Riflessioni sugli ogm

Lo so, state pensando che di me non vi potete fidare, e ne avete ben donde visto che, invece di mantenere la promessa di scrivere la seconda parte del pane a pasta-madre, vi rifilo un altro pezzo sugli OGM. Vi chiedo venia e vi prometto che il post sul pane arriverà subito dopo che vi sarete sorbiti il presente.

ogm che fare

Lasciatemi spiegare il motivo di questo cambio di programma. La settimana scorsa su alcuni giornali importanti ho letto dichiarazioni inneggianti all’impiego degli OGM in agricoltura, che non mi sono piaciute, perché farcite dei soliti slogan: “scomparirà la fame nel mondo”“si ridurrà il consumo di pesticidi”“non si deve dire no al progresso tecnologico”“si è contrari agli OGM per ideologia”, ecc.

Così ho preso carta e penna e ho scritto al Corriere per dire quello che pensavo a riguardo.

Dopo di che, apriti cielo! Dai loro siti i soliti noti pro-OGM hanno iniziato la consueta aggressione verso il sottoscritto. Ma, come è costume di chi ha poche argomentazioni da addurre, si sono limitati agli improperi o hanno addotto argomentazioni piuttosto bizzarre contro le mie affermazioni.
Ve ne cito una sola che riprendo testualmente da una sorta di editoriale che ho trovato in uno dei siti più agguerriti: “L’intervento ospitato dal Corriere di oggi appare sorprendente. Tutto schierato contro il glifosate citando un sito dove viene scritto l’opposto di quanto riportato. Ad esempio, ci sono più erbe infestanti nell’Europa OGM-free che nell’Argentina che non ha quasi più una sola pianta di soia che non sia resistente al glifosate”.

Mio commento: sfido io che in Argentina ci sono meno erbe infestanti, con tutti i diserbanti che si usano a piene mani e senza preoccuparsi dei gravi danni che questi possono causare all’ambiente e all’uomo. Ogni anno, in Argentina, soltanto di glifosato, se ne consumano tra 180 e 200 milioni di litri. E un recente lavoro svolto proprio in Argentina dal Laboratorio di Embriologia molecolare della Facoltà di Medicina di Buenos Aires pubblicato nel 2010 sulla rivista internazionale Chemica Research in Toxicology (impact factor 3,667, quindi rivista di alto credito), ha evidenziato che questo diserbante può avere effetti teratogeni sui vertebrati.

Poi, è chiaro, c’è stata la contestazione della Monsanto, produttrice del glifosate sotto forma di Round-Up, cui i ricercatori argentini hanno risposto per le rime. Tutto quanto dico è documentato e si lo può ricercare in rete partendo da un articolo pubblicato dal Latin American Herald Tribune “Herbicide used in Argentina Could Cause Birth Defects”.

Nello stesso commento si trova anche scritto che “Nella classifica delle piante resistenti ad erbicidi il glifosate così diffusamente usato, arriva solo decimo a pari merito con altri due erbicidi per numero di erbacce resistenti”. Ebbene, a parte il fatto che nell’articolo del Corriere ho scritto semplicemente che “…ci sono segnalazioni di infestanti diventate resistenti al glifosate”, inviterei il commentante ad andarsi a leggere il documento redatto da vari docenti universitari americani “Facts about glyphosate-resistant weed”, i quali, pur essendo favorevoli alle piante OGM, affermano che “sebbene il numero totale di specie infestanti resistenti al glifosate è basso, il numero di specie sta aumentando ad un tasso allarmante”; e riportano un grafico (la fig.2) illuminante.

Non vado oltre e mi astengo dal ribattere alle varie offese verso la mia persona. L’offesa, come la violenza, è lo strumento che usano coloro che non hanno argomentazioni valide, ed è la fonte principale che alimenta l’intolleranza a 360° di cui soffre oggi l’umanità.

Torniamo a noi. Così, un po’ perché arrabbiato da questi commenti, un po’ perché volevo completare per voi il discorso sugli OGM iniziato sul Corriere, ho deciso di scrivere questo post, che consta di una riflessione e di alcune annotazioni.

