Spiedini di cefalo alla piastra

Buongiorno dal mare cristallino della Sardegna! Purtroppo il ritorno a casa si avvicina, sigh, stavo appena *cominciando* a rigenerarmi :-( Quest’anno ho imparato una cosa importante, non che sia una scoperta incredibile, ma per me, aka “Stakanov” è una lezione difficile da imparare.

spiedini di cefalo

In pratica, dopo due anni che non facevamo una vacanza, e che io ho lavorato praticamente tutti i momenti liberi, compresi sabati e domeniche, quando sono arrivata in quest’isola taumaturgica il mio sistema immunitario ha cominciato a bastonarmi solennemente. Ho beccato influenza intestinale, mal di gola, mal di stomaco fortissimo, nausea, cervicale, insomma tutta la gamma delle mie debolezze (mancano solo i reni) è venuta a trovarmi reiteratamente.

Non perché voglia elencarvi gli acciacchi dell’età tipo vecchietta sulla sedia di paglia accanto alla porta di ingresso, solo un memento per me stessa: riposare è importante. Staccare con la testa è importante! Se uso troppo la testa non lascio energia alla mia parte fisica, che tendo sempre a trascurare. Propositi per l’anno nuovo (ve lo ricordate, no, che per me l’anno comincia a settembre): radicare, ritagliarmi scampoli di assenza, leggere e interessarmi a cose che non attengano all’alimentazione e alla grafica!!

Serve a ben poco mangiare nel modo giusto (a parte l’aspetto etico e politico, che diventa sempre più importante), se non si ha cura della parte emotiva e psichica. Le malattie, piccole e grandi, scaturiscono da uno squilibrio dell’organismo, e questo è quasi sempre uno squilibrio emotivo. Che trova terreno moooolto più fertile se ci alimentiamo nel modo sbagliato e se non facciamo nessun tipo di esercizio fisico.

mare della sardegna

Vabbeh. Torniamo a noi. Ho molte cose da raccontarvi, ma mi ci vorranno mesi! Mi sa che vi chiudo dentro il blog e uscite a novembre! No no vabbeh andiamo piano piano và. Intanto vi mostro una ricetta di pesce, che è nata per una richiesta di una certa rivista molto molto conosciuta (di cui vi parlerò se la cosa si concretizza).

pescheria barracuda palau

La giornalista in questione mi ha chiesto di pubblicare alcune ricette del pasto nudo, ma giustamente mi chiedeva anche una ricetta di pesce (che come sapete qui languono causa il fatto che a me il pesce piace soprattutto crudo e insomma non “ricettato”, preso e mangiato sulla brace o marinato con un po’ di limone ed erbette). Così presa dal panico ho chiamato l’amatissimo chef del mio cuore e gli ho chiesto un consiglio con le parole chiave: “pesce, fresco, veloce, buonissimo, consapevole, facile” :-)

mollica di pane frullata

Lui in tutta risposta mi ha parlato di un interessante spiedino fatto con la Spatola (niente pesci costosi o in estinzione qui sul pasto nudo ehhhh!!), solo che purtroppo qui nel nord della Sardegna la Spatola (anche detto pesce sciabola, oppure nel Lazio “pesce d’argento” e in Campania “pesce bandiera”, e da non confondersi con il pesce spatola americano e cinese) non è proprio di casa.

spiedini di pesce

Così ho fatto una puntata in una pescheria molto carina che si trova a Palau, e che si chiama “Barracuda” e ho chiesto consiglio a Mauro, che a parte la caratteristica di avere una memoria fenomenale (si è ricordato di noi a due anni di distanza) è sempre supergentile e disponibile, e mi ha consigliato un pesce tipicamente sardo, il Cefalo, o Muggine (che qui è chiamato “Sa Lissa” o “Muzzaro”), che è sempre molto bistrattato per il fatto che è in grado di vivere anche in ambienti molto inquinati (spesso si trova anche nei porti) ed è uso alimentarsi sul fondo del mare.

Invece, quando è appena stato pescato, ovviamente in acque pulite (mi raccomando mai pesci allevati… chiedetevi sempre cosa hanno mangiato), ha una carne ottima, e se provate a mangiarlo preparato in questo modo lo amerete moltissimo. Nulla vieta ovviamente di provare questa ricetta con la Spatola o con un altro pesce che pensate sia adatto, se lo trovate. Sperimentare semper (ehm forse non era proprio così)!

Ingredienti:
circa 500 grammi di un bel cefalo sfilettato (e senza pelle)
una decina di pomodorini maturi (tipo datterini o pachino) oppure qualche pomodoro tipo san marzano
250 grammi di mollica di pane fresca
1 mazzetto di prezzemolo
1 cucchiaio di foglie di maggiorana fresca
1 mazzetto di basilico
1 piccolo spicchio d’aglio (facoltativo, ma ci sta un gran bene!)
sale marino integrale
pepe in grani
2 cucchiai di olio extravergine d’oliva più un altro po’ per servire

Se ci riuscite, fatevi sfilettare il pesce direttamente in pescheria, altrimenti tagliate via la testa, apritelo a metà, togliete le interiora, sciacquatelo e poi asportate la lisca centrale e tutte le altre spine che trovate, asportate la pelle e ricavate quattro filetti (prima o poi vi faccio un post sulla pulitura del pesce, prometto).

Preparate la mollica alle erbe: mettete mollica, erbe aromatiche, aglio (schiacciato oppure grattugiato con la microplane) e olio in un mixer e frullate fino a ottenere un composto omogeneo come quello della foto più sopra.

Prendete uno spiedino di bambù e infilate un’estremità di uno dei filetti, poi un pomodorino (o un pezzetto di pomodoro) e poi ancora il filetto di cefalo, formando una specie di “S”. Se avete trovato la Spatola dovreste avere la possibilità di fare uno spiedino più lungo e con più curve :-)

A questo punto cospargete gli spiedini con la mollica aromatizzata, schiacciandola un pochino sul pesce in modo che rimanga il più possibile attaccata. Scaldate la piastra (non deve essere rovente, altrimenti gli spiedini si bruceranno prima di cuocersi all’interno, ma neanche troppo fredda altrimenti otterrete degli spiedini… bolliti.

Quando il pesce avrà un aspetto cotto e un profumo appetitoso, salate, pepate, aggiungete un altro po’ di olio a crudo e servite ben caldo. Sono buonissimissimi!

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2 comments

  1. Francesca ha detto:

    Che bella ricetta, semplice e aromatica, come si richiede soprattutto d’estate. Il cefalo appartiene al pesce “povero”, se non sbaglio… Qualche settimana fa ho partecipato ad una degustazione-seminario organizzata da slow food dedicata al pesce povero, molto interessante e… gustosa! Questa estate voglio provare qualche ricetta, magari pure con la palamita, pesce tipico dell’arcipelago toscano. A presto!

  2. marjanne ha detto:

    Questa è da provare sicuro.
    Di solito il muggine lo si mangia arrostito e poi messo in una teglia con acqua salata e vari spicchi d’aglio.
    La carne rimane saporitissima!
    Dalle mie parti è rinomato il muggine di Cabras da cui si ricava anche una buonissima bottarga.

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