Frittelle di patate definitive

Non so quante volte ho provato a fare queste frittelle, che alcuni chiamano rösti, e non mi venivano mai come avrei voluto. Il fatto è anche che continuavo a cercare di far funzionare la ricetta di uno di quei libri di cui parlammo tempo fa, quelli fallati :-P

frittelledipatatedefinitive Frittelle di patate definitive

Ho scoperto a mie spese infatti che molti libri hanno belle foto, carta pesante e belle rilegature ma scarsa attenzione ai contenuti (!!!), nel senso che le ricette sono tradotte a cavolo (si può dire?), con grossi errori soprattutto nelle dosi, nei tempi di cottura, ma anche nei procedimenti.
Ce lo spiegava qualche mese fa una nostra lettrice (o lettore), Bhooo, nei commenti nella biblioteca, dicendoci di non fidarci dei libri che hanno una bella impaginazione ma costano poco, quasi mai più di dieci euro.

Così quando ho visto queste “latkes” sul meraviglioso blog di Deb, smitten kitchen (a proposito, Deb ha appena avuto uno dei bambini più belli del mondo, andate a dare uno sguardo), mi sono illuminata come una lampadina (a risparmio energetico).

Finalmente con le dosi giuste e un po’ di dritte intelligenti su come procedere, ho ottenuto le frittelle di patate che avevo sempre desiderato, facilissime da fare e supercroccanti :-P

Ingredienti:
500 grammi di patate
120 grammi di cipolle
30 grammi di farina 0
1 uovo
1 cucchiaino di sale
pepe nero
olio extravergine d’oliva

Lavate e sbucciate le patate. Prendete La grattugia quella a 4 dimensioni (non saprei come chiamarla in italiano… gli americani la chiamano box grater, quella insomma con 4 facce) e passate le patate sul lato che ha i buchi molto grossi, in modo da ottenere delle fettucce più lunghe possibile.
Se proprio siete maniaci come me cercate di grattugiare le patate dalla parte stretta, così le fettucce vengono più lunghe 8-)

Grattugiate anche le cipolle, cercando però di fare in modo che non rimangano pezzi interi.

Mescolate in una ciotola di vetro le patate con le cipolle, poi mettete tutto il composto in un panno di quelli che hanno la consistenza della garza, aspettate cinque minuti e poi strizzate più possibile, verrà fuori tanto liquido e amido.
Lasciate riposare altri dieci minuti – un quarto d’ora, sempre nel panno, e poi strizzate di nuovo, fino a che non uscirà più liquido.

In una ciotola bella grande mescolate la farina, il sale, il pepe e l’uovo; poi aggiungete le linguine di patate e cipolla e rimestate bene, fino a quando tutti i pezzettini saranno ben intrisi.

Scaldate 2 cucchiai d’olio in una padella antiaderente (senza teflon); aspettate fino a quando l’olio non sembrerà brillare (mi raccomando, attente sempre a non fargli superare il punto di fumo, altrimenti dovrete gettarlo e ricominciare); prendete delle grosse cucchiaiate di composto e adagiatele nella padella, poi schiacciatele un pochino con il dorso del cucchiaio, dovranno essere alte un paio di centimetri.
Io riesco a cuocerne al massimo tre alla volta, ma ho una padella un po’ piccola.

Lasciate abbrustolire le frittelle a fuoco moderato fino a quando i bordi non saranno dorati, poi giratele e lasciatele lì fino a che non diventerà dorata anche la parte inferiore.
Ci vorranno pochi minuti.

Mettete subito le frittelle sulla carta assorbente (quella che una volta si usava per il pane, spessa come un cartoncino e marrone) e continuate con le altre, aggiungendo un altro po’ d’olio nella padella se serve.

Servite calde, con qualche fogliolina di timo, una macinata di pepe e se vi piace un po’ di noce moscata.
Accompagnatele con panna acida o yogurt, o quello che vi ispira al momento (nella foto di Deb c’erano uova di pesce e panna acida).

Nel caso molto improbabile ve ne rimanesse qualcuna immangiata potete conservarle già cotte nel frigo per un paio di giorni o addirittura nel freezer, ben avviluppate, per un paio di settimane; vi basterà scaldarle nel forno una accanto all’altra (nel senso di non impilarle, vabbeh, ve lo dico anche se non sarebbe mai venuto in mente a nessuno di farlo) a 200°C fino a quando torneranno croccanti.