La riflessione

Se ci fate caso, a fare da paladini agli OGM e a sostenere che l’agricoltura ha assoluta necessità di votarsi a questa tecnologia, sono pochissime persone e sempre le stesse. Per carità, sono persone che fanno cose egregie nel loro ambito professionale, ma si tratta di ambiti che non hanno niente a che vedere con l’agricoltura e con i problemi che essa sta vivendo. Mi chiedo perché su questo tema sono così rari gli interventi di personalità che ne avrebbero ben donde per la loro competenza e professionalità.

Penso agli ecologi, ai genetisti (che diversamente da quanto si vuol fare credere, sono scienziati che *non vanno confusi* con i biotecnologi che fanno gli OGM), gli agronomi, e poi ancora le associazioni che rappresentano gli agricoltori, e gli agricoltori stessi, che vivono le realtà e i problemi agricoli ogni attimo della loro giornata. La gente comune si pone queste domande e, non ricevendo risposte, inizia a sospettare che ci sia la ferma volontà di imporre gli OGM in agricoltura dall’alto e non certo per il bene della comunità, bensì per interessi di bottega.

Le annotazioni tecniche

Come ho scritto e documentato nel mio intervento sul Corriere, tutti gli scienziati di buona volontà riconoscono che la maniera attuale di fare agricoltura sta portando alla distruzione del pianeta, perché si basa sulla triade malefica: monocoltura, nitrati di sintesi e pesticidi. Eccovi qualche nota caratteristica dei tre pilastri su cui si basa oggi la produzione di cibo:

Monocoltura:
si pratica sempre la stessa coltura sullo stesso terreno; porta alla sterilità dei suoli e al dilagare delle malattie. Non è un caso che gli OGM attualmente prodotti per l’agricoltura: mais, soia e colza, rientrano proprio nella logica della monocultura;
Nitrati di sintesi:
sono usati come concimi azotati. Vantano un passato di materiale bellico, essendo stato usato durante la prima guerra mondiale per costruire esplosivi. Come ho raccontato più volte su Valore Alimentare è materiale impiegato spesso per compiere attentati;
Pesticidi:
sono prodotti utilizzati per combattere le malattie delle piante e per distruggere le “malerbe”. Si usano circa 400 sostanze, e di queste alcune sono poco raccomandabili; ad esempio i fosforganici — insetticidi neurotossici — sono parenti stretti del Sarin, riconosciuto ufficialmente come arma di distruzione di massa. Il 2,4-D, usato come diserbante, è un componente del micidiale Agente Arancio, un defogliante usato dai soldati americani nella guerra del Vietnam per distruggere le foreste e stanare così i vietcong dai loro rifugi. A proposito del 2,4-D, può essere interessante sapere che la multinazionale americana Dow Chemicals, che insieme alla Monsanto produceva ai tempi della guerra nel Vietnam l’Agente Arancio, oggi è interessata a produrre piante agrarie geneticamente modificate resistenti proprio a questo diserbante. Sapete che significa questo? Che chi coltiverà queste piante potrà usare a piene mani il 2-4 D per distruggere le infestanti. E con il 2-D c’è poco da scherzare, perché è riconosciuto come potenziale disturbatore endocrino (altera la funzionalità della tiroide).

La nostra è un’agricoltura folle, anche perché spende 10 calorie derivanti dal petrolio per immagazzinarne negli alimenti solo *una* ricavata dalla luce solare. Inoltre, per produrre 1 chilo di patate consuma 250 litri di acqua, per un hamburger di soli 150 grammi ben 2400 litri. Con questo spreco di risorse, è chiaro che è aumentata la produttività, ma qui si rischia la sopravvivenza, perché tra poco il petrolio finirà e l’acqua scarseggerà, mentre sempre più terreni diventeranno deserti.

Lo confesso: sono un ricercatore pro-OGM pentito, anche se continuo a credere che le tecnologie che sono alla base della produzione degli OGM testimoniano la grandezza dell’intelligenza e della creatività dell’uomo. Ritengo però che non si debba diventare schiavi di queste tecnologie, altrimenti si rischia di causare disastri. Ciò vale non solo per gli OGM da impiegare in agricoltura, ma anche per l’energia nucleare, per la televisione, per i computer, per i cellulari, tutti figli della tecnologia moderna che, su piani diversi, possono essere nocivi se usati scriteriatamente.

