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Biscottini alla carota superbuoni

mercoledì, 2 dicembre 2009

Devo confessare che tra tutte le cose commestibili quella che mi piace di più in assoluto preparare sono sicuramente i dolci, biscotti e pasticcini in particolare, ma anche le torte quelle ripiene di qualcosa, tipo nonna papera, oppure le barrette, le merendine, insomma tutto quello che sarebbe meglio non mangiare spesso, e che però risulta essere una mano santa per la psiche accartocciata.

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Niente di più rilassante per me che prendermi quelle tre o quattro ore libere (che da quando c’è Emma sono diventate tre o quattro minuti), preparare tutti gli ingredienti di una ricetta che mi ha colpito particolarmente, in modo maniacale, ogni cosa nel suo contenitore pesata con precisione millimetrica, e lavare man mano i vari utensili, senza lasciarli accumulare uno sull’altro a formare le terrificanti piramidi azteche che invece mi ritrovo spesso a scalare nella mia cucina, perché devo sistematicamente interrompermi per questa o quell’altra esigenza contingente e correre da una parte all’altra della casa a fare qualcosa.

Quando poi i biscottini sono i suoi non c’è neanche da parlarne :-9

Seconda confessione: la prima volta che ho provato a farli ho combinato un disastro, ho cambiato il procedimento a causa di una piccola distrazione che avevo avuto a monte, e non ha funzionato (avevo anche sbagliato a tradurre “semolina flour”, pensando che si trattasse della semola rimacinata, e invece no, era proprio semolino, almeno a giudicare dalla riuscita molliccia).
Voglio dire, a mangiarli li abbiamo mangiati lo stesso, per carità, e che qui in casa zac si butta qualcosa? Solo che non potevo credere che i biscottini di Heidi fossero quella cosa lì.

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Quindi vi anticipo che se per caso vi venisse in mente di fare questi dolcetti con il solito metodo per la pastafrolla, cioè sbriciolando il burro nella farina con le dita, sappiate che *non funziona*, anche se “shortbread” è tradotto “biscotto di pasta frolla” o “frollino”, ma non funziona proprio, vi ritrovereste con dei dischetti mollicci (dal sapore direi più che accettabile comunque…).

In effetti non sono i soliti biscotti ai quali siamo abituati, sono meno croccanti e più morbidi, ma veramente uno tira l’altro, poi mi direte voi.

La seconda volta che li ho fatti, un paio di giorni dopo il primo esperimento, mi sono fatta furba e ho cambiato anche un paio di cose per adattare i biscottini al mio gusto: intanto partivano come biscotti alla mela e alla carota, e ho deciso di eliminare la mela, che mi allungava la lista degli ingredienti (eh eh, anch’io nel loop della lista breve), e grattugiare la carota con la microplane invece che con la grattugia per le verdure, che mi faceva venire fuori dei pezzettoni giganti.

Ma forse è meglio partire dall’inizio…

Ingredienti:
50 grammi di semolino
150 grammi di farina semi integrale
150 grammi di burro
100 grammi di zucchero grezzo scuro
1 carota di media grandezza
la buccia di un limone
1/4 di cucchiaino scarso di polvere lievitante

Setacciate la semola con la farina, la polvere lievitante e il sale, e mettete da parte (avete notato che gli americani hanno sempre questa cosa del “mettete da parte”? ma perché nelle ricette italiane non c’è mai questa cosa? Forse perché passa qualcuno che se lo mangia?).

Spazzolate bene la carota con la spazzola per le verdure, cercando di abradere la parte superficiale, e grattugiatela nel composto di farine con la microplane (o un’altra grattugia che vada bene anche per le verdure). Mescolate bene in modo che i pezzettini di carota siano tutti ben infarinati uniformemente, e poi fate lo stesso con la buccia del limone (e non dimenticate di annusare, ché una delle cose belle di stare in cucina è che si può approfittare per fare aromaterapia).

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In un’altra ciotola, un po’ più capiente, frullate il burro con lo zucchero fino a quando non avrete un composto leggero e gonfio; i granelli di zucchero dovrebbero sciogliersi più possibile, ma con lo zucchero grezzo non è facile che questo avvenga perfettamente.

A questo punto non vi resta che incorporare il composto farinoso al burro, il più velocemente possibile, formare la solita palla, schiacciarla a forma di disco (dell’altezza di due o tre centimetri), avvolgerla nella pellicola e metterla subito in frigo.

Questo impasto non è molto semplice da lavorare, perché si scioglie facilmente; per cui anche se nella ricetta originale Heidi parlava di lasciare l’impasto in frigo per un’oretta io ce l’ho lasciato tutta la notte, ché dopo il primo esperimento volevo assolutamente che questi biscotti venissero fuori come dovevano.

Il giorno dopo quindi, o comunque dopo che l’impasto si sarà ben indurito nel frigo, stendetelo sul ripiano infarinato allo spessore di circa un centimetro. Ritagliatelo con le formine che preferite, io ho utilizzato un coppapasta del diametro di 4 centimetri, quindi piuttosto piccolo, e semplicemente tondo, perché ho notato che i biscotti mentre cuociono non mantengono bene la forma.

Non so come cavolo abbia fatto Heidi, nella sua foto i biscottini hanno una forma deliziosa, tutta merlettata, e sono perfetti! Eppure ho seguito tutta la procedura standard, cioè li ho ritagliati molto velocemente, li ho posizionati sulla teglia del forno ricoperta di carta forno e li ho infilati in frigo per un paio d’ore o più…
Se qualcuna di voi ha un’idea di quale possa essere l’arcano, ditemi!

Giusto per vedere cosa sarebbe venuto fuori, con le rimanenze dell’impasto che ho rimesso insieme ho fatto un unico biscottone gigante e l’ho poi ritagliato a quadrettini (come vedete nella terza foto); se proprio non avete voglia di tirare fuori le formine, o se magari andate di fretta, questa soluzione non è male, ma tenete presente che vi giocate la parte croccante dei bordi che secondo me è la più buona.

Fine della digressione; insomma, dopo aver preriscaldato il vostro forno a 180°C e atteso che abbia raggiunto abbondantemente la temperatura infornate i vostri biscotti per una decina di minuti, o comunque fino a quando non saranno leggermente più scuri sui bordi.

Tirateli fuori, aspettate tre o quattro minuti che si solidifichino e poi lasciateli raffreddare su una gratella.

Si conservano bene per qualche giorno, ma come al solito, tendono ad evaporare in brevissimo tempo :-)

Altri biscotti sul pasto nudo:
Alberelli di zenzero
Biscotti basici
Biscotti fondenti al limone
Brutti ma buoni al cardamomo
Digestives del cavolo
Dolcetti di avena
Ghoriba
Le macine del mulino (l’altro)
Occhio alla lavanda
Paste di mandorla


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