Deb dice che si possono anche conservare nel forno caldo per un’oretta in attesa che arrivino gli ospiti, ma non ho provato… da noi se gli ospiti fanno l’errore di arrivare in ritardo trovano solo la padella :-P

Aggiornamento:
gingi, una neolettrice, mi ha appena fatto notare che c’è una sostanziale differenza tra i “rösti” e i “latkes”, e cioè il fatto che i latkes sono di origine ebraica e contengono uovo, a differenza dei rösti.
Ecco fatto, adesso la prossima volta mi tocca provare a fare anche i rösti, e mo’ la ricetta perfetta dove la trovo? sigh.
Che, qualcuno ha qualche suggerimento?

 

48 comments

  1. genny scrive:

    le patate sono sempre apprezzate in casa mia….frittellate non ti sto a raccontare!!!

  2. paola scrive:

    ….le tue frittelle mi sembrano davvero perfette!!
    Noi adoriamo le adoriamo e anche io come te sono alla ricerca della ricetta perfetta! Proverò la tua….quelle della foto sono davvero molto invitanti e golose!
    buon lunedì Paola

  3. Jennifer scrive:

    mmm…anche queste…wanderfull!!!

  4. Loretta scrive:

    Accidenti izn, queste sono proprio da urlo! Le proverò senz’altro!!

  5. giovanna scrive:

    Ma lo sai che questo post mi risolve un problema antico? Pure io non sono mai riuscita a ottenere dei rösti decenti. Perciò grazie, farò tesoro delle indicazioni.

  6. claudia scrive:

    Noooo!! Izn, le Kartoffelpuffer!!! Beh…ehm…con questa mi hai definitivamente conquistata!!! Da noi, in Trentino, si fa una cosa simile, ma senza uovo e senza cipolla. Insomma, solo patate, sale e farina (el Tortel de patate); e si mangiano accompagnate da fagioli borlotti in insalata (olio, aceto, sale, pepe, cipolle) e salumi vari. I fagioli lessati in insalata, tra l´altro, la fanno diventare un piatto unico e “sostituiscono” la salsa di accompagnamento (non é che si usasse tanto yogurt, sulla Dolomiti…eh eh).
    A. viene da un posto (meraviglioso) tra la Foresta Nera ed il Lago di Costanza, é lí sono il cibo “per eccellenza” (assieme agli spätzli con le lenticchie e alle maultaschen). E sai una cosa? Lui non cucina (quasi) niente, ma ogni tanto queste me le prepara, e le fa al millimetro come le tue. Ma precise! Qui alcuni ci grattugiano una carota o un poco di sedano rapa o di pastinaca, ma io – lo sai – propendo per il “monosapore” eh eh
    e non ti dico che i bambini tedeschi le mangiano anche col ketchup…ehm…
    grazie!!

  7. Moscerino scrive:

    anche io appartengo alla folta schiera di coloro che come te, prima di scoprire questa ricetta, non riuscivano a fare delle frittelle decenti! quindi grazie per averla condivisa. e complimenti per il blog

  8. fra scrive:

    fantastiche, deliziose…è da tanto che mi riprometto di farle e ora ho anche la ricetta perfetta dalla mia personale spacciatrice di robine buone ;)
    Un bacione e buona settimana
    fra

  9. silvia scrive:

    Io le adoro le frittelle di patate!!! Seguirò la tua ricetta, perchè con le cipolle non le ho mai assaggiate! dalla foto sembrano squisite….mammamia che fame mi hai fatto venire!

  10. marcella scrive:

    Sai che non le ho mai fatte?
    Questa è l’occasione giusta per provare!
    Grazie per la dritte!