Riconosco l’utilità delle tecnologie riguardanti gli OGM nel campo della ricerca (se fatta con le opportune cautele e se è veramente utile alla conoscenza) e plaudo alla possibilità di produrre insulina umana con colture di batteri transgenici. Ma sono molto cauto sull’introduzione degli OGM in agricoltura. Non è ideologia la mia, ma buonsenso unito ad una lunga esperienza di ricercatore in campo agrario. Infatti ritengo cervellotiche le motivazioni che vengono addotte oggi, e cioè che gli OGM possano risolvere i problemi di cui questo pianeta e i suoi abitanti soffrono per colpa dell’agricoltura. Sarebbe, a mio avviso, come prescrivere a un malato grave l’antipiretico per fargli passare la febbre. La febbre si abbasserà ma, essendo soltanto un sintomo, la malattia continuerà a covare dentro e a minare la salute del povero malato. Così, dopo l’antipiretico ci vorrà l’antidiarroico, poi l’antidolorifico, poi chissà cos’altro ancora… se il malato è ancora in vita.

Un esempio emblematico

Oggi le coltivazioni sono afflitte da tante malattie virali, batteriche, fungine o provocate da insetti e sono infestate da tante erbe diventate erbacce. Come soluzione a questo dramma vengono proposte le piante transgeniche resistenti ai patogeni, e quelle resistenti agli erbicidi. Io credo sia una follia pensare che si possano produrre tante varietà di piante transgeniche resistenti ai tanti patogeni oggi esistenti e agli altri che ineluttabilmente questa agricoltura scriteriata farà comparire in futuro. Sarebbe un rimedio per far scomparire un sintomo, non la soluzione per curare la malattia in maniera radicale. Sarebbe anche la maniera di rendere i poveri agricoltori sempre più schiavi delle multinazionali perché costretti a comprare continuamente varietà geneticamente modificate sempre più resistenti a tale o talaltra malattia.

Coltivare OGM su scala planetaria potrebbe portare alla scomparsa di varietà locali, che rappresentano un patrimonio genetico prezioso per le comunità. E noi, in Italia, di tali patrimoni siamo ancora ricchissimi, nonostante siamo stati costretti da ragioni di mercato a votarci alle varietà ibride delle industrie semenziere.

La vera causa della malattia della nostra agricoltura è che le pratiche agronomiche correnti (appunto la monocoltura, il consumo eccessivo di nitrati e i pesticidi, e ancora l’irrigazione esagerata) da una parte fanno diventare patogeni virus, microbi e insetti, dall’altra rendono le piante suscettibili all’attacco di tali patogeni. La soluzione del problema è migliorare le pratiche agronomiche, scegliere le piante più adatte a una determinata condizione pedoclimatica, rivalutare, e non far scomparire, le varietà locali.

E infine fare ricerca, tantissima ricerca, affinchè si definiscano le migliori pratiche agronomiche per avere produzioni soddisfacenti, selezionare varietà più resistenti e produttive, ricercare antiparassitari meno invasivi di quelli attuali (moria delle api docet). A questo progetto devono lavorare i ricercatori, in primis genetisti e agronomi, ma anche gli agricoltori, cui spetta il compito di operare a fianco di questi ricercatori per attuare in campo quella selezione partecipativa che genetisti e agronomi italiani di buona volontà stanno portando avanti con tanto sacrificio e senza favorire interessi di parte.

L’agricoltura biologica, con i suoi principi di sostenibilità e le sue pratiche agronomiche attente a preservare la biodiversità, difendere l’ambiente e tutelare la salute dei consumatori, potrebbe fornire molti spunti ad una ricerca volta a definire un modo di coltivare che produca abbastanza per sfamare tutti e che sia davvero coltura (=rispetto, cura) dei campi e non più agri-tortura.

Un’ultima annotazione

Uno slogan che va per la maggiore è questo: “con gli OGM si risolverà il problema della fame del mondo”. Ho rilevato che qualche personaggio pro-OGM ha cambiato avviso ed ora sostiene che questa affermazione è falsa. Sono contento e spero che altri abbiano la stessa folgorazione.

