La tragica scomparsa del come

Avete notato quante persone hanno un’età mentale che non corrisponde all’età anagrafica, e parlano e agiscono come se fossero stati freezati in una fase preadolescenziale permanente?

No, non sto parlando specificamente di chi per lungo tempo, e speriamo mai più, ha avuto in mano le redini del nostro paese; intendo piuttosto tutte quelle persone che quando accidentalmente il discorso cade sul perimetro della consapevolezza ti guardano con lo stesso sguardo che hanno i bambini davanti al telegiornale (non i nostri telegiornali, uno serio e interessante, situato in un mondo parallelo) e dentro la loro testolina pensano “ma quando finisce questa roba e iniziano i cartoni animati?!”.

Oggi, per inaugurare questa nuova settimana, voglio raccontarvi tre cose, che si riferiscono al cibo ma sono estensibili a tutto ciò che facciamo, e invitarvi a fare un piccolo gioco insieme, se e quando vi va (tanto questa pagina qui resta, almeno fino a quando non mi sopprimono, ehehe).

Primo.
Tempo fa lessi, qui sulla rete, una storia la cui paternità è attribuita a tale Olivier Clerc (e raccontata per bene molto tempo fa (!) in questa pagina) nella quale si narrava di una rana che nuota tranquillamente in un pentolone di acqua fredda.
A un certo punto viene acceso il fuoco sotto la pentola, l’acqua diventa tiepida, e la rana continua a nuotare felice. La temperatura comincia a salire e la rana sente un po’ la fatica, ma siccome la cosa è graduale non avverte troppo il cambiamento. Alla fine l’acqua arriva a una temperatura così alta che la rana si addormenta e muore, senza neanche rendersene conto.

Morale, i cambiamenti che avvengono lentamente non suscitano opposizioni e ribellioni. Ed ecco come nel tempo abbiamo accettato di acquistare cibo che da cibo è solo travestito (le cotolette panate o i polpettoni pronti fatti con gli scarti di chissà cosa e come), o che al cibo neanche gli somiglia (i sofficini? neanche da piccola riuscivo a mangiarli), o che per far mangiare i nostri figli ci rassegniamo a comprargli cibo che somiglia a qualcos’altro (letterine, cuoricini, animaletti, fiorellini, ma che è?!!).

Secondo.
Una decina di anni fa mi trovavo a Miami, e davo uno sguardo veloce a ciò che trasmettevano in televisione da quelle parti. Non che gli altri contenuti fossero pregni di cultura, ma quello che proprio mi fece cadere dal divano fu una pubblicità nella quale un padre di famiglia americano usciva da un fast food satollo, gonfio e sofferente: quello che aveva mangiato gli aveva fatto evidentemente male. Entrava così in una di quelle farmacie-supermercati che ci sono lì e ne usciva tutto felice con un pacchetto di un qualcosa che gli aveva tolto il dolore. Dopo di che rientrava tutto felice nel fast food: adesso poteva ricominciare a mangiare (e a uccidersi – ma almeno senza sentire il fastidio).

Voglio dire. Sì, il dolore ti è passato, ma ti sei chiesto come?!! E perché non te lo sei chiesto? E perché quelli che guardano la pubblicità invece di chiederselo corrono a comprare il toccasana che gli fa passare il dolore? Perché non sanno che il dolore è la spia di qualcosa che non va, è il nostro corpo che sta cercando di parlarci, di darci un allarme? Che fino a quel momento siamo ancora in grado di guarire facilmente, ma che se trascuriamo quei sintomi decidiamo di incamminarci su una strada molto pericolosa, di sofferenza, di costose visite mediche e ancor più costosi medicinali di sintesi (quando non si tratta di entrare direttamente in sala operatoria – e, no, non sto esagerando) e portiamo con noi tutti i nostri affetti?

