Mettiamo l’acqua sul fuoco

Prima di dare inizio agli incontri virtuali vorrei spendere due parole sulla mia visione personale del tè, su quali sono gli intenti che mi prefiggo con questa rubrica e sulle collaborazioni che via via vado a stringere. Come lo vedo io dopo tanti anni che lo spiego, preparo e bevo.

Partiamo dalla considerazione che il tè, a seconda delle latitudini della nostra penisola, ha una sua percezione. Al nord è bevanda e al sud è vestito di un’aura di salutismo. Al nord bevi il tè in quanto tale, al sud lo bevi se non stai bene!

Tra i cultori, gli appassionati, gli estimatori, il tè cessa di essere sia bevanda che medicamento e diviene “stato della mente”, “condizione personale”.
Se la vedo da quell’ottica bevo un tè perchè ho necessità di prendermi cura di me, o perchè quel determinato tè mi regala un’emozione, è idoneo al cibo che accompagna, è perfetto per quel dato momento della giornata, mi ricorda un viaggio. A volte alcuni dicono che il tè consente di viaggiare e visitare luoghi anche stando comodamente seduti a casa propria in poltrona con una tazza in mano!
Le motivazioni e gli stati emozionali divengono così infiniti e tutti intimisticamente personali, e che sia fondamentalmente così lo scoprirete man mano che viaggeremo insieme nel suo mondo. Il tè rapisce. Piacevolmente.

Io, personalmente, la vivo così. E mi permetto di aggiungere che lo stesso tè, e so che lo capirete più avanti, non è mai precisamente identico a quello precedente perchè le sue infinite variabili, date dalla temperatura e dai tempi di infusione, con il loro variare seppur impercettibile, gli regalano altre sfumature come se ci muovessimo su una scala di colori non definiti in maniera netta, ma via via gradatamente differenti.

Personalmente, prediligo infusioni con temperature fisse e tempi bassi a scalare. E mi rendo conto che alcuni potrebbero non capire cosa voglio dire ma con il tempo tutto sarà chiaro.

Mi piacerebbe che questa rubrica, una volta che avremo parlato del tè in maniera il più esaustiva possibile, divenisse un luogo dove a scadenze periodiche potessimo degustare un tè. Dove tutti quelli che accedono acquisiscano man mano una conoscenza tale della bevanda da poter dialogare e fare specifiche richieste a tutti i “Mercanti del Tè” (mi sia permessa questa locuzione di stampo medioevale ma tanto bella e pertinente) che operano con fatica in Italia, tale da spronarli sempre più ad acquistare tè di pregio e valore, avendo la consapevolezza di avere una clientela attenta e preparata. Sapeste quanti di loro vorrebbero avere una carta dei tè di qualità.

Proprio in virtù di tale obiettivo, e per tutti quelli che avranno la curiosità di acquistare i tè che proveremo in questa rubrica, ho contattato per adesso Enrico Penna e Acilia, che sicuramente già conoscete, i quali mi ha dato la loro ampia disponibilità ad inviarmi dei campioni per ogni assaggio che effettueremo.

Enrico e Acilia sono solo i primi di molti che spero vorranno unirsi, e che contatterò via via che andremo avanti con la rubrica. Il bello del mercato del tè in Italia è che è molto variegato e ricco di grandi professionisti che ci mettono l’anima e sono convinto che sia giusto valorizzare tutti.

Ovviamente vi proporrò anche degustazioni di tè irreperibili sul mercato, che preleverò dalla mia riserva personale, che attualmente ne conta oltre 400!

Visto che mi trovo vi anticipo anche come vorrei strutturare la rubrica, in modo da non creare confusione e rendervi tutto molto semplice da capire; per prima cosa tenete conto che la struttura degli incontri sarà la seguente: brevi cenni storici (a puntate) o parte tecnica, e tè in degustazione con almeno 3 infusioni.

Poche e brevi le regole per trovarci bene insieme!