Io e altri colleghi di buona volontà operanti nel campo dell’agricoltura e guardinghi nei riguardi della sirena ogiemme, siamo sempre stati convinti che la fame nel mondo non è un problema di carattere agronomico. Le cause sono altre: lo spreco del cibo che si butta; il fatto che mangiamo troppo mentre altrove mangiano troppo poco; per produrre carne (il cibo dei neobenestanti di qualunque nazionalità siano) in abbondanza si sottraggono ai poveri enormi risorse alimentari. Ci sono anche ragioni sociali ed economiche legate al fatto che noi occidentali non ci siamo ancora scrollati di dosso una certa mentalità colonialista. Ma questo è un discorso che lascio a chi ha titolo per parlarne.

Oggi siamo 7 miliardi, di cui oltre 1 miliardo affamati. A conti fatti, se si correggessero queste storture, con quello che si produce attualmente si potrebbe dar da mangiare subito, e senza aspettare che gli OGM la facciano da padrone in agricoltura, ad almeno 10 miliardi di persone. Allora cominciamo a farlo, perché è soltanto una questione di buona volontà e di umanità.

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16 comments

  1. nadia ha detto:

    Interessantissimo post, come sempre. Non ero ha conoscenza di tutto quanto hai scritto e, ti confesso, mia ha fatto rabbrividire. Ho la fortuna di abitare in campagna e molti prodotti cerco di coltivarli io; ho detto cerco perchè spesso è una bella lotta contro afidi, bruchi ecc.ecc.; lotta che conbatto con ……le mani e qualche macerato. Sai ,col tempo ho notato come le piantine crescendo e vivendo nel suolo creino spontaneamente una terra più fertile grazie ai residui organici ,il resto lo fanno i microrganismi, i batteri, e i tanti lombrichi. Capisco che rapportare la mia esperienza al mondo intero sia follia ma proviamo a rifiutare prodotti non sani e, forse, qualche possibilità di far ravvedere gli agricoltori ci sarà.
    P.S. uno dei miei libri preferiti è: “elogio delle erbacce” di Mabey Richart. Da leggere
    Grazie
    Nadia

  2. Giulia ha detto:

    Complimenti, argomento molto interessante e attuale, anch’io sono molto contraria agli OGM. Per quanto riguarda il problema della fame nel mondo se si rinunciasse alla carne (che oltretutto fa male alla salute e non è etica perchè si uccidono creature sensienti come sono appunto gli animali), il problema si potrebbe risolvere! Si veda in proposito questo articolo.

  3. francescofornasari ha detto:

    Buongiorno, vorrei segnalarvi il pessimo articolo apparso sul Fatto Quotidiano di ieri dove sono presenti mille inesattezze, ed i commenti.. beh, i commenti sono da mani nei capelli! (spero non aver scritto inesattezze nel tentare di rispondere ad alcuni di loro….)

  4. Matteo Giannattasio ha detto:

    @francescofornasari: D’accordo, pessimo articolo. E poi i commenti! si ha l’impressione di un bar immenso, il lunedì mattina, tutti gli avventori, che si considerano superesperti di calcio a parlare delle partite del fine settimana, a giudicare le scelte degli allenatori, a presentare quella che a loro avviso avrebbe potuto essere la squadra e la scelta dei giocatori perfette.

    @tutti: Approfitto per segnalarvi il risultato di una bella ricerca scientifica cui hanno collaborato ricercatori italiani, oltre che svizzeri. Il risultato è questo: accarezzare le piante le rende più resistenti all’attacco di un fungo patogeno. Se vi interessa, lo trovate sulla rivista online BMC Plant Biology. Ovviamente si tratta di una ricerca iniziale e va portata avanti. Non che si possa pensare di accarezzare una coltivazione di migliaia e migliaia di piante per renderla resistente al fungo, ma il dato nudo e crudo lo trovo affascinante. Carezze e non pesticidi, evviva.

  5. Emilia ha detto:

    Salve a tutti.

    @izn: Prima di tutto, izn, grazie per averci regalato Il Pasto Nudo. Lo seguo da “uditrice” dal 2009 ed oggi per la prima volta esco dal cantuccio e scrivo un commento. Poi ti racconteró della gioia infinita che provai nel ricevere il tuo libro pur abitando in Francia e la piccola delusione nel vedere che la dedica era rivolta a mio marito invece che a me… (lui ridacchiava e io non gli ho parlato per 3 giorni argh :))

    @Prof. Giannattanasio (credo sia Lei l’autore del post, anche se su c’é scritto izn..). Grazie, Professore, per le numerose chiarificazioni sulle tecniche agricole nel rispetto della natura, sugli OGM e i pesticidi che rafforzano la nostra scelta di vivere nella consapevolezza.