Terzo.
Mentire blocca il flusso energetico. Se vi fa male un braccio, e prendete un medicinale che non vi fa sentire il dolore, il corpo probabilmente lo interpreterà come un “va tutto bene” (che è una bugia che gli avete detto voi) e non farà nulla per guarire, e la stessa cosa capiterà agli animali o alle piante di cui vi nutrite.
Mentendo a qualcuno gli impedite di vedere la realtà; prenderà decisioni o farà considerazioni errate per colpa vostra. L’energia non fluisce, si blocca.
Nutrendovi con cibi che hanno una scarsa energia dite al vostro corpo e alla vostra anima che siete deboli. Non ci nutriamo solo di vitamine, proteine, singole molecole, altrimenti saremmo capaci di ricostruire un corpo e dargli vita. C’è qualcosa di più. Una luce, che dobbiamo nutrire quanto la parte fisica. No, giuro, non sto cercando di creare una setta pastonudista; sono solo considerazioni sparse :-)

Ed ecco il giochino, un esercizio che possiamo fare per aiutare noi stessi ad uscire dalla pentola di acqua bollente. Segnalatemi nei commenti quali sono secondo voi i “come” che sono scomparsi. Tipo un conoscente che vi consiglia un ristorante sotto casa che ha offre pasta, pollo, contorno, bevanda, dolce e frutta a otto euro (comeeeee??? Come fa???!! Voi riuscireste a farlo a casa, tra l’altro senza il costo del locale, della lavorazione e dei dipendenti?), o qualsiasi altro esempio, anche non riguardante direttamente l’alimentazione, vi venga in mente. Lo farò anch’io, appena il bioritmo mentale mi si rimette in moto, che oggi la nebbia che ieri c’era fuori dalla finestra ce l’ho tutta in testa.

Una specie di chi l’ha visto su web (ma meno strappalacrime e sensazionalista, eh). Beh, voi l’avete visto il come? Io sono anni che ne piango la scomparsa.

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38 comments

  1. Daniela Curatolo ha detto:

    Come? Hanno eliminato il servizio mensa per i turnisti che lavorano fino a tardi? Come? Dobbiamo consumare la cena al bar del personale, seduti su dei trespoli? Come? Non c’è un minimo di scelta? Solo un primo, un secondo ed un contorno? Come? Le pietanze vengono servite in un carrello per i bolliti? Così, al primo starnuto che facciamo, sai che succede? Come? Non c’è neanche un contenitore per le stoviglie e le posate? Tutto poggiato sopra il bancone del bar?
    Due mesi dopo, non ci fa più caso nessuno.

  2. claudia ha detto:

    Eh brava Izn! Io mi chiedo da anni COME si possa mettere un cerotto sulla bocca di una persona che piange. Magari un bambino, perché no. Non fa mica differenza. E piú grida e piange e piú aumenta lo spessore del cerotto, fino a farlo diventare tipo nastro adesivo isolante da elettricista, di quelli neri. Ma COME? Continua a gridare? Figurati se mi chiedo cosa vuole dirmi…non ho tempo, devo lavorare, io! Come la porto a casa la pagnotta, se sto qui ad ascoltarlo (magari bio)? Vedrai che poi smette, gli passa, o perde la voce…

  3. claudia ha detto:

    PS: forse sono stata troppo ermetica: la persona che urla e piange é il nostro corpo, o – ancora peggio – quello dei nostri figli. E chi si limita a curare i sintomi lo zittisce con il nastro adesivo sulla bocca ;-)

  4. Graziella Carnevali ha detto:

    Come? Buttate diserbanti sui vostri terreni, e quando vi di o che fanno male e impestano anche il mi ridete? Come? Avete il piu’ alto tasso di incidenza di tumori a causa dell’ inquinamento che provocate nei vostri campi e vi turate le orecchie quando ve lo dicono ( e avete figli e nipoti piccoli che li’ vivono)? Come abbiamo una fabbrica dismessa di quintali, tonnellate di gomme di plastica che se bruciano accidentalmente devono sgombrare meta’ Lombardia e, a meno che non abbiate maschere antigas vi intossicate pure, e ve ne strafegate? (fabbrica a Castelletto di Branduzzo?). Come, continuate a costruire i tetti con l’ amianto che qui ha provocato piu’ vittime che nella seconda guerra mondiale ( compreso mio padre, che i moribondi di asbesto li curava) e non controllate perché chi costruisce e’ amico vostro? Come, bruciate le casse di plastica nei campi di grano provocando fumi tossici ( che intossicano anche me) e liquami neri che poi vanno a finire nei canali di irrigazione dei campi del granoturco che noi mangiamo ( e anche i vostri figli), nessuno interviene e se vi dico che fa male anche a voi ve ne fregate? E qui mi fermo, che’ l’ elenco completo sarebbe troppo lungo.