  11. Lilly scrive:

    … E chi ci pensa più alle fonti cartacee, quando esiste un universo blog-Astronomico sorprendente che si autorigenera continuamente?! ;P
    Scherzo, ovviamente, ma avevi visto la versione di Rosti di zucca da Alex di qualche tempo fa?
    Fammi capire Izn: il problema era asciugare patate e cipolle del loro liquido? E’ stato quello a fare la differenza? Interessante questo suggerimento di strizzare le patate del loro amido, immagino che sia utile per numerose altre preparazioni a base di patate, no?
    In ogni caso, c’è qualcosa che continua a rimanermi oscuro in tutta questa storia della frittura “ortodossa” (e non certo per colpa tua!), ovvero: anche se io prevengo che l’olio raggiunga il punto di fumo, se la padella è posta sempre sul fuoco, cosa esattamente impedisce all’olio nel frattempo di scaldarsi troppo o comunque di aumentare la propria temperatura nel corso della preparazione della pietanza, vanificando tutti gli avveduti accorgimenti?
    Inoltre: nel caso io debba aggiungere olio durante la frittura per ripetute…immersioni, dovrei ogni volta aspettare che si riscaldi alla temperatura otimale, praticando nuovamente la collaudata prova della coda del cucchiaio di legno?
    Scusa, ma alle volte ho bisogno mi si spieghi come una bambina…

    Grazie per la pazienza! ;))

    Lilly*

  12. roby scrive:

    @ izn : ma che belle e che buone devono essere…l’abinamento patate cipolle io lo uso anche al forno oltre che in padella, ma a frittelle…ancora mai…proverò! solo un dubbio…io so che le patate cotte non vanno conservate oltre il giorno di cottura perchè…boh! non so bene ma diventerebbero “tossiche” a te non risulta?
    bacibaci

  13. Jennifer scrive:

    @tutte:….com’e’ sta prova della coda del cucchiaio di legno?!?Grazieeee!!!!

  14. Veronica scrive:

    ma che bontà!!! Io non solo non le ho mai fatte ma non le ho neanche mai mangiate anche se ci sono arrivata vicino vicino… ero a casa di una mia parente in svizzera e ci aveva giusto promesso questo “rösti”, si mette a trafficare in cucina e io, che avevo intutito la composizione del piatto, già mi preparavo ad addentarle. Ci sediamo a tavola e dopo un po’ si presenta con un bel purè, che certo ha un suo perchè ma non quando ti aspetti delle frittelle!!!
    Lei disse che aveva cambiato ricetta quando si era resa conto che le patate non erano quelle giuste per il “rösti”, per me si poteva pure soprassedere ma si vede che non sono un’intenditrice…vabbe’ a questo punto me le preparerò con le tue infallibili indicazioni!!!
    Grazie

  15. Lilly scrive:

    @Jennifer: abbiamo una matricola! ;)))
    Leggi il procedimento qui:
    ;)
    Lilly*

  16. Jennifer scrive:

    @ Lilly:Ooooooooooohhhh yessssssssssssssss,matricolissima e pure un disastrooooo!!!!Grazie mille!!!!

  17. Lilly scrive:

    @ Jennifer: Eh-eh! Matricola, pivellina, novellina… ;)) ti accorgerai presto di quanto sia divertente star dietro a Izn: noi tutti pastonudisti ci abbiamo ormai perso la testa! ;O
    Leggi anche qui altre notizie sulla frittura salubre

    Lilly*

  18. izn scrive:

    @tutte: un milione di grazie ragazze, per aver apprezzato questa ricetta :-) ma poi mi fate sapere se vi è venuta bene, se avete avuto difficoltà, etc!?

    @claudia: ecco, lo sapevo. questa donna ne sa una più del diavolo!!! adesso voglio assolutamente la ricetta del Tortel de patate, con dosi e tutto :-P
    Ehm. Ma davvero non si usa lo yogurt, sulle dolomiti? con tutte quelle mucche? Aiuto, adesso farò la figura della capretta, altro che.
    Poi alla lista delle cose che voglio sapere cosa sono aggiungerei anche queste maultaschen, ecco.
    E al ketchup mica ci vorremo rinunciare, eh! solo che ce lo faremo in casa, no?

    @lilly: non l’ho vista, e quindi ovviamente adesso vado da Alex a sbirciare, che quantomeno la devo linkare! Poi fatte da lei le frittelle saranno uno spettacolo, e di zucca! aah!

    Sì, una delle chiavi era strizzare bene le patate, io invece al massimo le sciacquavo! pensa che scema. Ma anche la proporzione tra le dosi, uova, farina etc.
    Sicuramente la storia dell’amido comunque immagino possa risultare utile anche per altre preparazioni patatose, però… come li strizzo bastoncini di patata cruda per fare le patate fritteeeee!

    per quanto riguarda l’olio con tutte le domande sulla frittura mi avete fatto venire in mente che ho una bozza dove stavo preparando tutti i trucchi per friggere bene; mi sa che la rispolvero!
    Comunque quello che impedisce all’olio di scaldarsi troppo è sicuramente il fatto di mettere dentro continuamente alimento freddo, che abbassa la temperatura (ma non deve abbassarla troppo però), è tutta una questione di equilibri.