    @francescofornasari: Ciao Francesco, anche io ho letto l’articolo. E’ terrificante l’accanimento di gente che non ne sa veramente niente e pure si esprime in maniera tanto saccente.

  6. izn ha detto:

    @Emilia: Nuuuuu, mi dispiace tanto per la dedica! Ma com’è successo? Se ti trovassi a passare in Italia potremmo vederci, ne dedicherei personalmente uno a te! Ovviamente sarebbe un mio regalo :-)
    Grazie per avermi fatto notare l’errore, ho dimenticato di sostituire il nome in default, che è il mio, con quello del Prof! Faccio subito! :-P

  7. Martina ha detto:

    Diciamo che con la puntata di Report di ieri sera avete chiuso il cerchio.
    Non mi sento di aggiungere altro a quanto già spiegato abilmente.
    Mi limito a dire che sottoscrivo ogni parola
    … e in ogni caso “in direzione ostinata e contraria” sempre!!!

  8. enrica ha detto:

    Grazie dell’importante post professore, sono sicura che molte persone si stiano “svegliando” e ,benchè non agronomi o genetisti, ormai anche a molti di noi è chiarissimo il meccanismo che sottende queste società produttrici di pesticidi micidiali per la salute di tutto il pianeta, e dei grandi interessi economici che muovono e pilotano purtroppo interi paesi. è ovvio che un’affermazione come quella sul fatto che gli ogm risolverebbero la fame nel mondo risulta falsa e davvero molto molto irritante!

  9. sabine eck ha detto:

    Caro Prof, grazie per la pazienza e il rigore nell’argomentare. Sono pienamente d’ accordo.

    Sempre di più sento che non basta sentirsi solo vivi… ma parte integra della vita: “Sono vita ergo sum”. Questo fatto ci catapulta dritti nella responsabilità personale… ogni giorno.
    Basta immaginare p.es. quanti rifiuti speciali produce un ospedale medio in un solo giorno, che poi verranno bruciati e “dati in pasto all’aria” che tutti noi poi respiriamo!… routine nel nome di una salute sempre più precaria… ed è purtroppo la medesima storia dei terreni agricoli… sempre più “malati cronici” e sempre più difficili da recuperare.
    Che mondo… ma finche c’ è la izn e il suo “tamburo della consapevolezza” c’ è da sperare :-)

  10. gabriella ha detto:

    consiglio vivamente a chi non avesse visto di guardarsi almeno uno di questi film: Food inc. di Robert Kenner candidato all’Oscar come miglior documentario nel 2009, o Fast Food Nation di Eric Schlosser oppure Omnivore’s Dilemma di Michael Pollan. Esistono anche su youtube in italiano, scioccanti testimonianze e rivelazioni della manipolazione sul cibo, in quanto con i cereali ogm vengono nutriti anche gli animali che vanno al macello in tempi ridottissimi per questo. Questi film aprono gli occhi sul cibo che acquistiamo al supermercato da dove viene e che conseguenze avrà sulle generazioni future.

  11. Francesco Morfini ha detto:

    Caro Professore,
    devo ringraziarla per il Suo coraggio :l’impiego degli OGM che sono notoriamente infestanti è raccomandato dalle multinazionali Monsanto ,Cargyll ecc. Da metà agosto dello scorso anno i contadini della Colombia che sono il 60% della popolazione hanno dovuto combattere contro il loro impiego al quale erano stati obbligati da un trattato con gli USA che prevedeva solo l’utilizzazione di sementi “certificate” che naturalmente sono ritenute quelle prodotte da tali multinazionali. Sono stati picchiati ed arrestati dalla polizia ma hanno indetto un lungo sciopero ed alla fine questo obbligo ma non si sa fino a quando è stato sospeso…..Purtroppo nel mondo siamo messi così .Questa è una delle battaglie da portare avanti nei nostri tempi, quella che siamo portando avanti noi è quella contro il cambiamento climatico ,in ragione del quale aiutiamo in questo momento, gratuitamente, gli Agriturismi a ridurre le loro emissioni nell’atmosfera……Se vuole ne possiamo parlare….
    Cordialmente,
    Francesco Morfini

  12. Giuseppe ha detto:

    Penso che i lettori di questo blog siano persone con una certa consapevolezza della realtà odierna e vorrei dare il mio contributo chiarendo alcuni aspetti specifici affrontati qui.

