    Ringrazio anche io il prof per gli approfondimenti e gli spunti di riflessione sempre interessantissimi!
    Claudia

  14. sabine eck ha detto:

    @Granosalis, una piccola precisazione: se prendi l’acqua di mare (concentrazione salina ca 3.5%) e lo diluisci con acqua distillata fino a 0.9% (soluzione fisiologica) non ti fa certamente morire di sete, ma potrebbe diventare una specie di integratore idro-salino-energetico se aggiungi del succo di limone e magari succo d’acero o zucchero integrale (acqua marina non inquinata si intende!)
    Quindi l’acqua marina uccide solo per la *quantità* (concentrazione) dei sali contenuti nel mare…e non per la loro *qualità* . Semplicemente disidrata le cellule gradualmente per osmosi fino a bloccare le loro funzioni fisiologiche. A seconda la situazione generale (sole) si regge solo alcuni giorni in mare senza acqua dolce (a meno che non piove e il cielo provvede!)

  15. robertoserino ha detto:

    ciao a tutti :-) ancora la storia dei minerali assorbibili! mi piace, vuol dire che appassiona…
    non è un mio post, per cui non interverrò piu di tanto, solo alcune puntualizzazioni, anche perché sto finendo di scrivere un articolo sul mio sito che spiega perché residuo fisso e conducibilita elettrica e Ph devono essere in un modo piuttosto che in un altro.

    Finora non avevo mai parlato di questo argomento perché troppo complicato da “tradurre” in linguaggio semplice; è necessario spiegare le varie re-dox (tipo di reazione chimica), la resistività dell’acqua e il Ph. Adesso è quasi pronto e così finalmente spiegherò perché se l’acqua ha elettroliti (minerali) danneggia le cellule aumentando la pressione osmotica, perché i minerali inorganici non possono entrare nella cellula (spiego il processo che li blocca) e perché è sbagliato parlare di minerali organici (è una semplificazione, in quanto una volta legati chimicamente sono un’altra cosa).

    @Sabine eck: Ovviamente la concentrazione salina dell’acqua di mare blocca i processi osmotici della cellula, aumentando a dismisura la pressione osmotica, e altrettanto ovviamente diluendo l’acqua di mare con acqua distillata ottieni un altro tipo di soluzione e di conseguenza non muori più di sete; ma a quel punto non hai più acqua di mare, dal momento che la concentrazione è cambiata. Il punto però è che i sali inorganici, non potendo attraversare le membrane cellulari, si depositano all’esterno, aumentando la pressione cellulare verso l’esterno.

    @Arianna: se il liquido extracellulare aumenta è esattamente per il motivo contrario a quello che scrivi. Perche succeda quella cosa, il tenore salino dell’acqua extracellulare deve essere aumentato (causa depositi sostanze inorganiche, perché solo quello lo puo determinare), e di conseguenza, per osmosi, l’acqua intracellulare tende ad uscire dalla cellula. È un processo semplice, per cui se la paziente ha troppo liquido extracellulare, vuol dire che la parte esterna è ipertonica, non ipotonica, altrimenti l’acqua tenderebbe appunto ad entrare.

    Non è una critica, ci mancherebbe altro, ma vorrei dire che per spiegare bene e completamente questo soggetto bisogna capirci di chimica, di come si creano i legami e come variano a seconda di come sono fatti. Inoltre, è necessario parlare di soluzioni e non di acqua; l’acqua è H20, ma quella non esiste in natura, il liquido che beviamo abitualmente è una soluzione, e deve essere di un tipo o di un altro, perché eventuali variazioni cambiano la capacità ossidante dell’acqua e quindi la sua capacita di legarsi poi agli elementi cellulari.

    @gianluca d’amelio: hai ragione, in Francia esiste quell’usanza. Ti dico però una cosa, l’acqua potabile di Parigi è nota per essere una delle migliori acqua potabili del mondo, e forse non sai che è depurata ad osmosi inversa, e quindi ha pochissimi minerali inorganici.

    Per quaanto riguarda i nitrati, qualcuno ha scritto che ha un’acqua con 38 di nitrati: fidati di me, non berla, sono tantissimi, e su questo sono d’accordo con il professor Giannattasio.

