Ghoriba
martedì, 21 aprile 2009Questi biscottini di semola mi avevano già colpita molto esteticamente alla prima occhiata; poi, quando ho letto che erano marocchini non ho proprio potuto esimermi dal provare a farli.

Attorno ai diciott’anni ho passato momenti stupendi della mia vita tra la Tunisia e il Marocco, e tutto ciò che riguarda queste regioni e comunque l’Africa in generale ha un ascendente fortissimo su di me.
Questi dolcetti hanno una texture molto particolare, alcuni li avvicinano ai pavesini, ma sono meno leggeri e più sostanziosi. Sono piuttosto dolci, croccanti e un po’ sabbiosi, si avverte bene la semola di grano duro.
Rispetto alla ricetta originale, che ho trovato sullo Spazio di staximo, ho usato un solo tipo di zucchero a velo (eliminando quello vanigliato) e ho aggiunto la vaniglia “vera”. Inoltre non avevo l’olio di arachidi e così ho usato il preziosissimo olio di mandorle (alimentare) che uso per il bagnetto di emma.

Sono venuti fuori dei dolcetti molto adatti da sgranocchiare con un tè o un caffè; non sono i soliti biscotti, a me sono piaciuti (e anche a zac e alla piccola), però non li metterei nell’olimpo delle cose che preferisco; sono di quelle cose che ti fanno dire: “non ho capito se mi piace, dammene un altro; un altro… un altro…” :-/
Ingredienti:
200 grammi di semola rimacinata di grano duro
100 grammi di zucchero a velo
1 pizzico di polvere di vaniglia
20 grammi di burro
22 grammi di olio di mandorle
1 uovo
1 cucchiaino raso di polvere lievitante
1 pizzico di sale
zucchero a velo per la copertura
Scaldate il burro e l’olio di mandorle a fuoco molto dolce fino a che il burro non si sarà sciolto quasi tutto, poi spegnete subito così il burro finirà di sciogliersi nell’olio senza cuocersi.
Montate le uova con lo zucchero a velo (io l’ho fatto frullando lo zucchero grezzo) fino a quando non saranno bianche e spumose.
Aggiungete il miscuglio di olio e burro e montate ancora per un minuto.
Unite la semola, il sale e il lievito.
Lasciate riposare l’impasto in frigo almeno per un’ora (io ce l’ho lasciato tutta la notte).
Preriscaldate il forno a 170°C.
Foderate la leccarda del forno con la carta forno (io ho trovato la carta forno pretagliata… sarò una sfaticata, ma la trovo fantastica!) e mettete qualche cucchiaio di zucchero a velo in un piatto.
Prendete l’impasto e ricavatene delle palline grandi come una noce. schiacciatele leggermente ai poli e poi rotolatele generosamente nello zucchero a velo.

Dovranno essere ben ricoperte (guardate la foto) per avere l’effetto craquelé caratteristico di questi dolcetti.
Se l’impasto è troppo appiccicoso per maneggiarlo, aiutatevi spolverando le mani con lo zucchero a velo.
Infornate nel ripiano medio per un quarto d’ora-venti minuti; verso la fine della cottura teneteli d’occhio perché non devono colorirsi.
Saranno pronti quando si saranno formate le crepe.
Si conservano bene anche per tre o quattro giorni (non hanno resistito più tempo… io non c’entro nulla eh).
Altri biscotti sul pasto nudo:
Alberelli di zenzero
Biscotti basici
Biscotti fondenti al limone
Biscottini alla carota superbuoni
Brutti ma buoni al cardamomo
Digestives del cavolo
Dolcetti di avena
Le macine del mulino (l’altro)
Occhio alla lavanda
Paste di mandorla