    L’esempio qui descritto era in riferimento a una classe di piante trans geniche con un fattore di resistenza ad un composto erbicida biodegradabile. La selezione delle infestanti in campo viene attuata dalla pressione selettiva causata dall’uso dell’erbicida indipendentemente dalla presenza di piante geneticamente modificate, ció purtroppo avviene in tutti i campi del mondo sottoposti ad agricoltura intensiva, perché il trattamento con questi composti chimici viene fatto prima della semina.

    Concordo pienamente che una multinazionale voglia massimizzare i propri guadagni e l’esempio delle Piante resistenti agli erbicidi è relativo agli OGM di vecchia generazione. Oggi sono cambiate le prospettive d’uso di queste tecnologie ad esempio in passato si estraeva l’insulina dal sangue umano per somministrarla ai pazienti diabetici con il rischio di trasmettere gravi infezioni virali a questi, oggi nel 2014 questo rischio non c’è più perchè l’insulina viene prodotta naturalmente attraverso l’impiego di lieviti OGM.

    Per quanto riguarda le piante basta considerare che i contadini manipolano geneticamente le piante da millenni attraverso la selezione delle specie che corrispondono alle loro esigenze. Selezionare una nuova specie vegetale richiede almeno 20 anni di lavoro, oggi è possibile fare ciò nella metà del tempo con le tecniche del DNA ricombinante. Ci sono delle sottocategorie di ogm che usano solo i geni della stessa specie vegetale, lo scambio di geni tra individui della stessa specie è alla base dei progressi spontanei che permettono l’evoluzione.

    In italia le aziende agrochimiche hanno usato gli OGM come capro espiatorio per distogliere l’attenzione delle persone dall’uso smodato che si fa in Italia dei composti chimici in agricoltura. Riporto un esempio di ogm utili alla società: in molti paesi asiatici le persone povere basano la loro alimentazione solo sul riso bianco che non contiene quantità sufficienti di carotenoidi, questi sono i precursori della vitamina A. Una carenza di vitamina A nei bambini porta alla cecità. È stata selezionata una varietà di riso che contiene quantità di carotenoidi sufficienti al fabbisogno umano e a prevenire la cecità e non ha altri geni esogeni. Questo riso si chiama golden rice 2 ed è liberamente e gratuitamente coltivabile da tutti gli agricoltori asiatici per sfamare la propria famiglia.

    Preferireste che questi contadini non coltivassero OGM o che i loro bambini fossero ciechi? È l’uomo che determina se una tecnologia viene usata per fini utili o inutili, se una azienda produce un OGM solo per il proprio tornaconto economico prendiamocela con l’azienda canaglia e con il suo specifico prodotto.

    L’argomento avrebbe richiesto una trattazione più ampia, ma se siete arrivati fin qui non posso che ringraziarvi per avermi prestato ascolto.

  13. Giuseppe ha detto:

    Mi scuso per gli errori di battitura nel testo precedente.

  14. Matteo Giannattasio ha detto:

    Gentile Giuseppe, rispondo subito alla sua lettera perché presenta spunti di riflessione interessanti.

    Lei dice che: “La selezione delle infestanti in campo viene attuata dalla pressione selettiva causata dall’uso dell’erbicida indipendentemente dalla presenza di piante geneticamente modificate, ció purtroppo avviene in tutti i campi del mondo sottoposti ad agricoltura intensiva, perché il trattamento con questi composti chimici viene fatto prima della semina”

    Risposta: è vero, ma il problema di oggi è che il glifosato si impiega nelle colture GM resistenti al glifosato in maniera forsennata e ciò comporta un maggior rischio di creare infestanti resistenti al glifosate; ed è appunto quanto sta avvenendo.

    Lei dice “Oggi sono cambiate le prospettive d’uso di queste tecnologie ad esempio in passato si estraeva l’insulina dal sangue umano per somministrarla ai pazienti diabetici con il rischio di trasmettere gravi infezioni virali a questi, oggi nel 2014 questo rischio non c’è più perchè l’insulina viene prodotta naturalmente attraverso l’impiego di lieviti OGM”.

