Salvia officinalis: umile, generosa e sacra

Questa riflessione sulla salvia è nata durante le festività; nella serenità dello stare finalmente qualche giorno a casa in famiglia senza impegni. Qualche giorno fa avevamo appena gustato dei buonissimi tortelloni di zucca (a casa mia mangiamo spesso un bel monopiatto) con burro e salvia fresca fresca del mio piccolo orto rustico di piante aromatiche, e mentre stavo per preparare un bel tè con la mia amata tisaniera verde muschio, vedo una fogliolina vellutata di salvia dimenticata sul lavello.

All’istante mi fulmina il colore della teiera e della fogliolina: Uguuuaaali! E non solo per il punto di verde, ma anche per la superficie morbida, appena rugosetta, tipica della salvia. Sul lettore-CD avevo appena messo per la decima volta Rachmaninov, il terzo concerto di pianoforte che avrò sentito almeno 33 volte in questo periodo (mi prendono delle vere e proprie cotte per certe opere).

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