  5. izn ha detto:

    Fermo restando che sono assolutamente solidale con la vostra indignazione (e meno male che ci indignamo, ooooohhh), mi sa che non ho saputo spiegare quello che volevo da voi :-P

    Il “come” di cui parlo è il modo in cui si ottiene una determinata cosa. Voglio dire, l’importante non è mica ottenere qualcosa, ma *come* l’ho ottenuto. Questo come è sparito.
    Ragazze che raggiungono prestissimo una vita agiata, gioielli, macchine, case, si ma come? Il come non è importante?

    Sarei capace anch’io di vivere negli agi, non è mica difficile, solo che il come ci riuscirei è maledettamente importante, e non sono disposta a venderlo.

    Non so se mi sono spiegata. Ditemi se sono chiara, vi prego! :-/

  6. Graziella Carnevali ha detto:

    @Izn vediamo se ti ho capita ( in realtà oggi sono completamente tonta perche’ e’ tre notti che non dormo) . Integro tutti i miei come di prima con questa frase: come, vivete tutti nella vostra agiatezza chiusi in belle ville ( che io mi sogno, poiche’ rispetto le regole, in Italia va così’) perché avete lucrato e continuate a lucrare massacrando l’ ambiente e per poter continuare a lucrare in Santa pace chiudete pure gli occhi sulle malefatte degli altri? Come, per poter avere tanti soldi oggi non vi preoccupate che i vostri figli mangino cio’ che voi avvelenate?
    ( forse cosi’ puo’ andare? Altrimenti intervengo dopo che ho recuperato un po’ di sonno…)

  7. izn ha detto:

    No, è che io oggi io sono un disastro, ahah :-D

    Quello che voglio dire è che adesso è importante il cosa, non il come.
    Tipo: sono ricco. Sì, ma come sei diventato ricco? Hai derubato tua nonna o lo sei diventato in modo onesto?
    Cosa sei, cos’hai, cosa vuoi, cosa fai, *non è* assolutamente importante se non è supportato da un “come” degno di questo nome.

    “Ho coltivato un campo di mais e ho ottenuto il 100% del raccolto invece del 70% che si otteneva una volta!”. Come? A discapito di che? Rendendo il terreno meno fertile, ottenendo verdure senza sapore e senza energia vitale, per parafrasare il nostro organismo, verdure con il sistema immunitario in deficit perenne.

    In questi anni ci è stato fatto credere che avremmo ottenuto tutto, glissando e nascondendo però (ecco la menzogna) il come lo stavamo ottenendo. A che prezzo.

    Ecco, il come, non il cosa. ad esempio per riprendere quello che scrivi tu:
    “Vivete tutti nell’agiatezza, come? lucrando e massacrando…”

  8. falentina ha detto:

    COME è possibile che una mozzarella prodotta in Germania sia più economica di quella dell’Abit di Torino (la mia città), che arriva dallo stabilimento a 10km dal supermercato? COME è possibile che nessuno ascolti più quando un altro parla, e aspetti semplicemente la fine delle sue parole per procedere con le proprie? COME è possibile che la gente non si documenti leggendo ma preferisca rimanere nella nebbia del curiosare la vita altrui sui social network?

    Ci tenevo a dire che oggi ci ho messo un quarto d’ora a comprare le uova perchè ho letto tutti i codici di tutte le uova fino a trovare quelle di galline starnazzanti su un prato e beccanti vermi dal terreno. Ciò mi rende così felice oggi.

