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Labna

mercoledì, 9 settembre 2009

Adesso che ho fatto lo yogurt ho bisogno di utilizzarlo, visto che zac non lo ama e che io, nonostante mi piaccia molto, non sono abituata alla sua presenza costante nel frigo, e mi dimentico di mangiarlo :-)

labna Labna

Oggi stavo proprio riflettendo su quanto aver cambiato il mio modo di mangiare abbia cambiato anche il mio modo di pensare e di vivere, in molti sensi.
Voglio dire, quando stilo la lista della spesa devo ragionare in maniera molto diversa rispetto a quanto facevo prima, prevedendo molte più materie prime e meno prodotti finiti; ad esempio se so che questa settimana devo preparare lo yogurt devo acquistare più latte, è uno scatto in più, un modo di ragionare a monte, non so se riesco a descrivere bene questa cosa, probabilmente a chi ha fatto scelte simili alle mie è più facile capire.

Quindi nella mia lista invece di scrivere latte, yogurt devo scrivere latte, latte (sapendo che il latte numero due è uno yogurt) e farina 0 invece di pane, e farina 00 (o di farro, etc) invece di biscotti e adesso, con questa ricetta di oggi, invece di scrivere latte, latte, formaggio spalmabile, dovrò scrivere latte, latte, latte!

A lungo andare temo che avrò una lista composta da tre o quattro parole o_O

Aiuto. Io ho sempre pensato di avere una memoria schifosa (nei momenti buoni la descrivo come “memoria selettiva”), e non riesco a capire come invece il ragionamento di cui sopra mi venga terribilmente spontaneo… non capisco se è proprio una questione di geni femminili (le nostre nonne hanno sempre ragionato così, o no?), oppure sono un genio della logica incompreso (incompreso soprattutto da me) :-/

Oltretutto questa cosa che sta accadendo è esponenziale, ogni volta scopro che tante cose che acquistavo le posso fare in casa ottenendo quasi sempre un risultato migliore, spendendo infinitamente meno, preparando piatti che incontrano esattamente i gusti miei e della mia famiglia, ed essendo certa di ciò che ci ho messo dentro.
E come vedrete tra un istante si perde cento volte meno tempo a farsi il labna in casa che ad andare a comprarlo al bio (e mica avrete pensato che avrei messo piede in un supermercato *normale*!).

labna02 Labna

Non so neanch’io come mai in questo non-luogo che è il pasto nudo chiacchiero di queste preoccupazioni per me piuttosto intime così facilmente; probabilmente soprattutto perché tutte le persone che sono capitate qui finora sono state gentili, colte, intelligenti e dolcissime nei miei confronti: mai un accenno di aggressività (per fortuna perché l’aggressività è una cosa che odio e rifuggo in ogni modo).
Questa cosa che sta succedendo mi spaventa un pochino, ma in senso buono, io non sono una surfista ma posso sicuramente paragonare la mia sensazione a quella che un surfista deve provare quando vede arrivare un’onda veramente enorme, che probabilmente gli farà ottenere ciò che più desidera in assoluto; una sensazione mista di paura, fascino e curiosità irresistibile.

Non è che io sia particolarmente coraggiosa, è solo che la curiosità e l’incoscienza superano la paura largamente, e così questa strada mi piace molto, perché istintivamente sento che sto seguendo ciò che è giusto (almeno per me), e razionalmente ogni singolo giorno raccolgo un nuovo motivo per farlo, dallo star meglio fisicamente allo star fuori da tantissime logiche commerciali.

Non sembra anche a voi che la scelta di nutrirsi in un modo diverso da quello che hanno cercato di inculcarci da quando siamo nati sia anche una scelta politica, sociale, che abbraccia ogni singolo campo della nostra vita?

Da quando mangiate in modo diverso, da quando preparate in casa tutto quello che vi viene in mente, la pubblicità in televisione ad esempio non vi sembra in larga parte patetica?
Con tutti quei mulini melensi, i fermenti dai nomi ridicoli che regolano l’intestino in una settimana altrimenti ce li riportate (guardate questa “opinione”), e le bambine vestite come trentenni in carriera… vogliamo parlare di quello che si inventano per le merendine… voi che ne pensate del tipo che fa colazione con i figli prima di andare a lavorare e tutti con la lingua contano quanti pezzetti di cioccolata trovano nel dolcetto non mi ricordo come si chiama anzi credo di averlo rimosso?

Perdonatemi questo sfogo, normalmente sono tranquillissima, ogni tanto però sbotto per una mezz’oretta, dev’essere la luna in cancro :-)

Tutto questo solo perché volevo presentarvi il formaggio spalmabile più facile del mondo:

Ingredienti:
1/2 litro di yogurt bianco intero
1/2 cucchiaino di sale integrale

Prendete lo yogurt, mescolateci il sale, mettete il composto in un panno sottile pulito a trama piuttosto larga (in inglese credo si chiami cheese cloth, qualcuno conosce il termine italiano?) e poi in un colino posizionato su un vasetto.
Io ho usato uno di quei contenitori di rete metallica che si utilizzano per bollire le verdure nel brodo mantenendole però isolate, in modo che non si spargano, e l’ho posizionato su un vasetto di vetro (lo slom di ikea va benissimo, potete vederlo qui), lasciando il coperchio aperto.

Poi dovrete mettere il il tutto in frigo per 12-24 ore (a seconda anche della consistenza che volete ottenere); lo yogurt scolerà buona parte del suo liquido e si trasformerà in un ottimo formaggio spalmabile.

In questa foto lo vedete condito con olio extra vergine d’oliva, semi di cumino, pepe nero e un po’ di paprika, ma potete sbizzarrirvi con qualsiasi cosa vi venga in mente, ho letto che qualcuno lo ha anche preparato in versione dolce senza aggiungere il sale all’inizio, ma non vi garantisco la riuscita perché ancora non ci ho provato.

È sorprendentemente semplice, buono, veloce da realizzare e versatile.

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