Zuppa tiepida di portulaca e papaccelle

Tempo fa vi feci vedere un’insalata con la portulaca, ma tralasciai completamente di parlarvi di questa piantina pazzesca, che ha una storia lunghissima e una forza inimmaginabile.

portulaca ricette

Poiché è usata da sempre esiste in quasi tutte le tradizioni, non solo italiane, ed ha molti nomi: quello scientifico è Portulaca Oleracea Linneus; il nome pare provenga dal latino “portula”, cioè “porticina” che si riferisce probabilmente al fatto che forma delle capsule di semini che poi si fanno strada all’esterno proprio attraverso una piccola porta.

Viene chiamata anche con un’infinità di altri nomi come erba porcellana; a Napoli si è sempre chiamata “Pucchiacchella”, vi risparmio il motivo di questa etimologia per pudore. Vi posso dire però che esistono stampe e ricordi di venditori che urlavano per le strade “Rucola e Pucchiacchella!!” perché di solito queste due erbe si consumavano assieme e insaporivano le insalate del popolo partenopeo.

Per quanto riguarda le proprietà, le particolarità e come coglierla e trovarla in giro vi rimando alla rubrica della nostra Claudia, che spero ce ne parlerà presto; quello che posso dirvi è che è un’erba altamente infestante: nei miei vasi in questa stagione è assolutamente endemica e benvenuta perché avendo un portamento serpeggiante copre bene la terra (che non dovrebbe essere mai scoperta come sapete se seguite la rubrica sull’agri-cultura) ed è anche un valido ostacolo all’invasione dei merli birbantelli che per gustare gli animaletti che vivono nella terra mi devastano l’orto :-)

Essendo praticamente scomparsa dalle tavole degli italiani negli ultimi cinquant’anni (non ho ben capito perché, forse non va d’accordo con l’uso dei diserbanti? boh) vi sembrerà assurdo in quanti modi si può utilizzare questa meraviglia saporitissima e piena di proprietà nutritive. Si può usare a crudo come nella ricetta che vi ho linkato all’inizio del post, oppure saltata in padella, nel ripieno della pasta fresca, conservata sott’olio, e addirittura i semini (ogni singolo rametto ne forma tantissimi!) si possono usare nell’impasto del pane e nei dolci (e se può addirittura fare farina!).

portulaca proprietà

Una caratteristica di questa pianta è che cotta diventa un po’ mucillaginosa: questa proprietà è perfetta per restringere uno stufato o per addensare minestre e zuppe, e con questo veniamo a noi e a questa ricetta facile, gustosa e variamente personalizzabile che vi presento oggi.

portulaca ricetta

Ultimamente ne ho fatta anche una versione con la barbozza di Corte del Lupo e cetrioli crudi e prezzemolo fresco aggiunti alla fine, con semi di cumino e di senape bianca, e vi assicuro che merita assolutamente! Anche per le erbe aromatiche o le spezie da aggiungere potete sbizzarrirvi molto, il trucco infallibile per capire se ci stanno bene è… annusarle!

portulaca ricetta

Bene, vi lascio alla ricetta, che per chiudere questo fine settimana è proprio adattissima: non troppo normale, da giorno lavorativo, ma nemmeno tanto particolare, da inizio del fine settimana. Perché i piatti, si sa, hanno i loro momenti perfetti (che si possono prolungare, perché questa minestra è perfettamente riciclabile per il giorno dopo, fredda, al lavoro o non) :-)

Ingredienti:
un bel mazzo di portulaca appena colta
1 patata grandina (300 grammi circa)
mezza cipolla media
due papaccelle (o due peperoni rossi un po’ cicciottelli)
olio extravergine d’oliva
sale marino integrale
pepe bianco in grani
un cucchiaino di sommaco (io ho usato quello di Terza Luna)

Per prima cosa mettete a bollire dell’acqua pura in un pentolino a parte.

Tagliate la cipolla, le papaccelle e le patate a dadini e mettetele a soffriggere con il sommaco in una pentola coperta con un fondo d’olio, a fuoco medio-basso, mescolando ogni tanto per non far attaccare le patate al fondo.

Quando il soffritto tenderà ad attaccarsi decisamente al fondo della pentola nonostante il rimescolamento, aggiungete tre o quattro centimetri di acqua bollente, mescolate di nuovo e attendete che patate e cipolle si ammorbidiscano.

Intanto separate le foglioline della portulaca dai gambi, mettete da parte quelli grossi (che poi potrete usare in altre ricette) e tagliate a pezzi quelli sottili (un paio di centimetri di lunghezza andranno benissimo).

A questo punto aggiungete i gambi della portulaca, cuocete ancora qualche minuto e spegnete. Aggiustate di sale e lasciate intiepidire. Quando la zuppa sarà a temperatura ambiente aggiungete le foglie di portulaca, mescolate e servite con una spolverata di pepe, un giro d’olio e, se vi piace, un’aggiunta di sommaco.

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