  9. falentina ha detto:

    Vinci un appalto con una % di ribasso del 40%, come? Cosa c’è dietro?
    Prendi 900 euro al mese ma hai la borsa di Luis Vuitton, come hai fatto?
    Tu hai un reddito di 20000 euro al mese e devi pagare a tua figlia le tasse universitarie, soglia massima, tu medico/imprenditore/proprietario di un’aziendina paghi per tua figlia meno di me e in più hai una borsa di studio. Come è possibile?
    Io laureata e avendo percorso ogni scalino della mia vita con onestà, ci metto sei mesi per ottenere uno stage sottopagato, tu, puoi permetterti di laurearti in 8 anni e poi andare a lavorare a tempo indeterminato in un’azienda. Come hai fatto? Chi conosci? Chi ti ha sostenuto in questa facile scalata?

  10. Daniela Curatolo ha detto:

    Ora è più chiaro; prima mi ero concentrata di più sul discorso dell’assuefazione al cambiamento, che, se avviene lentamente, intorpidisce le menti e azzera le capacità di reazione.
    Cmq, per tornare all’esempio di prima, non so “come” venga preparato quel pasto serale servito al bar: sono pietanze sempre molto elaborate e ricche di condimenti.
    Quello che mi lascia sgomenta e che nessuno se lo chiede più (neanche quelli che preferirebbero un pasto più sano) perché è già un miracolo che lo servano ancora.

  11. claudia ha detto:

    Izn, facciamo che per una volta leggo e non commento, che é meglio! No, é che nello stesso commento hai scritto, all´inizio:
    “Quello che voglio dire è che adesso è importante il cosa, non il come”
    e alla fine, circa 8 righe sotto:
    “Ecco, il come, non il cosa”.
    Insomma, l´argomento é di sicuro interessante. Ma io non ho capito abbastanza cosa mi si chiede, per dire la mia. Facciamo che leggo la vostra! ;-))

  12. izn ha detto:

    @falentina: sììììììì!!! questo volevo dire!!

    @Daniela: ecco! era proprio quello che intendevo! :-) Come fanno a preparare quella roba, che c’è dentro, come fanno a mantenere i prezzi al minimo, etc. Come!

    @Claudia: Ahahah è il bioritmo ai minimi, Claudia, lo sai! Volevo dire che adesso *purtroppo* in questo momento storico, tutti danno importanza al cosa invece che al come (è importante il cosa, non il come) e invece è il come, non il cosa, l’importante :-)

  13. Cecilia ha detto:

    Pigrizia…di informarsi ..pigrizia di cambiare…
    Quando ho letto il tuo articolo ho pemsato che tu fossi un hacker e fossi entrata nel mio PC, sabato sera mentre aspettavo la cottura del mio pane con la farina di Sonia…ho buttato giù queste riflessioni e boom stamattina trovo questo tuo scritto…

    Ti posto il mio per farti capire come mi sono sentita….

    “Non siamo più abituati a soffrire! Per ogni tipo di dolore c’è un certo tipo di farmaco risolutivo.
    La Società ci vuole attivi e produttivi, siamo pronti a tutto pur di far tacere un dolore per poter continuare la nostra vita.
    Sapete che ogni dolore o problema fisico è relazionato con una parte molto concreta della nostra vita che ci sta comunicando qualcosa? La vita ci parla attraverso il corpo e i dolori sono la lingua che usa il corpo per comunicare con noi. Il dolore è un messaggio che il corpo ci invia perché c’è qualcosa da scoprire, da chiarire e non da tappare! Pensate che gli uomini-medicina nelle tribù chiamano il dolore “benedizione nascosta” vorrà pur significare qualcosa.
    Siamo abituati a mandare tanti SMS ricurvi sui nostri cellulari, ma quello che ci arriva dall’interno non lo ascoltiamo.
    Subiamo un condizionamento fin da piccoli, continuo e costante, per questo urge l’ascolto interiore e la riscoperta del proprio valore. Occorre distogliere lo sguardo da ciò che ci propina la società per rivalutare le nostre qualità e le nostre forze. “

  14. falentina ha detto:

    ops mi sono resa conto di aver fatto un errore nel mio commento… volevo scrivere: Tu hai un reddito di 20000 euro ANNUI (stipendio medio normale comune) e devi pagare a tua figlia le tasse universitarie, E PAGHI LA soglia massima; tu medico/imprenditore/proprietario di un’aziendina paghi per tua figlia meno di me e in più hai una borsa di studio. Come è possibile?

