La merendina e l’asteroide della pubblicità

L’indomabile Sonia (furbescamente?) mi ha parlato, orrorizzata, della pubblicità che reclamizza il buondì Motta. Un po’ perché le fandonie che si inventa la pubblicità per reclamizzare il cibo industriale mi sono insopportabili e un altro po’ per spirito mercenario (la squisita pastiera che Sonia amabilmente mi elargisce ad ogni santa pasqua), accolgo il non tanto tacito invito dell’indomita a esprimermi su questo tema. Ed eccovi quanto opino.

asteroide
illustrazione di Warwick & Cambridge Universities via AFP/Mark A. Garlick, tratta da The Jakarta Post

Mamma mia, che pubblicità funerea e iettatoria! Tra l’altro vi devo confessare che ogni volta che mi si parla di asteroidi e meteoriti, il mio pensiero va allo smisurato corpo celeste che, a detta degli scienziati, provocò la scomparsa dei dinosauri dalla faccia della terra. E mi si accappona la pelle pensando all’incalcolabile numero di frammenti stellari vaganti nello spazio e al fatto che di tanto in tanto qualcuno di questi si dirige malintenzionato verso il nostro fragile pianeta.

Per fortuna siamo protetti dall’atmosfera, grazie alla quale questi missili cosmici si disintegrano per il calore che si sprigiona per effetto dell’attrito. Ma non sempre è così, perchè qualcuno, anche se a brandelli, arriva fino a noi. Perciò è bene non invocarli invano.

Lasciamo nell’eterna pace i dinosauri e tranquilli nel silenzio cosmico asteroidi e corpi celesti affini e parliamo dei tanti slogan che farciscono questa pubblicità per far apparire il buondì la quintessenza della bontà. Prima di esaminarle, vediamo di cosa sono fatte tali magnificate merendine. Le nomino al plurale perchè ce ne sono diverse versioni: classica, all’albicocca, al cacao, alle ciliege, alla cioccolata e integrale. Vi riporto gli ingredienti della versione classica perchè in fondo quelli fondamentali sono gli stessi per tutti i vari tipi in circolazione.

Gli ingredienti

Farina di frumento, zucchero, lievito naturale, oli e grassi vegetali (da palma e da semi di girasole), tuorlo d’uovo, granella di zucchero (4%), emulsionanti: mono-e digliceridi degli acidi grassi (si tratta di un additivo la cui sigla è E 471, fatto di grassi di origine varia e ignota e idrolizzati chimicamente in laboratorio), olio di girasole, latte scremato in polvere, sale, albume d’uovo in polvere, pasta di nocciole, aromi.

Che pensate di questa merendina che, stando alla pubblicità, ci permette di fare una “colazione che coniuga leggerezza e golosità”? Personalmente sono dell’avviso che un prodotto del genere fatto di 14 ingredienti, non è da giudicare né leggero né goloso se confrontato con una torta fatta in casa che di solito si basa sui 6 ingredienti canonici: farina, lievito, zucchero, latte fresco, burro e uova.

Una colazione a base di buondì ci appare ancora meno leggera e golosa di quanto voglia far credere la pubblicità se ci si prende la briga di leggere le informazioni nutrizionali riportate in etichetta. Una merendina (33 grammi) contiene 7,9 grammi di zucchero (un cucchiaio da minestra scarso), che è quasi del tutto aggiunto, e 4,3 grammi di grassi totali, di cui 1,9 grammi sono saturi.

Preciso che per zucchero aggiunto non si intende quello naturalmente presente in un alimento (per esempio, il fruttosio della frutta o il lattosio del latte), ma quello che si aggiunge in fase di trasformazione industriale (per esempio, il saccarosio, che è lo zucchero per eccellenza, lo sciroppo di glucosio e di glucosio/fruttosio, il fruttosio).

Se prendiamo in considerazione la raccomandazione dell’OMS di consumare una quantità di zucchero aggiunto inferiore al 5% dell’energia totale giornaliera, questa quantità per un bambino di 6 anni non dovrebbe superare i 20 grammi ripartiti nei tre pasti quotidiani, di cui 4-5 grammi a colazione. Con un solo buondì quindi il bambino già supera la quantità massima di zucchero aggiunto permessa a colazione e arriva quasi al 40% di quella massima quotidiana (basta un bicchiere di bevanda zuccherata come l’aranciata o la coca cola e quest’ultima è ampiamente superata).

La situazione è ancora più critica con i buondì al cacao, all’albicocca, alla ciliegia o al cioccolato: lo zucchero presente, anche in questi prodotti quasi tutto aggiunto, va dai 13 ai 15 grammi per unità (un cucchiaio da minestra bello pieno). Inutile dire che se il bambino di buondì invece di uno se ne pappa due, sballa di brutto con l’assunzione di zucchero.

Anche per l’apporto di grassi la situazione non è rosea. Sempre stando alle informazioni nutrizionali riportate in etichetta, i grassi totali e quelli saturi contenuti in un buondì rappresentano rispettivamente quasi la metà e circa il 60% della quantità massima permessa a colazione. A questi grassi vanno aggiunti quelli contenuti negli altri alimenti abitualmente consumati a colazione, come il latte (una tazza di latte intero contiene 7 grammi di grassi totali di cui circa 4 sono saturi) e la frutta secca oleaginosa. Pertanto è abbastanza probabile che anche con i grassi la colazione a base di buondì vada oltre le quantità lecite.

Quindi?