    Prof. Giannattasio: l’asl di viterbo ha fatto prelievi su 200 persone del viterbese (sa che qui l’arsenico è eccessivo, e non solo qui) e si è trovato che tutte queste persone avevano nel corpo circa 200 nanogrammi di arsenico, mentre la media nazionale è di 82; saprà che l’arsenico è un semimetallo, ma se fosse assimilabile, perché queste persone ne avrebbero nel proprio corpo quantità cosi elevate? Nello stesso periodo sono state fatte analisi su latte, pane e frutta, e anche qui sono stati trovati alti tassi di arsenico. Sempre a questo riguardo, una ricercatrice dell’asl (la persona supposta a fare le analisi in questione) ha scritto di non allarmarsi perché in questo caso (particolarmente nei latticini ) l’arsenico era di tipo organico, e quindi non dannoso per l’organismo (le inserirò i link ai post di queste due notizie con i vari risultati).

    Mi dispiace scrivere questo, ma da quello che scrive e continua ad asserire, risulta chiaro che ci sono cose che non conosce riguardo i legami chimici (e sto parlando di cose di base); se qualche volta vorrà, ne parleremo, così vedrà che questa questione dei minerali (l’ha presa proprio a cuore :-)) sarà piu semplice da comprendere.

  16. Matteo Giannattasio ha detto:

    @robertoserino: Sarò anche ignorante sulla natura chimica dell’arsenico e sui legami chimici, come lei ritiene, ma questa è una questione di stile che non vale la pena discutere.

    Vorrei invece risponderle sulla questione tecnica che mi pone: “se fosse assimilabile, perché queste persone ne hanno nel proprio corpo quantità cosi elevate?”.

    L’arsenico, si sa, è un oligoelemento (cioè un minerale di cui l’organismo ha bisogno, e che quindi assimila, in minime quantità ). Se l’organismo ne assorbe in eccedenza, come avviene nel caso in cui l’acqua e il cibo contengano questo elemento in dosi elevate (l’arsenico è assorbito però anche dall’aria attraverso i polmoni e per contatto attraverso la pelle) prova a smaltirlo attraverso i reni dopo aver tentato di detossificarlo, ma non ce la fa a smaltirlo completamente e quindi l’arsenico si accumula nell’organismo.

    Riguardo poi al fatto che sono state trovate alte dosi di arsenico in forma organica in alimenti vegetali e animali, io non direi come, secondo quanto lei ha scritto, avrebbe detto la dottoressa, e cioè che non c’è da preoccuparsi perchè l’arsenico organico non è tossico. Semmai direi che c’è comunque da preoccuparsi perché anche in forma organica l’arsenico è tossico, anche se di meno. Inoltre alimenti così farciti di arsenico, anche se organico, sono indizio che le colture e gli allevamenti sono localizzati in aree ad alta presenza di arsenico (e per gli animali viene da chiedersi quanto il loro stato di salute ne risenta).

    La ringrazio per l’offerta di procurarmi post sulla faccenda, ma a me i post sulle questioni tecnico-scientifiche non interessano. Mi interessano invece dati scientifici pubblicati su riviste accreditate. Già a suo tempo gliene feci richiesta, ma fu lettera morta. Se ne ha, sarei contento di riceverne.

    p.s.: Un appunto da “pastonudista”: a mio avviso, per comodo dei lettori dovrebbe rendere i suoi post sull’acqua un po’ più chiari e documentati scientificamente. Altrimenti, le sue ferme affermazioni rischiano di essere soltanto parole.

    @pastonudisti tutti: Debbo rispondere ai vostri interventi sull’acqua (e anche scrivere il secondo post sulla soia). Lo farò non appena avrò un po’ di calma. Perdonatemi.

  17. Graziella Carnevali ha detto:

    Non so come ringraziarla prof. per il suo post, che mi ha chiarito molti dubbi e messo anche di buon umore. Nel senso: meno male che l’acqua del rubinetto (se proviene diciamo così da un acquedotto serio, se ho capito bene) è sana quanto una minerale. Perchè ha ragione, ormai anche l’acqua è un grande business, mentre, essendo un bene primario, dovrebbe essere alla portata di tutti (e scusate le ripetizioni del verbo essere…).

    Odio quando prendo un panino e per bere solo un sorso devo pagare quasi quattro euro. Alla fine rinuncio, meglio un buon bicchiere di vino, per dire. Così come non sopporto l’idea che per bere in modo salutare, oltre che pagare, caro e salato, l’acquedotto, si debba poi munirsi di un depuratore ad osmosi inversa che costa un occhio della testa e non tutti possono permettersi (e Roberto Serino mi scusi, ovviamente non parlo di lei).

    L’acqua deve essere buona e pubblica per tutti, non si può lucrare su un bene primario (così come non si dovrebbe nel settore salute in toto). Per cui, grazie per lo “sdoganamento” dell’acqua del rubinetto, che io non ho mai smesso di bere, ma ora mi sento più tranquilla. Perchè di lei mi fido ciecamente.