    Scusate avevo scritto e riscritto e qualche dettaglio è andato a farsi friggere (in un fritto consapevole, eh!).

  15. Simo ha detto:

    Izn non ci si chiede più il come perchè è più comodo mettere la testa sotto la sabbia, scoprire il come è faticoso e molte volte fastidioso, non a tutti sta bene mettere in discussione sè stessi e il proprio sistema

  16. Arianna ha detto:

    Ma come? Certe farmacie assomigliano in tutto e per tutto a piccoli supermercati, con tanto di carrello all’ingresso, e non ci scandalizziamo?
    Ma come? Si fa pubblicità ai medicinali come se fossero caramelle, e la voce in tv che elenca gli effetti collaterali è talmente tranquilla e pacifica (anche se pronuncia 20 parole al secondo) che sembra parlare di cose totalmente innocue?

  17. claudia ha detto:

    Izn: son io, oggi, lentiiiiiissima…qui fa un caldo che l´unico criceto che ancora fa girare la rotellina del cervello si sta sventagliando pancia in su! Comunque, stavo giusto leggendo questo, a proposito di suvvisti nullatenenti…

  18. izn ha detto:

    @claudia: queste sono le cose che non posso reggere. Vado subito a postarlo su facebook >:-(

  19. Graziella Carnevali ha detto:

    @Izn. A me e’ successo di peggio con Equitalia, e a mia mamma ( multata nonostante avesse fuori dall’ auto il simbolo degli invalidi, essendo palesemente invalida alle gambe) il peggio del peggio: per difendersi ha dovuto andare dal giudice di pace. Ecco, questo e’ il cosa, e in Italia continua a succedere. Tu vuoi che parliamo del ” come” . Come dice Simo e’ faticoso chiederselo e per questo le persone continuano a vivere come pecore, subendo di tutto. Io, che invece me lo chiedo da una vita, e su tutto, sono ormai devastata ( scusate, ma sto subendo un cosa molto pesante e, anche se ho ragione, in questo paese di m non riesco a difendermi, quindi oggi sono un po’ …tragica) ed esaurita. Non potendo cambiare nazione, forse smettero’ di farmi domande. Cosi’ , per sopravvivere. A meno che non creiamo una setta di pastonudisti (Perché non vuoi crearla, Izn, ti seguirei a ruota) e non andiamo tutti lancia in resta all’ attacco…

  20. marjanne ha detto:

    Il come? E’ veramente una questione difficile.
    L’educazione è fondamentale. Forse il valore delle cose dovrebbe essere insegnato nelle scuole.
    Oppure ci vorrebbe della contro-pubblicità, o chissà che altro.
    Ci stiamo abituando al fatto che i diritti sono un lusso e che non ce li possiamo permettere e che l’etica è roba da ricchi, gli unici che possono permettersi di scegliere.
    Anche la libertà è diventato un bene di consumo, l’unico che vale quanto costa.

  21. Graziella Carnevali ha detto:

    @Marjanne. Scusa, che cosa significa “l’ etica e’ una cosa da ricchi?”. Anche un povero puo’ essere onesto, rispettare gli altri ecc. A me sembra, invece, che nel nostro Paese, con rare eccezioni, si sia arricchito proprio chi non ha etica.

  22. izn ha detto:

    @Graziella Carnevali: se ho capito bene credo che Marjanne (poi ci dirà lei, eh, faccio solo delle considerazioni) volesse proprio dire la stessa cosa, cioè che ormai da anni è passato il concetto che l’etica sia una cosa che si possono permettere solo le persone che hanno una vita agiata, cosa ovviamente assurda e quanto più lontana dal vero possa essere. Come la libertà. E che bisogna adoperarsi per cambiare questo stato malato di cose.