  1. È obbligatorio fare domande nei commenti. Anche quelle che vi appaiono stupide. Siamo qui per confrontarci e non per giudicare chi sa cosa;
  2. È obbligatorio non prendersela se rispondo a qualche domanda: “ne parleremo in seguito”. Tale risposta non presuppone uno scarso interesse verso al domanda, ma solo una spiegazione futura dell’argomento in maniera completa ed il più possibile esaustiva;
  3. Dimenticate tutto quello che sapete sul tè e ripartiamo insieme da zero. Io lo faccio ogni volta e suggerisco di farlo. Il tè è un argomento del quale in occidente si sa ancora poco e ognuno di noi va “a scuola” di tè ogni giorno;
  4. Non esistono regole ben definite per la preparazione del tè se non come linea di massima. Alcuni bevitori si mantengono su tempi di infusione più bassi, altri fanno infusioni più lunghe, altri ancora adoperano temperature più o meno alte. Insomma ogni tè viene interpretato da ciascun bevitore secondo una propria sensibilità personale, ed è forse questo l’aspetto più avvincente della nostra bevanda;
  5. Il tè si degusta senza zucchero, salvo due o tre preparazioni tradizionali!

Nel corso di questo viaggio che intraprenderemo potrete dire che sono stato bravo *solo* se sarò riuscito da trasmettervi questa mia visione intima, questa predisposizione, questo sentire. Il resto è tecnica e, per quanto indispensabile, la possono imparare tutti.

Bene! Detto ciò vi saluto tutti e ci vediamo a giorni per partire in questo viaggio.
Buon tè a tutti!

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46 comments

  1. sara ha detto:

    400!!!!!! o_o arriva anche la domanda stupida: ma dove li metti?

  2. laura ha detto:

    evviva!!!aspettavo questo inizio con ansia…non vedevo…e vedo…l’ora!posso assolutamente testimoniare il significato salutista-curativo che riveste il té nel sud italia…mio marito mi guarda spesso sbalordito…e decantando i pregi di una bella “tazzulell’ e cafè”…

  3. mattialife ha detto:

    Non vedevo l’ora di iniziare, finalmente manca poco. Bevo bancha da tempo, ma ancora devo conoscerlo, mi aiuterete voi!!!
    Complimenti, Mattia.

  4. chiarap ha detto:

    bello! bello! grazie. ecco le mie domande:
    1. cosa pensi del tè in bustina?
    2. esiste un tempo minimo di infusione ( per le foglie ed ev per le bustine) perchè “l’esperienza” (da tutti i punti di vista .. sapori,odori, proprietà) secondo te abbia un senso?
    (io non “rispetto” quasi mai i tempi di infusione. ..tipo già 1m per me .. va bene :)
    grazie

    grazie,

  5. Francesca ha detto:

    Sono davvero felice che questa rubrica abbia avuto inizio. Io mi occupo di te’ da almeno due anni e noto che tante persone si stanno appassionando sempre di piu’ a questa bevanda.
    Provo anche io da un po’, e da poco dalla fredda Amsterdam, a raccontare delle mie esperienze con il te’. Non sono un’esperta ma questa bevanda appartiene alla teoria del Caos e dei sistemi complessi e necessita di quanti piu’ punti di vista possibili, perche’ segue le leggi di un caleidoscopio.

    Complimenti e a rileggerci a presto!
    Francesca

  6. CECILIA ha detto:

    attendo con impazienza…l’inizio…

  7. deboramar ha detto:

    Il te’ per me ha un fascino inspiegabile…per ora ne compro di più di quello che riesco a consumare, soprattutto se mi trovo all’estero. Anche io non vedo l’ora di iniziare.

  8. Sara77 ha detto:

    Io ho messo l’acqua sul fuoco!!!
    :)

  9. Mara80 ha detto:

    Sono felicissima che questa rubrica abbia avuto inizio. Vedo l’ora di imparare cose nuove e capire la differenza che c’è tra tè e tè.
    Priama domanda? L’acqua deve bollire completamente per fare il tè? Perchè io personalmente lo adoro bollente, quadi da ustione!
    mio marito invece lo adota tiepido!

