Pasta madre o lievito di birra? (seconda parte)

Recita il proverbio che ogni promessa è debito. E poiché i debiti vanno sempre onorati, eccomi a voi per mantenere la promessa fattavi qualche mese fa, di parlarvi di certi aspetti della qualità del pane che posso essere di vostro interesse. In verità, di quello che vi dirò in questo post c’è molto poco di originale perché ho fatto mio quanto ha sentenziato circa 1000 anni fa l’antica Scuola medica nel suo “Regimen sanitatis”, il trattato su cui si sono formati i medici dal medioevo fino all’arrivo (di recente data) della medicina scientifica.

pane con farine antiche

Alla voce “Pane” del trattato si legge: “Il pane sia saporito, lievitato, ben cotto,/puro e sano; se non è così, ritieni che non è buono./Il pane non sia caldo, né troppo invecchiato,/non cotto due volte,/non tostato in padella,/…moderatamente salato, e scelto dai sani granelli./Ogni scorpacciata è dannosa, pessima quella del pane…”. Un antico vademecum sul consumo del pane quanto mai attuale per il nostro tempo.

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