  23. Laura ha detto:

    Premessa: sai che ho fatto la stessa botta dal divano (Punto 2 del tuo post) guardando la pubblicità di un noto medicinale per i bruciori di stomaco? Solo che ero in Italia, a Riccione, ieri sera. Cavolo. Un tipo che mangia e sente che lo stomaco gli brucia e allora che fa? “Non toglierti il piacere di mangiare, prendi una compressa di ****** e ritrovi l’allegria!”
    Io amo cucinare, mio marito è cuoco e mia madre anche. Non so cosa sia il bruciore di stomaco e sono molto allegra a tavola. Come mai?

    Il mio come è “come fai a permetterti un suv, lo smartphone, il cappotto firmato e il Rolex se guadagni milleduecento euro al mese e hai famiglia?” rateizzi. Tutto. E magari mangi cose a 0,3 al kg che sanno di plastica.
    E le fai mangiare ai tuoi figli.

    Per carità, io non ci metto un quatro d’ora a scegliere le uova perché caratterialmente non sono portata ad essere così scrupolosa (ma ammiro chi lo fa, sia chiaro), ma sono ancora convinta che bastino pochi piccoli accorgimenti, per gustarsi le cose. anche e soprattutto a tavola.

    pardon per la lunghezza del commento, ma l’argomento mi intriga assai.

  24. Anand Madhu ha detto:

    come… come?!? lavori due mesi all’anno, solo tuo marito porta lo stipendio a casa, e andate in vacanza in nuova zelanda, in spagna, in canada… ogni anno, anche due volte all’anno… come? hai iniziato a ‘far soldi con internet’, sì, investendo in borsa, e puoi fare bella vista dei tuoi soldi… ma quei soldi COME sono diventati così tanti in soli due mesi? va bene, spostiamo il focus sul cibo, dato che siamo in un blog di cucina consapevole: come fai a vendere un panino a 50 centesimi? come proponi un pasto completo a 8 euro per gli operai (che di energia ne hanno bisogno)? passo al mondo interiore, il mio preferito: ho smesso di arrabbiarmi… come?!?! ah, adesso semplicemente non gli/le parlo più… come?!?!? le emozioni non vanno bene… come????? come arriviamo alle nostre conclusioni/certezze, ai nostri risultati, a coltivare le nostre vite? Grazie izn per l’occasione di rifletterci insieme, GRAZIE.

  25. mariaamelia ha detto:

    Come mai tanta gente confonde le proprie opinioni con la “veirtà” assoluta? Come mai così poche persone hanno dei dubbi sulle loro informazioni ? Come mai si scelgono le fonti di informazione che confermano le nostre opinioni e danno degli inconsapevili ignoranti a tutto il resto del mondo? Mah orami mi sembra che la guerra fra informazione e disinformazione abbia decrertato la morte della consapevolezza. Come si fa ad essere consapevoli se crediamo solo a quello che in qualche modo gratifica e accoglie il nostro prensiero? C’è tanta gente in cerca di guide , di soluzioni definitive e tanti che forniscono facile ricette. Mah….mi piaceva tanto il pasto nudo, ma i lconformismo delle opinioni non mi piace. Tutti ad osannare e a seguire il capo, scambiarsi complimenti, ecc.

  26. izn ha detto:

    @mariaamelia: se hai un’opinione che va in contrasto con ció di cui parliamo esprimila pure, l’unica regola tassativa del pasto nudo è non utilizzare toni aggressivi.

    Se peró ti lamenti senza spiegare cosa non condividi il commento rimane fine a se stesso.

    Devo precisarti che sul pasto nudo non c’è un capo. Ci sono molte persone che ci scrivono e lavorano; proprio in questi giorni sto preparando la pagina che li presenta tutti. È una rete di persone e conoscenze, non una gerarchia, e spero non lo sarà mai.

  27. Graziella Carnevali ha detto:

    @ Maria Amelia . Scusa, che cosa significa “tutti ad osannare il capo, il conformismo delle opinioni…” anch’ io scrivo su questo blog quindi mi sento parte in causa. Non ho mai osannato il capo, semplicemente stimo Izn e dunque lo dico. D’ altronde non ho molto tempo da perdere con blog di cui non condivido le opinioni, e per me scegliere un blog anziché un altro non e’ conformismo ma il piacere di ritrovarmi a conversare con chi la pensa come me. Se chiacchiero con un’ amica e le dico che e’ elegante, o che ha avuto un’ idea intelligente, che, sono conformista ? E’ una parola, il conformismo, che combatto da una vita quindi , per favore, non generalizzare.

