Delicatessen

E va bene, faccio outing. Che poi sarebbe il cinquemillesimo outing da quando c’è il pasto nudo, ma questo però è grosso. Non lui, l’outing. Vabbeh, cominciamo dall’inizio. Ve l’ho mai detto che da piccola avevo due fratelli e mezzo?

sergio assisi attore
(scatto fotografico Mirta Lispi)

In realtà il mezzo fratello era mio cugino, che mezzo non è, visto che è decisamente molto ingombrante il ragazzo, sia fisicamente (tipo un metro e ottantatré) sia caratterialmente (questa la capirete nel corso della rubrica).

Vivevamo praticamente insieme, ma la parte che mi ricordo meglio sono le lunghe sessioni di gioco a Spazio 1999 dove io ero durante la prima serie la dottoressa Helen Russell (e poi ovviamente Maya), i miei fratelli erano uno Tony (quello sfigato che guidava le aquile) e l’altro il dottor spettinato-Victor Bergman; ovviamente la cuginosità interpretava il mitico Capitano Koenig.

spazio 1999 fake

Già allora avrei dovuto capire che Sergio avrebbe intrapreso la carriera di “non lo sa nessuno lo so solo io” aka rompiscatol/attore Sergio Assisi, attualmente idolo di una larga schiera di adolescenti (e non solo!).

Fatto sta che — sarà il sangue di famiglia — il ragazzo in questione, oltre ad imprimere la sua immagine sulla pellicola in giro per il mondo, si diletta molto a cucinare, ovviamente in modo consapevole (se no lo disconosco), tanto è vero che l’abbiamo avuto tra noi anche all’ultima lezione di cucina da Coquis.

Caso vuole che spesso il mio cuginastro passa da qui e pretende di cucinare lui, visto che è nato protagonista e non può accettare di non essere al centro dell’attenzione (pure di se stesso). Lo spiega bene questo bell’articolo che ho trovato sul post e che parla proprio del cibo legato al cinema: “L’atto di cucinare, forse più di ogni altro, è quello che permette all’attore di mostrare assoluta padronanza fisica e intellettuale della scena senza farlo sembrare compiaciuto o sopra le righe. Perché? Probabilmente perché mentre l’atto del cucinare ha una certa componente egocentrica e autoreferenziale (quale ottimo cuoco non è fiero della sua abilità?), preparare da mangiare per gli altri resta in ogni caso un gesto d’umiltà. Alla fine se stai cucinando, quello che fai, lo fai per chi si siederà a tavola, non per te.”

Così ho pensato che alla fine sarebbe stato carino aprire una finestra pure su questo scorcio della mia vita (vedrete che ne vale la pena) e aprire una bella rubrica nuova di zecca nella quale raccogliere le cose che decide di cucinare con quello che trova a disposizione sul momento. In pratica funziona così, lui arriva, manco mi saluta e si dirige direttamente alla porta del frigo, apre e tira fuori tutto alla rinfusa; dopo un po’ mi comunica cosa mangeremo. Da lì a fargli un po’ di foto (quando smetto di ridere) è un attimo.

Dopo un lughissimo brainstorming abbiamo pensato di chiamare la rubrica “Delicatessen”, in omaggio al bellissimo film francese dell’inizio degli anni ’90 che sicuramente già conoscete (e se non lo conoscete vi consiglio di guardarlo, per me è una pietra miliare dell’humor nero). Lo trovo molto adatto alla vena sarcastica del pasto nudo (abbiamo anche quella, non ci facciamo mancare nulla noi) 3:->

Orbene (ordunque). In pieno spirito pastonudista lascio la parola al capitano Koenig perché vi racconti come gestirà il tutto e cosa ha intenzione di farvi vedere (sempre se si ricorda chi è… non so se avete notato ma in famiglia siamo leggermente svaniti).

L’altro giorno un’amica mi ha detto che cucinare per se stessi è una perdita di tempo. Mi è venuta la pelle d’oca (a Napoli diciamo “o fridd ‘n cuoll”). Io credo che il rapporto con il cibo, come quello con la sessualità, definisca una persona per quello che è veramente.