    Risposta: esatto, e nessuno critica l’impiego di lieviti GM di questo tipo. Anche perché il rischio di diffusione all’esterno dei laboratori di questi lieviti GM è minimo. Certo sarebbe anche importante fare prevenzione per l’insorgenza del diabete, almeno quello di secondo tipo, intervenendo sulle cause possibili, come l’abuso di prodotti industriali abbondanti di zucchero, come merendine, aranciate e simili.

    Lei dice: “Ci sono delle sottocategorie di ogm che usano solo i geni della stessa specie vegetale, lo scambio di geni tra individui della stessa specie è alla base dei provessi spontanei che permettono l’evoluzione”.

    Risposta: Le piante GM, di qualunque tipo siano, sono pensate per essere impiegate in questa agricoltura che la scienza ha dimostrato non essere affatto sostenibile e ritiene che vada cambiata. Al momento le piante GM non sono il nuovo che avanza in agricoltura, ma la toppa che si vorrebbe mettere (senza ancora riuscirci), e per interessi di bottega, ad un’agricoltura fallimentare nonostante gli aumenti di produttività. È fallimentare perché tali incrementi sono stati conseguiti con un enorme dispendio di risorse energetiche non rinnovabili e di acqua oltre che con la perdita della fertilità dei suoli, della biodiversità e creando rischi per la salute umana (si pensi a tutti i pesticidi che, dopo aver creato danni alla salute, sono stati ritirati perché riconosciuti tossici (atrazina docet).

    Lei dice: “Riporto un esempio di ogm utili alla società: in molti paesi asiatici le persone povere basano la loro alimentazione solo sul riso bianco che non contiene quantità sufficienti di carotenoidi, questi sono i precursori della vitamina A. Una carenza di vitamina A nei bambini porta alla cecità. È stata selezionata una varietà di riso che contiene quantità di carotenoidi sufficienti al fabbisogno umano e a prevenire la cecità e non ha altri geni esogeni. Questo riso si chiama golden rice 2 ed è liberamente e gratuitamente coltivabile da tutti gli agricoltori asiatici per sfamare la propria famiglia. Preferireste che questi contadini non coltivassero OGM o che i loro bambini fossero ciechi?”.

    Risposta: a parte il fatto che i benefici del golden rice sono tutti da dimostrare, non pensa lei che sarebbe molto meglio che si mettesse quella povera gente in grado di coltivare del buon riso e anche delle carote, che sono la fonte per eccellenza di carotenoidi?

    Ringrazio lei per l’intervento pacato e che tenta di argomentare le cose. Purtroppo oggi la discussione sugli OGM è aggressiva e non di rado ha spunti di volgarità.

  15. Marco Felicani ha detto:

    Premesso che il gliphosate (principia attivo del Roundup e di altri diserbanti sistemici) è impiegato in tutto il mondo come in Europa da oltre 30 anni oramai ed esistono dubbi sulla sua innocuità come sul suo basso impatto ambientale…Ma pare tutti tacciano se non si parla di OGM…
    Premesso che gli organismi geneticamente modificati non sono solo quelli RR “Roundup ready” perchè il dibattito si limita sempre e solo a questo?
    Perchè non parlare comunque del gliphosate che usate pure voi che lo comperate al supermercato o garden center sotto casa oramai senza patentino nè altro?

  16. Giuseppe ha detto:

    Mi fa piacere di aver aperto un discorso costruttivo.

    Come dice il signor Felicani: esistono diverse tipologie di OGM, e fare discorsi generalisti lascia il tempo che trova. L’esempio delle PGM (Piante geneticamente modificate) resistenti ad erbicidi è un caso particolare, che rappresenta quanto di peggio ci possa essere. Oggi gli OGM vengono impiegati nella produzione di farmaci di sintesi biologica, nello smaltimento delle acque di percolazione delle discariche per generare carburanti, potrà convenire con me che ci sono anche impieghi positivi degli OGM. Affermare che non si è daccordo con le PGM resistenti agli erbicidi perché promuovono l’uso di un particolare composto chimico, e gli interessi di pochi produttori e aziende agrichimiche è sensato, ma in quel caso siamo contro un caso specifico di OGM.