  18. robertoserino ha detto:

    Caro prof. Giannattasio, Internet purtroppo non aiuta, perchè si limita alle parole scritte senza mostrare il tono con cui vengono dette. Non intendevo affatto dire che Lei fosse ignorante, ci mancherebbe altro, non la conosco e non mi permetterei mai. Non volevo parlare di Lei in quanto persona, ma dei dati che aveva scritto, dai quali si evincono alcune inesattezze. Anche in questo ultimo post ne ho trovate, e ribadisco che mi sto riferendo al puro contenuto e nulla di più.

    Gli oligoelementi non sono esattamente quello che ha scritto; e riguardo l’arsenico le cose non stanno esattamente così; il problema in questo caso è che l’arsenico ha una composizione simile alla molecola dell’acqua e quindi entra all’interno del citoplasma. È questo il motivo per cui è ritenuto cancerogeno, perché non depositandosi all’esterno ma entrando, diventa un elemento mutageno, in quanto interagisce coi processi metabolici.

    Qui torniamo al punto: Lei ha linkato documenti che sono sulla rete, dando così maggior valore alle sue tesi, e continua a chiedermi documenti scientifici, e lo fa perché ovviamente, mi perdoni, non ha molta conoscenza di alcuni dati e legami chimici. Non c’è bisogno di un dato scientifico per stabilire che l’idrogeno e la sua concentrazione determinano il Ph, o altri concetti che riguardano i legami chimici, come avvengono, come si legano… le variabili sono molte, davvero tante. Secondo me per poter parlare di questo soggetto qualche base bisogna averla, se no la spiegazione diventa complicata.

    Il mio commento era riferito a questo, intendevo dire che le mancano dei dati su questo argomento, e si nota abbastanza chiaramente da alcune cose scritte; vedo delle generalizzazioni su cose che avvengono per cause precise.

    Immagino Lei sia un dottore, è come se io parlassi con lei delle funzioni di un organo non sapendo nulla della cellula (e non intendo dire che lei non sappia nulla di chimica, solo non abbastanza); come minimo dovrei chiarirmi cosa è una cellula, e poi potrei andare all’argomento successivo. Più o meno è la stessa cosa, Lei continua a parlare di minerali che si legano all’acqua; è ovvio che sia così, ma questo non ha nulla a che vedere con la funzione dell’acqua e della sua interazione con i processi metabolici all’interno dell’organismo.

    I legami variano a seconda dello scopo, e i cambiamenti non sono piccoli, sono enormi. Deve considerare che un elemento benefico, e ripeto benefico a Ph 6,7 è eccellente, ma lo stesso elemento a Ph 7,3 diventa tossico, semplicemente perché avvengono tutta una serie di reazioni differenti. Nel caso dei minerali, come ho scritto più volte, non esistono minerali organici, è una semplificazione. I minerali sono solo e unicamente inorganici, quando diventano “organici”, non sono più minerali, ma un’altra cosa.

    È un po’ come dire che noi siamo fatti per il 70% di acqua, ma non è propriamente cosi, infatti se lei si buca il corpo non esce uno zampillo di acqua: siamo fatti per il 70% di *molecole* di acqua, cosa completamente differente, e siamo fatti così perché quel tipo di molecole permette una serie infinita di legami (l’acqua è il solvente per eccellenza) in quanto può causare una serie di soluzioni (solvente e soluto).

    Faccio un esempio: l’acqua che favorisce la vita vegetale ha valori di ph, redox e resistività diversi da quella che favorisce la vita animale, ma l’acqua biologica (se così si puo chiamare, e cioè quella contenuta nelle piante e negli animali) ha valori simili, e sono misurabili. Questo perché le piante, una volta assunta l’acqua contenente elettroliti (sali minerali) poi li trattano facendoli reagire e trasformandoli in quello che devono diventare. Il risultato è che l’acqua a questo punto è più libera (meno satura) e di conseguenza con altri valori; ma ciò è dovuto alla serie di reazioni avvenute.

    Quello che voglio dire è che è troppo semplicistico parlare di minerali etc etc; il corpo è un laboratorio chimico enorme che svolge una serie incredibile di reazioni, e non ci si può soffermare solo su una senza valutare tutte le altre, sono tutte in relazione.

    Il punto è *come* avviene il processo e come si legano i vari elementi, e per fare questo bisogna avere qualche dato su come si formano i legami chimici biologici, se no tutto diventa pura generalizzazione. Inoltre bisognerebbe sapere come agisce la membrana cellulare e i processi che permettono l’attraversamento di quest’ultima (diffusione e osmosi).

