Capre e cavoli

Se fate parte del popolo della rete avrete sicuramente già visto sui social (oppure avrete ricevuto via mail) immagini di agnelli o capretti da latte, che si arrampicano disperatamente su una staccionata che li divide dalla mamma, che hanno un ciuccio in bocca come dei bambini, oppure sdraiati su un piatto con aria indifesa in attesa di essere “sacrificati”.

becco

Le immagini di solito sono corredate da appelli a chi mangia carne, a volte aggressivi, a volte aggressivo-passivi, altre volte ragionevoli, tutte comunque con un messaggio comune: “non mangiate i cuccioli”.

L’anno scorso per la prima volta anch’io a Pasqua ho preferito acquistare la carne di un animale adulto piuttosto che di uno di pochi mesi, pensando che fosse giusto che i piccoli vivessero almeno qualche anno.

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