    Normalmente non si aggiunge ulteriore olio perché si frigge con una bella quantità abbondante. In realtà in questa ricetta infatti le frittelle non sono fritte in immersione, sono scottate, tipo i pancakes americani, con qualche cucchiaio d’olio. in questo caso è facile che il punto di fumo venga raggiunto, quindi bisogna tenere la fiamma non troppo alta e aggiungere nel caso un altro po’ d’olio se si vede che quello che c’è non ce la fa più.

    ma scherzi! Io capisco *sempre* qualsiasi domanda, quando ero piccola mia madre l’ho devastata di domande (e adesso lo faccio con tutti i malcapitati che mi capitano a tiro e che sospetto sappiano qualcosa che non so), credo che abbia pensato spesso a un figlia-cidio, eh eh.

    Grazie a te anzi per tutti i consigli e i link che hai dato a jennifer, sei stata proprio un tesorone!.

    @veronica: ehehheeh mi hai fatto morire di risate. Io avrei fatto una faccia con il labbro all’ingiù evidentissima se mi avessero portato il purè al posto delle frittelle. Non che non mi piaccia il purè, ma quando ci hai fatto la bocca alle frittelle poi come fai a tornare indietro! Che delusioneeeee :-(

  19. claudia scrive:

    @izn: eh eh…guarda, le maultaschen sono una delle cose piú buone del mondo, per me! Sono dei ravioloni enormi, ripieni di carne e spinaci (ma io preferisco quelli senza carne). La leggenda vuole che le abbia inventate un monaco del monastero di Maulbronn, durante la quaresima, perché voleva mangiare carne senza farsi vedere, e cosí sono nati questi i ravioloni…beh, senti, mi sa che ogni paese crede di aver inventato i ravioli eh eh eh. Le cuociono nel brodo, con l´erba cipollina, alla fine. La cosa comica é che prima sorbiscono il brodo, e poi mangiano i ravioli: ma fate anche voi cosí? Io mangio tutto assieme… E, comunque, quelle che avanzano le fanno arrostite con uova e cipolle… guarda qui.

    Per quanto riguarda le ricette dei rösti, é raro trovare qualcuno che specifichi il passaggio a mio avviso piú importante, cioé lo “strizzamento” eh eh…certe volte penso che la gente non lo scriva perché vuole tenersi i trucchi per se (inconcepibile, nevvero?;-)). Peró la izn é mitica, che divulga!!
    Comunque, mentre leggevo i commenti ho pensato alla signora svizzera(beh, “pensato” é eccessivo…): perché é quasi fondamentale, per la riuscita, la qualitá delle patate…secondo me lei aveva patate farinose, e cosí ha fatto il puré, mentre per i rösti io opterei per delle patate a pasta piú dura (come si dice l´opposto di “farinose”?). Tipo: per gli gnocchi meno acqua hanno le patate meglio é. Giusto? Quindi mica si usano le patate novelle…anche per i rösti, piú le patate sono “nuove” e piú si deve strizzare, che ci sará piú acqua. Meglio che vada a dormire…
    Volevo farti vedere una foto del tortel de patate (dosi??!! Quando le chiedo a mia madre o alle madri delle mie amiche mi guardano strano e mi dicono: “Mah…mi vago a ocio…” (“vado a occhio”). E guarda che chicca che ho trovato!!! Ma secondo te fanno sul serio??

  20. Giò scrive:

    le frittelle definitive…se mai un giorno le farò userò sicuramente la tua ricetta…sono quasi intimorita!!ha ha scherzo…in realtà mi fido ciecamente dei tuoi consigli e sono sicura che sono perfette!
    un bacione

  21. Lilly scrive:

    @Claudia: Sei troppo forte! La Confraternita del Tortel de Patate è GRANDIOSA!! ;O (Ma li hai visti in uniforme ufficiale rosso cardinalizio al raduno araldico?) ;DD

    @Izn: Ahimè, quali creature peggiori saremmo noi tutti senza la tua indefessa opera pedagogico-divulgativa !

    (ps. Come si farà la faccina con guance arrossite d’imbarazzo?)