Insomma, per rispondere alla petulante e costantemente sorridente bambina dello spot pubblicitario che chiede ai due impacciati — e scalognati — genitori se esista “una colazione che coniughi leggerezza e golosità” la mia risposta è: sì, ma non è fatta di buondì e merendine similari. È fatta invece di buon pane impreziosito da burro e marmellata o da pomodoro sfregatoci sopra e olio extravergine di oliva.

Ma poi, a pensarci bene, che cosa significano esattamente i termini “leggerezza” e “golosità” riferiti a una colazione? Se per leggerezza si vuol fare intendere che il prodotto proposto non fa ingrassare e/o si digerisce con facilità, gli zuccheri e i grassi che contengono non gli conferiscono affatto queste qualità. E se per golosità si vuol fare intendere che il prodotto è appetitoso, beh di certo l’acquolina in bocca non viene se si considerano il numero degli ingredienti e la scarsa qualità di alcuni di essi, come gli aromi (di sintesi), il grasso di palma abbondante di acidi grassi saturi, il latte, scremato e in polvere, l’albume d’uovo in polvere (oibò!), l’additivo emulsionante.

A proposito degli additivi emulsionanti devo dirvi che recenti ricerche hanno gettato su di loro una pesante ombra di sospetto: potrebbero alterare la permeabilità intestinale e consequentemente aumentare il rischio di insorgenza di malattie autoimmuni.

Chiudo commentando un altro slogan della pubblicità del buondì: “soffice e ancora più buono per una colazione leggera ed equilibrata”. Che questa merendina non consenta una colazione leggera ed equilibrata lo abbiamo già visto. Che sia soffice, dobbiamo ammetterlo, ma dobbiamo anche chiederci se la sofficità sia índice di buona o cattiva qualità. Se consideriamo che qualsiasi cibo, se è troppo morbido, invece di essere masticato, viene inghiottito (soprattutto dai bambini) e la masticazione è importante per la digestione e quant’altro vi ho esposto in un uno dei miei ultimi post, possiamo concludere che la sofficità non è da considerare affatto indice di qualità. Tutt’altro.

Inoltre la sofficità di una merendina è un invito a nozze per un bambino che, ingurgitata una, ne manda giù rapidamente una seconda e forse un’altra e un’altra ancora. Nello slogan compare anche un “più buono”; in verità non si capisce rispetto a cosa sia stato fatta la comparazione.

Detto questo, devo temere di fare la fine orribile dei genitori della bambina e degli altri iellati personaggi della pubblicità fulminati da un impazzito asteroide perchè rei di aver negato l’esistenza di “una colazione che coniughi leggerezza e golosità”? No di certo perchè io mi sono messo al sicuro dicendo la verità, cioè che sì, esiste. Solo che non è il buondì ma il buon pane artigianale condito a dovere con nobili prodotti naturali.

Concludo.

Ho scritto questo post di getto. E ne sono oltremodo soddisfatto perché ho potuto esprimere tutta la mia contrarietà all’attuale andazzo della pubblicità a prodotti alimentari di scarsa qualità che si va facendo sempre più invadente ed aggressiva, sempre più imbonitrice e mistificatoria e negli ultimi tempi anche un po’… iettatoria. A pagarne le conseguenze sono ovviamente le persone meno consapevoli e per questo più vulnerabili, come i nostri bambini.

La scienza sta fornendo sempre più prove che sono soprattutto questi prodotti industriali ipertrasformati e iperzuccherati ad avviarli ad un futuro di obesità e malattie degenerative. Insomma, se ovviamente se ne abusa e il loro consumo diventa una consuetudine quotidiana, le merendine possono essere davvero devastanti per la salute.

Un’ultima doverosa considerazione.

Gli slogan trattati in questo articolo, come molti altri della pubblicità dei prodotti alimentari industriali hanno lo stesso valore (mistificatorio) e la stessa funzione (imbonitoria) delle fake news della política. Le persone più vulnerabili scelgono i prodotti alimentari o i candidati alle elezioni fidandosi di chi (industria alimentare o político) la spara più grossa e in maniera più convincente. Ora si sta parlando della necessità di un legge per evitare il diffondersi delle fake news.

Auspico che si inizi a discutere anche della necessità di regolamentare la pubblicità dei prodotti alimentari fatta di slogan accattivanti ma menzogneri.

Perché, vedete, l’alimentazione con cibo scadente e la politica di bassa lega (nessuna allusione al partito che porta questo nome) sono una combinazione devastante per la nostra salute. L’una fa ammalare il nostro corpo e l’altra è causa di malessere esistenziale, perché genera disoccupazione, perdita delle tutele sociali, condizioni di lavoro e stipendi da schiavitù del secondo millennio. Purtroppo tutto questo è già desolante realtà.

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2 comments

  1. Saraprimolab ha detto:

    Che bel ripasso! Ci voleva!
    A proposito di mono- e di-gliceridi degli acidi grassi, aggiungo che come allergica al maiale e derivati, sono una categoria per me bannata, proprio perchè tali emulsionanti, se non ne viene specificata l’origine vegetale, sono spesso di derivazione animale (dal maiale, appunto).
    Come ha espresso il Prof. molto chiaramente, rimango anch’io basita di come realtà e pubblicità siano lontani anni luce e di come sia fondamentale tornare ad ascoltare il proprio corpo – è lui che ci può dire che certi cibi proprio non vanno :-)

  2. Silvia Burato ha detto:

    Grazie prof! Eccezionale come sempre :-)

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