  28. marjanne ha detto:

    @Graziella: con “l’etica è una cosa da ricchi” intendevo per esempio il poter comprare bio a un prezzo maggiore rispetto al convenzionale, il poter spendere magari di più per abiti manufatti senza sfruttamento e magari fatti in italia, al dilà delle firme.
    Pensavo più a un etica dell’acquisto e al fatto che occorrono enormi sacrifici per mangiare vestirsi “etici” e che col portafoglio pieno è tutto molto meno problematico.

  29. Graziella Carnevali ha detto:

    @Marjanne : hai ragione, in questo senso hai perfettamente ragione. Io pensavo a valori diversi. Anche la medicina alternativa costa moltissimo, a differenza che in altri paesi: se non sbaglio (Claudia, Sabine, e’ così? ) in Germania alcune cure e medicinali omeopatici e fitoterapici li passa il loro Servizio Sanitario. Help! Come lo metto qui il cosa e il come? Il mio cervello ha bisogno di dormire, scusate, smetto di resistere al sonno, Buonanotte

  30. claudia ha detto:

    @Mariaamelia: ehm…chiedi pure a Izn quanto la osanno…(diglielo, Izn, dille TUTTO…no, dai, tutto no, se no mi sento una cacca… ;-))

    Peraltro, grazie al dottor Dematté, che aiuta molte mamme (e non) nel difficile percorso verso la consapevolezza. Non lo conosco, di persona, ma leggo tutto ció che posta. Proprio oggi sono sobbalzata sulla sedia, ´che – non vivendo in Italia – questa me l´ero persa…(esempio del come e del cosa e di tutto ció che volete, ma esempio di sicuro):
    http://www.uppa.it/dett_articolo.php?idr=40&ida=581&idb=59

  31. claudia ha detto:

    scusate, ma ho appena scoperto questo “luogo”, e mi sembra parecchio interessante, anche per chi non ha bambini. Lo voglio condividere con voi. Magari sono off topic. Izn, dimmi tu, o toglilo.
    Per esempio questo:
    http://www.uppa.it/dett_articolo.php?ida=599&idr=40&idb=0

  32. mariaamelia ha detto:

    Entrare nel merito degli argomenti (es. quando hai paralato dell’acqua ) rishciederebbe tempo ed energia infinite. Ho capito che il taglio del pasto nudo prevede delle scelte “filosofiche” da cui deriva una selezione delle informazioni sulla base delle quali vengono sviluppati i veri temi. Ho capito che la parola “scientifico” qui è una “parolaccia”. Niente di male però mi sembra che questo cozzi con la parola “consapevolezza” che viene spesso citata. Forse è normale che su un blog si ritrovino persone che la pensano già in partenza nello stesso modo. Forse semplicemente questo non è il blog per me, pazienza. Hi risposto ad un input lanciato dalla famosa favole delle rane bollite (la conoscevo informa un pò diversa) e ho espresso i pensieri che mi sono venuti in mente. NOn ho mai scritto e non sono mai intervenuta e non lo farò più, non mi piace “disturbare” per il gusto di farlo e non era questo il mio scopo.