  10. Acilia ha detto:

    Tenevo a lasciare il mio sincero inboccallupo, sia alla padrona di casa che al titolare della rubrica, entrambe persone che seguo da tempo.
    Sono molto contenta si sia creato un ulteriore territorio di scambio e di conoscenza in fatto di tè e vi ringrazio per la possibilità che mi avete dato di collaborare in qualche modo al progetto.
    Un abbraccio cumulativo e naturalmente consideratemi a disposizione per qualunque necessità :-)

  11. Loretta ha detto:

    Che bello, sono felice che faremo delle degustazioni! E sono acnhe felice che ci saranno dei tè di Acilia dalla quale mi rifornisco abitualmente :-) quando cominciamo?!?!?

  12. Giustino Catalano ha detto:

    Allora..che dire..sono emozionato anch’io di questo primo post che prannunzia il nostro “viaggio” comune nel mondo del tè. Cerco di rispondere un pò a tutti.

    @Sara: Dove tengo i 400 e oltre tè?
    In un armadio apposito, al buio e al fresco e soprattutto in buste e contenitori sottovuoto. Questo mi garantisce di poter conservare i tè anche per lunghissimi periodi.

    @Laura: quando mio padre da ragazzo (20-22 anni) mi vedeva preparare un tè mi ripeteva con aria preoccupata la stessa domanda “Ti senti bene? hai mal di stomaco? di pancia? :D …questo avveniva più volte al giorno! :D Non ho mai saputo se lo facesse per prendermi in giro o per apprensione!

    @Chiarap: scopriremo insieme che il tè in bustina può essere anche un eccellente tè. L’equazione tè in bustina= tè di bassa qualità non è sempre vera. Esiste un tempo minimo di infusione sicuramente, come ne esiste uno massimo. Le infusioni brevi come hai potuto leggere dal post sono le mie predilette ma non con una tempistica ferma e univoca per tutti i tè. Vedremo insieme che ci sono tè che richiedono 1 minuto di infusione e altri che ne richiedono minimo 10!!!! Tutto è rapportato molto alla temperatura dell’acqua che non è invece flessibile come il range di tempo di cui dicevamo. Sicuramente ci sono dei tempi minimi perchè quel dato tè X si possa esprimere al meglio (sentori, aromi, sapore, ecc.) Ma ne riparleremo di volta in volta.

    @Mattialife: Grazie! Diciamo che ci aiuteremo insieme a capire! :)

    @ Francesca: Ti ringrazio di cuore per l’uso dell’espressione che avevo evitato Teoria del Caos. Si il tè appartiene a questa teoria! Ma sento anche di dire che il Caos cessa proprio di fronte a quel rapporto intimistico che riusciamo a creare con la bevanda!!! Come se per capire il Caos dovessimo avere un rapporto con esso!

    @Cecilia e Loretta: E’ questione di giorni! :)

    @Sara77: anch’io come vedi… ora prepariamo un tè da gustarci insieme! :)

    @Mara80: L’acqua bollente va usata solo per determinati tè dei quali parleremo molto avanti. Di regola, salva l’eccezione di cui dicevo, l’acqua non deve *mai* bollire! Ma “ne riparleremo in seguito” (punto 2 del post) :)

    @Acilia: grazie da parte mia. Pubblicamente. E grazie ad Enrico Penna.

    Grazie a tutti e grazie a izn per lo spazio che ha dato al tè!

  13. cecilia ha detto:

    il te’ mi ha sempre incuriosita, quindi seguiro’ con molta attenzione questa “scuola” e sono felice iniziera’…a giorni!
    CECILIA

  14. LaEli ha detto:

    Io ci sono e non vedo l’ora!
    Nell’attesa mi gusto un buonissimo tè Bancha e mi chiedo…..perchè costano così tanto se la materia prima viene pagata davvero così poco??? ;)

  15. Anna ha detto:

    Ben venga questa rubrica, ci mancava.
    Perché non parliamo anche del piacere di bere le tisane e quali in quali momenti della giornata? Ora n
    e sto preparando una tiglio, prima di andare a dormire…..

