Cose che crescono

Lettura sotto l’ombrellone numero due: il venerdì di Repubblica tutto spettinato (se avete presente il vento che soffia sulle spiagge sarde sapete perché). Sul numero 1166 del 23 luglio c’è un articolo che è come l’olio di iperico sulle scottature solari: salvifico, e balsamico. Ve lo racconto, se non l’avete già letto, perché le notizie incoraggianti ultimamente non è che te le tirano appresso (licenza poetica napoletana).

fiori bellissimi

I protagonisti sono i piccoli coltivatori e produttori biologici che i gruppi di acquisto solidale stanno riscattando dalla crisi. Nell’articolo ci sono un bel po’ di esempi, come un caseificio di Brescia, convertitosi al biologico tra il 2000 e il 2004, cioè in tempi non sospetti, trovatosi nel 2008 sull’orlo del fallimento a causa dell’aumento del prezzo del latte (in quel periodo salì improvvisamente del 25 per cento), e tratto in salvo all’inizio del 2009 da novanta gruppi di acquisto che hanno comprato centoventimila euro di formaggi in fieri, sulla fiducia.

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