Se sei da solo in casa e ti mangi due fette di bresaola dalla vaschetta di plastica del supermercato davanti alla televisione non ci sono storie: non ti vuoi bene, non ami la vita quanto andrebbe amata.

Purtroppo la mia consapevolezza si è svegliata solo da qualche anno; prima, un po’ perché durante la mia infanzia le possibilità erano veramente scarse, un po’ per la vita sregolata alla quale in seguito mi ha costretto il mio lavoro, non sapevo veramente cosa volesse dire mangiare con gli occhi ed il cuore aperti, anche se grazie al cielo sono sempre stato un buongustaio.

In questa rubrica vi mostrerò le cose che faccio io, un po’ particolari (io cucino strano) anche se la prima ricetta sarà abbastanza normale perché la mia cuginaccia mi controllava passo passo, e se la conoscete potete capire che la situazione non era molto rilassante. Molte delle ricette probabilmente verranno dalla tradizione napoletana, ma potrei prendere facilmente spunto anche dalla cucina dei paesi che mi trovo a visitare per lavoro (no, giuro che i ragni caramellati, che potete vedere qui sotto se avete lo stomaco di aprire la finestra, ve li risparmio: persino io non ho avuto lo stomaco di assaggiarli – comunque il serpente sa di pollo).

Spero che ci faremo un sacco di risate e riusciremo anche ad imparare cose nuove… adesso vado in cucina, che qua, come dice la izn, mica stiamo a pettinare le papere :-D

Sergio Assisi

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10 comments

  1. claudia ha detto:

    Nooo, lo sapevo che non dovevo aprirla… gosh! :-)
    Benvenuto, o cugino di Izn! Ma che, Sonia ti controlla daverodavero, mentre cucini? Che annnnsia… ahahah
    Bene, cosi’ da lontano mi tengo anche aggiornata sui nuovi idoli delle adolescenti italiane ;-)
    (comunque e’ vero, il serpente sa di pollo) :-)

  2. Loretta ha detto:

    Ciao Sergio, benvenuto tra noi!

  3. Federica ha detto:

    Ciao Sergio!
    Benvenuto! Dal corso di cucina che abbiamo seguito da Coquis (con tanto divertimento e tanta voglia di mangiare tutto!), ne è stata fatta di strada.. adoro Sonia quante idee meravigliose!!
    in bocca al lupo per la rubrica e sempre W la consapevolezza!!!

  4. Virginia ha detto:

    Conoscevo il blog ma non sapevo delle incursioni di Sergio, un motivo in più per seguirvi :)

  5. Rossana ha detto:

    Hai ragione! Come diceva il grande Massimo Troisi “avere in casa la macchinetta del caffe’ per una tazza è il massimo della tristezza!”

  6. SilviaAylys87 ha detto:

    Sono proprio curiosa di imparare le ricette napoletane…per me che sono milanese ;)

    Ma visto che sono assidua frequentatrice di un ristorante napoletano doc, penso che ci sarà solo da leccarsi i baffi!!!
    Ciao. Silvia

  7. paolita ha detto:

    Ammazza che occhi!!! per non dire altro….
    Ma dove lo tenevi nasconto Izn???
    Benvenuto Sergio!!!

  8. marisa ha detto:

    ue ue

  9. Martina ha detto:

    Ciao izn, non sapevo che tuo cugino fosse il mitico Sergio Assisi, hai ragione nel dire che nella vostra famiglia siete un pò svaniti, me ne sono accorta soprattutto con Sergio, che seguo assiduamente, perchè oltre ad essere un bellissimo uomo è un bravissimo attore (e a quanto pare anche cuoco), insomma è un personaggio poliedrico, a me piace soprattutto perchè è un pò svanito, è simpaticissimo e mi ha insegnato tanto, insomma per me è un idolo. I ragni caramellati fanno un pò impressione, non li mangerei mai, però non vedo l’ora di leggere le tue ricette, siete eccezionali, complimenti per la nuova rubrica. Baci :)

  10. silvia.moglie ha detto:

    ci piacciono i tuoi outing

    benvenuto suo cugino!

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