  16. maria ha detto:

    Voglio imparare : il tè lo adoro, bollente, rigorosamente senza zucchero, ma solo da qualche anno riesco ad apprezzarlo così, ma ne so poco, pochissimo…mi basta però il rumore dell’acqua che si versa nella tazza per farmi sentire coccolata. Aspetto con impazienza , pronta a prendere appunti!

  17. valentina ha detto:

    Questa del tè è una cosa splendida. Io lo amo, ma non lo conosco a fondo. Ho sempre voluto studiarlo, ma la letteratura è veramente vasta, non ho mai saputo da dove partire. Ho tantissimi tè e imparare a gustarli come meritano sarebbe magnifico!

  18. Enrica ha detto:

    sono appassionata di te da alcuni anni , adoro abbinarli anche a cenette frugali salate, usare delle belle tazze….è una piccola cura di me che passa per questo gesto apparentemente semplice ma in realtà complesso. ammetto al mia ignoranza in materia ma il mio palato è fine! :)
    sono felicissima inizi questa rubrica
    grazie!
    Enrica

  19. rosanna ha detto:

    Grazie, sono proprio contenta di questo post, 1^ domanda,sarà proprio grave se zucchererò sempre il mio tè?Non ce la faccio proprio, come il caffè, quando mi è stato consigliato di prenderlo senza zucchero, io che vedo i dolcificanti (tranne il miele) come il fumo negli occhi, sono stata mesi senza caffè.Per quanto riguarda il tè, meno male che anche i miei figli lo adorano, specialmente quando è inverno e fa freddo c’è sempre qualcuno che nel pomeriggio parafrasando la governante di Pocaontas dice ” Mettiamo su un pò di tè” e siamo subito di buon umore.

  20. sissa ha detto:

    E’ una rubrica che si calza a pennello con le mie abitudini quotidiane. Un gesto al quale non posso fare a meno, anzi più il tempo passa più si consolida questo bisogno che è un piacere!
    Ho anche io qualche domanda, ma.. aspetto l’inizio della rubrica per farle qualora ce ne fosse bisogno!
    Buonissima giornata a tutti e grazie :)
    Sissa

  21. cri ha detto:

    Oh che bella idea questa rubrica, non vedo l’ora che cominci! Intanto, sono d’accordo su almeno due punti: quasi mai far bollire l’acqua e assolutamente non inquinare il gusto zuccherandolo.
    Aspetto con ansia il prossimo post, buon lavoro!

  22. laura ha detto:

    ciao, mi potresti consigliare qualche buona marca anche commerciale per un buon tè verde?
    grazie

  23. Gloria ha detto:

    Non vedo l’ora! per me è sempre l’ora per una buona tazza di tè! :-)

  24. Gigliola ha detto:

    La rubrica che fa per me! Amo il tè e sono pronta ad apprendere tutto quello che serve per gustarlo al meglio. Se ce ne sarà la possibilità vorrei chiederti parere sui tipi che ho in casa e che provengono dalla Cina dove ho dei fidati “spacciatori” che me lo fanno arrivare di tanto in tanto!
    in bocca al lupo

  25. massimiliana ha detto:

    l’idea mi piace molto . Sono molto curiosa di sapere dove acquisti i tuoi tè, io ho del darjeeling fermo a lonate pozzolo da questa primavera:-( Qualcuno conosce la situazione giapponese? Fortunatamente ho ancora qualche confezione sigillata pre Fukushima, che conservo con cura!
    a presto

  26. Leti.tizia ha detto:

    Quando ho cominciato a leggere il post non potevo crederci! Una rubrica sulla mia bevanda preferita! Sono sostanzialmente ignorante in materia, so solo che ne bevo un sacco e sono contenta ogni volta che lo bevo :)

  27. Giustino Catalano ha detto:

    Buongiorno a tutte!
    Devo dire che sono davvero lusingato di tutta questa attenzione per la rubrica e che tale cosa mi sprona ancor di più a dare il massimo di me e delle mie poche conoscenze.
    A chi ha detto che comincia la “scuola” o che deve imparare dico che dobbiamo imparare. Io ogni volta che mi preparo un tè (cosa che avviene da 32 anni a questa parte – ahimè sono “diversamente” giovane ormai! :)) imparo qualcosa. Ma lasciate che risponda ad ognuna di voi come se fossimo in una stessa stanza e potessimo interagire in tempo reale.