    Grazie,
    Lilly*

  22. salsadisapa scrive:

    sono meravigliose! ma ci credi che io… ehm… non l’ho mai fatte??? :-| sul discorso dei libri fallati ti do’ piena ragione, che rabbia! ma a volte trovo degli errori enormi anche nei libri di famosi chef: vedi sadler… nella ricetta del budino di mandorle c’è una quantità di gelatina che renderebbe gommoso un lago :-P

  23. gingi scrive:

    ehi un attimo queste meraviglie sono latkes, non rosti…))) scusate la precisazione storico-cultural-culinaria! i rosti non mi sembra che abbiano l’uovo, rimangono coesi in cottura per via dell’amido delle patate. i latkes invece sono le tipicissime frittelle della cucina ebraica internazionale(rimando al mitico the jewish kitchen di clarissa hyman, bello, grosso, patinato, ma super preciso: forse esiste anche in italiano?), si fanno soprattutto per Hanukkà, la festa “della luce” che cade a dicembre – ci siamo quasi… grazie izn per avermele ricordate!

  24. nina scrive:

    ho appena finito di mangiare , ma che ci devo fà se mi è venuta voglia di queste frittelle qui? mi piace mi piace assai tutto quanto..
    ciao :)
    nina

  25. shaitan scrive:

    yum, buone! mai mangiate, ma l’accoppiata patata-cipolla è sempre vincente, come nella tortilla spagnola :)

  26. spighetta scrive:

    Mh…Booone io le ho cotte una volta in forno 8per farle un pò più light) ma le tue sembrano eccezionali ;D

  27. claudia scrive:

    @gingi: é vero….i rösti non hanno l´uovo (semmai li rendono leggeri con l´aggiunta di pezzettini di speck o del formaggio, e poi li friggono nello strutto eo nel burro, nell´Appenzeller… eh eh). Nel Baden-Württenberg ci mettono l´uovo e li mangiano con l´Apfelmuss…certo che ci devono essere state delle gran belle contaminazioni culinarie, da quelle parti!!!
    Evviva gli scambi culturali!!

  28. ilAria scrive:

    Ciao Izn,
    ho scoperto il tuo blog da poco, nonostante ne segua sempre moltissimi altri di cucina. A parte queste frittelle che sembrano uno spettacolo, volevo farti sapere che il tuo è diventato il mio foodblog preferito in assoluto, per le ricette, per la filosofia che ci sta dietro e per il tuo modo di porti. Continua così!
    Un abbraccio, buona serata,
    ilAria

  29. izn scrive:

    @claudia: ommammamia la confraternita mi ha allibito 8-/
    per quanti riguarda il tipo di patate, ma tu come capisci quali sono quelle a pasta dura, quelle morbide etc? perchè ci sono leggende metropolitane infinite in proposito! Tu mi sai erudire? No perchè con il mio carattere te lo immagini quanto posso essere incavolata quando davanti ai cesto di patate al supermercato (bio) le guardo chiedendo loro : “ma tu sei dura??! dimmelo! dimmeloooooo! vai bene per fare le patate fritte?” Puntandogli una lampada negli occhi e tentando di far fare a zac il poliziotto buono…

    @salsadisapa. ehehhehehe… il budino doppio uso che si può tirare sulle pareti come la palla rimbalzella di quando ero piccola… ma voi ve la ricordate?

    @gingi. hai ragionissimaaaaaaaaa! infatti il blog da cui ho preso la ricetta è di una stupenda signora ebraica. Solo che io non avevo pensato alla differenza con uovo – senza uovo, e ho fatto di tutt’erba un fascio. Mi sa che metterò un aggiornamento alla fine del post, grazie infinitamente per il chiarimento :-)
    p.s.: se scopri che esiste in italiano me lo fai sapere che me lo compro immediatamente il jewish kitchen? soprattutto se è super preciso, sarà proprio adatto a me che sono una rompina senza fine.
    p.p.s: non mi ricordo se mi hai mai scritto prima, se è la prima volta, ti dò la benvenuta su queste pagine pastonudose :-)

    @shaitan: benvenuta nel pasto nudo shaitan!

    @ilAria: ciao ilAria, ben caduta nel pozzo del pasto nudo :-)
    E tu invece dopo questo commento sei la mia lettrice preferita, ecco!!!! (che, si nota che sono un po’ sensibile ai complimenti, eh eh?).