  33. Graziella Carnevali ha detto:

    @Maria Amelia. Sono solo un’ ospite del sito, pero’ a me i pareri diversi, soprattutto se supportati scientificamente, interessano moltissimo, e quindi mi dispiacerebbe non poter leggere i tuoi. Ripeto, io sono solo un’ ospite, e il mio parere e’ individuale, ma la mia non e’ mai stata una scelta filosofica, anzi mi sono accostata al Pasto Nudo proprio criticandolo. Poi pero’ ho approfondito, studiato ( studiare la scienza e scriverne e’ il mio mestiere ) e ne ho “sposato” le tesi. Mi sembra, questo, un luogo molto aperto alla discussione e ai pareri contrari, se leggi altre discussioni li troverai. Personalmente e, ripeto, personalmente mi piacerebbe moltissimo leggere il tuo punto di vista. Magari poi per rimanere del mio. O no. Permettimi una piccola critica, pero’ : questo modo nostro, femminile, di essere cosi’ assolutiste ( ho passato anch’ io quella fase ) non ci aiuta ad essere vincenti in un mondo, quello italiano, in cui gia’, ahimè, per retaggi culturali molto conservatori, siamo perdenti in partenza. Faccio un esempio, e mi perdoni Izn, spero di non essere fuori tema, ma mi preme. parto dal cosa: ieri sono andata a fare una denuncia dai carabinieri per un sopruso che sto subendo dacdue anni, e rispetto al quale la magistratura…latita. ( due anni di causa, e ancora non so nulla, ma e’ possibile? Nel senso, come? Perché dovete smettere di lavorare alle due? ). Bon, il carabiniere non si capacitava del fatto che io vivessi senza figli ( senza marito poteva essere accettabile). L’ ha scritto pure nella denuncia, ” sola e senza figli” ( che mia figlia viva in Canada e che io cerchi di non coinvolgerla nei miei problemi l’ avrebbe probabilmente scioccato) . Bene, mi chiedo, come? Come e’ possibile che nel 2012 in Italia si pensi ancora che una donna senza figli sia una povera derelitta della societa’ ? Se sono fuori argomento, Izn, taglia. Buona giornata a tutte.

  34. izn ha detto:

    @mariaamelia: mi rendo conto che argomentare specificamente su ogni cosa è pesante e complicato, ma purtroppo è l’unico modo per scambiare informazioni e capirsi :-(

    Giocoforza il pasto nudo deve avere un orientamento, anzi uno degli scopi del blog è proprio comunicare la necessità di scegliere, di prendere posizione in un momento storico nel quale nessuno ha la forza o il coraggio di farlo.

    Assolutamente non è vero che la parola scienza qui è una parolaccia, se ovviamente peró parliamo di un tipo di scienza senza paraocchi. Direi piuttosto che la parola d’ordine qui è “sincretismo”, inteso come unione e collaborazione di tutte le forze disponibili.

  35. mariaamelia ha detto:

    @graziella: una cosa che di me proprio non si può dire è che sono assolutista. Certo non pretendo che dal post che ho scritto si possa capire il mio percorso. Mi avvicino con ostinazione a tutto ciò che è “alternativo”, mi piace l’idea del sicretismo. Per ora però mi sembra che la strada sia lunga e l’avvicinamento lontano. Io non sono un addetta ai lavori ma una persona curiosa, che legge molto, che sperimenta molto e con slancio ma che dopo tanti anni è un pò disillusa. Ciao a tutti

  36. Graziella Carnevali ha detto:

    @Maria Amelia.posso sapere perché sei disillusa?

  37. pelomary ha detto:

    @izn è da quando hai postato questo articolo che mi girano per la testa tanti come, talmente vari che mi chiedo che posto possano avere qui.
    Come? Un talgio e una piega 7 euro dai parrucchieri cinesi? con quale manodopera con quali prodotti?
    Come? Giochi per bimbi costruiti con prodotti nocivi?
    Come? una pizza al taglio + bibita 2 euro? Come è fatta? Poi vai al negozio Alce nero in centro Bologna e un pezzo di pizza ti costa 6 euro? Solo perchè è fatta interamente con prodotti bio?
    Come il giardiniere rumeno pulisce e sradica tutte le erbacce per 10 euro mentre un giardiniere ne prende 70? Stiamo sfruttando o no questa povera gente che lavora duro per 2 soldi per sopravvivere e hanno capito che alla gente interessa spendere poco anche se la qualità del servizio è veramente scarsa?
    Ne avrei tante in testa mi fermo…..

  38. singlemama ha detto:

    sono decisamente troppo stanca anche solo per tentare di capire se ho capito la faccenda del ‘come’.
    ma che questo post è un capolavoro te lo voglio proprio dire.
    io lo stamperei e lo volantinerei ovunque, solo per il gusto di spargere un po’ di sana consapevolezza.

    grazie di ♥

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