    @Cecilia: Ben felice di fare questo percorso conoscitivo insieme! :)

    @LaEli: Il Bancha è un raccolto tardivo di 3^ e 4^ foglia giapponese. Vestito molto (troppo?) di un’aura di bontà che spesso non ha. Prezzi alti e ingiustificati spesso lo accompagnano proprio per la richiesta che ne viene fatta. Detto inter nos non è dei migliori sotto un profilo qualitativo e anche di sostanze benefiche! :o Inoltre, ma lo vedremo e capiremo insieme, non è mica vero che il tè di Bottega costa più del tè venduto nella GDO. Questo è un falso mito. Con la classica bustina ci fai solo una volta 150 ml di tè. Con i tè sfusi a parità di peso un neofita ne può ricavare 450 ml ed un esperto anche un litro… con le dovute operazioni matematiche vedrai che costa meno il costoso rispetto a quello “apparentemente economico”. Sul prezzo ai produttori ci soffermeremo molto in avanti.

    @Anna: per le tisane sto specializzandomi con un’amica Farmacista Erborista. Al momento ci manterremo sul tè dove mi sento tranquillo nel poter dire qualcosa di veritiero. Più in là le tisane.

    @Maria: che bella espressione quella del rumore dell’acqua che coccola!! La farò mia nei corsi che stanno per partire citando la fonte. E’ vero! già da quel rumore ci si comincia a rilassare piacevolmente. Poi gli effluvi profumati della bevanda cominciano a proiettarci in un’altra dimensione dove il relax e la “cura” di noi diviene totalizzante :) grazie per aver arricchito il mio vocabolario “descrittivo” delle sensazioni di benessere che dà il tè!

    @Valentina: presto li degusterai con sapienza. Il mio compito, il mio essere bravo, sarà dato non dalle mie conoscenze ma dalla mia capacità di trasferirvi tutta la mia passione. Questo il mio reale obiettivo. Sulla letteratura consiglierò anche dei testi. Hai ragione. E’ molto vasta e alcune volte frutto di errati copia e incolla (sic!!!)

    @Enrica: se fossimo tutti “ignoranti” come lo sei tu saremmo già molto avanti! :) Sono solito dire che il tè va abbinato soprattutto a piatti salati e non è compagno di dolcetti come erroneamente siamo portati a pensare. E’ questa la grande differenza con il caffè. Il tè è la bevanda dei pasti degli orientali… ossia di oltre 3 miliardi di individui.

    @Rosanna: Nulla è grave, ma rischi di non percepire il gusto. Sono certo che però con la tecnica non avrai bisogno di doverlo dolcificare. Chi lo dolcifica è perchè lo fa male ed estrae anche i tannini del tè che sono i primi responsabili dell’amaro nel tè. Impareremo insieme a fare il tè dolce… ma senza dolcificanti. ;) Abbi solo fiducia e viaggia assieme a noi. Ah! il tè non è una bevanda invernale… ma paradossalmente estiva. I Tuareg e i nomadi del deserto lo bevono bollente a 40° all’ombra. Il motivo risiede nel fatto che le bevande bollenti sono “termoregolatrici” ossia inducono nell’immediatezza un’abbondante sudorazione, ma subito dopo la inibiscono per ore, in quanto innalzando la temperatura corporea riducono il “delta” termico tra la nostra temperatura corporea e quella esterna… :) sorpresa! :D

    @Sissa: Grazie e buona giornata a te. Cercherò di sciogliere i tuoi dubbi se posso. Promesso! :)

    @Cri: Ottimi punti di partenza! A giorni si parte ed entra nel vivo!