  30. gingi scrive:

    ehi izn, grazie per il rilievo che hai dato al mio commento…)) no, è la prima volta che intervengo, in realtà è poco che leggo il tuo stupendissimo blog, ma diventerò assidua. Pensa che i latkes (ma senza cipolla!) a Hannukà si mangiano anche cosparsi di zucchero o spalmati di marmellata.. però, vabbe’, meglio non divulgare questa informazione che un po’ li scredita!
    per quanto riguarda il libro i libro di clarissa hyman sulla jewish kitchen io ce l’ho in inglese, ma mi sembra di avere visto in giro parecchie ricette “sue” citate da una versione italiana: per esempio sul sito del cavoletto, se non ricordo male c’era una torta cocco arancia presa da lì. scusa sono un po’ di fretta non riesco ad andare a controllare, ma tu che sei una navigatrice incallita presto lo scoprirai! complimenti, continua così!

  31. claudia scrive:

    @izn: il mio trucco, per sapere di che pasta sono fatte le patate, é…ehm…leggere le etichette! Qui da noi scrivono, oltre al prezzo, il nome e se é mehlig (farinosa) halbfest (una via di mezzo) o festkochend (quelle che “tengono la fetta”, da insalate, le chiamo io). Adesso, in realtá, ho imparato anche un po´ di nomi, almeno delle mie preferite e di quelle che proprio non mi vanno tanto…
    Quel libro sulla cucina ebraica deve essere uno spettacolo…adesso mi metto anch´io, alla ricerca di una versione italiana…
    grazie, gingi!

  32. Lilly scrive:

    @gingi: Che bello, finalmente qualcuno che mi chiarisce in cosa consistano esattamente i latkes! E’ da quando ne lessi anni fa su Mordecai Richler che ne desideravo e da brava romana son sempre stata curiosissima della cucina ebraica e delle sue contaminazioni con la nostra… Grazie ! ;))
    @claudia: Ma come son precisi nella tua terra, ma dov’è questo posto così efficiente e affidabile e… pieno di educative etichette?! (Immagino Germania, ma dove?) I mercati di Roma son famosi per cambiare il nome della stessa mercanzia a seconda di come gli gira al padrone del banco (e in effetti qui sta gran parte del divertimento!)
    Lilly*

  33. claudia scrive:

    @Lilly: ma veramente?? Ma che zuzzurelloni, che devono essere, sti fruttivendoli! Anch´io voglio giocare cosí!!
    Sí, ufficialmente é Germania, ma culturalmente é molto baltica, sul mare (Baltico, appunto), di fronte alla Svezia e ad un tiro di schioppo dalla Polonia. Greifswald, Mecklemburg- Vorpommern, il Land piú povero della Germania…
    Comunque anche a Trento, sui sacchetti delle patate del supermercato, ricordo che c´erano le scritte e anche tre colori diversi, a seconda che fossero a pasta dura, farinose o cosí cosí (rosso verde e non ricordo ;-))
    Mannaggia a te, continuo a pensare al fruttivendolo che fa il gioco delle tre carte con le verdure…

  34. cleofe scrive:

    —-izn, buonissime ……..cotte e mangiate , calde calde , addirittura in piedi , non facevo in tempo a tirarle fuori dall’olio….anche la piccola viola l’ha voluta assaggiare.. un successone…

    sono curiosa serviti in modo dolce come dice gingi…..mm mi stuzzica l’idea ciao a tutti

  35. Lilly scrive:

    @Claudia: Eh, non fatico a crederlo, guarda dopo numerosi inverni passati in vacanza in Trentino Alto Adige posso dire con una certa convinzione che, varcati certi monti, non si tratta propriamente d’Italia lassù… e lo dico con tutti gli stupori rinnovati del caso. Ma d’altronde se tu sei di là, sai a cosa mi riferisco. Ehhh, e pensare che il bello di questo paese è proprio che è così differenziato al suo interno, il brutto è che c’è qualcuno così risoluto nel negare tale ricchezza, ma vabbè…
    In ogni caso, vedere per credere: sei ufficialmente invitata tra i banchi del Testaccio market per assistere alla pittoresca tarantella dei nomi (Pere Cosce vs Mele Ranelle vs Cosce delle monache; Invidia belga vs Invidia riccia, e così via…)
    ;P
    Lilly*

  36. VmnP scrive:

    Bella ricetta, se non sbaglio in tedesco queste frittelle si chiamano Kartoffelpuffer, ne esistono milioni di varianti…mio suocero non strizza via l’amido e quindi non ci mette l’uovo…buone tutte le varianti comunque!