    Andiamo nello specifico:

    R1: è vero, ma il problema di oggi è che il glifosato si impiega nelle colture GM resistenti al glifosato in maniera forsennata e ciò comporta un maggior rischio di creare infestanti resistenti al glifosate; ed è appunto quanto sta avvenendo.

    RR1: il glifosato può essere impiegato in maniera forsennata anche in pre-semina con qualsiasi ortaggio coltivato. Purtroppo oggi i campi coltivati ad ortive, sono degli ecosistemi artificiali. Ma c’è una buona notizia: la selezione naturale elimina le specie che non sono competitive in un ecosistema. Quindi se prendo una pianta resistente al Glifosato e la pongo in un pascolo naturale questa non sopravviverà perché il gene di resistenza al glifosato è inutile in un conteso naturale. Le infestanti, meglio note come super-weed sono piante resistenti a più classi di erbicidi. Attualmente in tutto il pianeta, non sono stati documentati casi eclatanti di superweed derivate da ibridazione con PGM.

    R2: esatto, e nessuno critica l’impiego di lieviti GM di questo tipo. Anche perché il rischio di diffusione all’esterno dei laboratori di questi lieviti GM è minimo. Certo sarebbe anche importante fare prevenzione per l’insorgenza del diabete, almeno quello di secondo tipo, intervenendo sulle cause possibili, come l’abuso di prodotti industriali abbondanti di zucchero, come merendine, aranciate e simili.

    RR2: concordo con lei, ma anche il quel caso parliamo di OGM. Bisogna sempre entrare nel merito dell’argomento, fare discosti generalisti del tipo gli OGM fanno male non è molto costruttivo. Mi trova daccordo sul fatto che il cibo è la medicina del nuovo millennio e leggo con piacere gli articoli che pubblica in questo blog.

    R3: Le piante GM, di qualunque tipo siano, sono pensate per essere impiegate in questa agricoltura che la scienza ha dimostrato non essere affatto sostenibile e ritiene che vada cambiata. Al momento le piante GM non sono il nuovo che avanza in agricoltura, ma la toppa che si vorrebbe mettere (senza ancora riuscirci), e per interessi di bottega, ad un’agricoltura fallimentare nonostante gli aumenti di produttività. È fallimentare perché tali incrementi sono stati conseguiti con un enorme dispendio di risorse energetiche non rinnovabili e di acqua oltre che con la perdita della fertilità dei suoli, della biodiversità e creando rischi per la salute umana (si pensi a tutti i pesticidi che, dopo aver creato danni alla salute, sono stati ritirati perché riconosciuti tossici (atrazina docet).

    RR3: qui si sta riferendo ad un caso altamente specifico delle PGM resistenti ad erbicidi, che sono un esempio lampante di Blocco-tecnologico tra aziende e coltivatori. Questo tipo di blocchi porta vantaggi solo a questi due elementi e non all’ambiente. Le piante GM promuovono lo studio e la conservazione della biodiversità perché impiegano geni rari presenti in altre specie non coltivate, ciò stimola una tutela maggiore di queste specie. Queste specie sono naturalmente cross-compatibili con le piante coltivate, ma purtroppo nella progenie non avremo solo il carattere utile, ma anche altri caratteri non desiderati. Lo scambio di materiale genetico avviene comunemente in natura tra due specie cross-compatibili mediante i crossing-over, consideri che la variabilità genetica ha permesso la vita su questo pianeta favorendo i processi di adattamento delle specie.

    R4: a parte il fatto che i benefici del golden rice sono tutti da dimostrare, non pensa lei che sarebbe molto meglio che si mettesse quella povera gente in grado di coltivare del buon riso e anche delle carote, che sono la fonte per eccellenza di carotenoidi?

    RR4: Le coltivazione delle carote non può essere estesa a tutti i campi asiatici, perché la carota è una specie che mal tollera l’anossia radicale. Inoltre il golden rice 2 è stato incrociato con gli ecotipi locali asiatici di “buon riso” per sopperire alla carenza di beta carotene in queste varietà e al contempo tutelare la biodiversità presente in queste regioni.

    Sono lieto del dialogo intrapreso.
    Ricambio i ringraziamenti.

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