    @Laura: In tutta onestà al momento devo ancora trovare un tè da scaffale (verde e peggio ancora nero!) da consigliare. Il punto è però che non si tratta solo di qualità ma soprattutto di modalità di preparazione. Potrebbe essere accettabile anche un gunpowder comprato sulla bancarella degli amici africani (ne fanno larghissimo uso) o in uno dei tanti negozi dei cinesi!
    Se proprio devi acquistare di banco meglio uno delle catene dell’equo e solidale e possibilmente biologico. Il biologico offre delle garanzie maggiori ovviamente. Ma su questi aspetti ci soffermeremo più avanti.

    @Gloria: e siamo in due a non veder l’ora! :)

    @Gigliola: Ho l’imbarazzo di dover rispondere al tuo “in bocca al lupo” con il classico “crepi”… i lupi siete voi! :D …vedo con piacere che non sono il solo ad aver spacciatori in giro per il mondo! :) Senz’altro. Anche se i tè vanno anche assaggiati. Spesso il nome dice poco.

    @Massimiliana: Se il Darjeeling (quale raccolto? primaverile, inbetween, estivo o autunnale?) è sottovuoto e in luogo buio, fresco e asciutto non ci sono problemi. In caso contrario… comincialo a consumare!
    La situazione di allerta del nostro Ministero della Salute su Fukushima è totalemente rientrata e già da due mesi è ricominciata l’importazione dei pregiati tè giapponesi… ne assaggeremo di stratosferici! ;) In ogni caso, tengo a dire che le cautele del Ministero erano anche eccessive atteso che le coltivazioni dei maggiori tè di pregio (distretto di Uji) non sono mai state contaminate perchè molto distanti (oltre 400 km) e tutelate da venti (sia bassi che di quota) totalmente contrari all’area di Fukushima. Quindi consumateli in totale tranquillità. Del resto il Ministero della Salute giapponese ha eseguito test molto attenti sulle piantagioni di tutto il Sol Levante. Non dimentichiamoci che per loro è l’equivalente della nostra acqua! Ah! e i tè Giapponesi, grazie ad un cospicuo incentivo alle aziende produttrici, sono tutti sottoposti al marchio del biologico JAS che ha rigorosissimi protocolli di controllo. Sereni. Potete berne!

    @Leti.tizia: si! il tè rende felici. Altra grande verità!

    Spero di non aver dimenticato nessuno. Se così fosse me ne scuso.
    Ma come sono contento di tutti questi commenti! Grazie!

    Buon tè a tutti!

  28. Miriam ha detto:

    Tanti anni fa mi stavo appassionando all’argomento, ho pure qualche libro… non sono andata oltre, sono lietissima di seguire questa rubrica,
    Buon lavoro, sarà davvero molto interessante!!!
    Miri

  29. Giustino Catalano ha detto:

    Grazie Miriam!
    I libri rispolverali che si riparte ache con quelli! :)

  30. Marina ha detto:

    Non vedo l’ora! :D

  31. barbara m. ha detto:

    grazie, molto molto interessante.
    attendo con grande curiosità le prossime uscite di questa rubrica! :)

  32. Fra ha detto:

    Ciao che bella rubrica!! Io ti chiedo dove comprarli… in erboristeria?

  33. Giustino Catalano ha detto:

    Buongiorno Marina e Barbara. Credo sia imminente l’uscita del primo post. :)

  34. Francesco ha detto:

    Sto appassionandomi a poco a poco al gusto del thè.
    Purtroppo sono ancora alla fase primordiale delle bustine del supermercato.
    Cosa mi consigli per passare a qualcosa di più buono e più sano?
    Il limone nel thè verde può andare?

  35. Nadia ha detto:

    Grazie Giustino e grazie a Izn per questa rubrica dedicata al thè…sono curiosa di imparare a fare thè ‘comesideve’…e magari riuscire a capire come poter abbinare i diversi tipi di thè a dolci o biscotti .
    Giustino, mi sapresti per cortesia indicare quello che contiene più tannini?