  37. serafina scrive:

    belle belle belle!
    mi piacerebbe tanto provare a farle..ed abbinarvi anche la panna acida…ma non so dove trovarla!! strano, visto che abito a roma!
    suggerimenti?
    p.s.complimenti per tutto….ti seguo da un pò e riesci a mettermi “in crisi” anche se per adesso, forse per sempre, non sono capace, o desiderosa, di mettermi “in gioco”.
    ciao

  38. izn scrive:

    @serafina: ciao Serafina, e ben apparsa qui sul pasto nudo :-) Devi fare molta attenzione ad aggirarti tra queste pagine, perché gira il batterio della consapevolezza, ed è virulentissimo, altro che influenza A! I primi sintomi sono blandi: ti ritrovi al supermercato a leggere la lista degli ingredienti su qualsiasi cosa, anche i caratteri piccolissimi. E poi sempre più giù, e tornare da questa strada è difficilissimo!!!

    La panna acida la trovi al natura sì o anche negli altri negozi bio, la marcca è berchtesgadener (tedesca) ed è ottima-buonissima. Hanno anche la creme fraiche della stessa marca se può interessarti. E se per caso li trovi anche il latte intero fresco in bottiglia di vetro più buono del mondo, e burro di centrifuga, tutti stessa marca e tedeschi (purtroppo).

    p.s.: segretone… sai che mia nonna si chiamava Serafina (ma si faceva chiamare Anna) e quindi mi sa (se non hanno optato per Anna, ché i miei non ricordavano) che proprio questo è il mio secondo nome? che da piccola mi sembrava orrendo, ma adesso trovo bellissimo… come si cambia!!!

  39. serafina scrive:

    ihih…forse anch’io comincio ad accusare i primi, blandi, sintomi! :)
    anche la mia nonna si chiama serafina ed io porta questa bellissima eredità (non che il nome sia granchè, ma ha un che di orientale e misterioso, e poi dalle mura di roma in su tutti fanno tanto d’occhi quando lo pronunci e così almeno ci distinguiamo un pò).
    grazie mille per la tempestiva e precisissima risposta
    alla prossima

  40. laura scrive:

    grazieeeeeeeeeee…,……buonissime

  41. Gisi scrive:

    Qui è tutto bellissimo, complimenti…Le ricette, le idee e la grafica.
    Visiterò molto volentieri.
    Anche le fotografie sono splendide…Che invidiaaa
    Solo felicissima di aver trovato questo blog!
    Ciao
    Gisi

  42. anna maria scrive:

    E’ la prima volta che leggo il tuo blog. Cercavo una ricetta per le fritelle ed ecco apparire la tua ricetta con patate e cipolle, fantastica viene voglia si mangiarle subito ma………….sono a dieta mi fai sapere se posso cuocerle al forno e soprattutto se sono buone anche cotte light?

  43. sandra60 scrive:

    ciao Izn ti ho scoperta da poco… blog subito inserito tra i preferiti
    sei fantastica
    sandra

  44. lorena scrive:

    purtroppo non ho le cipolle escono buone lo stesso?

  45. Hombre scrive:

    A noi due, dannate frittelle.
    Stasera!
    ringrazio claudia

  46. Hombre scrive:

    Fatte! Direi guasi perfette!
    Seguita ricetta alla lettera, standing ovation della mia dolcemetà.
    Era cmq un test senza yogurth né panna acida… però con timo e con noce moscata.
    E senza lo yogurth ho avuto un problemino con l’impiattamento, ma quando li presenterò ufficialmente ci sarà tutto.
    Solo una cosa che ho notato stasera, seguendo alla lettera la ricetta, perché parli alle donne?
    (è una boutade, non la prendere seriamente, non me ne può fregar di meno).
    definitivo

  47. izn scrive:

    @hombre: ma sai che rileggendo mi rendo conto adesso che a volte parlo al femminile, a volte al maschile, insomma faccio un casino assurdo… è che sono stonata!! Tutto qui!! :-D

  48. claudia scrive:

    @Hombre: prego. E complimenti, eh, davvero! (cosi’, al primo colpo…) :-)

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