L’acqua e il cibo

“Dar da bere agli assetati” e “dar da mangiare agli affamati” hanno cessato di essere umane opere di misericordia, per diventare business colossali. L’acqua che esce dal rubinetto di casa, a pagamento, ha il gusto della varechina perché, per legge, viene addizionata di cloro per eliminare eventuali microrganismi patogeni. La qualcosa però non sempre assicura la potabilità, data la possibile presenza di pesticidi, metalli pesanti e altri contaminanti nocivi.

giornata mondiale dell'acqua 2015
immagine tratta da unwater.org

Fontane e fontanine pubbliche non zampillano più o sono ridotte a pattumiere; così, complice anche un’ammaliante pubblicità, si è creata la necessità di ricorrere all’acqua cosiddetta “minerale”, che si vende in bottiglie (per lo più di plastica e perciò difficili da smaltire o riciclare), che spesso costa più del latte. Insomma, l’acqua non è più bene comune; è sempre più merce, su cui speculano i gruppi finanziari che stanno comprando tutte le fonti da cui zampilla acqua ancora bevibile.

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