  36. rossella ha detto:

    Felice di continuare a imparare insieme a voi. Amo il tè verde e l’Oolong, ho imparato a prepararlo e a degustarlo, l’ho insegnato agli altri in alcuni corsi. Sono convinta, però, che ci sono sempre nuove cose da sapere, piccoli trucchi da conoscere e la condivisione delle emozioni legate al tè è sempre un grande arricchimento. Quindi: Grazie!

  37. Roberta ha detto:

    Ciao!
    Questa rubrica mi piace molto, come adoro infinitamente il tè!
    Però, una sola precisazione: nel tè lo zucchero ci vuole, eccome. Mia madre è inglese, ma io ai miei due cucchiai di zucchero (di canna) non rinuncio MAI! :D

  38. Giustino Catalano ha detto:

    Buongiorno a tutte!
    Come sempre Izn mi deve richiamare all’ordine e fa bene. Quando penso che nessun altro scriverà eccovi lì presenti! Bene. :)
    Rispondo anche stavolta a tutte.

    @Francesco: Io in genere non ho la velleità di saper rispondere al più buono… il buono è un criterio soggettivo. Dico che sicuramente nell’accezione qualitativa il più buono vede di sicuro i tè in foglia e alcuni tè giapponesi (anche in bustina).

    Per il più sano mi oriento sempre sul biologico, atteso che nel mondo del Tè il concetto della certificazione biologica si fa sempre più strada. L’Ente JAS che certifica il biologico in Giappone si fa forte anche di una legge nipponica che dà sovvenzioni a chi passa al biologico. Tutti i giardini (o forse il 98% di essi) del Darjeeling sono certificati BIO. In Cina avanza sempre più il biologico e così via. Dire Biologico vuol dire di sicuro diserbo a mano e nessun anticrittogamico o pesticida. E il tè che per sua natura va infuso (leggasi estratto) se è biologico è di sicuro buono.

    Direi che tutto va bene con tutto se ci piace. Non ho la pretesa di dire agli altri come devono mangiare o bere, giammai. Ma se vuoi percepirne i sapori e i sentori è bene evitare qualsiasi cosa che li copra. Sulla scorta di tale considerazione quindi NO limone, zucchero, Stevia o altro. O non vi ritroverete con le degustazioni.

    @Nadia: un tè senza tannini? Quello fatto bene! …e non scherzo. Il tannino è uno degli elementi del tè ma la sua estrazione è il più delle volte dovuta a errati tempi d’infusione o a temperature sbagliate. Lo vedremo nei nostri prossimi incontri.

    @Rossella: BENE! Ne sono felice. Avrò modo anch’io così di potermi confrontare e imparare qualcosa. Io dico che sono sempre alle prime armi. Sono oltremodo contento della tua presenza qui.

    @Roberta: permettimi, e non per contraddirti ma solo per non deviare gli altri: nel tè lo zucchero non ci va. Che gli inglesi lo mettano è un dato di fatto ma credo che l’usanza di 60 milioni di abitanti e peraltro paese importatore e non produttore non possa fare regola rispetto al rimanente numero di 3 miliardi di produttori e fruitori. Non fosse altro che per tradizioni altrettanto consolidate. Ai fini di una corretta degustazione, che è quella che proporremo di volta in volta ti invito a prendere cittadinanza cinese o giapponese e non adoperare lo zucchero per non trovarti a non avere alcun riscontro tra quanto scriveremo e ciò che magari vorrai riprovare in casa.
    Un caro saluto.

    Buon tè a tutti.