    Alcuni elementi entrano per diffusione, perché non respinti dalla membrana, altri per osmosi, per l’opposto motivo; l’acqua usa questo modo, e già questo dovrebbe spiegarle perché i minerali inorganici non entrano all’interno della cellula. Per comprendere tutto questo, non c’è bisogno di avere dati altisonanti scientifici, ma molto più semplicemente basta prendere un libro di testo che lo spiega e leggerlo, e non di post in internet che ovviamente sceglie a suo piacimento perche in accordo con quello che lei vuole dire. Immagino che lei cerchi quel tipo di articoli, e scarti gli altri che magari spiegano queste cose richiedendo un’adeguata conoscenza basilare, perché sono in formule e cosi via.

    Se vuole posso postarle i link qui in un commento, ma poi non mi deve rispondere “queste sono formule tecniche”, nel caso non li capisse.
    e alla fine di tutto cio, poi ognuno puo avere le sue opinioni, e se lei la pensa cosi, per me va benissimo..no problem…
    saluti

  19. Matteo Giannattasio ha detto:

    @Serino: peraltro cognome che evoca la meravigliosa acqua del Serino che ancora circola negli acquedotti di alcune zone di Napoli, ma ora è purtroppo mischiata con altre acque meno pregiate: forse Lei era pre-destinato a interessarsi di acqua.

    Ma il punto è questo: o lei è un genio che ha scoperto cose strabilianti e alquanto bizzarre della chimica dell’acqua o le ha studiate su un trattato di chimica-fisica che io non conosco. Nel secondo caso gradirei la referenza e correrò a studiarmelo perché c’è sempre da imparare nella vita. Ma fino ad allora la nostra disputa è interrotta.

    @gianluca d’amelio: Visto che mi trovo, tengo a precisare quanto segue. Non è esatto affermare, come fa Serino, che “l’acqua potabile di Parigi è nota per essere una delle migliori acqua potabili del mondo, e forse non sai che è depurata ad osmosi inversa, e quindi ha pochissimi minerali inorganici”.

    È sicuramente un’acqua potabile buona come tante altre ai termini di legge con un contenuto medio di nitrati di 27,2 mg/l. Lasciamo stare il raffinato “forse non sai”, ma a mio avviso non è affatto possibile che l’acqua di Parigi sia tutta ottenuta per osmosi inversa (forse una piccola parte?) visto che il contenuto in calcio è relativamente alto (in media 80-100 mg/l).

    Quindi la beva, considerato anche il recente scandalo accaduto proprio in Francia dove un’acqua minerale su cinque conteneva residui di pesticidi (l’ho letto recentemente su Le Monde che leggo abbastanza spesso).

  20. claudia ha detto:

    Ehm…scusate, mi astengo dal dibattito sull’acqua (ho sposato un fisico teorico eppur mezzo chimico, e ogni volta che gli chiedo delucidazioni risponde: “No, l’acqua e’ troppo complicata, noi fisici teorici non ci siamo ancora arrivati, a capirla (figurati poi i chimici…), e’ la sostanza piu’ complicata al mondo. Altro che bosoni!” eh eh).
    Pero’ mettetevi d’accordo; una dice che si e’ ammalata bevendo l’acqua di Parigi piena di metalli pesanti, l’altro risponde che e’ la migliore del mondo. :-)))

  21. robertoserino ha detto:

    va bene Dott. Giannattasio, sono d’accordo con lei; in effetti è un suo articolo, per cui mi sembra corretto rispettare le opinioni altrui.

    @Claudia: ciao mi ricordo di te e di tuo marito. Il fisico, ne avevamo già parlato (ricordi? riguardo il ph) e sono d’accordo con lui. Comprendo perfettamente il suo punto di vista a riguardo, ma ti assicuro che se io e lui ci vedessimo parleremmo con molta più semplicità, senza nulla togliere a chiunque (essendo un chimico conosco ovviamente abbastanza di fisica).

    Vero è che l’acqua è un elemento molto complicato, non perché difficile in se stessa, ma perché causa una serie infinita di reazioni, in ragione della sua struttura.

    Il problema è che girano un mare di dati discordanti, difficili poi da spiegare, che sfociano in altri tipi di discorsi, e la cosa si complica ovviamente.

    Per quanto riguarda l’acqua di Parigi la sua misurazione in Microwatt è di 7 (puoi verificare) quella della Lauretana è di 3,8, ed è l’acqua piu leggera d’Europa. Chiedi a tuo marito cosa vuol dire questa misurazione e da cosa può essere influenzata, e avrai la risposta ;-)

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