  39. Riso Mandorlino ha detto:

    Inizio con un saluto a te Giustino, e proseguo col dirti che sarò sincera, anzi schietta: io sono oltremodo contentissima di questa nuova rubrica qui sul Pasto nudo (che già adoravo da prima per l’enorme e benefica energia con cui diffonde notizie e chiarimenti sempre molto interessanti! su temi interessanti…) perché sono un’appassionata di tè, perchè spesso parlandone mi capita di sentirmi dire che è un toccasana per quando si sta ammalati e perché fatico tantissimo anche a trovare libri e documentazione su quest’alchimia di piccole foglie (e non sempre e non solo)…per cui ti e vi ringrazio già da ora, sono molto entusiasta!! Aspetto il prossimo post di inizio! I miei complimenti… a presto Lys

  40. Gigliola ha detto:

    Sono impaziente!! a quando un nuovo post???

  41. Giustino Catalano ha detto:

    @Riso Mandorlino: Saluti a te Lys! Grazie. Sia io che Izn siamo felicissimi di questa rubrica e i vostri numerosi riscontri ci gasano ancor di più. A giorni. Pazientate per piacere! E con ciò rispondo anche @ Gigliola. :)

  42. laura ha detto:

    ho comprato su internet il Thè verde gunpowder 24 filtri Damman . che ne dici? a me sembra buono

  43. Marina ha detto:

    Io uso nel tè solo una fettina di limone o lime.
    Vorrei sapere (anche se ho letto che nel tè non va messo nulla :P) se questi due ingredienti potrebbero alterare i benefici del tè…

  44. Giustino Catalano ha detto:

    @laura: Conosco bene la Maison francese e il tè. La Damman’s ha due linee commerciali, una italiana ed una internazionale. La seconda ha linee di tè più rari e curati. Appartiene a questi tè una buona selezione sfusa, nell’ambito della quale segnalo su tutti il tè giallo Meng Ding Huang Cha, in bustina. Sotto il profilo “biologico” i tè non sono certificati come tali, se non in rari casi.

    In merito al Gunpowder (che alla lettera significa polvere da sparo – nome derivatogli dalle foglie arrotolate in piccole palline) il suo uso più comune è quello in infusione con foglie di menta. Infatti i beduini del deserto, le popolazioni berbere e i cosiddetti mitici uomini blu sono soliti adoperare questo tè accompagnato in infusione con le piccole foglie della menta nana (tipica marocchina) e una fogliolina di assenzio per litro (mai più di una per litro, altrimenti rischierebbero la vita). Il tè che si ottiene viene abbondantemente zuccherato (questo per la gioia di chi ama lo zucchero nel tè.

    Una nota simpatica: Benchè l’Africa sia produttrice di tè (il Kenya è il 4° paese per quantità prodotte al mondo!) i popoli magrebini risultano essere i più grandi consumatori di tè di tutta l’Africa (senza produrne nemmeno una foglia!). Ma il tè che adoperano è tutto cinese! :)

    @Marina: rispondo a naso non essendo un chimico. Ritengo che l’aggiunta di limone o lime non intacchi sostanze benefiche quali i polifenoli o le epigallocatechine ma aggiunga al tè un’ulteriore dose di vitamina C. Fermo restando tale dato da verificare con un chimico per essere certi che non accada realmente nulla di riduttivo nelle proprietà benefiche del tè, mi piace di pensare che sia il limone che il lime siano biologici o coltivati senza alcuna aggiunta. Ove non fosse così, se proprio l’uso di tale fettina risulta indispensabile al proprio piacere (che va sempre messo dinanzi a tutto!), sconsiglio l’uso dei Lime acquistati (ovunque), in quanto per garantirne durabilità e conservazione vengono sottoposti a trattamenti che li rendono tutt’altro che salutari. Per avere una precisa idea la prossima volta che ti capita di andare in un supermercato prova a grattare lievemente con un’unghia la superficie di uno di essi. Noterai che rilascia un profumo sintetico e un sentore di amarognolo quasi fastidioso, ben lontano dal sentore dell’agrumato che dovrebbe avere. Quelle sono appunto le sostanze con le quali sono esternamente trattati i lime (conservanti, antimuffa e antifungini).

  45. Gigliola ha detto:

    Ma allora questa rubrica la portiamo avanti o no??? A quando il nuovo post???

  46. Daniela ha detto:

    Ma la rubrica sul come imparare a degustare i thé non riesco a trovarla…

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